• 22 marzo 2018

    Big Data una risorsa fondamentale per l’economia 4.0

    Sarà stato un caso, ma ad Open Gate Italia si è parlato di Economia e Big Data proprio il giorno della nascita dello scandalo Cambridge Analityca. Lunedì scorso, infatti, nel pieno del clamore sull’abuso dei dati personali da parte di Facebook, Antonio Nicita, Ordinario di Politica Economica presso la Sapienza Università di Roma, ad oggi commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è intervenuto alla Scuola di Liberalismo con la lezione dal titolo: “Economia del dato, tra potere ed efficienza”.

    Nicita, grazie al particolare contesto che è la Scuola di Liberalismo, ha potuto affrontare da un’angolazione diversa, andando ad analizzare gli aspetti più complessi e meno dibattuti sui Big Data.

    Secondo Nicita è inadeguato analizzare il contesto economico odierno ostinandosi ad utilizzare  “categorie” che appartengono alla storia recente, ma ormai passata. E’ innegabile, infatti, che siamo nel pieno di una rivoluzione digitale, che ha portato con se il totale scardinamento delle strutture precedentemente vigenti sul mercato e la nascita di nuovi soggetti e nuove dinamiche.

    Con la virtualizzazione dell’economia il traffico dati ha subito una crescita esponenziale, andando a costituire una vera e propria miniera d’oro per tutte quelle piattaforme, OTT (operatori over the top) che vivono della quantità di utenti registrati e soprattutto del numero delle loro interazioni. Se ieri l’efficienza del mercato si basava sulla “common knowledge”, oggi assistiamo all’aumento vertiginoso di informazioni che non solo non sono più condivise pubblicamente, ma vengono persino prodotte e trasmesse inconsapevolmente dagli utenti. Per questo, ha sottolineato Nicita, è opportuno affrontare questo nuovo ecosistema economico adottando nuovi parametri e categorie, senza cadere  in un inutile pessimismo nostalgico che renderebbe impossibile qualunque tipo di sana evoluzione.

    La regolamentazione, sui temi riguardanti l’innovazione, è sempre un passo indietro rispetto ai progressi dei mercati evoluti (e questo non è detto che sia un problema). Nicita ha voluto infine lanciare l’allarme su come le autorità indipendenti internazionali in questo momento stiano focalizzando l’attenzione sui processi di esternalità e di asimmetrie informative che  abbiano un sistema di consenso informato o di contratto, o che siano massivamente replicabili. Il vero problema che nessuno sta affrontando, invece, è come regolare (e difendere) le informazioni personali acquisite da soggetti terzi senza consenso e replicabilità: ormai il grande fratello ci spia e fa affari con i nostri dati a nostra insaputa.

    Ludovica Palmieri