Weekly Pills
I fatti salienti della settimana
3 – 7 agosto 2026
Sommario
1. La clausola di salvaguardia approda in Parlamento: l’Italia chiede 36 miliardi di flessibilità UE tra energia e riarmo
2. Ceuta al centro del vertice straordinario UE: confronto aperto sulle politiche migratorie
3. Il dl PNRR è legge: salta il lotto unico per gli Intercity
4. CdM: le ultime novità
1. La clausola di salvaguardia approda in Parlamento: l’Italia chiede 36 miliardi di flessibilità UE tra energia e riarmo
Il 5 agosto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha presentato alla Camera l’informativa sull’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, il meccanismo europeo che consente agli Stati membri di derogare temporaneamente agli obiettivi di bilancio per finanziare investimenti in settori prioritari. La richiesta italiana è di uno 0,6% di PIL per la sicurezza energetica e di uno 0,9% per la difesa, per un totale di 1,5 punti di PIL nel triennio 2026-2028: circa 14,4 miliardi per l’energia e 21,7 per la difesa, 36 miliardi complessivi.
La tempistica è stringente. La Commissione europea ha fissato la scadenza per la presentazione delle richieste a metà agosto; la valutazione è prevista in settembre, la raccomandazione formale all’Ecofin di ottobre. Soltanto dopo il via libera europeo il governo potrà procedere con uno scostamento di bilancio, sul quale il Parlamento sarà chiamato a deliberare in vista della legge di bilancio. Giorgetti ha precisato che sull’energia l’Italia chiederà il massimo consentito, mentre sulla difesa la scelta si ferma allo 0,9%, al di sotto della soglia dell’1% che era stata discussa nelle settimane precedenti.
Sul fronte parlamentare, i due rami del parlamento hanno approvato la mozione della maggioranza, non senza attriti interni. La Lega ha espresso riserve sul fondo SAFE, costringendo gli alleati a correggere il testo della risoluzione prima del voto per smussare il riferimento al programma europeo di riarmo. Il centrodestra ha poi votato compatto sul testo emendato. Il quadro è risultato più mosso sul versante opposto. PD, M5S e AVS avevano preparato una risoluzione alternativa, che chiedeva di orientare la flessibilità verso contrasto alla povertà assoluta, sanità pubblica e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. La risoluzione non è però arrivata al voto: la corrente riformista del PD, a cui fa capo l’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha rifiutato di votare contro il riarmo, rendendo impossibile presentarsi in aula senza registrare una spaccatura formale. Il M5S ha esposto cartelli “No SAFE” e votato contro.
L’esito dell’informativa consegna al governo un mandato parlamentare per negoziare con Bruxelles entro la scadenza di agosto, con l’obiettivo di incassare la raccomandazione europea in autunno e costruire la manovra di bilancio su una base di flessibilità già certificata.
2. Ceuta al centro del vertice straordinario UE: confronto aperto sulle politiche migratorie
Lo scorso 30 luglio, migliaia di migranti hanno raggiunto l’enclave spagnola di Ceuta attraversando il confine dal Marocco via terra e via mare, dando origine a una delle più rilevanti pressioni migratorie registrate negli ultimi anni sulla frontiera meridionale dell’Unione europea. L’episodio ha spinto i ministri dell’Interno dei 27 Stati membri a riunirsi in una sessione straordinaria per valutare una risposta comune sul piano della sicurezza delle frontiere esterne e della gestione dei flussi migratori.
Nel corso della riunione, i ministri hanno espresso solidarietà alla Spagna per la gestione dell’emergenza e concordato sulla necessità di rafforzare il contrasto alle reti di traffico di migranti. La Commissione europea ha inoltre manifestato disponibilità a sostenere Madrid anche attraverso risorse finanziarie aggiuntive per il rafforzamento del controllo della frontiera di Ceuta. Il Commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, ha evidenziato che la crisi ha rappresentato uno “stress test” per l’Unione, sottolineando tuttavia che non si è verificata alcuna compromissione dello spazio Schengen.
Il governo spagnolo ha rivendicato l’efficacia della propria risposta, evidenziando il rapido rimpatrio della quasi totalità delle persone entrate nell’enclave. Al tempo stesso, Madrid ha criticato la decisione dell’Italia di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere nei confronti dei collegamenti provenienti dalla Spagna, definendo la misura sproporzionata e chiedendone la revoca. Nel corso del vertice, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha inoltre lamentato una iniziale “mancanza di solidarietà” da parte di alcuni partner europei, pur riconoscendo che la riunione si è poi conclusa con un generale sostegno all’operato spagnolo.
L’Italia, tra i promotori della convocazione del vertice straordinario insieme alla Danimarca, ha difeso la scelta di reintrodurre temporaneamente i controlli, qualificandola come una misura cautelare prevista dal Codice Frontiere Schengen. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito la necessità di rafforzare l’azione europea lungo l’intera rotta migratoria, insistendo sul contrasto ai flussi nei Paesi di origine e di transito e rilanciando la proposta di sviluppare hub per la gestione dei migranti in Paesi terzi. La posizione italiana ha trovato l’appoggio di un gruppo di Stati membri favorevoli a strumenti di esternalizzazione della gestione migratoria, pur in presenza delle riserve espresse da altri Paesi, tra cui Spagna e Francia.
Sul piano politico, il vertice ha confermato una convergenza sulla necessità di rafforzare la protezione delle frontiere esterne e accelerare il contrasto ai trafficanti, ma ha anche evidenziato divergenze sulle modalità di gestione dei flussi migratori e sull’utilizzo degli strumenti previsti dall’area Schengen. Tra i principali dossier destinati a rimanere al centro del confronto figurano il possibile sostegno finanziario europeo alla Spagna, l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo, il dibattito sui centri di rimpatrio in Paesi terzi e la revisione degli strumenti comuni per prevenire future situazioni di pressione alle frontiere esterne dell’Unione
3. Il dl PNRR è legge: salta il lotto unico per gli Intercity
Mercoledì 5 agosto il Senato ha convertito in legge il decreto legge 107 del 26 giugno su infrastrutture e attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il governo aveva posto la fiducia sul testo licenziato due giorni prima dalla Camera: 104 voti favorevoli, 62 contrari, un astenuto. A Montecitorio il decreto era passato con 152 sì, 82 no e 7 astenuti.
Nato con 16 articoli, ne conta 25 dopo il passaggio parlamentare, che ne ha allargato sensibilmente il perimetro. La modifica politicamente più rilevante riguarda la futura gara per i servizi ferroviari Intercity: il testo del governo apriva alla possibilità di un lotto unico nazionale, opzione difesa richiamando le posizioni dei sindacati, ma osteggiata dalla Commissione europea in nome della concorrenza. Dopo giorni di stallo, un emendamento della commissione Bilancio ha cancellato ogni riferimento al lotto unico. Alle Regioni viene imposto il censimento del materiale rotabile da mettere a disposizione del vincitore.
Sul fronte dei cantieri, il decreto sospende fino al 31 dicembre 2026, su richiesta dell’appaltatore, il recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti in corso, per assorbire il rincaro dei materiali. Torna inoltre, per il semestre luglio-dicembre, l’esonero dal contributo addizionale della cassa integrazione per le imprese che sospendono l’attività a causa di eventi climatici eccezionali, ondate di calore comprese, con la stessa tutela estesa agli operai agricoli.
Infine la misura più visibile per i consumatori: il contributo di due euro sui pacchi extra-Ue di valore fino a 150 euro entrerà in vigore il 1° ottobre e non più il 1° luglio.
Il voto arriva mentre l’attuazione del Piano entra nella fase terminale, con le scadenze europee concentrate nella seconda metà dell’anno.
4. CdM: le ultime novità
Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 4 agosto a Palazzo Chigi, sotto la presidenza di Giorgia Meloni, per una seduta particolarmente densa che ha portato all’approvazione di tre decreti legge, numerosi disegni di legge e decreti legislativi, e due deliberazioni di rilievo su Ponte sullo Stretto e data center.
Il primo intervento riguarda i carburanti: il governo ha prorogato fino al 24 agosto la riduzione di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio – 14 sulle accise e 3 sull’IVA – già in vigore nelle settimane precedenti, a fronte del perdurare della crisi dei mercati petroliferi internazionali.
Il provvedimento più articolato della seduta è un decreto legge omnibus sulla funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, che raccoglie interventi su fronti molto diversi tra loro. Sul fronte dell’immigrazione, istituisce un ufficio per il processo stralcio presso le sezioni specializzate e autorizza l’assunzione straordinaria di 500 agenti di Polizia di Stato. Contro il caporalato, vengono stanziati 150 milioni per un piano pluriennale di alloggi per i lavoratori stagionali agricoli.
Il decreto interviene anche sul servizio sanitario, consente alle aziende sanitarie di affidare a terzi i servizi di emergenza-urgenza fino al giugno 2027, e dispone un commissario straordinario per gestire le mascherine acquistate durante la pandemia. Sul piano scolastico, i diplomi delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica vengono ridenominati lauree e lauree magistrali. Per gli enti locali con bassi tassi di riscossione dei crediti viene infine introdotto l’affidamento obbligatorio della riscossione ad AMCO.
Un terzo decreto legge introduce l’obbligo di compostabilità per alcune categorie di imballaggi – frutta e verdura, ristorazione, monoporzioni, ospitalità – per consentire all’Italia di avvalersi della deroga prevista dal regolamento europeo sugli imballaggi, a tutela della filiera nazionale delle bioplastiche.
Su proposta del ministro Crosetto, il Consiglio ha approvato un disegno di legge di riforma del Codice dell’ordinamento militare. Le novità principali riguardano la struttura di vertice – con la separazione della figura del Sottocapo di Stato Maggiore in due ruoli distinti e la nascita del Comando interforze Cyber Intel – il riordino delle carriere, la disciplina dei droni militari e degli aeromobili senza pilota, e l’istituzione di un Fondo per la ricerca scientifica e tecnologica militare con una dotazione di 10 milioni dal 2026. Viene anche istituita la figura dello specialista cyber militare.
Con procedura d’urgenza, il Consiglio ha approvato il disegno di legge di delegazione europea 2026, che conferisce al governo le deleghe per adeguare l’ordinamento nazionale a 20 direttive e 7 regolamenti europei, su materie che spaziano dalla tutela dei consumatori alla salute del suolo, dalla protezione delle vittime di reato al contrasto al lavoro forzato, fino ai servizi digitali, all’intelligenza artificiale e ai mercati finanziari.
Il Consiglio ha poi dato il via libera definitivo ai due decreti legislativi sull’intelligenza artificiale, già approvati in via preliminare a giugno. Il primo disciplina l’uso dei sistemi AI da parte delle forze dell’ordine: conferma il divieto di costituire banche dati biometriche con raccolta massiva dal web, limita il riconoscimento facciale in tempo reale ai casi eccezionali con autorizzazione giudiziaria, e introduce nel Codice penale il reato di omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi AI ad alto rischio. Il secondo definisce la governance nazionale, con l’ACN come autorità di vigilanza e AgID come autorità di notifica, e ribadisce il divieto di licenziamenti basati esclusivamente su decisioni algoritmiche.
Sul fronte dei grandi investimenti, il Consiglio ha dichiarato di preminente interesse strategico nazionale due nuovi data center: il campus hyperscale “K2 Strategic Infrastructure” da circa 400 megawatt nell’area metropolitana di Milano, per 5,3 miliardi di investimento, e il “Digital Vault Sulcis“, che punta alla riconversione dell’ex miniera di carbone di Monte Sinni a Gonnesa, in Sardegna, con un data center edge AI integrato con impianti rinnovabili per 1,49 miliardi. Con queste due deliberazioni salgono a sette i programmi di data center dichiarati di interesse strategico, per un totale di oltre 25 miliardi.
Su proposta di Salvini, il Consiglio ha adottato la deliberazione che dichiara la sussistenza di motivi di rilevante interesse pubblico per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, passaggio necessario ai sensi della direttiva europea sugli habitat naturali per proseguire l’iter autorizzativo.
Tra le nomine più rilevanti, Guido Stazi è stato nominato presidente della CONSOB.
Venerdì 7 agosto, ore 15