Rassegna stampa 9 marzo 2018
Ilsussidiario.net 08/03/2018
Aumento costo sigarette. Per Marlboro, Diana, Philip Morris e altri marchi fino a 20 centesimi in più
L’aumento del prezzo delle sigarette scattato oggi è stato deciso solo martedì, con una disposizione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Dal documento pubblicato sul sito dell’Agenzia stessa si deduce che l’incremento del costo dei pacchetti non dipende da una decisione del Governo italiano, ma da una richiesta pervenuta direttamente dai produttori. Si parla infatti di “istanze con le quali le società Diadema Spa, in data 23 gennaio 2018, Scandinavian Tobacco Group Italy Srl, in data 9 febbraio 2018, Philip Morris Italia Srl, in data 29 gennaio 2018, pervenute in data 20 febbraio 2018, e relativa integrazione in data 27 febbraio 2018, hanno chiesto la variazione del prezzo di vendita di alcune marche di tabacchi lavorati”. Gli aumenti arrivano fino a 20 centesimi a pacchetto, ovvero un centesimo in più a sigaretta, portando il prezzo fino a 5,5 euro. I MARCHI INTERESSATI DAGLI AUMENTI Nello specifico, le marche interessate dall’aumento sono Chesterfield, Diana, L&M, Marlboro, Mercedes, Merit, Multifilter, Muratti, Philip Morris e Virginia. Aumenta il costo anche dei sigari Romeo y Julieta Wide Churchill Gran Reserva Cosecha: una confezione da 15 da oggi si paga 825 euro. Incremento a 2,70 euro, invece, per un pacchetto di 10 mini cigarillos Che Velasques Original. Cliccando qui è possibile leggere il testo dell’atto dell’Agenzia con la tabella riassuntiva degli aumenti. Visto lo scarso preavviso che è stato dato dalla pubblicazione della determinazione all’effettivo momento di aumento dei prezzi, di sicuro qualche fumatore oggi si sarà ritrovato una brutta sorpresa recandosi in tabaccheria. E avrà anche pensato a un provvedimento preso dopo le elezioni politiche o dopo l’ennesimo rimbrotto arrivato all’Italia da parte della Commissione europea.
Brindisireport.it – 09/03/2018
Casse di arance e 6,6 tonnellate di sigarette: sequestro e arresto nel porto di Brindisi
Ufficialmente trasportava arance. Ma oltre agli agrumi, i finanzieri hanno scoperto anche un carico occulto di ben 31.956 stecche di sigarette, per un peso complessivo di 6,6 tonnellate. A nulla è servito il tentativo di “ingannare” con delle lastre metalliche lo scanner in uso ai funzionari dell’agenzia delle Dogane. Il maxi carico di tabacchi lavorati esteri di marche straniere è stato scoperto nel corso di un controllo su un articolato con targa bulgara in arrivo dalla Grecia e condotto da un cittadino lettone. In realtà il mezzo, sottoposto ad una prima ispezione mediante l’ausilio dell’apposito scanner radar in uso ai funzionari doganali, non palesava particolari criticità e, pertanto, il controllo risultava – prima facie – essere regolare. Tuttavia, l’agitazione palesata dal conducente durante l’ispezione ha insospettito i finanzieri che, insieme ai funzionari doganali, hanno deciso di approfondire gli accertamenti procedendo allo scarico dell’intero contenuto trasportato dall’autoarticolato. Tale operazione ha permesso di rinvenire, occultate dietro alcuni bancali di agrumi, numerose casse di sigarette prodotte dalle aziende Regina e Mark1. Le operazioni di disimballaggio hanno evidenziato poi il posizionamento, su ogni pedana dove erano stoccate le casse di “bionde”, di tre lastre di metallo che avevano l’effetto di inibire il funzionamento dell’apparato scanner, mascherando, in tal modo, la reale tipologia merceologica di quanto trasportato. Successivamente è stato rimosso l’intero carico trasportato, con il rinvenimento delle decine di migliaia di stecche. Le Fiamme Gialle ed i funzionari doganali, dunque, hanno sottoposto a sequestro penale sia i tabacchi lavorati esteri che il camion. Il conducente del mezzo, M.F. (58 anni), di nazionalità lettone, è stato condotto presso la casa circondariale di Brindisi, di concerto con l’Autorità Giudiziaria. L’operazione rientra nel più ampio contesto delle attività di intensificazione dell’azione di contrasto della contraffazione svolta dalla Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico finanziaria, a tutela dalle frodi doganali.
Eco di Bergamo – 09/03/2018
La protesta dei tabaccai: «Non toglieteci il deposito»
Treviglio Il 31 marzo chiude nella Bassa il magazzino fiscale dei Monopoli. Resterà solo quello di Bergamo. «Il costo del trasporto inciderà non poco»La maggior parte dei tabaccai della pianura è preoccupata per la chiusura, prevista per il 31 marzo, del deposito fiscale dei Monopoli di Treviglio, che ora si trova nella zona produttiva Pip 2.Dal 1933, anno della sua apertura, rifornisce di sigarette i tabaccai di Treviglio e dei comuni limitrofi, oltre che di una parte del Cremasco e del Milanese. Dopo che lo Stato ha deciso la privatizzazione, l’attività di vendita e distribuzione dei tabacchi è stata acquisita nel 2005 dal gruppo spagnolo Logista (che si occupa anche della riscossione e del versamento all’erario delle relative imposte). Ora Logista, per motivi di politica aziendale, ha deciso per la chiusura del deposito fiscale di Treviglio, non rinnovando più il contratto alla società esterna che lo gestiva.Promossa una raccolta firme. Dopo il 31 marzo, quindi, dovrebbe rimanere aperto solo il deposito di transito di Bergamo, dove i tabaccai della pianura dovranno recarsi a prendere le sigarette. A meno che non se le facciano consegnare dallo stesso gruppo spagnolo, attraverso lo strumento del trasporto assicurato. «Non è giusto però» dice la titolare del bar tabacchi Centrale di Arzago la quale ora, per chiedere che il deposito fiscale di Treviglio rimanga aperto, ha deciso di promuovere fra i colleghi una raccolta firme: «Il costo del trasporto – prosegue – andrà a incidere sul nostro già risicato margine sulla vendita delle sigarette che è di circa il 10%».Per risparmiare su questa spesa (che è di 45 centesimi al chilo), l’alternativa è quella di andare da sè a ritirare il proprio ordinativo. Con tutti i rischi che ciò può comportare. «Un conto – dice ancora la tabaccaia – è arrivare a Treviglio, un altro a Bergamo. Si rischia sempre di essere rapinati». Dello stesso avviso la titolare della tabaccheria Poletti di Arcene, la quale lamenta anche il fatto che, al momento non sia ancora giunta alcuna comunicazione ufficiale sulla chiusura del deposito fiscale di Treviglio: «Andremo sicuramente incontro a dei disagi – dice – anche se, al momento, non sappiamo con precisione quali saranno: non ci è stato detto se dovremo ritirare le sigarette a Bergamo, anche se sembra inevitabile, visto che rimarrà l’ultimo deposito aperto in provincia». Non così nel Bresciano, dove ce ne sono invece quattro.«A Bergamo scorte limitate»Sono 40 i depositi fiscali chiusi nell’ultimo periodo. Quello di Treviglio è gestito dalla Logista attraverso una società esterna, la Eurobid di cui è titolare Renato Bietti: «Il nostro – sostiene – è un deposito fiscale in cui sono conservate delle riserve di sigarette grazie alle quali non abbiamo problemi a soddisfare improvvise esigenze dei tabaccai che, per paura di essere derubati, si fidano sempre meno a tenere in casa grandi scorte. Quello di Bergamo è, invece, solo un deposito di transito con riserve molto limitate».Sulla questione la Fit (Federazione italiana tabaccai) Bergamo – che ha partecipazioni nella Logista attraverso la società Terzia spa, specializzata nella commercializzazione dei prodotti non fumo per le tabaccherie – non si schiera con i tabaccai della Pianura, contro la chiusura del deposito di Treviglio.«Possiamo capire i disagi – afferma il presidente Luca Mangili -, ma il mondo si sta sempre di più automatizzando e meccanizzando. La razionalizzazione dei depositi che il Gruppo Logista sta portando avanti ci sembra quindi una trasformazione inevitabile del settore, a cui bisogna adeguarsi. Basterà farsi portare le sigarette attraverso il trasporto garantito, il cui costo non ci sembra così elevato».
ItaliaOggi – 09/03/2018
Bordeaux vuole riciclare 200 milioni di mozziconi
Installati 50 posacenere negli spazi pubblici della Bastide. I mozziconi sono raccolti una volta a settimana in bicicletta e poi stoccati. L’obiettivo è il riciclo sulla base di due opzioni: l’impiego come combustibile oppure il riutilizzo di tabacco, carta e filtro.Ogni anno a Bordeaux vengono gettati per terra 200 milioni di mozziconi di sigaretta, 250 mila dei quali solo su place Stalinigrad. La municipalità e Bordeaux Métropole hanno deciso di lanciare, insieme all’associazione ÉcoMégot, un ampio progetto sperimentale di raccolta, riciclo e sensibilizzazione nel quartiere La Bastide. Obiettivo: renderlo la prima area mozziconi-free in Francia. A partire dall’8 febbraio scorso l’associazione ha installato 50 posacenere negli spazi pubblici della Bastide, soprattutto in prossimità delle fermate dei tram. I mozziconi vengono raccolti una volta alla settimana in bicicletta. In media vengono recuperati 12 mila mozziconi che vengono poi stoccati. L’obiettivo è infatti il riciclo sulla base di due opzioni: l’impiego come combustibile oppure il riutilizzo di tabacco, carta e filtro. Per il momento un risultato tangibile è la diminuzione dei mozziconi per terra. I posacenere sono prodotti localmente. Ora è stata votata una mozione perché ÉcoMégot li installi gratuitamente (ovvero senza pagare l’affitto) nelle aree pubbliche.
La Nazione – 09/03/2018
Contro la nicotina con ogni mezzo
AL PUNTO 2 della Carta Europea si cita: “Ogni bambino e adolescente ha il diritto di essere protetto dalla pubblicità del tabacco e a ricevere l’educazione e l’aiuto necessari per resistere alle tentazioni di usare il tabacco in qualunque forma”. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono oltre un miliardo e cento milioni le persone che fumano prodotti a base di tabacco ed in molti Paesi la diffusione è in continuo aumento. Un indagine recente indica che il 32% degli italiani fuma. In genere si incomincia a fumare nell’adolescenza: si inizia con poche sigarette e si finisce per fumare sempre di più. La nicotina influenza il cervello, il sistema endocrino, il comportamento. Spesso, dunque, gli adolescenti si comportano in modo rischioso. Imparare a gestire i rischi è molto importante per lo sviluppo. La voglia di rischiare esprime la ricerca di limiti e di autonomia. Andando alla scoperta del mondo gli adolescenti si mettono alla prova, pensano di poter provare sensazioni forti, cercano il confronto, si allontanano dalla quotidianità e a ciò che è a loro famigliare. Spesso gli adolescenti sottovalutano i pericoli legati alle loro azioni; non si riesce ad immaginare la rapidità con cui si instaura la dipendenza dalla nicotina e credono di poter smettere di fumare in qualsiasi momento. Attenti, dunque, alla dipendenza essa scatena reazioni nocive alla salute.
Meteoweb.eu -08/03/2018
Sigarette elettroniche: un forte passo avanti per la salute pubblica europea
“Sigarette elettroniche: un forte passo avanti per la salute pubblica europea”: questo il tema del meeting che si terrà martedì 20 Marzo alle ore 12.30 nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. Un evento che, per la prima volta nella città belga, presenterà tutte le evidenze scientifiche sullo svapo come alternativa valida e sicura al fumo di sigaretta convenzionale. A coordinare i lavori dell’incontro ci sarà l’eurodeputato Giovanni La Via e con lui il coordinatore del Comitato Scientifico di LIAF, prof. Riccardo Polosa. Tra gli speaker dell’evento, i nomi più illustri del panorama scientifico internazionale: • Karl Fagerstrom, autore dello omonimo test utilizzato in tutto il mondo per valutare la dipendenza fisica dalla nicotina, che interverrà con una relazione sulla riduzione dei danni da tabacco. • Linda Bauld, nuovo membro del Comitato Scientifico della Lega Italiana Anti Fumo e tra gli autori dell’ultimo report sulle sigarette elettroniche del Public Health England. “Giovani e vaping” è il titolo del suo intervento. • Frank Baeyens, professore all’Università di Leuven (Belgium) e autore di numerosi studi sulla dipendenza da nicotina, presenterà una relazione sulla sostituzione del fumo e sull’efficacia delle e-cig per combattere la voglia di ricominciare. • Bernd Meyer, dell’Università di Graz, infine, chiarirà tutte le controversie esistenti sulla nicotina riportando dati certi. Il suo intervento non a casa si intitola: “Tutto ciò che non sai e che dovresti sapere sulla nicotina”.
Http://www.meteoweb.eu/2018/03/sigarette-elettroniche-un-forte-passo-avanti-per-la-salute-pubblica-europea/1059060/#tx0FFkb9xO6zgASD.99
Financial Times – 09/03/2018
More ethical dilemmas for Norway’s oil fund
The fund said that a political decision to exclude all producers of tobacco, nuclear arms and cluster weapons from its portfolio, with coal mining and generation added to the list, had lowered the return from equities by 0.1 percentage points each year in the past decade.
Selling out of oil and gas groups will not change much. Dialogue may.When it comes to decisions on ethical investment, Norway’s $1tn oil fund is in a uniquely difficult position. Its scale is unparalleled: it owns on average 1.4 per cent of every listed company worldwide. Its potential influence is huge. And while most comparable sovereign wealth funds are run by opaque authoritarian regimes, it has to live up to the standards of Norwegian democracy, on transparency and ethics. But it is also meant to stay out of politics. This is increasingly complicated, as it attempts to play a leading role in policing both core issues of corporate governance and flagrant breaches of human rights or environmental standards. It will become even more so in coming months, as politicians debate a proposal by the fund’s managers to sell out of oil and gas stocks. This is purportedly to lessen the country’s financial exposure to the sector, rather than on climate grounds – where Norway’s government is sensitive to charges of hypocrisy. But it will in practice be inextricable from the international debate over fossil fuel divestment. In this context, it is worth looking at the cost of the oil fund’s existing ethical policies, set out this week in its annual risk report. The fund said that a political decision to exclude all producers of tobacco, nuclear arms and cluster weapons from its portfolio, with coal mining and generation added to the list in 2016, had lowered the return from equities by 0.1 percentage points each year in the past decade – equivalent to a total of just under NKr30bn ($4bn). However, exclusions for bad conduct – the independent ethics council has over the years singled out companies such as Walmart for its employment practices; Rio Tinto on environmental grounds; and a clutch of shipping companies for the unethical practice of “beaching” ships for scrap – has boosted returns by an average of 0.04 percentage points each year. In short, the cost of taking a principled stance has not been huge, given the fund’s scale. Indeed, the fund reckons it could lose far more in a single year in the event of a big market downturn. And most Norwegians have no wish to profit from tobacco or nuclear arms whatever the cost. A decision to exclude fossil fuels could have a bigger effect on the fund’s rate of return. Yet it would still make little sense for a universal investor of this kind to base ethical policies on short-term financial considerations. Ill-gotten gains for one company in such an all-encompassing portfolio, if they impose costs on society, will eventually mean losses for another. A more salient question is whether the exclusions have any financial effect on the companies concerned. In all likelihood, they do not, especially when the ban is a sectoral one. Many investors will no longer touch tobacco, but such “sin stocks” trade at only a small discount – creating an opportunity for the less scrupulous to profit. Singling out companies guilty of particularly flagrant behaviour may be more effective, however – especially since Norway’s ethics council seeks to engage with management before it puts a company under “observation” or, as a last resort, excludes it. This process is more likely to lead to change than sectoral disinvestment, especially since Norway’s lead is likely to be followed by other institutional investors. Charges of hypocrisy should not prevent Norway’s investment fund trying to do good in the world. But it would be a new form of hypocrisy to argue that divestment from fossil fuels is purely about diversification. When the debate takes place, it must be clear that the aim is to hasten the global transition to cleaner energy – and to find the most effective ways to do so.
Cape Times News – 08/03/2018
E-cigarettes ‘draw new smokers’
Experts gathering at the 17th World Conference on Tobacco or Health have warned that although electronic smoking devices are being marketed as safe alternatives to conventional cigarettes, they are the tobacco industry’s way of finding a new generation of smokers. The introduction of e-cigarettes in 2004 was seen as a way to help smokers quit, but their popularity among young people is creating “new nicotine addicts”, said Shannon Gravely, a researcher at the University of Waterloo in Canada. Gravely says the trend of “vaping” has increased exponentially over the years, even though it comes with substantial health risks. This has led governments to start adopting policies to regulate their sales and marketing. “Currently the research on the use of vapour products is concentrated in North America and Europe. There has been very little work in low and middle-income countries. So few studies have compared e-cigarette use across countries,” said Gravely. She added that there had been a notable increase in e-cigarette use in countries in low to middle-income countries such as Bangladesh and Zambia, that have little awareness of electronic nicotine products and no regulation against their use. In Italy, researchers found that the number of non-smokers who wanted to try the new Philip Morris product, IQOS, a tobacco-based “heat-not-burn” product, outnumbered current smokers. Dr Silvano Gallus, from the Department of Environmental Sciences in Milan, says IQOS – which got its name from “I Quit Ordinary Smoking” – had achieved the opposite. “When they were first launched they were meant to encourage people to stop smoking. “In the end they got more people hooked, including attracting non-smokers to becoming addicted,” said Gallus. Late last month, a study of almost 70000 people led by the University of California (UCSF) found daily use of electronic cigarettes nearly doubles a person’s risk of a heart attack. “The new study shows that the risks compound. Someone who continues to smoke daily while using e-cigarettes daily has an increased risk of a heart attack by a factor of five,” according to Dr Stanton Glantz, the director of the UCSF’S Center for Tobacco Research, Control and Education, who co-authored the study.
Https://www.iol.co.za/capetimes/news/e-cigarettes-draw-new-smokers-13653246