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Rassegna stampa 18 dicembre 2017

Io Donna – 16/12/2017
La parlamentare che fa la guerra al fumo. Elettronico

Simona Vicari, nottetempo e senza preavvertire gli alleati di governo, è riuscita a far passare nel decreto fiscale approvato al Senato una modifica che complica la vita a chi fuma le e-cigs e rischia di gettare sul lastrico chi le vende. Adesso alla Camera un folto gruppo di deputati capeggiati dalla pd Alessia Rotta tenterà di porre rimedio. Simona Vicari, 50 anni, palermitana, senatrice di Alleanza popolare (il partito di Angelino Alfano, per intendersi), una delle donne più impopolari del web. Ad avercela con lei sono soprattutto i fumatori di sigarette elettroniche, che in Italia ammontano all’incirca a un milione e mezzo. Ma che cosa ha combinato la parlamentare centrista, già assurta agli onori delle cronache per essersi dimessa da sottosegretaria alle Infrastrutture dopo l’accusa di aver favorito un imprenditore in cambio di un Rolex? Nottetempo e senza preavvertire gli alleati di governo, è riuscita a far passare nel decreto fiscale approvato di recente al Senato una modifica che complica la vita a chi fuma le cosiddette e-cigs e rischia di gettare sul lastrico chi le vende. Per questa ragione su Facebook è stata riempita di improperi, al grido di «così favorisci le lobby del tabacco». «Politicante dei miei stivali» è stato l’insulto meno pesante. Lei si è giustificata spiegando che in quel modo aveva contributo a «difendere la legalità». Fatto sta che i fumatori di sigarette elettroniche, già inviperiti perché la Corte costituzionale ha reintrodotto la tassazione di 5 euro anche sui liquidi senza nicotina che il Tar aveva invece precedentemente annullato, non l’hanno proprio perdonata. E adesso alla Camera un folto gruppo di deputati capeggiati dalla pd Alessia Rotta tenterà di porre rimedio alla situazione. Ma Simona Vicari non è affatto pentita dell’emendamento presentato. Del resto, la senatrice di Alleanza popolare è abituata alle controversie e alle polemiche: qualche anno fa le fu chiesto di restituire più di 200 mila euro al comune di Cefalù perché quando governava quella città aveva cumulato l’indennità di sindaca e quella di deputata regionale siciliana, pur essendo la cosa vietata per legge. Augusto nei contratti di adesione al servizio.


Messaggero Veneto – 18/12/2017
Fisco, «Favorire le sigarette elettroniche»

«Bisognerebbe ridurre le tasse per chi produce e vende sigarette elettroniche, in quanto meno dannose rispetto alle tradizionali». Lo sostiene l’ex primario del Cro Umberto Tirelli. «Bisognerebbe ridurre le tasse per chi produce e vende sigarette elettroniche, in quanto meno dannose rispetto alle tradizionali». Lo sostiene l’ex primario del Cro Umberto Tirelli. L’Associazione dei medici britannici è intervenuta con un documento sulla regolamentazione delle sigarette elettroniche introdotte sul mercato nel 2007. Bma minimizza i rischi associati a queste “sigarette”.

Sigmagazine.it 17/12/2017
Sei domande a Simona Vicari contro la propaganda a senso
unico
Siamo al rush finale. Quello che è comunemente chiamato “emendamento Vicari” tra oggi e domani potrà essere modificato in sede di Commissione bilancio alla Camera. I vertici del Pd, di concerto col Mef, stanno lavorando per far passare una ipotesi che possa garantire la sopravvivenza dell’intero comparto del fumo elettronico. L’articolo di legge del decreto fiscale derivato dall’emendamento che porta il nome della senatrice alfaniana causerebbe la chiusura totale del mercato interno della sigaretta elettronica, la gestione monopolistica di rete vendita e distributiva, il collasso della produzione di liquidi di ricarica. I motivi sono semplici: il Monopolio chiude a doppia mandata la libertà imprenditoriale, diventa esso stesso imprenditore e negoziante. Non lo diciamo noi, lo dice qualunque manuale di economia politica. In risposta alle accuse che da più parti la senatrice Vicari sta rivolgendo alla stampa e agli attori della filiera, rei a suo dire di diffondere disinformazione e falsità, non resta altro da fare che proporle un incontro pubblico o rinnovare la richiesta di una intervista (non per mail e neppure su whatsapp, però) così da poterci confrontare sullo stesso terreno di gioco e con le stesse regole. Intanto, possiamo anticipare qualche domanda che vorremmo porre alla senatrice Vicari, dopo aver letto le sue ripetute considerazioni. 1) Dice Vicari: “I minorenni saranno tutelati nell’accesso a questi prodotti”. Chiediamo noi: lo sono già. Con circolare ministeriale di attuazione della Tpd, il ministro Lorenzin (anche lei di Ap) ha vietato l’acquisto ai minori di sigarette elettroniche e liquidi con nicotina. Cosa cambia rispetto a prima? 2) Dice Vicari: “Tutti i fumatori avranno accesso a prodotti garantiti e non contraffatti in una rete ampia e controllata”. Chiediamo noi: i prodotti sono già garantiti. Devono infatti essere notificati al Ministero della Salute sei mesi prima della loro immissione in commercio. Vale sia per i prodotti italiani, sia per quelli importati dall’estero. Per di più, questi stessi prodotti possono essere venduti soltanto attraverso Deposito fiscale, quindi sotto controllo Aams. Non crede che l’ingresso in Italia di merci non autorizzate sia colpa dei mancati controlli doganali e, quindi, di inadempienze dello Stato? 3) Dice Vicari: “Gli attuali rivenditori sono garantiti”. Chiediamo noi: se per rivenditori intende riferirsi ai tabaccai, sì, siamo d’accordo. Se intende i negozi di sigarette elettroniche si sta sbagliando. Quale libertà imprenditoriale e commerciale avrebbero se dovessero acquistare cosa vuole lo Stato, dove vuole lo Stato e vendere a prezzo imposto dallo Stato? Anche il divieto di nuove aperture va nella direzione di soffocare la libera imprenditorialità. Chi avrebbe convenienza a lavorare bene e con profitto se non può avere prospettive di miglioramento e di allargamento delle proprie attività? 4) Dice Vicari: “I distributori saranno tutti garantiti potendo commercializzare i prodotti attraverso una rete più che capillare costituita da un punto vendita ogni mille abitanti circa”. Chiediamo noi: è già così. Per poter distribuire occorre avere il deposito fiscale. Inoltre, già oggi i tabaccai acquistano presso distributori o produttori di ecig. Ma forse è proprio questo il problema? 5) Dice Vicari: “I produttori di liquidi grazie ad un settore finalmente regolato troveranno apertura per una riduzione della tassazione”. Chiediamo noi, parafrasando la sua frase: se i produttori accetteranno queste regole forse avranno una riduzione della tassazione. Potremmo forse definirlo “ricatto”? 6) Questa domanda prende invece spunto da quanto scritto da Maria Teresa Meli, tra le firme più autorevoli del giornalismo politico italiano, sull’edizione odierna di Io Donna, supplemento domenicale del Corriere della Sera. Citiamo testualmente: “Nottetempo e senza preavvertire gli alleati del governo, [Vicari] è riuscita a far passare nel decreto fiscale approvato di recente al Senato una modifica che complica la vita a chi fuma le cosiddette ecigs e rischia di gettare sul lastrico chi la vende”. Se, dunque, nessuno – ovviamente neanche i rappresentanti della filiera del vaping – era a conoscenza del suo emendamento, con chi si è confrontata in fase di elaborazione e redazione?

Https://www.sigmagazine.it/2017/12/blog-vicari/

 

Sigmagazine.it – 15/12/2017
Sigarette elettroniche, il Governo lavora su nuovo testo di riform
a
Ripristino dell’online; riconoscimento dello status di “negozio specializzato in sigarette elettroniche” per le attività con vendita prevalente di liquidi, hardware e accessori; mantenimento della libertà di approvvigionamento presso i Depositi fiscali; tassa sui liquidi con e senza nicotina di 1,9 euro a flacone da 10 ml. Sono le ipotesi di riformulazione del cosiddetto emendamento Vicari che in queste ore circolano presso il Ministero dell’economia e che il governo dovrebbe far proprie, andando di fatto ad annullare le disposizioni previste nel decreto fiscale. Sebbene la trattativa parlamento-governo-Aams non sia stata semplice – e potrebbe andare avanti ancora per ventiquattr’ore – l’intesa potrebbe raggiungersi grazie all’impegno in prima persona degli onorevoli Rotta e Boccadutri, esponenti di punta del partito di maggioranza relativa. Il testo riformulato su cui si sta ragionando e che dovrebbe esser passato al vaglio della commissione Bilancio su indicazione del governo, prevede la completa riscrittura dell’articolo 19-quinquies del decreto fiscale, l’ex emendamenti Vicari. Il dato di fondo da cui non si può transigere sono le indicazioni della sentenza della Corte Costituzionale: prodotti con e senza nicotina devono cioé essere trattati allo stesso modo, sia sul fronte fiscale che su quello di immissione in commercio attraverso un canale controllato e autorizzato. Se per quanto riguarda la tassazione l’ipotesi rimane di 1,9 euro per 10 ml, cambierebbe totalmente l’approccio per la rete vendita, ovvero i negozi. Non dovrebbero più avere una licenza per poter esercitare ma una semplice autorizzazione. Significa che i negozi potranno far richiesta e Aams dovrà fornirla a tutti i negozi già operativi sino ad emanazione del decreto direttoriale che dovrà avvenire entro il 31 marzo. In sostanza il canale di vendita continuerebbe ad essere di libero accesso. Di contro, al fine di non vedersi revocata l’autorizzazione, i negozi dovranno rispettare due regole puntuali: garantire e soddisfare il divieto di vendita ai minori, anche attraverso strumenti tecnologici (codice fiscale in caso di distributore automatico o soluzione informatiche in caso di siti web), e acquistare i prodotti liquidi da inalazione presso i distributori autorizzati da Aams, ovvero quelli che hanno il deposito fiscale. Questa disposizione è in linea con quanto già proposto anche dall’onorevole Adriano Galgano. In realtà, né più e né meno quello che accade già oggi. La norma tende, insomma, a tutelare i negozianti già operativi e che rispettano le regole. Chi invece vorrà aprire un negozio specializzato in sigarette elettroniche dopo la pubblicazione del decreto Aams, dovrà rispettare i criteri che verranno stabiliti. Al fine però di garantire la piena legittimità della determina direttoriale (che diversamente sarebbe viziata da eccesso di discrezionalità ed eccesso di potere) la norma Rotta-Boccadutri detta alcuni principi che dovranno essere seguiti nell’adozione della stessa e in particolare: il criterio della prevalenza (serve a escludere che le sigarette elettroniche possano essere vendute da qualunque negozio non specializzato, come ad esempio le edicole o le profumerie); il criterio dell’effettiva capacità di garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori; il criterio della non discriminazione tra i canali di approvvigionamento. Secondo i proponenti firmatari, “solo attraverso la vendita di entrambi i prodotti attraverso un canale di vendita libero ma controllato dallo Stato è infatti possibile garantire il maggior gettito (+ 44 milioni complessivi) previsto dall’emendamento”. A garanzia della serietà di tutta l’impostazione della nuova disciplina e nel rispetto dei ruoli e delle garanzie tra Pd, Mef e Aams, è stato disposto che le norme che regolano il reato di contrabbando dei tabacchi lavorati possano trovare applicazione anche per la vendita illecita di liquidi da sigarette elettroniche. Per il web il discorso è molto più semplice a rapido: l’ipotesi dovrebbe reintrodurre la possibilità di vendere online, con il solo divieto della vendita transfrontaliera a distanza così come previsto già prima dell’introduzione dell’emendamento Vicari. Viene quindi ripristinata la precedente norma, dando però ai Monopoli il potere di inibire l’accesso ai siti che operino in violazione della legge o delle prescrizioni dell’Agenzia dei monopoli stessa, tra cui la vendita ai minori o di prodotti non conformi alla normativa. Contattata telefonicamente, l’onorevole Alessia Rotta dimostra ottimismo e dà forti segnali di speranza: “Stiamo lavorando per una riformulazione del cosiddetto emendamento Vicari che risolva i problemi e garantisca tutti. Noi pensiamo che si possa arrivare alla composizione degli interessi pubblici e privati. Dice lo Stato: “Noi dobbiamo essere certi che le vendite si facciano ai maggiorenni”. Le autorizzazioni date a negozi già esistenti e che devono ancora aprire garantiscono gli stessi negozianti e le modalità autorizzative vanno definite. Si stabilisce una tassazione agevolata anche a seguito della sentenza della Corte e stiamo lavorando sull’ipotesi di una transazione sul pregresso delle aziende”. Il testo potrebbe essere votato tra la sera di sabato 16 e la mattina di lunedì 18 dicembre.

Https://www.sigmagazine.it/2017/12/sigarette-elettroniche-governo

 


The Times – 18/12/2017
Don’t let this British success go up in smoke

The e-cigarette industry is the fastest growing in the UK Vapers are being forced to mix with smokers in designated areasImagine if Britain led the world in a new electronic industry, both in production and consumption, if independent British manufacturers had a worldwide reputation for innovation and quality, were based mainly in the north and were exporting to Asia. And that this innovation was saving lives on a huge scale while saving consumers over £100 billion so far.All of this is true of electronic cigarettes. Britain leads the world at vaping. We have taken to it more enthusiastically than any other nation, consuming more than twice as many e-cigarettes as the average European country. There is a thriving manufacturing industry here, even exporting from Blackburn to China. It is probably the fastest-growing industry in the country. Few innovations have happened faster or seen Britain lead the way so much.The result has been a steep fall in smoking. In 2016 only 15.8 per cent of adults smoked, the second lowest number in Europe, compared with 19.6 per cent in 2012. With the shameful exception of the World Health Organisation, virtually all bodies involved in public health – Public Health England, the Department of Health, Cancer Research UK, Action on Smoking and Health, the Royal College of Physicians, the British Psychological Society, even at last the British Medical Association – now agree that vaping is an effective way of quitting smoking, is much safer than smoking and attracts almost no one except smokers: only 1-3 per cent of vapers have never smoked.This success is not the result of deliberate government policy. Four years ago, when I started writing about this, the government was lobbying Brussels to get e-cigarettes banned except on prescription, which would have killed the revolution. The only thing the British government has done differently is not get in the way of consumers driving the change. Australia still bans the sale of nicotine-containing e-cigarettes altogether.The industry is dominated by independent small businesses with no links to the tobacco industry: there are more than 1,100 vape businesses in Britain. The Independent British Vape Trade Association says in evidence to a parliamentary inquiry: “Unlike traditional cessation methods, vaping is empowering. It represents a market-based, user driven, public health insurgency. That is why it is so successful. No taxpayers’ money has been spent.”Now, following a positive view of e-cigarettes in its Tobacco Control Plan, the government’s “Stoptober” campaign for the first time advocated that people use e-cigarettes to help quit smoking. Yet just as the government joins the vaping bandwagon, progress is faltering, mainly because of irresponsible and wholly untrue headlines in tabloid newspapers claiming that vaping is as “bad as fags” for you. Just as the clinical and toxicological evidence has come in overwhelmingly in favour of the far greater safety of vaping, public opinion has begun swinging the other way: 26 per cent of people now erroneously believe vaping to be “at least as harmful as smoking”, up from 7 per cent in 2013.New rules from Europe are not helping. The introduction of the EU’s Tobacco Products Directive (TPD) this year demolished what was until then a sensible set of rules on e-cigarette advertising. Now, whereas manufacturers of (prescribed) nicotine gums and patches can advertise their products, the manufacturers of e-cigarettes cannot advertise at all through television, radio, newspapers, commercial email or companies’ own websites.Nor can they make health claims, even though e-cigarettes are far more effective quit aids than patches or gums.(…)

Dailyvaper.com -12/2017
Cigarette sales continue historic plunge as new technologies take over

Alternative smoking technologies that greatly reduce health risks from tobacco are booming in popularity overseas and driving down cigarette sales at a historic pace. The unprecedented success of heat-not-burn products developed by Philip Morris International (PMI) and British American Tobacco (BAT) are sending cigarette sales spiraling downward at levels never before seen in Japan’s tobacco market, where heat-not-burn products were first introduced. The trend away from combustible tobacco appears to be sustained and even accelerating, according to a recent analysis. Japan cigarette volumes declined nearly 17 percent year-over-year, the “fastest rate of decline this year,” according to a report from Piper Jaffray released Friday. The drop in sales also far outpaces the 1 to 2 percent annual declines historically seen in cigarette volumes in the country. The report shows that companies pioneering heat-not-burn products, primarily PMI, are also experiencing major losses for their combustible tobacco products, which declined roughly 18 percent year-over-year in Japan. Public health experts say this is further proof that smokers will opt for healthier alternatives that can help them quit combustible tobacco when given the choice. Early research shows heat-not-burn products drastically cut the risk for tobacco related cancers and diseases by heating tobacco leaves instead of burning them. Research from scientists at Public Health England, an arm of the U.K.’s Department of Health, shows roughly 95 percent of the damaging chemicals and carcinogens from cigarettes are only released through the combustion of tobacco. PMI’s iQOS debuted in Japan last year before being introduced in additional countries. BAT is also competing in the country with a similar heat-not-burn device called the “glo.” Japan Tobacco, on the other hand, did not bring a reduced-risk product to their market until July of this year, and their sales are suffering as a result. (…)
Http://dailyvaper.com/2017/12/16/cigarette-sales-continue-historic-plunge-as-new-technologies-take-over

 

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