• 20 ottobre 2017

    Rosatellum 2.0, la legge elettorale che fa parlare di sé

    di Cecilia Del Vecchio

    Legge Elettorale in via di approvazione, incertezze, partiti e coalizioni in divenire, un periodo di grande fermento in cui Open Gate Italia, commissionando all’Istituto Cattaneo di Bologna una ricerca, ha voluto invitare a discuterne nella propria sede di Roma il professor Giovanni Guzzetta, il direttore di Askanews Paolo Mazzanti, gli Onorevoli Emanuele Fiano (PD), Andrea Cecconi (MoVimento 5 Stelle) e Andrea Mazziotti, Misto-Civici e Innovatori.

    Il titolo che l’Istituto ha deciso di dare alla ricerca è già di per sé assai eloquente: “Regole incerte, elettori mobili e partiti disorientati. Quale sarà il prossimo scenario politico-elettorale?”. Perché se ormai è quasi certo che la legge elettorale sarà nonostante tutto il Rosatellum bis, di certo non c’è niente altro. E gli stesi Onorevoli, ciascuno con motivazioni e argomenti diversi, durante la presentazione lo hanno confermato.

    Obiettivo dell’incontro, dunque, provare ad interpretare la realtà Italiana di oggi per ipotizzare cosa potrà diventare domani, partendo dallo studio effettuato dall’Istituto Cattaneo e dal presupposto che in Italia il mondo produttivo, del business e dell’innovazione è condizionato dalla politica, anche perché, come ha detto Andrea Morbelli, Head della divisione Public Affairs di Open Gate Italia “analisi come questa vengono realizzate secondo le legittime aspirazioni dei nostri clienti: imprese e cittadini. Soggetti non omogenei ma che ricercano le stesse particolari caratteristiche nel sistema elettorale e politico: chiarezza, rappresentatività e governabilità”.

    Foto Umberto Pizzi – Formiche.net

    E sono proprio questi i punti che emergono dalla ricerca dell’Istituto Cattaneo che dimostra, attraverso interessanti simulazioni che prendono in esame diverse possibili coalizioni, come il Rosatellum non possa garantire la formazione di una maggioranza stabile e di conseguenza una governabilità per il futuro prossimo nel nostro paese.

    Presentandosi infatti come un sistema elettorale misto con incentivi in parte divergenti, premia i partiti coalizzabili e incentiva forme di coordinamento strategico tra le forze politiche ideologicamente più affini, andando però a creare coalizione pre-elettorali che, verosimilmente, saranno diverse dai governi post-elettorali. Una maggioranza stabile? Solo attraverso larghe intese, che poi però, chiaramente, avrebbero evidenti difficoltà a governare. Date queste premesse, l’analisi sottolinea anche come in Italia la volatilità del voto, che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi appuntamenti elettorali nel nostro Paese, sia ancora e più che mai una questione di cui tenere conto: è ad oggi davvero impossibile prevedere il modo in cui gli elettori si comporteranno quando saranno chiamati alle urne e lo sarà probabilmente anche nei prossimi mesi, a campagna elettorale iniziata. E inoltre, il popolo degli “indecisi”, che si aggira intorno al 40% degli aventi diritto in Italia. Un fenomeno relativamente nuovo per il nostro Paese, con cui ancora i diversi schieramenti non sembrano ancora aver capito bene come comportarsi. Ma saranno loro a stabilire chi governerà il nostro paese per i prossimi cinque anni, dunque i “disorientati” partiti, come li definisce l’Istituto Cattaneo, dovranno pensare, e bene, anche a questo.
    Per ora i rappresentanti dei partiti che hanno partecipato all’incontro in Open gate Italia si sono espressi sul Rosatellum. Andrea Mazziotti, rispondendo al provocatorio titolo della ricerca, ha affermato che “l’unico modo per garantire un maggioranza sarebbe quello di cambiare radicalmente la legge elettorale, con un sistema maggioritario, a doppio turno, dichiarato però incostituzionale, o maggioritario secco all’inglese”. Emauele Fiano, che ne è relatore, descrive il Rosatellum come una legge elettorale con “un’indubbia spinta coalizionale, per cui è difficile anticipare l’effetto che avrà nei collegi”, ma dal momento che “non ci sarà mai una tecnica elettorale che permetta di risolvere conflitti politici, l’obiettivo è andare a votare con una legge di natura parlamentare, coerente tra Camera e Senato”. E infine Andrea Cecconi, del Movimento 5 Stelle che, come sappiamo, è tra i maggiori oppositori del Rosatellum ha espresso disappunto nei confronti di una legge che penalizza movimenti non disposti a formare coalizioni pre-elettorali e l’ha definita come un sistema che “riassume il disorientamento dei partiti” e tutela lo status quo, cercando di arginare ogni forma di cambiamento quando invece, oggi, ciò di cui l’elettorato è davvero stanco sono le solite dinamiche.

    Forse, come ha dichiarato in apertura il Professor Giovanni Guzzetta, il Rosatellum non è che un Mattarellum invecchiato, che ha perso vigore e volontà di attacco, in favore di una posizione più difensiva e consapevole del peso che hanno le leggi elettorali. Non manca molto comunque alla definitiva approvazione, siamo tutti in attesa di vedere poi come i disorientati partiti decideranno di orientare le loro politiche e la campagna elettorale che, di certo, non ci annoierà.

    Scarica lo Studio Completo a cura di Marco Valbruzzi e Rinaldo Vignati – Istituto Cattaneo
    “REGOLE INCERTE, ELETTORI MOBILI E PARTITI DISORIENTATI. QUALE SARÀ IL PROSSIMO SCENARIO POLITICO-ELETTORALE”