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Tullio Camiglieri
La grande avventura della pay tv
Mursia
Pagine 192
Prezzo: € 14,00
Politica, economia, giornalismo, gossip, scena pubblica e privata non sfuggono ai riflettori di questo libro, scritto in un momento particolare e interessante della storia tv in Italia.
Politica, economia, giornalismo, gossip, scena pubblica e privata non sfuggono ai riflettori di questo libro, scritto in un momento particolare e interessante della storia tv in Italia.
Prende le mosse dal 1989 “La grande avventura della pay tv” (Mursia, pp. 192, 14,00 euro), il saggio di Tullio Camiglieri – in libreria in questi giorni – che inaugura la collana di libri “Media”, edita da Mursia e diretta dal giornalista Francesco Specchia.
Camiglieri - presidente di Open Gate Italia, a lungo direttore della comunicazione di Sky e un curriculum radiotelevisivo che risale agli anni delle radio libere - racconta l’affermazione della pay tv nel nostro Paese ricostruendone con precisione e stile godibilissimo le tappe. Dal progetto, mai realizzato, di Carlo de Benedetti che per primo siglò un accordo con i francesi di Canal+ per importare in Italia il modello pay tv; ai tentativi fallimentari di piccoli imprenditori locali – come i toscani Tambini e Artigiani – ai quali non difetta l’intuito ma i capitali, ai piani segreti di Fininvest che, dopo anni di sperimentazione, all’indomani dell’approvazione della legge Mammì deve cedere il 90% della nascente Telepiù. Dagli esordi negli anni Novanta alla fase di espansione nel nuovo Millennio marcato sia dall’arrivo di Rupert Murdoch sia dalla guerra dei decoder e in ultimo dall’avvento del digitale terrestre, una tecnologia destinata a modificare ulteriormente i consumi tivù del Belpaese.
A conclusione del volume, oltre a un utile glossario, cinque saggi monotematici firmati da Marcello Berengo Gardin (Le occasioni mancate), Antonio Dipollina (Un calcio alla tv), Alberto Guarnirei (Pubblica, commerciale e un po’ pay: la Rai e la tv a pagamento), Marco Mele (Cronistoria politica ed economica della pay tv) e Maria Volpe (Come eravamo (e come siamo cambiati): fenomenologia sociale della pay tv) che approfondiscono gli aspetti sociologici, strutturali e politici della rivoluzione “a pagamento” che ha già convertito venti milioni di italiani.
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Franco Spicciariello
Introduzione alle relazioni istituzionali
Luiss University Press
Pagine 246
Prezzo: € 19,00
La cassetta degli attrezzi del lobbista: nuovi profili, nuove competenze
Le lobbies e le relazioni istituzionali hanno ormai conquistato un ruolo determinante all’interno delle società che si definiscono pluraliste, in altre parole in quelle società in cui l’interesse generale si è diviso in molteplici interessi particolari. La necessità di avere rappresentanza presso i decisori istituzionali, per ottenere la tutela dei propri interessi, ha fatto sviluppare le lobbies fino a farle diventare il canale preferenziale attraverso cui, nella maggior parte dei paesi occidentali, il decisore si informa e prende coscienza dei bisogni sociali. Questo ruolo, se attuato in determinati limiti legali e costituzionali, è sostanzialmente democratico. Le lobbies potenzialmente possono assicurare la rappresentanza di tutti gli interessi presso il decisore e quindi far sì che la decisione presa sia equa. Legittimare questa azione significa fare delle conquiste sulla strada della democrazia e della libertà.
Il proposito di questo lavoro - i cui autori sono Franco Spicciariello, partner di Open Gate Italia ed ex lobbista per Microsoft, insieme ad Emanuele Calvario responsabile Governance di Reti spa - è cercare di fornire gli strumenti di base di tutto ciò che un lobbista, o qualcuno che voglia formarsi come tale, dovrebbe sapere. Questo contributo non vuole essere ancora una volta un manuale, ma la cosiddetta cassetta degli attrezzi utile a individuare metodologie, competenze e nuovi profili professionali in grado di svolgere un’attività di governance nel rapporto pubblico privato. Per questo motivo il libro si apre con una vasta panoramica sulle fonti del diritto e, più in generale, sulla struttura istituzionale della Repubblica, caratterizzata in questo ultimo decennio da un processo di riforme che ha modificato profondamente il rapporto delle istituzioni con i soggetti attivi del territorio, cittadini, imprese, associazioni di rappresentanza, gruppi di interesse.
Il volume include una breve descrizione delle istituzioni europee, verso le quali molti lobbisti sono ormai “costretti” a indirizzare la propria attività, tenuto conto dell’impatto che le direttive comunitarie hanno sulle politiche pubbliche dei governi e dei parlamenti
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