• 18 aprile 2018

    5G E IOT, LA PAROLA A LAURA ROVIZZI

    Come riportato nei giorni scorsi, Open Gate Italia  ha partecipato attivamente all’ultima edizione di IoThingsMilan 2018 con l’intervento, durante la prima giornata, dell’AD Laura Rovizzi, sui fattori tecnici e regolatori indispensabili per lo sviluppo dell’IoT.

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    L’intervento di Laura Rovizzi è iniziato con una riflessione sul concetto di IoT, che consente di interconnettere qualsiasi dispositivo tramite il collegamento a internet, realizzando una gigantesca rete di cose e persone, che possono raccogliere, trasmettere, analizzare ed utilizzare i dati immagazzinati. Applicazioni fondamentali per lo sviluppo in primo luogo delle smart cities, in cui tutti i servizi saranno connessi: i trasporti verranno rivoluzionati dalle connected cars, dal monitoraggio del traffico in tempo reale e dallo smart parking; potranno essere implementati i sistemi di distribuzione energetica, ma anche sistemi di videosorveglianza, cassonetti intelligenti e monitoraggio ambientale e della qualità dell’aria e tanto altro.

    Ma anche il sistema produttivo, l’attuale industria 4.0, farà un ulteriore salto in avanti grazie alle nuove possibilità di controllo dell’intera filiera produttiva e diagnostica dei macchinari, all’ottimizzazione dei consumi energetici e all’introduzione della robotica. Laura Rovizzi ha sottolineato però come l’avvento dell’Internet of Things implica, sin da ora, l’adozione di un nuovo punto di vista e soprattutto di nuovi modelli di business volti a consentire il pieno sfruttamento di tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Le utilities, ad esempio, oltre al controllo e alla gestione della rete, sono sempre più coinvolte in servizi di automazione ed acquisizione dei dati dell’utente non solo nel campo energetico. E non a caso anche le principali telco italiane hanno iniziato ad offrire servizi IoT e stanno investendo sulle reti per implementare l’offerta con servizi a valore aggiunto, così come gli OTT hanno cominciato a sviluppare device e piattaforme che integrano e gestiscono i dati provenienti dai vari dispostivi smart.

    Secondo Rovizzi l’esito di questa rivoluzione digitale sarà non solo amplificato, ma strettamente legato all’introduzione del 5G, anche se per la realizzazione dei servizi IoT esiste già un vasto range di bande frequenziali e non tutte necessitano dell’allocazione di uno spettro dedicato. In ogni caso, il pieno sviluppo dell’Internet of Things dipende dalla realizzazione dell’infrastruttura 5G che, in Italia, è già in fase di sperimentazione in 5 città.

    Inoltre il nostro Paese, pur non avendo ancora assegnato le bande, è l’unico in Europa che si sta già adoperando per delineare il modello della futura asta 5G, avviando una procedura unitaria per l’assegnazione caratterizzata, tra l’altro, dal prevedere anche meccanismi pro-concorrenziali con un lotto dedicato ad un nuovo player sul mercato, diverso cioè da TIM, Vodafone e Wind Tre.

    Laura Rovizzi nel suo intervento ha parlato anche di regolamentazione, sottolineando che l’aggiornamento della stessa è una conditio sine qua non per la realizzazione dell’IoT e del 5G, a partire dalla necessità di mettere a disposizione del mercato il più ampio spettro frequenziale possibile. Infine, l’aumento esponenziale dei Big Data prodotti, renderà indispensabile lo sviluppo di una precisa regolamentazione sul loro utilizzo e gestione, mentre la caratteristica di network slicing del 5G, ovvero la possibilità per gli operatori di fornire la rete as a service e, dunque, di allocare le risorse in modo dinamico in base ai requisiti specifici del singolo business case, renderà necessaria una revisione del regolamento sulla net neutrality da parte della Commissione Europea.

    Cecilia Del Vecchio