• 8 marzo 2018

    Fintech, dilemma o treno da prendere al volo?

    Ieri sera nella nostra sede di Roma abbiamo ospitato un incontro su uno dei temi di più grande ma anche urgente attualità per permettere all’Italia di posizionarsi tra i primi paesi ad aver capito l’importanza delle opportunità messe in campo dal Fintech e coglierne così i frutti.

    Per raggiungere questo obiettivo, la tecnologia e l’innovazione da sole non bastano: le aziende che operano nel settore della Financial Technology hanno la necessità, più che mai adesso, di mettersi in contatto e di relazionarsi con il mondo della politica e con tutte le istituzioni, dal MEF alla Banca d’Italia, dall’Agenzia delle Entrate al MISE e altre ancora.

    Anche per questo Open Gate Italia si è posta il problema, già in parte analizzato nell’articolo dal titolo “Il dilemma della governance della finanza digitale” , analisi che ha mostrato che la buona volontà sembra ci sia, ma già si avverte un certo ritardo che l’Italia, oggi, non può permettersi.

    E allora chi sono gli interlocutori delle aziende, banche incluse, che vogliono cavalcare la sfida della Fintech e della finanza digitale?

    Open Gate Italia ha individuato e ospitato all’incontro di ieri sera, tra gli altri, il dottor Stefano Scalera, consigliere del Ministro dell’Economia e delle Finanze per gli investimenti e l’Onorevole Sebastiano Barbanti, promotore dell’indagine conoscitiva sull’impatto della tecnologia finanziaria e dell’emendamento, approvato in legge di bilancio, che ha abbassato la tassazione del peer to peer lending al 26%. Ciascuno dal proprio punto di vista, ha fatto il punto della situazione sulla finanza digitale nel nostro paese, naturalmente insieme ad alcuni tra i più tecnologici e innovativi player italiani.

    Per il dott Scalera, alla luce del suo lavoro quotidiano al MEF le tre questioni principali da approfondire a tutti i livelli sono la protezione dei dati personali, l’attento monitoraggio di quanto sta accadendo in Europa e l’analisi dei possibili sviluppi del sistema bancario nazionale, perché del resto non è da escludere che le Fintech possano essere la naturale evoluzione delle banche. A quanto è risultato dall’incontro di ieri sera, il MEF è aperto non solo alla discussione, ma anche alla collaborazione con tutti gli attori che, nel mercato nazionale, mostrano la volontà di approcciare questo nuovo settore in continuo divenire, purché le istanze degli operatori ben motivate perché se molto spesso basta abolire un vincolo per abilitare un business, è altrettanto giusto che le ragioni vengano spiegate nel dettaglio, con esempi concreti.

    L’Onorevole Sebastiano Barbanti ha esordito invece dichiarando l’importanza di: “tutelare il nostro sistema finanziario, le nostre imprese e i consumatori”, per poi dichiarare che: bisogna distinguere tra due tipi di innovazione, quella che fa cose vecchie in modo nuovo e quella che invece propone idee totalmente nuove. Le Fintech in quest’ottica possono contribuire in modo decisivo alla trasformazione digitale del paese, smettendo di essere rule-takers per diventare rule-makers, grazie ad una collaborazione attiva con istituzioni e politica”.

    E da parte delle aziende presenti possiamo dire che c’è stata una risposta più che positiva, rivelando l’effettiva esistenza in Italia di grande e potenziale sinergia tra operatori di settore, istituzioni e politica, perché il successo dell’uno, implica quello degli altri.

    Molto è stato fatto nella scorsa legislatura, sono stati aperti tavoli e intavolati dibattiti, si tratta di un piccolo capitale che non va assolutamente buttato e che andrà messo sul tavolo dei decisori appena possibile, perché si tratta di un tema di rilevanza nazionale sul quale anche la nuova legislatura vorrà e dovrà confrontarsi.

    Cecilia Del Vecchio