• 11 October 2017

    All’EY Capri Digital Summit si parla di Digital Transformation

    di Ludovica Palmieri

    All’indomani dell’EY Capri Digital summit 2016-2017, il più importante evento in Italia in cui verificare lo stato della digital transformation, discutere gli assi di intervento prioritario, mettere a confronto progetti, risultati e idee a sostegno della competitività del Paese, si parla di accelerazione e crescita, grazie alla creatività e all’innovazione portati dal digitale e si può affermare che l’edizione di quest’anno è stata un vero e proprio successo.

    Con oltre 550 partecipanti e più di 90 relatori di spicco, l’EY Capri 2017 si è rivelato un’occasione preziosa per delineare una strategia di allineamento dell’Italia alle altre economie europee, cogliendo, naturalmente, nuove opportunità di business.

    Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nel suo intervento in diretta video, ha affermato che per rialzarsi dopo la crisi è fondamentale investire su formazione e lavoro: “Non basta accumulare PIL, è necessario puntare sull’aumento della produttività e sulla capacità di creare occupazione”. Il ministro ha poi continuato sottolineando che “è necessario creare una congiuntura tecnologica favorevole mettendo insieme industria e impresa 4.0.” Di pari passo, Padoan ha ribadito che è necessario implementare la PA affinché i benefici delle nuove tecnologie si possano percepire in maniera diffusa.

    A proposito di PA, Digitalizzazione è stata la parola chiave dell’intervento di Marianna Madia. Il Ministro della PA, anche in relazione all’intervento di Paolo Gentiloni, negli stessi giorni a Tallin per discutere a livello europeo di eGovernment, ha affermato che “La digitalizzazione della PA rende l’amministrazione più trasparente e semplice, inoltre è un mezzo anche per limitare la corruzione e le rendite di potere, perché è nella complessità che si annida ciò che non va”.

    Sull’importanza degli investimenti in infrastrutture come base per lo sviluppo tecnologico del paese, non solo in ambito pubblico ma anche privato, è intervenuto Antonio Samaritani, Direttore dell’AGID. Samaritani ha poi ribadito che i dati sono fondamentali per la pianificazione territoriale e per l’individuazione dei bisogni dei cittadini, concludendo che bisogna vivere il presente senza tralasciare di pensare al futuro e che “l’AGID può diventare il think tank – italiano – per fare un ragionamento di sistema”.

    Non è mancato l’intervento di Dorina Bianchi, Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che ha rafforzato l’importanza dell’entrata del Turismo nel piano Industria 4.0, in quanto settore destinato a crescere più degli altri e che, peraltro, ha un futuro interessante anche per le nuove generazioni. Sottolineando che l’avvento delle nuove tecnologie ha portato anche in questo ambito radicali cambiamenti, agevolando le operazioni legate alla programmazione dei viaggi.  In più, ha aggiunto che il turismo sta diventando sempre più il punto di “incontro fra il mondo della creatività e quello della tecnologia”. Perché: “Chi si occupa di turismo deve occuparsi di creare percorsi personalizzati, opportunità diverse per i vari luoghi.  Il mondo del turismo e della tecnologia – dunque – sono destinati ad adottare, sempre più, un linguaggio comune”.

    Il tema dell’istruzione adeguata è stato centrale anche per Enza Bruno Bossio, deputata Pd e membro della commissione Trasporti della Camera, che ha affermato: “Non saranno i robot a rubarci il lavoro, ma un’istruzione insufficiente: solo se sapremo cogliere queste sfide, garantiremo ai giovani di domani un futuro ricco di opportunità e possibilità” aggiungendo che la prima e fondamentale lacuna da colmare è quella relativa alle competenze digitali che, una volta acquisite, permetteranno all’Italia di colmare il gap con gli altri Stati occidentali.

    Nel complesso, dunque, a Capri si è respirata un armonia generale, dal momento che relatori e partecipanti si sono trovati d’accordo nel riconoscere l’importanza e la necessità di una trasformazione digitale in tutti i possibili campi di applicazione. È emersa una generale voglia di rinascita, crescita e sviluppo, espressa sia dagli esponenti delle istituzioni, sia da quelli delle imprese, come Luca Colombo, country manager di Facebook Italy; Alessio Rossi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e ancora, hanno preso parte ai tre giorni di convegno: Alberto Baban, presidente dei Piccoli industriali, Silvia Candiani, Ad di Microsoft Italia e Donato Iacovone, CEO Italia e Managing Partner Italia, Spagna e Portogallo di EY, che ha sottolineato in apertura del convegno: “La necessità di un cambiamento radicale della cultura d’impresa, per essere in grado di seguire società e mercato. […] Da sviluppare e sostenere attraverso nuovi modelli educativi, percorsi formativi basati sullo scambio e interazione”. Soddisfatta del corso dei lavori anche l’AD di Open Gate Italia: Laura Rovizzi, che ha presieduto ai tre giorni di summit con Lucia Feroce Direttore Generale della Società ed Erika Gagliardi strategy e regulation manager.