Rassegna stampa 13 marzo 2018
Borsaitaliana.it – 12/03/2018
Borsa: +1% Gima Tt dopo conti 2017 e stime sul 2018
Gima Tt sotto la lente, dopo che la società venerdì scorso a Borsa chiusa, ha comunicato i dati del bilancio 2017 e fornito le indicazioni sul 2018. I titoli segnano un progresso dello 0,9%, attestandosi a 17,88 euro. Dal collocamento, avvenuto tra fine settembre e inizio ottobre, le quotazioni sono salite del 43% circa. L’azienda attiva nella produzione di macchine per il confezionamento delle sigarette e in larga parte per le sigarette che non bruciano, quella di ultima generazione lanciate da Philip Morris, ha chiuso il 2017 con ricavi netti pari a 151,8 milioni (+51,2%), un margine operativo lordo salito a 61,7 milioni (+53,4%) e un utile netto di 44,1 milioni (+62%). La posizione finanziaria netta è positiva e pari a 45,8 milioni, sostanzialmente in linea con quella dell’anno precedente (45,2 milioni di euro). Il cda proporrà all’assemblea dei soci un dividendo pari a 0,42 euro per azione. Per l’esercizio 2018 i vertici dell’azienda stimano ricavi superiori a 180 milioni e un margine operativo lordo attorno a 75 milioni di euro. Indicazioni che Mediobanca ha definito ‘forti’. Gli analisti di Piazzetta Cuccia hanno reiterato la raccomandazione di ‘Outperform’ sulle azioni (con target di prezzo a 19,9 euro) proprio scommettendo sui tassi di crescita della società, che ormai sono sostenuti da anni. ‘Il nostro target di prezzo implica che il multiplo di utile atteso per il 2018 e valore dell’azione sia attorno a 35 volte’, valore che ovviamente è giustificato solamente dalle prospettive di crescita dell’azienda, hanno spiegato. Gli analisti di Equita sono invece più cauti, commentando tra l’altro che la società ha fornito indicazioni sul 2018 in linea con le loro attese. La sim ha confermato ‘Hold’ con target di prezzo a 18,6 euro.
Gazzetta di Reggio – 13/03/2018
Sidoli, un reggiano doc alla guida di Philip Morris
Sì, produciamo sigarette, ma sono quelle senza fumo e stiamo convertendo milioni di persone a questa scelta che riduce i livelli medi della tossicità del 90-95%. Ne siamo talmente convinti che in pochi anni abbiamo impegnato tre miliardi e mezzo di euro in ricerca e più di un miliardo in investimenti. Ora riusciamo a produrle in Emilia, a Bologna, poco lontano dalla città in cui sono nato». Chi racconta queste cose è il dottor Eugenio Sidoli. Le avrebbe anche potute dire in dialetto, perché Sidoli è un reggiano purosangue che si sta facendo valere in campo internazionale. La sua casa natale è in via Campo Marzio e oggi è diventato – a 54 anni – presidente ed amministratore delegato di un colosso come la Philip Morris Italia. A Reggio vivono ancora la mamma e tre fratelli (lo scorso settembre vi ha perso il papà) e quando può vi ritorna. Ha conosciuto città e nazioni diverse ma non cancella i ricordi della giovinezza, degli amici, degli anni di studi al liceo Lazzaro Spallanzani, prima di laurearsi in Economia e iniziare il suo peregrinare in giro per il mondo.«La scelta degli studi – ricorda – la debbo al professor Basini, docente scandianese». Attualmente vive con la moglie Sandra a Roma e ha un figlio, Albert, poco più che ventenne. La sua famiglia discende da un nobile casato rinascimentale di mercanti e di studiosi (basti ricordare Giuditta Sidoli, vissuta nell’Ottocento, patriota e tra i fondatori del giornale La Giovine Italia).A condurre Eugenio Sidoli alla collaborazione e poi alla guida di una impresa del calibro della Philips Morris Italia – racconta lo stesso Sidoli – sono state alcune coincidenze, iniziate con cinque anni di consulenza in marketing in terra Svizzera. «Nel 1992, all’età di 25 anni – racconta – sono andato a Losanna, poi ho lavorato a Belgrado, quindi a Madrid».Adesso si divide fra Roma e Bologna. E proprio alle porte del capoluogo emiliano ha inaugurato da pochi mesi uno stabilimento d’avanguardia. È in quel di Crespellano e conta già 1.500 dipendenti, ma presto ne imbarcherà un altro centinaio; se si contano anche i collaboratori esterni si arriva a duemila occupati.Nello stabilimento bolognese vengono prodotti quasi 37 milioni di “sigarette che non fumano”, con ridotta tossicità, e il loro numero è destinato a crescere. La filiera Iqos (smetto di fumare) è stata lanciata nel 2014 e conta almeno 5 milioni di fumatori classici convertiti, ai quali se ne aggiungono altri 10 mila ogni giorno. La produzione si pone un obiettivo ambizioso e richiede una particolare trasformazione del modello di business e dell’organizzazione, esigendo competenze nuove e di altissimo livello. «In questo momento – annota Sidoli – i più interessati ai nostri prodotti paiono essere i giapponesi insieme a coreani ed italiani. Quando parlo di loro uso il verbo conversione perché si tratta di un profondo cambio di abitudini, a volte radicate da anni. È una piccola ma preziosa rivoluzione, sulla quale abbiamo scommesso, che sta velocemente coinvolgendo le abitudini di una marea sempre più ampia di fumatori». Perché il radicamento emiliano? «Perché questa è una delle regioni più belle del mondo, è la Silicon Valley del futuro. Non mi spiace inoltre il fatto che Bologna è in posizione centrale lungo la penisola e poco lontana dalla mia città d’origine. Qui ritrovo volentieri l’arte, la cultura, le abitudini della prima parte della mia vita».
Gazzetta di Reggio – 13/03/2018
Dopo gli studi in economia, dal 1993 incarichi in tutto il mondo
Dal 2010 è presidente e ad di Philip Morris Italia; è consigliere e vicepresidente della Camera di Commercio Americana in Italia. Dal 2017 è Coordinatore del Comitato Attrazione Investimenti Esteri di Confindustria e del Comitato di Indirizzo della Bologna Business School.Eugenio Sidoli, nato a Reggio nel o 1964, si è laureato in Economia e Commercio. Ha iniziato la sua carriera nel 1989 come Business Analyst nella consulenza manageriale, specializzandosi in sviluppo prodotti e Trade Marketing per beni durevoli e di largo consumo. Dal ’93 è dipendente Philip Morris International. La sua carriera inizia a Losanna con il ruolo di Brand Manager. Nel ’95 viene nominato Manager Business Development per il mercato italiano e nel ’96 direttore Marketing Italia. Nel ’98 viene trasferito a Roma in qualità di direttore commerciale. A seguito dell’acquisizione di Din – Fabrika Duvana a.d. Nis (Serbia) da parte di Philip Morris International nel settembre 2003, è nominato ad delle operations in Serbia e Montenegro; dal 2005 ha anche ricoperto la carica di primo vicepresidente della Camera di Commercio Americana in Serbia e Montenegro di cui è stato presidente dal febbraio 2006. Dal maggio 2007 a ottobre 2010 è stato presidente e ad di Philip Morris Spain SL, membro del Consiglio di Fundacion Empresa y Sociedad e ha fatto parte del cda della Camera di Commercio Americana in Spagna. Dal 2010, è presidente e ad di Philip Morris Italia; è consigliere e vicepresidente della Camera di Commercio Americana in Italia. Dal 2017 è Coordinatore del Comitato Attrazione Investimenti Esteri di Confindustria, del Comitato di Indirizzo della Bologna Business School e membro del cda dell’Istituzione Bologna Musei.
La Nazione – 13/03/2018
«E’ l’ora di smettere» Campagna antifumo realizzata dagli studenti
SONO 180 le pensiline del Perugino dove verranno affissi i manifesti anti-fumo realizzati dagli studenti della terza B2 del ‘Cavour Marconi Pascal’ nell’ambito del progetto ‘Thank you for not smoking’. Gli allievi dell’indirizzo commerciale-pubblicitario hanno realizzato insieme ai loro insegnanti una campagna di comunicazione che ha un duplice obiettivo: contrastare il consumo di sigarette tra i ragazzi e al tempo stesso facilitare l’ingresso degli aspiranti creativi nel mondo del lavoro. A sottolinearlo è l’assessore regionale all’Istruzione, Antonio Bartolini, durante la presentazione dell’iniziativa a Palazzo Donini. «E’ l’ora di smettere», recita uno degli slogan utilizzati per la cartellonistica, che verrà posizionata anche nelle biglietterie, negli uffici di FSbusitalia e nelle stazioni Minimetrò, nei luoghi cioè dove sostano gli studenti del territorio che si muovono con i mezzi pubblici. OLTRE a scuole, biblioteche, farmacie e presidi socio-sanitari. Ogni manifesto avrà un codice QR attraverso il quale si potrà accedere ad una piattaforma on-line e scaricare gratuitamente un kit multimediale: all’interno materiale su tabagismo e danni alla salute, con indicazioni utili su come smettere di fumare e a chi rivolgersi per chiedere aiuto. Mentre i monitor delle stazioni del Minimetrò trasmetteranno video-spot contro il fumo ideati e girati dagli studenti. L’assessore Bartolini «Promuovere il contrasto del fumo, in particolare tra i giovani, e aiutare gli studenti a inserirsi nel mondo del lavoro»
Sigmagazine.it – 12/03/2018
Le risposte della scienza alle peggiori bufale sulla sigaretta elettronica
Si diffondono in maniera esponenziale. Ma soprattutto non si fa in tempo a rispondere che subito ne esce un’altra. Stiamo parlando delle bufale, o fake news, o, per dirla come si diceva un tempo, notizie false e non verificate. Il web è l’officina in cui tali menzogne vengono abilmente montate e diffuse, puntando sulla mancanza di approfondimento e, spesso, anche di cultura. Una rapida occhiata alla fotografia, una lettura sommaria del titolo e parte la condivisione. Una, cento, diecimila, un milione di volte. Vani i tentativi di riportare la verità sui giusti binari: ormai l’opinione pubblica ha preso atto e da fake la news diventa real. Una utilissima iniziativa della Liaf, la Lega italiana antifumo, si prefigge l’intento di sconfiggere e fake news. Cinque risposte semplici e verificate per smentire la peggior vox populi sulla sigaretta elettronica. Come dire: alle bufale rispondiamo condividendo la realtà certificata dalla Lega italiana antifumo attraverso le risposte curate da Valeria Nicolosi. FAKE 1 Le sigarette elettroniche causano la bronchiolite obliterante Una delle fake news più diffuse nelle ultime settimane riguarda la presenza di diacetile nei liquidi di sigarette elettroniche. Una sostanza in grado di causare le bronchiolite obliterante. In realtà… • Il diacetile è una sostanza già vietata come ingrediente dei liquidi di sigarette elettroniche nel Regno Unito. Un livello bassissimo era stato riscontrato nel passato in alcuni liquidi aromatizzati ma comunque ad un livello centinaia di volte inferiore rispetto a quello contenuto nelle sigarette convenzionali. FAKE 2 Le sigarette elettroniche sono nocive perché contengono nicotina Circa quattro fumatori su 10 ritengono che la nicotina causi le malattie fumo correlate. In realtà… • La nicotina nelle sigarette non è direttamente responsabile di cancro, malattie polmonari e malattie cardiache. Sono tutte le sostanze chimiche sprigionate dal processo di combustione a causare malattia e morte, non la nicotina. FAKE 3 Lo svapo passivo è dannoso Molti pensano che lo svapo passivo sia dannoso quando il fumo passivo. In realtà… • Proprio l’ultima revisione del PHE ha rilevato che fino ad oggi non sono stati identificati rischi per la salute causati dallo svapo passivo. FAKE 4 Le sigarette elettroniche introducono i giovani al fumo Molte delle critiche fatte allo svapo da parte delle autorità sanitarie riguardano la possibilità di indurre i giovani al fumo di sigaretta convenzionale. In realtà… • È ancora il rapporto di PHE a smentire questa teoria. Secondo i dati mostrati dai recenti studi, in Inghilterra, l’uso regolare di sigaretta elettronica da parte dei giovani è ancora raro, e tra questi, la maggior parte degli utilizzatori giovani sono in realtà già ex fumatori. FAKE 5 Le multinazionali di tabacco utilizzano le sigarette elettroniche come cavallo di Troia per far continuare le persone a fumare In realtà… • Dei quasi 3 milioni di svapatori presenti nel Regno Unito, più della metà ha completamente smesso di fumare. Altri 770.000 hanno rinunciato ad essere dual user. Inoltre, come dimostrato dagli studi effettuati nell’Università degli Studi di Catania, la maggior parte dei fumatori che intraprende un percorso di cessazione con le sigarette elettroniche, nel tempo smette definitivamente di fumare e svapare.
Https://www.sigmagazine.it/2018/03/risposte-bufale
La Stampa – 13/03/2018
Silvia Noviello: “Oltre un milione di fumatrici in più”
Le sigarette sono uno strumento di dipendenza in grado di continuare a fare proseliti. Un tema che Silvia Novello, ordinario di Oncologia Medica al San Luigi e presidente di Walce Onlus, conosce bene. Di cosa si occupa «Walce»? «Walce è l’acronimo di Women Against Lung Cancer in Europe – Donne Contro il Tumore del Polmone in Europa, è nata nel 2006 per sensibilizzare le donne sull’aumento di incidenza e mortalità del tumore del polmone». Il trend dei fumatori in Italia? «È in riduzione per gli uomini ma purtroppo in aumento nelle donne. In un anno, dal 2016 al 2017, il numero delle fumatrici è aumentato da 4.6 a 5.7 milioni a fronte di una riduzione dei fumatori da 6.9 a 6 milioni. Un trend prevedibile, se si pensa che dal 1957 al 2010 la differenza percentuale tra uomini e donne si è ridotta dal 58,8 al 4,2. È preoccupante, anche considerato che per molte patologie con una latenza di 20-30 anni le curve di abitudine tabagica si sovrappongono alle curve di mortalità per patologia». C’è un abbassamento dell’età in cui si fuma la prima sigaretta? «Sì, e questo fa aumentare i danni precoci: problemi cutanei, malattie respiratorie, disturbi nella sfera sessuale. E poi le varie patologie oncologiche legate al fumo non si correlano solo con il numero di sigarette fumate ogni giorno, ma anche con gli anni di esposizione al fumo. Prima si inizia a fumare e più aumenta il rischio per patologia». Cosa sposta la diffusione delle sigarette elettroniche? «Uno studio condotto nel Regno Unito nel 2014 valutava i livelli di tossine in fumatori ed ex-fumatori che avessero o non avessero fatto uso della sigaretta elettronica o di sostituti nicotinici: è risultato che chi ha utilizzato le sole e-cigarette o i soli cerotti presentava livelli inferiori di acroleina, acrilammide, acrilonitrile, butadiene e ossido di etilene. Rispetto ai cerotti di nicotina, la sigaretta elettronica non intacca la gestualità ricercata dai fumatori e può erogare una quota non stabilita e non fissa di nicotina: a oggi i danni a lungo termine non sono noti e l’impiego della “e-cig” come metodo per smettere di fumare non può essere un “metodo fai da te”». Quali sono i numeri in Italia ? «Un’indagine Doxa del 2016 ha rivelato che il 3,6 della popolazione fa uso di sigarette elettroniche: il 33,3% sono fumatori, l’11,1% ex-fumatori, il 55,6% non aveva mai fumato. L’ultimo gruppo è quello più a rischio: per alcune categorie, come i giovanissimi, la “e-cig” può rappresentare un modo per avvicinarsi alla sigaretta». Quanto pesano le campagne di prevenzione? «Spesso sono deficitarie e scontano oggettive difficoltà: il messaggio, come accade nelle campagne di Walce, va personalizzato a seconda dei sessi e delle fasce d’età». E quale messaggio può arrivare dallo sport, in termini educativi? «Tra i giovani lo sport aiuta a “fare gruppo” in modo più sano ed equilibrato del “fare gruppo” per fumarsi una sigaretta: il Cus Torino lo ha capito e lo applica in modo adeguato nel mondo universitario»
La Repubblica – 13/03/2018
Iulm, arrivano i box per fumatori
Stop al fumo nel campus, a meno che non sia negli appositi spazi. È la novità che il rettore dell’università Iulm Mario Negri ha annunciato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo di via Carlo Bo e che ha proposto agli organi istituzionali: basta sigarette fumate negli spazi esterni del campus (come previsto dalla legge) e stanze dedicate per chi proprio non può farne a meno.«Ogni volta vedo montagne di cicche per terra fuori dall’università – ha spiegato il rettore Negri – . Mi sono detto che era il momento di dare un messaggio ai giovani: non fumate, e se proprio dovete farlo fatelo in spazi dedicati. È un’iniziativa che ho preso in questi giorni e che proporrò agli organi accademici. Sia chiaro, non voglio ghettizzare nessuno, ma sono convinto che su questo tema possiamo dare una mano».La norma, da due anni, prevede che non si possa fumare nelle «aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche», limitazione entrata in vigore con la modifica dell’articolo 51 della legge 3 del 16 gennaio 2003. Un divieto però difficile da far rispettare. Allo Iulm sono i primi a decidere di fare qualcosa che va in questa direzione: la realizzazione di gabbiotti per fumatori sarebbe infatti un’iniziativa unica per gli atenei cittadini. Alla Statale e al Politecnico non è infatti previsto nulla, mentre in Bicocca – dove è segnalato il divieto di fumo anche all’aperto – stanno studiando la materia proprio in queste settimane.La stretta sul fumo non è l’unica novità che riguarda l’università di Lingue e Comunicazione. La crescita delle iscrizioni – passate dalle 4.944 del 2014 alle attuali 6.300 – porterà l’ateneo di fronte a una scelta: o inserire il numero programmato o trovare un modo per “allargarsi”. «Questi dati ci rincuorano e ci confermano che siamo sulla strada giusta – ha detto il rettore – tuttavia stiamo arrivando al numero massimo di studenti che possiamo tenere nelle nostre strutture. Dovremo quindi capire come muoverci per continuare a garantire un servizio di livello alto come facciamo adesso». L’altro fronte su cui l’ateneo ha cominciato a muoversi è quello dell’internazionalizzazione. L’obbiettivo è quello di far crescere il numero di studenti e docenti che arrivano dall’estero nell’università di via Carlo Bo, per far crescere numeri che attualmente sono bassi. Da quest’anno accademico sono partiti due nuovi corsi di Laurea magistrale completamente in inglese, in collaborazione con due università straniere: “Hospitality and Tourism Management” con la University of Central Florida di Orlando e “Strategic Communication” con la Université de Grenoble Alpes. Un plauso per questa scelta è arrivato anche dal sindaco Beppe Sala, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione e che ha ringraziato lo Iulm e il rettore «per questa battaglia a favore dei corsi in inglese. Mi riempie il cuore di gioia sapere che ci sono due nuovi corsi di laurea in lingua».
Leccenews24.it – 12/03/2018
Il tabacco decreta l’ultimo grande successo dei Laboratori N&B. E la pelle ringrazia
Straordinaria novità nella Cosmesi Bio. Dai Laboratori N&B di Domenico Scordari, un rivoluzionario concept nei trattamenti anti aging per la pelle. Un prodotto che consegna alla squadra N&B, per il secondo anno consecutivo, il prestigioso Best New Product Award assegnato a Norimberga al Vivaness 2018, la più grande ed importante fiera della cosmesi bio. A vincere il premio, Protect & Repair, la linea nata da un’alchimia tra tradizione e innovazione. Un successo legato ad una pianta che ha scritto la storia del Salento: il tabacco. Tabacco e bellezza, nasce il futuro Potrebbe sembrare un racconto fantastico, e forse un po’ lo è, se si considera la sensazionalità di questa scoperta. È stata, infatti, la natura stessa ad indicare l’utilizzo innovativo che il tabacco avrebbe potuto avere nella Cosmesi Bio facendo spuntare timidamente, ma al contempo con vigore, le piantine di tabacco tra le coltivazioni di aloe. Presso il Naturalis a Martano, il Bio Resort ubicato su uno splendido promontorio della campagna salentina, circondato da tipici muretti a secco e protetto da maestosi alberi di ulivo secolari, si può visitare la meravigliosa piantagione di aloe utilizzata nei Laboratori N&B per la formulazione di cosmetici di alta qualità. Sui terreni del Naturalis, tra i filari della “pianta miracolosa”, i semi del tabacco, dopo anni di sedimentazione, hanno dato vita spontaneamente ad una magia: la nascita di piantine di tabacco. Le varietà di tabacco rinvenute sono quelle coltivate fino agli anni ’80 in tutto il Salento. Una scoperta sensazionale quella delle proprietà dell’estratto bio di tabacco, non solo per le importanti funzioni come anti age ma soprattutto per la capacità del tabacco di potenziare le funzioni di altri importanti principi attivi, agendo da booster dell’attività idratante, antietà ed antirughe, anti inquinamento, antiossidante e riequilibrante. L’essenza bio di tabacco, estratta a freddo, unita ad altri preziosi estratti bio, stimola il naturale processo di riparazione e protezione della pelle, migliorandone l’equilibrio e l’aspetto Nei Laboratori Natura&Benessere, è stata, di fatto, testata la capacità dell’estratto di tabacco, di combattere le principali cause dell’invecchiamento cutaneo, migliorando l’aspetto delle pelli più affaticate e stanche. Un vero elisir di bellezza. Laboratori N&B. La ricerca come progetto culturale L’innovazione è l’arma vincente per la cosmesi e su questo non vi è alcun dubbio. Ma l’innovazione è figlia di una ricerca più avanzata. E in questo si concretizza la mission dei Laboratori N&B: studiare formulazioni sempre più innovative nel campo della bio-cosmesi nel pieno rispetto della natura e della sostenibilità. Un’attività fatta di studio e di ricerca in un’ottica di sviluppo e di salvaguardia del territorio. Una visione innovativa che ha conquistato a livello mondiale gli operatori del settore Cosmesi. Nei Laboratori N&B ogni step del processo produttivo antepone e privilegia le persone ed il pianeta, secondo il pensiero “People and Planet First”, filosofia di vita del Presidente e CEO di N&B Domenico Scordari che ha creato la sua azienda su due pilastri fondamentali: il rispetto per il prossimo e l’amore per la propria terra e per l’ambiente. Protect&Ripair, Best New Product Award 2018 Dal connubio che vede i Laboratori N&B coniugare magistralmente tradizione e innovazione, è nato, dunque, Protect & Repair, il nuovo straordinario concept nei trattamenti anti-aging, dalle proprietà protettive e riparatrici immediate. Un concetto rivoluzionario che parte da uno studio innovativo sulla combinazione di quei principi attivi capaci di riorganizzare istantaneamente l’attività cellulare della pelle. Realizzati con principi attivi bio coltivati direttamente nel Salento da N&B, Protect & Repair, con Wonder Cream e Pure Complex, sono prodotti straordinariamente innovativi, che preannunciano una vera rivoluzione nel mondo della cosmesi bio. La loro funzione, immediatamente visibile già dopo la prima applicazione, è il risultato di un’attenta e accurata combinazione di materie prime biologiche, note per le loro naturali attività benefiche, supportate da un processo produttivo scrupoloso, in grado di mantenere inalterati i principi attivi, incrementando le singole funzioni sulla pelle.
Http://www.leccenews24.it/attualita/tabacco-cosmesi-bio-premiati-i-laboratori-nb-martano.htm
La Repubblica – 13/03/2018
Roberto Boffi: “Via le sigarette da parchi, stadio e strade strette”
«Tutte le università dovrebbero vietare il fumo all’aperto». Ne è convinto Roberto Boffi, responsabile della Pneumologia e del Centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori: «Non sono frequentate da minorenni – spiega – ma hanno un ruolo educativo».Boffi, in tanti credono che un divieto di questo tipo sia un’esagerazione. Ci spiega perché non è così? «È dimostrata da studi scientifici la capacità di una sigaretta di generare polveri fini e ultrafini anche all’aperto, soprattutto dove ci sono tanti fumatori, in presenza di tettoie o di strade strette». Ci faccia un esempio. «Nella zona pedonale di Brera, dove ci sono i tavolini dei locali all’aperto, i livelli di Pm 2,5 sono superiori a quelli di via Pontaccio dove passano le auto. Per non parlare di San Siro, di cui si discute da tempo come possibile area smoke free, senza mai nulla di concreto però».Quali sono i luoghi all’aperto dove le sigarette dovrebbero essere bandite con più urgenza? «I parchi, e non solo le aree gioco dei bambini. Le aree esterne agli ospedali. Le università, appunto.Perché stiamo comunque parlando di giovani, eppure negli atenei non si fa prevenzione».Secondo lei chi potrebbe avere le resistenze maggiori di fronte a provvedimenti di questo genere? «Dico una cosa antipatica: le donne. L’aumento di fumatrici degli ultimi anni è semplicemente impressionante».Istituto dei tumori Roberto Boffi è il responsabile di Pneumologia e del Centro antifumo all’Istituto nazionale dei tumori e sostiene che quello dello Iulm sarebbe un ottimo esempio da estendere a tutti gli altri atenei che devono avere un ruolo educativo per i giovani.
Japantimes.co.uk – 09/03/2018
Government gives nod to watered down antismoking bill
The government on Friday endorsed a bill to roll out firmer antismoking measures, including an indoor ban for restaurants and the nation’s first fine for violators, before the 2020 Tokyo Olympics. Japan is rated poorly on tobacco control by the World Health Organization, and the government is eager to impose tougher measures on passive smoking by getting the bill through the Diet this year. Japan has never adopted an antismoking measure with penalties. The content of the bill remains controversial because the government has largely watered down the exemption requirements for eateries under pressure from the ruling Liberal Democratic Party, which is beholden to the tobacco and restaurant industries. According to the bill to revise the Health Promotion Law, smoking would be banned in hospital, school and government office buildings. On the premises, outdoor smoking would only be possible in designated areas. At restaurants, hotels and workplaces, indoor smoking would be banned “in principle” except in special rooms set up for exclusive use by smokers where no food or drinks are served. At hotels, individuals would be allowed to smoke in their own rooms. Eateries to be exempted from the indoor ban would be fairly large – those with customer seating areas of up to 100 sq. meters and capital of up to ¥50 million ($468,000). They would not have to establish separate smoking areas if they display a sign in front indicating they are a “smoking place.” The ministry had originally planned to exempt small bars with floor space of up to 30 sq. meters, but ended up expanding the scope of the exceptions to win support from the ruling party. The compromise triggered criticism from lawmakers pushing for tougher measures, and a heated debate might take place inside the Diet once the bill is submitted. As a result of the backpedaling, an estimate shows that customers at some 55 percent of all restaurants and bars can carry on lighting up without going into a separate room, raising questions about the effectiveness of the smoking ban sought. Under the bill, smokers who break the rules could be fined up to ¥300,000, with facility managers who fail to take proper measures, including removing ashtrays, at risk of penalties of up to ¥500,000. The use of heat-not-burn tobacco products is also regulated in the bill. About 15,000 people are estimated to die in Japan each year from passive smoking, and a government survey in 2016 showed that some 40 percent of nonsmokers said they had indirectly inhaled smoke at restaurants and pubs.
Https://www.japantimes.co.jp/news/2018/03/09/national/politics-diplomacy/government-gives-nod-watered-antismoking-bill/#.
Thelocal.se – 09/03/2018
Swedish government to push ahead with public smoking ban despite feasibility concerns
The Swedish government will push ahead with banning smoking at outdoor restaurants, train platforms, playgrounds and other public places, despite objections from the country’s Council on Legislation (Lagrådet). The Council on Legislation, an agency tasked with evaluating the legal validity of legislative proposals, pointed out that it will be difficult to distinguish non-smoking areas outdoors and determine responsibility in for example a public playground or entrance to a building. The government will nonetheless push ahead with its proposal. “It is important to ban smoking in more places. I see playgrounds for example to be particularly important. We’ve therefore decided to go forward with the proposal. It’s crucial legislation if we are going to change the norms around smoking and improve public health,” Health Minister Annika Strandhäll said in a statement. Along with banning smoking in certain public spaces, the proposed ban also includes the possibility that Sweden’s moist powder tobacco snus may only be sold in packs of at least 20 in an effort to discourage non-users from buying it. The proposal is the product of a government inquiry into the matter started by the previous centre-right government in 2014. Polls suggest Swedes are mostly in favour of an extended smoking ban, with opinion particularly positive among young people.
Https://www.thelocal.se/20180309/swedish-government-to-push-ahead-with-public-smoking-ban-despite-feasibility-concerns