• 27 ottobre 2017

    Povertà Energetica, un tema all’ordine del giorno

    di Ludovica Palmieri

    L’incidenza della spesa energetica, negli ultimi anni, è fortemente aumentata, soprattutto per le famiglie meno abbienti e, come nel classico esempio del cane che si morde la coda, bisogna notare il modo in cui questo fenomeno vada di pari passo alle difficoltà economiche incontrate dalle famiglie nel realizzare investimenti per migliorare l’efficienza energetica delle loro abitazioni.

    Considerando poi che i dati sono allarmanti, dal momento che in Italia, secondo Banca D’Italia, le persone in condizione di povertà energetica sono più di 3.900.000, le ragioni che hanno portato all’organizzazione del convegno: “Povertà Energetica in Italia: etica e industria per ridurre gli impatti” risultano evidenti.

    Organizzato da Assistal e Fondazione Barberini, con la sponsorizzazione di CPL Concordia, il convegno tenutosi presso il Tempio di Adriano – Camera di Commercio lo scorso 26 ottobre, è stato l’occasione per discutere delle politiche pubbliche da mettere in atto al fine di contrastare il fenomeno della povertà energetica, favorire lo sviluppo dell’efficienza energetica e, contemporaneamente, la riqualificazioni di palazzi e strutture.

    Illustri relatori si sono espressi sull’argomento, a partire da Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha dichiarato: “Il tema della povertà energetica non è un tema spesso all’ordine del giorno. La prima esigenza è prendere consapevolezza della situazione”, continuando poi: “non basta una legge, un regolamento, una norma centrale per porre rimedio al fenomeno. Occorrono azioni a livello regionale, locale, bisogna mobilitare la comunità con uno sforzo di coesione e coordinamento. Il Ministero delle Politiche sociali è a disposizione per collaborare a dare evidenza ad eventi che possano comunicare all’opinione pubblica l’importanza di questo tema. Una delle nostre priorità è informare i cittadini sulle agevolazioni a loro disposizione da parte dello Stato per sopperire a situazioni di difficoltà, che rimangono nascoste a causa dello stigma della povertà”.

    Il presidente di CPL Concordia, Mauro Gori, facendo un’analisi molto chiara della situazione, ha sottolineato che per contrastare la povertà energetica, sarebbe necessario lavorare parallelamente su due fronti – della domanda e dell’offerta – andando a “diminuire il prezzo dell’energia per uso domestico – in Italia molto più alto della media europea perché gravato da oneri fiscali complessivi, e cioè imposte e “oneri generali di sistema”, pari ad oltre il 30% della spesa totale in bolletta ” e riducendo il fabbisogno energetico delle famiglie tramite il miglioramento delle strutture, ovvero, come dimostrato dall’esperienza inglese, attraverso la messa in atto di “politiche pubbliche per l’efficienza energetica, ossia di misure di investimento a lungo termine, che agiscono a monte attaccando direttamente – e definitivamente – una delle maggiori cause della povertà energetica, cioè la cattiva qualità degli alloggi e degli impianti.” Gori, ha poi aggiunto, in linea con quanto sostenuto da Paoletti, che: “sotto l’egida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, titolare della delega per un intervento legislativo in ordine ai temi della povertà, possa essere promossa la costituzione di un organismo deputato a trattare il complesso insieme delle misure atte a contrastare lo specifico fenomeno della povertà energetica.”

    Pier Lorenzo Dell’Orco, Responsabile sviluppo partnership di Italgas, ha sottolineato come sarebbe utile, per ridurre i costi a carico dei consumatori, incentivare l’efficienza dell’infrastruttura del gas, dal momento che, ancora oggi, molti territori del Paese non hanno la possibilità di accedere al gas naturale. In conclusione del suo intervento ha parlato dell’importanza di sostituire i vecchi contatori del gas con dei moderni “smart meters” per rendere le famiglie più consapevoli dei loro effettivi consumi.

    In armonia con l’intervento di Livia Salvini, professore di diritto tributario all’Università Luiss, quello di Federico Testa, Presidente di ENEA, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Verona, partendo dal presupposto che la problematica della povertà energetica ha mille sfaccettature, ha messo in evidenza quello che, secondo lui, è il tema  più importante, ovvero la drammatica esclusione delle classi sociali più deboli, negli ultimi anni, “dagli interventi dedicati al risparmio energetico”. Sottolineando come siano stati finanziati “molti interventi che hanno riguardato finestre e caldaie in villette e case singole.” Mentre, poco o nulla è stato fatto “per dare la possibilità di conseguire risparmi energetici importanti (dell’ordine del 50% e più) alle famiglie che popolano i condomini delle nostre periferie, spesso edificati negli anni 50, 60 e 70, senza nessuna attenzione a questi aspetti. Con le leggi di stabilità dell’anno scorso e con quella in discussione nei prossimi giorni è doveroso individuare le modalità per porre rimedio a questa situazione”. 

    Molte sono le cose da fare, dunque, ma a quanto pare non manca la volontà da parte di Istituzioni, associazioni di categoria e aziende private di rimboccarsi le maniche e cominciare ad affrontarle, per fare in modo che, anche in questo campo, l’Italia possa arrivare quanto prima allo stesso livello degli altri paesi europei.