Indagine conoscitiva della Camera in merito alla transizione verso il 5G ed alla gestione dei big-data.

Pubblicato martedì 28 Gennaio 2020

PILLOLA_OGI_#35 L’audizione del MISE | SECONDA PARTE

Relatore: On. Mirella Liuzzi Sottosegretaria di Stato per lo sviluppo economico.

 

Sicurezza delle reti 5G

La sicurezza delle reti 5G è un tema complesso, sia per l’elevato traffico dati, sia per l’architettura che le compone. Infatti, sono costituite da una pluralità di segmenti diversi che svolgono funzioni complesse, da quella di accesso radio, fino al core, il nucleo centrale del sistema. Ciascun elemento presenta una peculiare vulnerabilità.

Cyber Security

Il 26 marzo 2019, la CE ha raccomandato una serie di azioni e misure operative per rafforzare le attuali norme di sicurezza. Ogni Stato membro ha effettuato la valutazione nazionale dei rischi e aggiornato i requisiti di sicurezza vigenti a carico dei fornitori di rete, per garantire anche la sicurezza delle reti pubbliche. Nei prossimi mesi la Commissione provvederà a elaborare il documento di valutazione del rischio 5G, che sarà utilizzato come base per definire eventuali misure di sicurezza.

«Golden Power»

Considerati i rischi che potrebbero derivare dalla nuova tecnologia, nell’ordinamento nazionale è già operativa la normativa sull’esercizio dei poteri speciali del Governo, il «Golden Power», volta a tutelare gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale.

In questo quadro normativo si innesta il decreto-legge n. 105/19 sul perimetro di sicurezza cibernetica. Obiettivo del DL è di assicurare un elevato livello di sicurezza delle reti, dei servizi informativi e dei servizi informatici di PA, Enti e operatori nazionali pubblici e privati, da cui dipende l’esercizio di una funzione essenziale per lo Stato.

Cyber Act

La normativa sulla sicurezza cibernetica anticipa quanto previsto dal regolamento dell’UE, cyber act, che rivede il mandato dell’Agenzia dell’Unione Europea per la cyber sicurezza e introduce uno schema unico di certificazioni a livello europeo.
Il decreto rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia per la sicurezza cibernetica, dal momento che determina le modalità per l’individuazione dei soggetti, pubblici e privati, che devono essere inclusi nel perimetro di cyber security. Il 5G richiede lo sviluppo di una normativa ad hoc per tutelare gli interessi nazionali, garantire la sicurezza delle reti e la piena operatività delle stesse in tempi brevi.

Il Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN) istituito presso il MISE, seguirà le attività di verifica obbligatorie sugli appalti. In particolare, il CVCN accerterà la sicurezza e l’assenza di vulnerabilità di hardware e software impiegati in reti, sistemi informativi e servizi informatici. Inoltre, il CVCN, in collaborazione con i Centri di valutazione, si occuperanno di decidere quando esercitare i poteri speciali sulle acquisizioni relative alla tecnologia 5G.

Domande della Commissione

Bruno Bossio – PD:

Il MISE e il Governo dovrebbero promuovere il 5G. Le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, l’internet delle cose, la blockchain, senza il 5G non esisterebbero. Adesso dobbiamo capire qual è il pericolo del 5G e dei fornitori extra UE. Non ci siamo posti questo problema quando Google, Facebook e altri hanno invaso l’Europa e l’Italia. Il 5G è solo una tecnologia abilitante e l’approccio deve essere di pubblicità e di progresso, non di pericolo.

Risposte

L’informazione

La corretta informazione costituisce la chiave per combattere l’ostracismo di alcuni comuni nei confronti del 5G. Lo stesso documento che verrà prodotto al termine di questa Audizione sullo sviluppo del 5G e la gestione dei BigData sarà fondamentale per superare problematiche e comune di alcune Amministrazioni locali.

Gaetano Pellegrino

 

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