• 28 settembre 2018

    Frequenze, ecco perché suscitano tanto interesse

    Di Mario Mella – Membro Advisory Board Open Gate Italia

    In questi giorni c’è grande fermento legato alla fase di aggiudicazione delle nuove frequenze per le reti di nuova generazione denominate 5G.

    Asta che si preannuncia particolarmente agguerrita tra i partecipanti che, a suon di offerte di rialzo, contano di accaparrarsi nuove porzioni dello spettro radio, indispensabili per il funzionamento della rete mobile di quinta generazione.

    Dalle premesse dei primi giorni del processo di offerta, le pur rosee aspettative di incasso preventivate dallo stesso Governo, stanno per essere abbondantemente superate.

    Ma perché tutto questo interesse attorno a queste frequenze? E perché gli operatori fissi e mobili sono cosi disposti ad investire miliardi di euro per accaparrarsi le porzioni di spettro migliori?

    Il motivo è molto semplice: le reti mobili di quinta generazione rappresentato un punto di fortissima discontinuità tecnologica se confrontato con le 4 generazioni precedenti e, per ogni operatore mobile, avere tutti gli strumenti a disposizione per realizzarne una rappresenta un must per rimanere saldamente presente in un mercato competitivo quale quello della larga banda fissa e mobile.

    Cosa contraddistingue in maniera così marcata le reti 5G rispetto alle versioni precedenti?

    Semplificando l’analisi al massimo, possiamo dire che le prime 4 generazioni cellulari si sono contraddistinte una dall’altra per la sola progressiva capacità di gestire velocità trasmissive sempre più elevate fino a raggiungere, con l’ultima versione LTE advanced, il limite di svariate centinaia di megabit al secondo in download.

    La velocità della rete 5G, che sarà di ordini di grandezza superiore rispetto alle attuali, sarà solo una delle componenti innovative ma non certamente l’unica. La tecnologia 5G si basa su tre pilastri fondanti:

    eMBB (Enhanced Mobile Broadband)

    URLCC (Ultra Reliable and Low Latency Communications)

    mMTC (MASSIVE Machine Type Communications)

    Questi si traducono in capacità della rete di gestire:

    • Velocità elevatissime bidirezionali (10-20 Gb/s al picco)
    • Milioni di dispositivi per kmq
    • Rapidissimi tempi di risposta (bassissima latenza, inferiore a 1 ms)
    • Servizi anche su terminali in movimento ad altissima velocità (fino a 500 km/h)
    • Affidabilità massima (meno di 30 secondi/anno di disservizio)

    Traducendo queste caratteristiche in nuovi servizi, oltre rendere possibili elevatissime velocità di trasmissione, significa abilitare la cosiddetta Internet delle Cose (IoT), ovvero la capacità di mettere in comunicazione oggetti, macchine, sensori distribuiti, indispensabile per supportare i piani di industria 4.0, le smart cities e il progressivo piano di trasformazione digitale che tutte le aziende presto o tardi saranno chiamate a intraprendere.

    Inoltre, la bassa latenza e la massima affidabilità di rete saranno indispensabili per applicazioni di Telemedicina, Realtà Virtuale o Realtà Aumentata e per lo sviluppo di sistemi di trasporto a guida autonoma.

    Perché tutto questo interesse attorno all’acquisizione di nuove frequenze?

    La ragione è molto semplice: le attuali frequenze in uso per reti 3G e 4G non sono assolutamente sufficienti per gestire anche i servizi 5G, pertanto sono stati individuati 3 ulteriori porzioni dello spettro, oggi utilizzate per altri scopi, adatte all’erogazione dei nuovi servizi. Le bande interessate sono quelle a 700 MHz, 3.7 GHz, 26 GHz.

    A cosa serviranno?

    Le frequenze a 700 MHz sono le più pregiate perché, utilizzate insieme a quelle già in mano agli operatori a 800 e 900 MHz, consentiranno ampia copertura e ottima penetrazione all’interno degli edifici.

    La banda di frequenze tra 3.7 e 3.8 MHz è altrettanto strategica, perché è quella che consentirà il vero salto tecnologico del 5G, grazie alla realizzazione di una densa rete di microcelle (small cells) nelle principali aree urbane.

    La banda a 26 Ghz è altrettanto importante per i nuovi servizi, in quando capace di assicurare elevatissime capacità trasmissive, visto che lo spettro disponibile a quella frequenza è molto ampio.

    Fino ad ora abbiamo evidenziato solo i PRO delle nuove bande. Per comprendere meglio anche quelle che saranno le dinamiche di gara per l’aggiudicazione è importante comprendere anche gli aspetti negativi di ognuna di loro per le corrette valutazioni di merito.

    La banda disponibile a 700 MHz è molto poca e da sola insufficiente a garantire alte prestazioni. Inoltre, essendo oggi occupata dai servizi broadcast TV, non sarà disponibile prima del 2022.

    La banda a 3.7 Ghz, pur essendo già oggi immediatamente disponibile, permetterà prestazioni adeguate solo a patto di disporre ampie porzioni di banda (almeno 80-100 MHz per operatore). Il problema è che a gara ci sono solo 2 lotti da 80 MHz e 2 da soli 20 MHz, a fronte di almeno cinque pretendenti. E’ qui che si sta verificando la massima competizione.

    La banda a 26 Ghz è altamente performante, ma solo su brevi distanze e con piena visibilità tra antenna e terminale. Pena rapidissimo deterioramento delle prestazioni. Sarà comunque importante per essere utilizzata insieme ad altre bande per aumentare la velocità di trasmissione in aree particolarmente concentrate e dense.