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Il Governo
vara un comitato contro la pirateria.
Tullio
Camiglieri, presidente di Open Gate Italia, nominato esperto del
Comitato
Un danno allo Stato per
oltre 5 miliardi di euro l'anno, due dei quali bruciati per le
violazioni al diritto d'autore. È sempre più alto in Italia
l'allarme pirateria, a dispetto di tutto in continua crescita.
Parte per questo un comitato del governo che in due o tre mesi
cercherà di trovare soluzioni. «Senza intenzioni repressive
perchè l'esperienza ha dimostrato che non servono e ascoltando
tutti anche ai provider e mondo di internet dai quali ci
aspettiamo un aiuto», premette presentandolo alla stampa il
sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega
all'editoria Paolo Bonaiuti.
Il comitato avrà un assetto istituzionale (ne faranno parte i
capi di gabinetto di molti ministeri, il presidente della Siae,
rappresentanti della presidenza del consiglio e del ministero
dei beni culturali e Tullio Camiglieri e Giampaolo Letta
in veste di esperti) e il compito di ascoltare il più possibile
le voci del settore arrivando alla fine ad individuare nuove
soluzioni per combattere il fenomeno. I numeri dicono molto,
spiega Masi citando dati 2007 della Presidenza del Consiglio:
«Il danno prodotto in globale dalla pirateria ( dai vestiti e le
borse ai cd e i video) è stimato tra i 4,6 e i 5,3 miliardi di
euro l'anno». Sempre ieri la Federazione contro la pirateria
musicale ha reso noto che il valore della contraffazione
digitale in Italia si attesterebbe intorno ai 300 milioni di
euro, superando il valore dell'intero mercato discografico
nazionale che nel 2007 aveva fatturato 266 milioni di euro. La
media dei brani musicali ottenuti da fonti illecite sarebbe di
1300 per ogni pc dei circa sei milioni di utilizzatori delle
piattaforme p2p. Il fenomeno, che ha rallentato sul fronte
musicale, grazie anche alla crescita dell'offerta legale sulle
molte piattaforme disponibili, sta ora invece investendo in
pieno il cinema e l'industria dei videogiochi.

Il Messaggero - 15 gennaio 2008
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