Rasssegna stampa 19 dicembre 2017
Il Fatto Quotidiano – 19/12/2017
E-cig: torna la vendita online ma solo per lo “svapatore”
CAMBIANO ancora le norme sulla vendita delle sigarette elettroniche: gli apparecchi tornano acquistabili online, ma non i liquidi di consumo. È quanto prevede un emendamento alla manovra approvato in Commissione Bilancio alla Camera. La modifica cambia di segno la stretta approvata pochi giorni fa al Senato con l ‘ emendamento Vicari: torna la possibilità di comprare sugli store online ” i dispositivi meccanici de elettronici, comprese le parti di ricambio ” , mentre rimane il divieto per i liquidi con o senza nicotina. Con un decreto dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli da adottare entro il 31 marzo 2018, recita la norma, saranno stabilite le modalità e i requisiti per l’autorizzazione alla vendita e all’approvvigionamento dellesostanze liquide da inalazione senza combustione contenenti o meno nicotinasecondo il rispetto del criterio della prevalenza per i negozi dell’attivitàdi venditadeiprodottie deidispositivi meccanici ed elettronici (escluse farmacie e parafarmacie), la capacità di garantire il divieto di vendita ai minori e la non discriminazione tra i canali di approvvigionamento.
Borsaitaliana.it – 18/12/2017
Ddl bilancio: Pd, regole chiare per vendita sigarette elettroniche
“E’ stata approvata la riformulazione del nostro emendamento sui prodotti a rischio ridotto che prevede il superamento delle norme introdotte con l’emendamento Vicari al decreto fiscale, consentendo regole chiare per l’autorizzazione dei negozi attuali e futuri”. Così i deputati Pd Alessia Rotta e Sergio Boccadutri sulla proposta di modifica al Ddl bilancio, relativa alle sigarette elettroniche, che tra l’altro riammette gli apparecchi e le parti di ricambio alla vendita online Quanto agli esercizi autorizzati, osservano i deputati della commissione Bilancio, “si evita la chiusura di migliaia di negozi e la conseguente perdita di posti di lavoro e si continuano a garantire i prodotti alternative alle sigarette. Inoltre la vendita in esercizi autorizzati assicura in ogni caso la qualità dei prodotti e la tutela di consumatori e concorrenza”. Rotta e Boccadutri concludono affermando: “Rimane da risolvere il tema della tassazione pregressa e futura, tema sorto dopo la recente sentenza della Corte costituzionale. Nelle prossime settimane, assieme ai rappresentanti del settore, chiederemo un incontro alle istituzioni competenti, affinché l’eccessiva tassazione non pregiudichi il consumo dei prodotti a rischio ridotto, rendendolo eccessivamente oneroso per i consumatori che troverebbero così più conveniente tornare alle sigarette classiche. Gli incontri saranno anche l’occasione per discutere di come risolvere il tema del pregresso relativo ai prodotti non nicotinici che rischia di mettere in crisi i produttori italiani”.
Borsaitaliana.it – 18/12/2017
Ddl bilancio: Anafe, avremo le tasse più alte sulla sigaretta elettronica
“L’unica certezza a conclusione della legge di bilancio è che l’Italia è, e continuerà ad essere, il Paese europeo con le tasse più alte sulla sigaretta elettronica. Anzi, l’unico Paese tra le grandi economie europee ad avere, in generale, una tassa sul fumo elettronico, peraltro anche sui prodotti senza nicotina”. Lo afferma Massimiliano Mancini, presidente di Anafe, l’associazione nazionale produttori fumo elettronico aderente a Confindustria, a seguito della votazione degli emendamenti sul fumo elettronico in Commissione Bilancio della Camera. “Il ministero dell’Economia – aggiunge Mancini in una nota – ha perso una grande occasione per mettere fine ad anni di incertezza, durante i quali l’industria del vaping, un fiore all’occhiello del made in Italy, è stata pressoché distrutta. Di fronte a questo scenario, non possiamo non rilevare la completa assenza dalla discussione del vice ministro all’Economia Luigi Casero, che non si è degnato neanche di comprendere cosa realmente stesse accadendo’.
Sigmagazine.it – 18/12/2017
Sigarette elettroniche, la stangata è servita: tassa piena su tutti i liquidi
Lunedì 18 dicembre 2018 è il giorno nefasto che passerà alla storia per il settore del vaping come il più complicato, ma anche come quello che ha segnato le sorti del settore. La Quinta Commissione della Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento di riforma del settore del vaping, inserendolo di fatto all’interno del decreto fiscale e andando così a sostituire l’ormai ex emendamento Vicari. Patrigni della riforma il Pd e gli alfaniani. 21 a 12 l’esito in votazione in commissione. Nonostante le ipotesi di trattativa il governo non ha ceduto. Ha voluto devastare un settore. C’è però una sorpresa: rispetto alla formulazione originale proposta da Rotta e Boccadutri (Pd), il governo ha cancellato le ipotesi di rimodulazione della tassa e il dilazionamento del debito pregresso per le aziende e ha reinserito il divieto di vendita per l’online. L’imposta sui flaconi con e senza nicotina rimane drammaticamente ferma a 0,37344 euro più Iva per ogni millilitro con o senza nicotina. In parole povere, circa 5 euro ogni 10 millilitri su tutti i liquidi, poco meno di 500 euro su un litro. Le aziende non avranno invece la possibilità di vedersi scontato il debito pregresso. Stiamo parlando di centinaia di milioni di euro. Un colpo pesantissimo che andrà ad intaccare tutta la filiera sin dalle radici. I negozianti non dovranno sottostare a licenza ma dovranno richiedere una semplice autorizzazione ad Aams che, in fase di decreto attuativo da emanare entro il 31 marzo 2018, non potrà porre limiti né all’approvvigionamento né alle nuove aperture. Ma con l’annunciato stato di crisi delle aziende di produzione anche il futuro dei negozi potrebbe subire gravi ripercussioni. Il web sarà cancellato. Permane il divieto totale di vendita online di liquidi con e senza nicotina. La Camera approverà la legge di bilancio giovedì 21 dicembre. A quel punto il mondo della sigaretta elettronica dovrà prendere atto di quanto deciso. (…).
Https://www.sigmagazine.it/2017/12/la-quinta-commissione-approva-rotta-boccadutri/
Sigmagazine.it – 18/12/2017
Sigarette elettroniche, una vergognosa ipocrisia tutta italiana
Negozi sotto licenza, web dichiarato fuorilegge, tassa abnorme su tutti i liquidi con o senza nicotina, nessuno sconto sul debito pregresso delle aziende. La sintesi di quanto ha deciso il Parlamento in questo ultimo mese è a dir poco devastante per l’intera filiera del fumo elettronico. Se è vero che la rete vendita potrà continuare a sopravvivere nonostante l’occhio attento di Aams, è anche vero che le aziende vedono messa a repentaglio la loro esistenza con cartelle esattoriali da centinaia di milioni di euro. E lo Stato, anziché concordare un piano di rientro dilazionato negli anni, ha preferito mettere a bilancio tutto e subito, pur sapendo che non incasserà nulla. Con il risultato di vedere da domani 30mila disoccupati, figli della miopia dello Stato, persone che impotenti che non possono far altro che prendere atto di una decisione assurda, ipocrita e folle di un governo che ormai, è assodato, è il braccio armato di burocrati o delle lobby dei tabacchieri. La dinamica degli eventi non lascia spazio a dubbi: il governo ha voluto armare il braccio di qualcuno per appropriarsi di un settore che, forse, stava cominciando a crescere troppo. Lo Stato non ha perso tempo ad inglobare un settore con la motivazione di regolamentarlo e stabilizzarlo. Il combinato disposto Consulta-Vicari ha fatto sì che la filiera fosse compromessa nella sua interezza, ma nello stesso tempo ha diviso i protagonisti in una sorta di guerra civile. Ognuno è stato impegnato a salvare la propria pelle: negozi contro Vicari, aziende contro Mef e Agenzia delle entrate. Di riflesso, negozi contro produttori. L’esito è stato terrificante. Sul terreno di battaglia sono rimaste le aziende; la rete vendita ancora respira ma è in agonia. Sia Anafe che le associazioni dei rivenditori hanno partecipato attivamente nel tentativo di salvare il salvabile. Le differenze di vedute e le comprensibili diverse priorità hanno fatto sì che spesso si andasse in ordine sparso. Ma era esattamente l’intenzione dello Stato, che ha messo in pratica la classica strategia del divide et impera. Si poteva fare qualcosa di diverso? Forse sì, tutti. Ad esempio, prendendo le distanze pubblicamente dai comunicati di Simona Vicari ogni qual volta scriveva di avere l’appoggio della filiera. I negozianti partecipando in massa alla manifestazione del 29 novembre, sacrificando un migliaio di euro di un giorno per difendere gli incassi dei prossimi anni. Se questa storia può insegnare qualcosa è che nel momento della difficoltà chiunque pensa a salvare se stesso. Il governo, lo Stato, lo ha sempre saputo e ha saputo coordinarsi di conseguenza. In conclusione una battuta sui parlamentari e sui cosiddetti opinion leader. Non conosciamo quali motivazioni abbiano spinto la senatrice Simona Vicari a sponsorizzare il testo emendativo da lei presentato. Prima o poi, però, dovrà avere l’onestà intellettuale di spiegarlo, se non per rispetto dei cittadini-consumatori-negozianti-produttori, almeno per rispetto del ruolo istituzionale che ricopre. (…).
Https://www.sigmagazine.it/2017/12/sigarette-elettroniche-vergogna-tutta-italiana/
Dire.it – 17/12/2017
E-cig, tutto quello che dovete sapere sulle sigarette elettroniche
Sulle sigarette elettroniche si sono spese tante parole, ma ancora è stata fatta poca chiarezza. Con una certa regolarità escono notizie contrastanti: sono meno dannose delle sigarette tradizionali perché evitano combustione e sostanze chimiche, sono più dannose delle bionde normali perché la vaporizzazione delle sigarette elettroniche favorirebbe la formazione di formaldeide, una sostanza più cancerogena del tabacco, sono sì meno dannose, ma non sono esenti da rischi per la salute. Insomma mentre il numero di svapatori cresce, l’orizzonte delle e-cig si fa sempre meno chiaro, fra proposte di legge per aumentare il prezzo delle ricariche liquide e sospetti di tossicità. Per fare chiarezza abbiamo intervistato il professor Riccardo Polosa, ordinario di Medicina interna dell’Università di Catania, che risulta essere l’autore più produttivo e autorevole nel panorama scientifico internazionale grazie alle sue ricerche nel settore e-cig. Perché le ricerche sulle e-cig portano spesso a risultati contrastanti? “Innanzitutto, perché la metodologia della ricerca viene impostata in modo erroneo e poi anche perché gli approcci alla interpretazione dei risultati non sono uniformi. Inoltre, esistono interessi contrastanti nella gestione del sapere scientifico e delle sue ricadute sui percorsi decisionali. Ad esempio, molti degli studi che evidenziano rischi per le e-cig sono condotti su modelli animali o in vitro e tuttavia gli studi clinici non confermano queste preoccupazioni, anzi evidenziano chiari benefici per coloro che svapano regolarmente in sostituzione delle sigarette”. Che interesse ci sarebbe da parte delle multinazionali del tabacco a boicottare le e-cig visto che sono già entrate sul mercato delle sigarette elettroniche? “Si vendono e si venderanno sempre meno sigarette e per cercare di stare al passo coi tempi le multinazionali del tabacco devono trasformarsi. Ecco che le e-cig, così come i prodotti a tabacco riscaldato, rappresentano per le multinazionali una opportunità di diversificazione del loro tradizionale business model. E con buone opportunità di profitto. Inoltre, questi prodotti di nuova generazione sono molto meno dannosi per la salute rispetto alle sigarette e per via di questo le multinazionali sembrano riscattarsi in termini di immagine, rivestendo anche un ruolo positivo in termini di impatto sulla salute pubblica come sta già avvenendo in Giappone dove l’introduzione dei prodotti a tabacco riscaldato ha determinato una impressionante riduzione del tabagismo in quel paese”. (…).
Tobaccoreporter.com – 18/12/2017
Tracking rules adopted
Rules governing the EU’s proposed tobacco-products tracking-and-tracing system have been adopted. A press note issued on Friday by DG Sante (the European Commission’s Directorate-General for Health and Food Safety) said that the measures that needed to be enacted to put in place the EU-wide tracking-and-tracing system planned for under articles 15 and 16 of the EU’s Tobacco Products Directive had been clarified in secondary legislation adopted by the Commission. ‘The implementing regulation on technical standards for the establishment and operation of a traceability system for tobacco products lays down rules that will ensure that all unit packets of tobacco products produced in, destined for or placed on the EU market will be marked with a unique identifier and their movements recorded throughout the supply chain (from the manufacturer to the last level before the retail outlet),’ the press note said. ‘It obliges each member state to appoint an entity (‘ID issuer’) responsible for generating and issuing the unique identifiers, and lays down clear rules to ensure that the traceability system remains fully independent, notably from the tobacco industry, and that functions are carried out impartially. ‘The implementing decision on technical standards for security features applied to tobacco products obliges EU countries to require security features, composed of at least five types of authentication elements (including overt, covert and semi-covert), to be applied to unit packets of tobacco products. One of these elements must be provided by an independent third-party provider. ‘Member States must ensure they have the necessary means to ensure the authenticity and integrity of the security features.’ The press note went on to say that EU countries and ‘economic operators’ could now start preparatory work for the two systems of traceability and security features. ‘These should be in place by 20 May 2019 for cigarettes and roll-your-own tobacco and by 24 May 2024 for all other tobacco products (such as cigars, cigarillos and smokeless tobacco products).
Http://www.tobaccoreporter.com/2017/12/tracking-rules-adopted/
Tobaccoreporter.com – 18/12/2017
HNB prices to rise in South Korea
The South Korean unit of Philip Morris International said on Friday it would increase the price of its heat-not-burn (HNB) products, according to a story in The Korea Herald. The per-pack retail price of HEETS, the consumable element of its HNB device, IQOS, will rise to 4,500 won ($4.13) starting on Wednesday, a 4.65 percent increase from the current 4,300 won. The price rise was in response to a recent increase in the consumption tax imposed on HNB products and an expected increase in other levies, the company said. At the same time, Philip Morris Korea said it would expand its plant in Yangsan, just north of the port of Busan, to manufacture HEETS. The expansion will involve an investment of $420 million and the recruitment of an additional 700 workers. Currently, the Yangsan plant manufactures Marlboro and other conventional tobacco brands for domestic sales and exports.
Http://www.tobaccoreporter.com/2017/12/hnb-prices-to-rise-in-korea
Thetimes.co.uk – 18/12/2017
Tobacco tax rise driving smokers to black market
The Irish government was warned that increasing the duty on cigarettes by 50 cent in the recent budget may not yield any extra revenue. Revenue officials told the Department of Finance that the increasing cost of tobacco was driving more Irish smokers to buy abroad or on the black market. The advice was in an internal pre-budget advice note for Paschal Donohoe. An official from the department’s tax division told the finance minister that Revenue had “expressed concerns that increases in excise may not lead to increased yields as consumers are further incentivised to exit the tobacco market in Ireland”. He said that Revenue’s ready reckoner had indicated that a 25 cent increase could lead to a decrease in revenue for the state. Mr Donohoe went ahead with a 50 cent rise, the third increase in three years, increasing the price of a box of cigarettes from about €11.50 to €12 and keeping Ireland’s duty rate on cigarettes the highest in the EU. The advice note said Revenue had suggested a that 25 cent increase could, in the best-case scenario, bring in an extra €31 million a year but could also lead to a decline of €18 million. Mr Donohoe was also told that any predictions on tax taken from smokers were therefore “highly tentative”. Duty on 1,000 cigarettes was €336.15 before the budget, according to the Revenue submission, compared with just over €85 in Lithuania and Bulgaria. The memo said that about €170 million was being lost to the exchequer through illicit cigarettes and those bought legally elsewhere. “Results… indicate that 10 per cent of cigarette consumption in Ireland in 2016 was illicit, while an additional 8 per cent of cigarette consumption was legal product purchased abroad,” Revenue said. The Department of Finance was lobbied by two tobacco companies, the documents show. (…).
Https://www.thetimes.co.uk/article/tobacco-tax-rise-driving-smokers-to-black-market-vcmkzjp0q
Lefigaro.fr – 16/12/2017
Tabac: le prix de certains paquets va baisser
Les prix de certains paquets de cigarettes, comme Camel et Winston, baisseront de 20 centimes le 2 janvier à la suite d’ajustements pratiqués par des fabricants, en attendant la hausse de 1,10 euro prévue en mars par le gouvernement. Un arrêté paru samedi au Journal officiel fait état des nouveaux prix de vente au détail des tabacs manufacturés, qui entreront en vigueur le 2 janvier en France (à l’exclusion des départements d’outre-mer). Depuis quelques années, l’évolution du marché des automobiles anciennes a poussé certaines voitures françaises hors du purgatoire de l’occasion pour en faire de véritables stars. En voici cinq exemples frappants. Certains fabricants appliquent des baisses des prix, comme sur le paquet de Camel qui passera de 7,20 à 7 euros, et celui de Winston qui passe de 7 à 6,80 euros. “Il s’agit d’une respiration normale du marché”, a commenté à l’AFP Éric Sensi-Minautier, directeur des affaires publiques chez BAT (British American Tobacco) France, qui détient notamment la marque Lucky Strike. En novembre dernier, les cigarettiers avaient répercuté diversement la hausse de taxes décidée par le gouvernement: certains paquets avaient augmenté de 50 centimes comme News ou Winston qui étaient passé de 6,50 à 7 euros. Mais les cigarettes les plus vendues, soit Marlboro et Philip Morris, n’avaient augmenté que de 30 centimes pour le premier (de 7 à 7,30 euros) et de 10 centimes pour le deuxième (de 6,90 à 7 euros) qui avait préféré rogner sur leurs marges. Chaque fabricant faisant ses propositions de prix aux services des Douanes “à l’aveugle, sans savoir quelles augmentations vont appliquer ses concurrents”, il est “normal qu’il y ait par la suite des ajustements de prix par rapport aux leaders du marché, ce qui est le cas aujourd’hui”, expliquent deux analystes du secteur. En France, ce sont les industriels du tabac qui fixent les prix de vente, mais l’Etat peut inciter à des augmentations en faisant varier les taxes, qui représentent plus de 80% du prix final. Pour réduire la consommation de tabac, le gouvernement a prévu des augmentations successives pour atteindre d’ici novembre 2020, un prix de 10 euros le paquet de vingt cigarettes. La prochaine hausse, d’1,10 euro par paquet, est prévue pour mars 2018.
Reuters.com – 15/12/2017
Tobacco industry trumps as India court cancels stringent health labeling rules
An Indian court on Friday quashed federal rules that mandated stringent graphic health warnings on tobacco products, lawyers involved in the case said, in a decision seen as a major victory for the tobacco industry and a setback for health advocates. India’s Supreme Court last year ordered enforcement of the government’s 2014 federal rules that required 85 percent of a tobacco pack’s surface to be covered in health warnings, up from 20 percent earlier, despite protests by the tobacco industry. At the same time, the top court had asked a court in southern Karnataka state to rule on the dozens of tobacco industry pleas that challenged the federal rules. The High Court of Karnataka on Friday struck down the government’s 2014 notification, said Aradhana L, a lawyer at Poovayya & Co, who represented tobacco companies including India’s ITC and Philip Morris International Inc’s Indian partner, Godfrey Phillips India Ltd. The government lawyer in the case, Krishna S. Dixit, confirmed the rules had been struck down but said he would appeal in the Supreme Court. Dixit said that for now the older federal rules mandating 20 percent warnings on packs will be in force. But, he added, “the court has allowed us to remake the rules. Similar battles between tobacco companies and authorities have played out around the world in recent years as governments try to discourage smoking. India’s tobacco packaging rules were among the world’s most stringent and aimed at reducing tobacco consumption which kills more than 900,000 people a year. The World Health Organization estimates tobacco-related diseases cost India about $16 billion annually. (…).