CRIPTOVALUTE IN EUROPA: IL FAR WEST HA LE ORE CONTATE?
Al vaglio dell’Europarlamento il regolamento MiCa
Lo scenario e le contraddizioni
Si sente parlare spesso di criptovalute, ma se ne sa ben poco. Il punto di svolta, però, è sempre più vicino.
Con l’aiuto di alcuni tra i dati più significativi, emersi da analisi e sondaggi, proviamo a ridefinire i confini dell’argomento più controverso degli ultimi anni.
Sulla base di un’analisi del 2022 condotta in sei grandi Paesi dell’Unione Europea, La BCE stima che ben il 10% delle famiglie in tali Paesi possieda criptovalute. Le famiglie ad alto e basso reddito sono quelle mostrano più interesse per le criptovalute rispetto alle classi medie.
“Un recente sondaggio di Pew Research, inoltre, mette la quota di cittadini statunitensi sopra i 18 anni che hanno investito, scambiato o usato criptovalute al 16%, con un picco del 23% tra gli individui di origine asiatica. Negli Stati Uniti e nell’Ue allo stesso modo, i giovani maschi sono la fascia demografica più propensa a esprimere un interesse per le criptovalute, nella speranza di guadagni rapidi e consistenti. I fondi di venture capital hanno versato $ 9,2 miliardi nel settore delle criptovalute nel solo primo trimestre del 2022 e tra $ 20 e $ 30 miliardi nel 2021. La maggior parte di questi investimenti ha riguardato società statunitensi e, a seconda delle stime, rappresenta dal 3% al 4% del totale dei finanziamenti di venture capital negli Usa.”
I dati preliminari per il secondo trimestre 2022 segnalano un prevedibile rallentamento degli investimenti in criptovalute
[Fonte Il Sole 24 ore]
Un mercato estremamente volatile e “criptico” quello delle criptovalute, data la non trasparenza degli scambi e degli assetti proprietari, i ricorrenti episodi di crisi degli operatori del settore e le quotidiane truffe. Tuttavia, tra lo stupore e l’incredulità, si registra un numero delle cripto-attività in notevole aumento.
Il bitcoin pone delle insidie, le cripto attività sono strumenti pericolosi: il mercato ribassista del primo semestre 2022, con dimezzamento dei prezzi delle principali criptovalute, presenta nuovamente questi dubbi dopo un periodo di euforia.
In un contesto così poco limpido e preoccupante, l’unica via d’uscita è il raggiungimento di una regolamentazione. Il traguardo adesso è finalmente sempre più vicino.
Una “bolla” dorata destinata a scoppiare e portare via con sé l’illusione dei guadagni facili e veloci anche per i possessori di disponibilità modeste, se non si adottano regole adeguate e controlli meticolosi a tutela della stabilità del sistema finanziario, attualmente minata.
La Banca d’Italia, in una Comunicazione dello scorso giugno 2022:
“Le cripto-attività possono generare rischi di vario genere.
Una rapida e ampia diffusione di questi strumenti potrebbe compromettere la stabilità del sistema finanziario a causa dell’interdipendenza dei soggetti che vi partecipano, regolamentati e non, nonché della mancanza di controlli e strumenti che possono limitare gli effetti di eventi sfavorevoli.Il mondo delle cripto-attività è infatti ancora largamente deregolamentato.
Sono in corso a livello internazionale ed europeo i lavori per disegnare un nuovo insieme di regole e di controlli per questi prodotti e per i relativi “ecosistemi” ma la loro entrata a regime richiederà ancora tempo”.
È proprio nel bel mezzo di un conclamato “inverno delle criptovalute” e di una fase di depressione delle quotazioni, che emergono i primi chiari tentativi di riposizionamento da parte delle piattaforme, in attesa di una chiara e solida regolamentazione del mercato e la conseguente possibilità di definire il perimetro degli asset digitali ancora poco chiaro.
Notizia delle ultime settimane, la svolta “green” di Ethereum e l’abbattimento dei costi energetici al 99,95%. C’è chi sostiene che renderà la blockchain più sicura e meno soggetta a truffe e attacchi. Chi invece di contro ritiene sarà più esposta a influenze negative, ma tutti concordano sul fatto che si tratta di un passaggio epocale e necessario, nonostante le possibili conseguenze incontrollabili, verso la “normalità”.
MiCa – Market in Crypto assets: arriva la regolamentazione europea sulle criptovalute
Una nuova fase storica sta via via prendendo sempre più forma. La promulgazione del MiCA e la conseguente regolamentazione delle cripto-attività sono ad un passo dall’ attuazione definitiva.
Ma facciamo un passo indietro.
Cosa intendiamo quando parliamo di MiCa e quali sono state le fasi principali che hanno portato al riassetto dell’economia contemporanea?
Formalmente il MiCa è un regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sui mercati delle criptovalute che modifica la direttiva UE 2019/1937.
380 pagine dedicate a normare i mercati cripto nei Paesi dell’Unione Europea.
Da settembre del 2020 si sente parlare della proposta di creare un quadro normativo omogeneo e coerente per le criptovalute su tutto il territorio dell’UE. La regolamentazione potrebbe entrare in vigore a partire dal 2024 previa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la traduzione nelle 20 lingue ufficiali della UE e un periodo di adattamento di almeno 12 mesi per consentire a tutte le parti in gioco di poter recepire e rispettare i nuovi obblighi.
“È importante garantire che la legislazione dell’Unione sui servizi finanziari sia adatta all’era digitale e contribuisca a un’economia pronta per il futuro che funzioni per le persone, anche consentendo l’uso di tecnologie innovative. La mancanza di un quadro generale dell’Unione per le criptovalute può portare a una mancanza di fiducia degli utenti in tali risorse, che potrebbe ostacolare in modo significativo lo sviluppo di un mercato in tali risorse”.
Nel testo approvato dal Consiglio è chiaro il messaggio.
Il quadro regolativo del MiCA andrà a stabilire, una volta approvato definitivamente, una serie di obblighi e parametri da rispettare per gli operatori del mercato delle criptovalute, in particolare per le piattaforme di scambio e per gli emittenti di token, basati su principi di trasparenza, equità e correttezza. Uno degli obiettivi a cuore del MiCA è ovviamente la protezione dei trader facendo leva su un impianto normativo omogeneo per tutte le giurisdizioni Continente. Oltre che la prevenzione del riciclaggio di denaro, la responsabilità delle società di criptovalute, l’impatto ambientale del settore e le stablecoin.
Il punto di vista dei player
Sono molti gli attori nel mondo della criptosfera che vedono con sospetto alcuni dettagli del nuovo regolamento UE.
Di contro, però, alcuni operatori del settore si sono espressi favorevolmente, convinti che questo consentirà al mercato di espandersi, in quanto le parti interessate comprendono quali sono le regole del gioco.
A tal proposito, non è tardata ad arrivare la posizione chiara del CEO di Binance. uno tra i più importanti Exchange di criptovalute, Changpeng Zhao, che ha affermato che il MiCA potrebbe diventare uno standard normativo copiato in tutto il mondo.
E ancora che la regolamentazione accelererà l’adozione delle criptovalute
“Credo davvero che la trasparenza normativa renderà più facile l’adozione delle criptovalute. Naturalmente, i primi ad adottare le criptovalute sono spesso libertari o anarchici e non accolgono con favore alcun tipo di regolamentazione. Ma per la gente comune, che rappresenta il 90-95% degli utenti, la regolamentazione renderà più facile investire in criptovalute. La trasparenza aiuterà sicuramente. Ma non sto dicendo che le leggi andranno bene. È necessario guardare ad ogni caso specifico. Ad esempio, alcuni Paesi vietano completamente l’uso delle criptovalute e, naturalmente, questa è una cattiva regolamentazione.”
È di questa opinione anche Alexander Hoeptner, CEO di BitMEX, la piattaforma di criptovalute sponsor ufficiale dell’AC Milan:
“L’intero settore delle criptovalute, che si tratti di Exchange, istituzioni o trader, ha bisogno di un quadro normativo chiaro e comprensibile che dia a noi e a loro sicurezza e stabilità nelle operazioni e negli investimenti. È davvero gratificante vedere come alcuni degli sforzi più importanti stiano avvenendo in Europa, e mercati come l’Italia o la Germania sono due buoni esempi. L’Europa è una realtà interessante in quanto mercato unico che apre le porte a molti altri e questo significherebbe un quadro comune e un regime normativo unico per decine di paesi. agevolati L’opportunità è enorme, ma il regolatore deve capire cosa deve regolamentare, e questo è il nostro compito come industria: gli operatori del mercato hanno la responsabilità di lavorare fianco a fianco con i regolatori per aiutarli a comprendere le possibilità offerte dalle criptovalute e a strutturare queste leggi, ma ci vuole tempo; ci stiamo lavorando tutti.
Dal punto di vista normativo, l’Europa è una realtà molto interessante, in cui è più semplice ottenere un’impronta significativa, perché c’è un unico set di regole da seguire. E sicuramente l’Italia è un mercato da non perdere di vista: essere regolamentati in Italia o in un altro Paese europeo permetterebbe di entrare in tutta l’Unione Europea.
L’Europa è il terzo mercato mondiale per le criptovalute e pensiamo che diventerà sempre più importante anche grazie alle nuove regole in discussione. Questo approccio è infatti molto più conveniente rispetto a quello dell’Asia o degli Stati Uniti, dove si deve procedere paese per paese. L’UE è un unico regime normativo per decine di mercati.
Maria Abate