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I principali fatti dal mondo della politica
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Settimana
10/14
Giu

I fatti salienti della settimana

Settimana Politica n. 23/2024

10 – 14 giugno

Cosa ci dicono le elezioni europee

Alle elezioni europee per la X legislatura, la destra ha conseguito una significativa vittoria sia a livello europeo che in Italia. Dei 76 eurodeputati eletti dall’Italia, 40 appartengono alla coalizione di destra. Il partito di Giorgia Meloni ha ottenuto oltre il 28% dei voti, assicurandosi 24 seggi al Parlamento Europeo e rafforzando la presenza del gruppo ECR (Conservatori e Riformisti Europei). Anche il Partito Democratico ha riportato un buon risultato, raccogliendo circa il 24% delle preferenze, distanziando nettamente gli altri partiti di sinistra e contribuendo a un panorama politico sempre più polarizzato. la Lega rimane a galla, soprattutto grazie al sostegno del generale Vannacci, il secondo candidato più votato dopo Giorgia Meloni. Forza Italia, invece, ha superato la Lega di oltre mezzo punto percentuale.

Un risultato sorprendente è stato ottenuto da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che ha eletto Ilaria Salis, l’insegnante balzata agli onori della cronaca per essere stata accusata in Ungheria di lesioni personali ai danni di un militante di estrema destra, e Mimmo Lucano, sindaco noto per le sue politiche di accoglienza. In difficoltà, invece, i partiti di Matteo Renzi e Carlo Calenda, rispettivamente Stati uniti d’Europa e Azione, che non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 4%. Anche il MoVimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, ha ottenuto un risultato deludente, fermandosi intorno al 10%, mantenendo comunque un buon seguito in Campania e Puglia

I risultati italiani sono ancora “provvisori” A causa di un malfunzionamento del sistema informatico; si è ancora in attesa dello scrutinio di 78 sezioni della circoscrizione III, perciò l’Italia al pari di Spagna e Svezia non ha ancora comunicato al parlamento europeo i suoi risultati definitivi. La prima sessione della nuova legislatura è attesa per il 16 luglio, dove il Parlamento eleggerà il suo nuovo Presidente, i vicepresidenti e i questori e deciderà quanti deputati comporranno ciascuna commissione parlamentare.

L’Autonomia differenziata scalda gli animi alla Camera

Mercoledì 12 giugno l’Aula di Montecitorio ha vissuto momenti di tensione durante l’esame del disegno di legge sull’Autonomia differenziata. Le opposizioni hanno protestato intonando l’Inno d’Italia e Bella ciao, esponendo il tricolore, dopodiché il leghista Domenico Furgiuele è stato espulso per aver mimato una “X” con le braccia, gesto interpretato come il simbolo della “X” Mas. Dopo l’espulsione, Leonardo Donno (M5S) ha avvicinato il Ministro Calderoli porgendo un tricolore, scatenando disordini. Donno è stato circondato dai commessi della Camera e da deputati di maggioranza e opposizione; in particolare, Igor Iezzi (Lega) ha tentato di colpirlo al volto. Donno è successivamente caduto a terra ed è stato portato in infermeria, dichiarando in seguito di aver subito un colpo allo sterno. Diversi parlamentari sono stati sanzionati, inclusi Iezzi (sospeso per 15 giorni) e Donno, oltre ad altri deputati di maggioranza e opposizione.

Grande è stata l’indignazione di Giuseppe Conte che ha definito “inaccettabile” quando accaduto, annunciando poi una manifestazione prevista per martedì prossimo, organizzata assieme a PD e AVS. Ad ogni modo, lo scontro sull’Autonomia differenziata prosegue da tempo ed è destinato a proseguire ulteriormente, ameno fino al voto finale. Resta da vedere se ci si limiterà alle discussioni o se saremo testimoni di altre sedute a dir poco movimentate.

Al via il G7 in Puglia

Il vertice del G7 ha preso il via in Puglia, aprendo una tre giorni di incontri intensi e cruciali per il futuro della politica internazionale. Il tutto è cominciato con una sessione dedicata all’Africa, al clima e allo sviluppo. “l’Africa ci chiede un approccio diverso da quello che spesso abbiamo dimostrato in passato,” ha affermato la premier Giorgia Meloni, sottolineando l’importanza di un nuovo impegno verso il continente africano. La situazione a Gaza è stata il tema centrale della seconda sessione di lavori. “Confermo il sostegno unanime alla proposta degli Stati Uniti per il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e il sostegno e la protezione della popolazione civile,” ha dichiarato Meloni, evidenziando gli sforzi congiunti per evitare un’escalation del conflitto e promuovere una soluzione sostenibile basata su due Stati.

La terza sessione è stata dedicata all’Ucraina, con la presenza del presidente Volodymyr Zelensky. Gli Stati Uniti hanno auspicato di chiudere l’accordo sull’uso dei profitti degli asset russi congelati per finanziare la resistenza ucraina contro l’invasione. Durante l’incontro bilaterale tra Zelensky e Joe Biden, è stato firmato l’accordo di sicurezza tra USA e Ucraina. “Oggi gli Stati Uniti mandano un segnale forte del nostro fermo sostegno all’Ucraina,” ha annunciato l’amministrazione americana in un comunicato. L’accordo prevede che le risorse verranno “erogate attraverso molteplici canali che indirizzeranno i fondi alle esigenze militari, di bilancio e di ricostruzione dell’Ucraina”.  A margine dei lavori, non sono mancate le polemiche, come quelle sollevate dalle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron che ha sottolineato l’assenza della parola “aborto” dalla bozza del documento finale. “Non c’è alcuna ragione di polemizzare su temi che già da tempo ci trovano d’accordo,” ha dichiarato Giorgia Meloni. L’ultimo giorno del summit, sabato 15 giugno, sarà dedicato agli ultimi incontri bilaterali e si concluderà con la conferenza stampa finale della presidenza italiana alle 14:00.

Premierato, approvato l’articolo 5 della riforma costituzionale

Il Senato ha approvato l’articolo 5 della riforma costituzionale che introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio e un premio di maggioranza per le liste collegate. La votazione, avvenuta per alzata di mano, ha visto l’abbandono dell’Aula da parte delle opposizioni. Ignazio La Russa, Presidente del Senato, ha dichiarato: “Chiuderemo il dibattito martedì 18 giugno, con le dichiarazioni di voto dalle 15:00.” La riforma, secondo la maggioranza, mirerebbe a “garantire maggiore stabilità governativa,” modificando in modo significativo l’attuale sistema politico italiano. Le opposizioni hanno criticato duramente il provvedimento, definendolo “un attacco alla Costituzione” e “una svolta pericolosa verso un sistema autoritario.”

Venerdì 14 giugno, ore 18.30