• 27 aprile 2018

    RIVOLUZIONE 4.0, PORTE APERTE ALLE NUOVE PROFESSIONALITA’

    La rivoluzione 4.0 che porta con sé l’avvento dei robot, delle intelligenze artificiali e di molto altro spaventa ancora. La stampa sta avendo un ruolo importante per sfatare la persistenza di questa convinzione e sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che in realtà queste innovazioni non tolgono lavoro, ma, al contrario, lo creano, facendone peraltro innalzare il livello qualitativo.

    Sono di questi giorni alcuni approfondimenti in merito, uno di questi sulla situazione in Toscana, dove il Corriere Fiorentino dà risposte in termini di numeri: “alla luce dello scenario all’avanguardia che si palesa nella sola Toscana – con più di 83 aziende che si servono di robotica, un fatturato di circa 5,5 milioni euro e una media 25 dipendenti – la formazione rappresenta la chiave per trasformare questa rivoluzione in un’opportunità”.

    E in effetti è questa la chiave, in qualunque area del nostro paese, dell’Europa, del mondo: la formazione. A tal proposito in Italia, un ruolo di primo piano sarà rivestito dai Competence Center, sostenuti dal Mise, che serviranno a portare la rivoluzione Industria 4.0 alle piccole e medie imprese. Maria Chiara Carrozza, professoressa di Bioingegneria industriale, ex rettore della Scuola Sant’Anna, in un’intervista ha recentemente sottolineato a tal proposito il ruolo di primo piano dell’ingresso della tecnologia nel processo produttivo, senza la quale le fabbriche diventerebbero obsolete e morirebbero, affermando: “Le macchine nella produzione industriale ci sono già. […] La quarta rivoluzione mira ad aggiornare e innovare la produzione, grazie all’intelligenza artificiale. La macchina aiuta l’operaio, non gli leva il lavoro. […] La macchina serve a migliorare le condizioni di lavoro, alleviando la fatica, aumentando la sicurezza. Chi dice che tutte le macchine levano il lavoro alle persone o lo peggiorano, non vede la realtà”.

    Una realtà che invece abbiamo visto essere interpretata negli interventi che si sono succeduti durante l’ultima edizione di IoThings Milan. Tra questi, quello di Gaetano Pellegrino sulla Digital Transformation, in cui il senior consultant di Open Gate Italia ha parlato delle nuove professionalità come quella del data Scientist e delle competenze richieste dal mercato, dei profili ritenuti più interessanti nell’immediato futuro e delle eccellenze in ambito universitario e industriale in varie parti del mondo.  Del resto, come ha sottolineato Pellegrino: “I numeri e le statistiche aiutano a comprendere la realtà, ma hanno bisogno degli strumenti giusti per essere analizzati e le competenze specifiche per valutarli.”

    Cecilia Del Vecchio