Apple annulla il lancio di Apple Intelligence in Europa, scintille tra Cupertino e Bruxelles
A poche settimane dall’annuncio di Apple di non lanciare il suo attesissimo Apple Intelligence in Europa, si è sollevato un polverone che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo nei rapporti tra Silicon Valley e Unione Europea. Il colosso di Cupertino sembra voler sfidare apertamente le normative europee, mettendo a rischio l’accesso degli utenti europei alle innovazioni tecnologiche.
La cronaca degli eventi
Il 24 giugno scorso, l’Unione Europea ha reso noto che Apple potrebbe essere multata per aver violato il Digital Markets Act (DMA). La sanzione potrebbe arrivare fino a 38 miliardi di dollari, ovvero il 10% del fatturato annuo dell’azienda. La UE accusa Apple di limitare la libertà degli sviluppatori di app di indirizzare gli utenti verso alternative più economiche rispetto all’App Store, infrangendo così le regole sulla concorrenza. Solo pochi giorni prima, il 21 giugno, Apple aveva annunciato che il suo innovativo Apple Intelligence non sarebbe stato lanciato in Europa. Questo sistema di intelligenza artificiale è progettato per rivoluzionare l’uso dell’iPhone, assistendo gli utenti nella gestione della loro vita quotidiana e professionale. Tuttavia, l’assenza del lancio in Europa sembra una mossa preventiva, una sorta di avvertimento velato alla UE.
Apple Intelligence è un sistema basato su intelligenza artificiale che renderà il nostro iPhone super efficace nel gestire la nostra vita lavorativa e quotidiana. Sarà capace di ricordarci gli impegni, trovare i documenti di cui abbiamo bisogno, organizzare gli appuntamenti secondo la nostra agenda e molto altro ancora (come il potenziamento di Siri, finalmente all’altezza delle aspettative). Il mondo intero potrà farsi un’idea di come Apple intende sfruttare l’intelligenza artificiale per aiutarci nella quotidianità, ma non i 450 milioni di abitanti dell’Unione Europea. Come sottolineato da più parti, quella di Apple è una mossa preventiva: l’Unione Europea non ha fatto nessuna dichiarazione relativa a Apple Intelligence e non aveva (ancora) messo i bastoni tra le ruote al nuovo progetto di Tim Cook. Apple ha deciso di ritardare il lancio di Apple Intelligence in Europa, anche se il resto del mondo può già farsi un’idea di come la compagnia voglia migliorare la nostra esperienza quotidiana con l’IA.
L’Unione Europea, per ora, non ha detto nulla riguardo ad Apple Intelligence, quindi si potrebbe dire che Apple sta solo prendendo delle precauzioni. Secondo vari esperti, la preoccupazione è che sotto il Digital Markets Act, l’UE potrebbe richiedere che Apple condivida con i suoi concorrenti le informazioni che raccoglie su di noi, anche se sono salvate sui nostri dispositivi. Questo potrebbe dare un vantaggio ai rivali nel migliorare i propri prodotti, magari competendo direttamente con quelli di Apple.
Inoltre, c’è il rischio che le nostre informazioni, pur promesse sicure da Apple, possano finire in mani non proprio affidabili. Come riportato da Signorelli in un suo recente articolo pubblicato sulla testata Wired Italia, Jonny Evans su Computer World dichiara
“nonostante Apple si impegni a mantenere sicure le nostre informazioni, sappiamo bene che non tutte le aziende sono altrettanto etiche o affidabili, soprattutto da quando internet è stato inventato”.
Il cambiamento di strategia
Indipendentemente dalle ragioni di Apple, si tratta di un cambiamento radicale rispetto a come si sono sempre comportati i colossi della Silicon Valley.
Fino a oggi, Big Tech ha sempre seguito il motto “chiedi scusa, non il permesso”, implementando novità di ogni tipo senza farsi troppi problemi, salvo poi fare marcia indietro se l’Unione Europea – o qualcun altro – minacciava sanzioni di vario tipo. Viene da chiedersi perché Apple abbia deciso di procedere con tale zelo, arrivando a rinunciare alla diffusione del suo sistema di AI ancor prima che l’Unione Europea avesse qualcosa da ridire. E viene anche da chiedersi perché, invece di lavorare assieme alla UE per trovare una soluzione, abbia preferito annunciare a tutto il mondo la decisione di escludere l’Europa dalle sue novità.
Il timore è che Apple stia tentando di modificare le regole del gioco. L’Unione Europea ha finora utilizzato il peso del suo mercato (seconda economia mondiale) per imporre regolamenti e sanzioni. Per mantenere l’accesso a un vasto numero di consumatori facoltosi, le grandi aziende tecnologiche si sono sempre adeguate a normative come il GDPR (privacy), il Digital Services e il Markets Act (concorrenza), e l’AI Act (intelligenza artificiale). Adesso sembra che Apple stia cercando di sfidare l’Europa, minacciando di non rispettare le sue rigide normative e preferendo rinunciare a introdurre alcune innovazioni, rischiando così di relegare il nostro mercato a un ruolo secondario a livello tecnologico.
Apple potrebbe anche sfruttare la sua posizione di forza per fare pressione sulla Commissione e il Parlamento Europei, mobilitando i suoi milioni di utenti contro una regolamentazione percepita come eccessiva e dannosa per i consumatori e l’innovazione nel continente.
Non è chiaro se Apple riuscirà nel suo intento (ammesso che sia questo il suo obiettivo) o se l’operazione le si ritorcerà contro. Il vero rischio è che la società guidata da Tim Cook sia solo la prima delle grandi aziende tecnologiche a reagire. Cosa accadrebbe se anche Meta decidesse di ritirare alcune funzioni o prodotti? E se OpenAI, che ha già avuto problemi con ChatGPT in Europa, facesse lo stesso? E se seguissero Amazon, Google (che ha già ritardato l’introduzione di Bard) e altri? Il sospetto che la Silicon Valley stia cercando di liberarsi dalle restrizioni europee è difficile da dissipare.
Conclusione
Apple potrebbe star tentando di mandare un messaggio chiaro alla UE: le normative troppo stringenti potrebbero portare a una fuga di Big Tech dal mercato europeo. Questo scenario, sebbene al momento ipotetico, non è da sottovalutare. La Commissione e il Parlamento Europei potrebbero trovarsi di fronte a una crescente opposizione da parte di una popolazione che rischia di vedere ridotte le proprie opportunità tecnologiche. È difficile prevedere l’esito di questa sfida tra Apple e Unione Europea. Se Apple riuscirà a far valere le proprie ragioni o se questa strategia le si ritorcerà contro, solo il tempo potrà dirlo. Tuttavia, il vero pericolo è che Apple possa essere solo l’avanguardia di una ribellione più ampia da parte della Silicon Valley. Una ribellione che potrebbe trasformare radicalmente il panorama tecnologico globale, con l’Europa che rischia di pagarne il prezzo più alto. In questa partita a scacchi tra regolatori europei e giganti tecnologici, le prossime mosse saranno cruciali per determinare il futuro della tecnologia e dei suoi utenti in Europa.
Maria Abate
Fonte:
Wired, Apple ha deciso di ribellarsi alle regole dell’Europa? Andrea Daniele Signorelli
https://www.wired.it/article/apple-intelligenza-artificiale-ribellione-europa
La Repubblica, Apple Intelligence non arriverà in Europa Emanuele Capone