• 20 agosto 2018

    “Made in Italy” alla conquista dell’e-commerce

    Anche se più lentamente rispetto al resto d’Europa, in Italia cresce l’e-commerce che, quest’anno, arriverà a toccare un valore di 27 miliardi di euro, ben 3,6 miliardi in più del 2017. E sebbene le percentuali riportate da Eurostat indichino ancora una media relativamente bassa (del 43%) per gli acquisti on-line, rispetto al resto dell’Europa (68%), c’è da ammettere che anche nel Bel Paese la situazione sta cambiando.  La figura chiave di tutto il processo resta il consumatore che, anche attraverso la rete, ricerca un rapporto personalizzato con il venditore, ragion per cui l’e-commerce, specialmente nel paese del “Made in Italy” andrebbe interpretato non come un’alternativa al negozio reale, ma come un’attività complementare al commercio tradizionale. In questo modo, attraverso lo sviluppo di una serie di promozioni e offerte volte a generare un’interazione tra l’on-line e l’off-line, si potrebbe incrementare il traffico su entrambi i canali. Va da sé che in rapporto all’e-shop anche il punto vendita tradizionale dovrebbe subire un’evoluzione, ponendo in primo piano il rapporto con il consumatore e non più esclusivamente la vendita, mentre in rete tempestività ed efficienza devono essere le prerogative fondamentali.

    D’altra parte, a fronte dei costi che possono scaturire dall’e-commerce, non solo in termini di software e sito web ma anche per quanto riguarda, pubblicità, magazzino e personale qualificato, rivenditori e pmi italiane dovrebbero tener presente che internet rappresenta il modo più facile per varcare i confini nazionali e arrivare ad un pubblico internazionale, potenzialmente molto ampio, anche in considerazione del fatto che fuori dall’Italia i consumatori tendono ad acquistare molto di più online (basti pensare che solo in Germania si arriva all’88% degli utenti).

    Infine, a favore dell’e-commerce emerge anche un altro dato: l’occupazione. Infatti, secondo uno studio della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi basato sul registro delle imprese, oggi il settore impiega quasi 6 mila addetti nella sola Lombardia e circa 26 mila a livello nazionale. E il numero delle imprese che si occupa di on-line continua a crescere, si tratta per lo più di aziende giovani, dislocate per la maggior parte a Roma, seguita da Milano, Napoli e Torino.

    Ludovica Palmieri