• 12 dicembre 2017

    Fake News, per il Financial Times questo è solo l’inizio

    Ed anche il Financial Times oggi ci mette in guardia sulle fake news, specificando in un articolo dall’eloquente titolo, Fake news: A world of pixel-perfect forgeries is coming, a firma di Helen Lewis che abbiamo solo iniziato ad aver a che fare con questo fenomeno.

    L’articolo illustra l’evoluzione che, in un arco di tempo brevissimo – appena 18 mesi – è stata compiuta dalle nuove tecnologie, sottolineando come “entro i prossimi dieci anni vivremo in un mondo disseminato di fake news, perfette anche visivamente, in ogni minimo dettaglio”. Infatti, i progressi non riguardano solo le tecnologie video, ma anche quelle legate all’Intelligenza Artificiale, attraverso cui i software, in un futuro non lontano, sapranno prendere decisioni in autonomia. Considerando, ad esempio, come sottolinea la giornalista, che la compagnia Nvidia sta già lavorando su un programma di IA che, incamerando a priori una notevole quantità di dati, arriva a distinguere le razze dei cani. Ma non solo, perché la stessa compagnia ha migliorato ulteriormente le capacità di discernimento della macchina inserendo, oltre ai dati, anche l’elemento della competizione. La Lewis ci spiega come due intelligenze artificiali lavorino insieme, l’una creando le immagini false e l’altra giudicandole, e la prima continua a produrre immagini fino a che la seconda non risulti più che soddisfatta. Del resto anche Google ha utilizzato una tecnica simile per far imparare al suo Deepmind il gioco cinese Go. Ancora, l’articolo ci dice che esiste anche una nuova versione dell’AI chiamata AlphaGo Zero che non richiede nessuna interazione umana, per apprendere i giochi, basta semplicemente inserire le relative regole.

    Chiaramente la giornalista specifica come al momento queste siano soltanto delle curiosità, ma che l’obiettivo di queste compagnie sia quello di sviluppare software che arrivino a dare un contributo importante nella vita di tutti i giorni, come perfezionare la guida autonoma delle automobili ad esempio. E gli ambiti di ricerca e applicazione in questo campo sono sterminati. Si passa da applicazioni che possono creare fotomontaggi con personaggi del mondo dello spettacolo, ad altre che possono dirci come saremo da anziani, o come saremmo dell’altro sesso.

    Infine la Lewis specifica come le conseguenze possano essere, allo stesso tempo, positive e negative. Basti pensare a tutte le fake news uscite nell’ultimo periodo, come il video in cui Obama parla di fucilazioni di massa, oppure all’articolo che diffonde la notizie del sostegno del Papa a Trump. Infatti, se l’esperienza delle fake news su facebook ci ha insegnato una cosa è quella che si tratta davvero di un piccolo esempio di quanto potrebbe accadere viste le enormi potenzialità della rete.

    In più, considerando la già rapida diffusione di queste notizie, c’è davvero da chiedersi quanto crescerebbe ancora tale fenomeno se supportato anche da video più che credibili.