• 20 aprile 2018

    BANDA ULTRA LARGA COM’È E COME SARÀ.

    Scenari e prospettive per il prossimo futuro.

    La banda ultra larga rappresenta la condizione essenziale per realizzare a pieno anche in Italia la trasformazione digitale, con tutti i corollari che comporta: industria 4.0, pagamenti elettronici, sviluppo dell’IoT e via dicendo.

    E anche se al momento il nostro Paese non è in vetta alle classifiche, la Strategia Nazionale per la Banda Ultra Larga – SNBUL, piano messo a punto dal governo nel 2015, nel prossimo futuro inizierà a portare i primi importanti risultati.

    Secondo la relazione sui progressi del settore digitale in Europa – EDPR, basata su cinque parametri, questa è la situazione italiana.

    Connettività, nell’ultimo anno sono stati riscontrati miglioramenti per la banda larga mobile, legati principalmente agli avanzamenti nella copertura NGA.

    Al contrario, in relazione al Capitale Umano, i risultati italiani sono al di sotto della media e i progressi sono ancora pochi anche perché, nonostante i tentavi di sviluppare le competenze digitali, nel nostro Paese l’offerta di forza lavoro in grado di guidare la rivoluzione digitale è ancora scarsa, il che ostacola fortemente il progresso globale del sistema.

    L’Uso di Internet, terzo parametro considerato dall’EDPR, registra invece un risultato bassissimo: gli utenti italiani sono ancora molto restii ad utilizzare i servizi internet, specialmente per l’e-commerce e l’e-banking.

    E ancora, per ciò che riguarda l’Integrazione delle tecnologie digitali le imprese italiane hanno fatto importanti passi avanti, ad esempio sono state tra le prime ad utilizzare le fatture elettroniche ottemperando in tempi rapidi all’obbligo indetto dalla Pubblica Amministrazione. Naturalmente, anche il piano Industria 4.0, varato nel settembre 2016, ha contribuito all’aumento dell’integrazione delle tecnologie digitali.

    Infine per quanto riguarda i Servizi Pubblici Digitali, ultima nota dolente, la strada da fare è ancora lunga, dal momento che le banche dati della PA non sono ancora sufficientemente interconnesse da permettere una digitalizzazione delle procedure.

    Alla luce di questa breve panoramica, emerge come la strategia per lo sviluppo della fibra ottica in Italia necessiti di un’accelerazione che abiliterà la diffusione dell’informazione, lo sviluppo e l’adozione di nuovi servizi digitali sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Del resto, se è certo che la realizzazione di un’infrastruttura abilitante la banda ultra larga rappresenta una conditio sine qua non per la digitalizzazione del Paese e per rimanere al passo con l’Europa nei prossimi anni, è altrettanto vero che l’Unione Europea pone continuamente nuove sfide, come quella della Gigabit society che prevede reti ultraveloci, inconcepibili senza la fibra ottica e il 5G.

    Ludovica Palmieri