NEW ENTRY IN MERCATI NON-CORE: POSTE ITALIANE E RAI

Pubblicato mercoledì 31 Marzo 2021

Innovazione tecnologica ma anche di mercato

La lettura dei giornali di queste settimane ha evidenziato la forte propensione di importanti gruppi pubblici e privati ad intraprendere percorsi di innovazione tecnologica, ma anche a progettare l’ingresso in business diversi dal proprio.

I casi più eclatanti sono sicuramente Poste Italiane e RAI.

Il Piano 24SI di Poste Italiane: arrivano i servizi energetici

Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane S.p.A. – presieduto da Maria Bianca Farina – il 18 marzo 2021, ha approvato il piano strategico quadriennale: “2024 Sustain & Innovate”.

Poste: pagamenti e mobile

Poste Italiane: “2024 Sustain & Innovate

Novità in vista per il segmento pagamenti e mobile: con il valore aggiunto dell’«ingresso previsto per il 2022 nel mercato dell’energia, facendo leva sul modello energy-fintech, con un’offerta equa, competitiva e di semplice comprensione», ha dichiarato l’AD Matteo Del Fante. L’azienda, dice Del Fante, punta sempre di più a «diventare il punto di accesso unico per tutte le esigenze quotidiane degli italiani» e a «massimizzare il valore della potente rete omnicanale», continuando «a investire sulle nostre persone, dimostratesi essenziali per il nostro successo».

La sostenibilità

Inoltre, prosegue l’AD: «a conferma della rilevanza dei temi ambientali per la nostra strategia, Poste Italiane diventerà un’azienda a zero emissioni nette entro il 2030».

La trasformazione del segmento Corrispondenza e Pacchi è in piena implementazione. Sarà la prima volta che i pacchi avranno un’incidenza sui ricavi più elevata rispetto alla corrispondenza, diventando un player logistico a 360 gradi con un business sostenibile. Il completo ridisegno e rinnovo della flotta dei portalettere, con adeguamento del load factor alla crescita del business dei pacchi, consentirà una riduzione delle emissioni del 40%, abilitata dall’introduzione di veicoli ibridi e completamente elettrici. Entro il 2021, due città italiane saranno completamente servite da veicoli elettrici.

RAI per la net-neutrality

Il consiglio di amministrazione RAI ha dato mandato all’unanimità all’AD Fabrizio Salini di chiedere la presenza della Rai ai prossimi incontri sul progetto di verifica della fattibilità di una società unica della rete in fibra ottica (AccessCo), in cui far convergere Tim e Open Fiber, portando in dote FiberCop (la rete secondaria di Tim con la quota di Fastweb in Flash Fiber e KKR) e, appunto, la controllata di Enel e Cdp.

Il CdA ha studiato lo sviluppo della banda ultralarga in funzione delle varie iniziative che coinvolgono RAI, tra cui la content delivery network (CDN), ossia la sperimentazione del trasporto dei contenuti in altissima definizione su reti in fibra ottica attraverso Open Fiber; il raggiungimento con i servizi RAI delle cosiddette aree bianche del Paese; il coinvolgimento della stessa RAI nello sviluppo del 5G e, non ultimo, le conseguenze della mancata considerazione del progetto di rete unica ultrabroadband sulla stessa società.

L’accordo fra RAI, RAIWay e Open Fiber per la sperimentazione di 24 mesi di modalità innovative di trasmissione di contenuti video, oltre al già citato fra Sky e Open Fiber, dimostra che l’accoppiata fibra ottica/broadcaster è un’opportunità. Anche perché, nel prossimo futuro, la rete IP diventerà la modalità più diffusa, se non addirittura l’unica, per la fornitura di contenuti di video-on-demand e real-time.

Se si aggiunge poi che la RAI controlla il 65% di RAIWay, la società delle torri di broadcasting utilizzabile per la diffusione della rete ultrabroadband in aree bianche e grigie in ottica FWA, il panorama è completo.

De Biasio: «Neutralità rete unica garantita se RAI è tra i soci della futura società»

Il consigliere di amministrazione della Rai, Igor De Biasio, ha dichiarato: «Sono molto contento che oggi il CdA abbia condiviso all’unanimità il fatto che RAI debba diventare attore attivo nel progetto della ‘rete unica’ di cui tanto si discute in questi giorni, nelle forme che il CdA riterrà opportune. A mio parere, un’effettiva e significativa presenza RAI tra i soci di questa futura società sarebbe fondamentale per garantire e presidiare la neutralità della rete e nello stesso tempo rappresenterebbe per RAI uno dei pilastri del piano industriale dei prossimi anni, quando il digitale e l’accesso ai contenuti digitali sarà sempre più strategico».

Arnaldo Merante

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