I big dell’e-commerce e i governi: i colpi di scena

Pubblicato martedì 20 Aprile 2021

In questi giorni abbiamo assistito ad uno strano scambio di ruoli tra i due big della logistica e dell’e-commerce: Amazon ed Alibaba.

Amazon e quel 70% …

In un magazzino e centro di distribuzione dell’azienda di Seattle, i quasi seimila dipendenti hanno votato contro. Hanno così deciso, con una secca maggioranza, di non aderire al sindacato. Si tratta di un test significativo del clima sociale nell’era di Joe Biden alla Casa Bianca. Il neo presidente, infatti, è un ufficiale sostenitore del sindacato e, nel recente passato, si era espresso a favore dell’azione delle Union (i sindacati americani).

L’esito dello scontro ha rappresentato una netta vittoria della Corporate America e una drammatica sconfitta dei sindacati.

La posta in gioco è presto detta. La sconfitta potrebbe segnare nuove e profonde battute d’arresto delle Union; scoraggiando ulteriori campagne di rilancio della sindacalizzazione negli Stati Uniti, in particolare in nuove aziende e settori, dal commercio elettronico al tech in generale. Ma il sindacato parla di conflitto ancora lungo e dal quale non intende ritirarsi.

È l’inizio della fine dei sindacati negli USA?

Multata Alibaba per concorrenza sleale

Le autorità cinesi hanno sanzionato il gigante dell’e-commerce Alibaba. La maxi-multa ammonta a 18,2 miliardi di yuan (pari a 2,78 miliardi di dollari) per abuso di posizione dominante.

L’indagine sull’azienda era già stata aperta a dicembre. L’accusa riguardava la richiesta di Alibaba di una sorta di esclusiva ai commercianti che desiderano vendere i loro prodotti sulla sua piattaforma. L’OTT chiedeva loro di evitare l’utilizzo di siti di e-commerce concorrenti. Le autorità di regolamentazione hanno determinato l’importo della sanzione; decidendo di imporre ad Alibaba una multa corrispondente al 4% delle sue entrate del 2019, pari a 455,7 miliardi di yuan.

I controllo sugli OTT

Questo intervento fa parte di una serie di iniziative del Partito comunista cinese finalizzate ad un maggiore controllo sui colossi dell’e-commerce e del web presenti nel Paese. Lo scopo è quello di favorire di una maggiore concorrenza scoraggiando posizioni di predominio industriale.

Alibaba è il più grande colosso mondiale dell’e-commerce per volume di beni venduti attraverso le sue piattaforme, ma questo non gli ha permesso di dettare legge con il placet del Governo. La Cina promotrice del libero mercato?

Arnaldo Merante

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