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Rassegna stampa 20 marzo

Eunews.it – 19/03/2018

Philip Morris, in Grecia la seconda fabbrica per produrre la sigaretta “che non brucia”

Via alla produzione delle sigarette che “non bruciano” in Grecia. La Philip Morris Italia converte la fabbrica Papastratos, che smette definitivamente dopo 87 anni con la produzione di sigarette al tabacco tradizionali per lanciarsi su un prodotto a danno ridotto per la salute. La produzione si concentra ora esclusivamente sugli HeatSticks (HEET), gli stick di tabacco da utilizzare con le “sigarette” IQOS di nuova tecnologia, che non bruciano ma si scaldano solamente. L’apertura della fabbrica (che a regime produrrà 20 miliardi di pezzi l’anno) è prevista il 21 marzo, e porta alla creazione di 400 posti di lavoro, da aggiungere ai già esistenti 800 posti. La conversione costata circa 300 milioni di euro rappresenta un passo importante della Philip Morris Italia nella sua trasformazione verso un futuro senza fumo (smoke-free) e sottolinea l’impegno della compagnia nel cercare di rimpiazzare le sigarette tradizionali con alternative meno nocive alla salute. La fabbrica greca è la seconda destinata a questa produzione dalla Philip Morris Italia dopo lo stabilimento di Crespellano, in provincia di Bologna.

Http://www.eunews.it/2018/03/19/philip-morris-grecia-la-seconda-fabbrica-produrre-la-sigaretta-non-brucia/102766

 

Ilmessaggero.it – 19/03/2018

Piante di tabacco come biofabbriche di farmaci e cosmetici

“Riprogrammare” le piante di tabacco per produrre, al posto delle sigarette, molecole benefiche da destinare a vaccini, anticorpi e cosmetici. E’ l’obiettivo del progetto europeo Newcotiana da 7,2 milioni di euro per rivitalizzare in chiave sostenibile nel campo della salute e dell’ambiente la coltivazione del tabacco, un settore economico che in tre decenni è diminuito di circa sei volte sia in Europa che in Italia (UE, da 710mila a 115mila ettari; Italia, da 81mila a 15mila ettari). Nel progetto scientifico sono coinvolti 19 partner tra centri di ricerca (tra cui ENEA per l’Italia) e aziende, provenienti da sette Paesi UE e dall’Australia e coordinati dall’Istituto di biologia molecolare e cellulare del Consiglio delle ricerche spagnolo. “Le specie che useremo sono il tabacco coltivato Nicotiana tabacum e la sua cugina australiana Nicotiana benthamiana, che è stata già utilizzata nel molecular farming per la produzione del farmaco sperimentale anti-Ebola ZMAPP”, spiega Giovanni Giuliano, genetista dell’ENEA. Nei laboratori ENEA ci dedicheremo in particolare alla produzione delle piccole molecole, come carotenoidi con funzione protettiva per l’occhio e alcaloidi piridinici utili nella cura palliativa di malattie come sclerosi multipla e Alzheimer”, conclude il ricercatore ENEA che rappresenta l’Italia nel progetto UE. Il progetto Newcotiana è al suo debutto ma nel giro di tre anni dovrebbe portare in campo le due specie ‘editate’ con le cosiddette ‘New Plant Breeding Techniques’ (NPBT), tecnologie di miglioramento delle piante coltivate basate sul DNA ricombinante, che sono in grado di produrre modificazioni genetiche molto simili, se non indistinguibili, a quelle ottenibili attraverso metodiche più tradizionali della mutagenesi casuale e dell’incrocio. Quindi piante di tabacco modificate ma non transgeniche. La scelta di condurre le sperimentazioni sulla pianta di tabacco dipende dal fatto che è facilmente trasformabile, si conosce geneticamente a fondo e permette grosse rese in biomassa, condizione ottimale per il molecular farming, oltre al fatto che non appartiene alle specie commestibili e, quindi, non presenta problemi di contaminazione anche accidentale della catena alimentare.

Https://economia.ilmessaggero.it/flashnews/piante_di_tabacco_come_biofabbriche_di_farmaci_e_cosmetici-3616162.html

*Notizia ripresa anche da rainews.it, meteoweb.eu e sigmagazine.it

 

Ansa.it – 19/03/2018

Parlamento europeo: la sigaretta elettronica è un potenziale passo avanti per la salute in Europa, secondo la Lega Italiana Anti Fumo

Dichiarazione della LIAF-Lega Italiana Anti Fumo: “L’uso delle sigarette elettroniche è in continua crescita a livello mondiale, mentre in Europa si diffonde con ritardo. È essenziale che l’Europa sfrutti il potenziale offerto da questa tecnologia per ridurre l’impatto del tabagismo sulla salute pubblica europea. A tale scopo la LIAF-Lega Italiana Anti Fumo, con l’aiuto dell’europarlamentare Giovanni La Via (ex presidente della Commissione ENVI), sta invitando esperti e poteri decisionali al Parlamento europeo per parlare dei benefici delle sigarette elettroniche”.

Http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/business_wire/news/2018-03-19_1191778940.html

 

Panorama.it – 19/03/2018

E-cig e adolescenti: relazioni pericolose

Tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni che hanno fatto qualche esperienza di fumo tradizionale senza però essere veri fumatori, coloro che hanno provato le sigarette elettroniche hanno più probabilità di passare definitivamente a quelle tradizionali rispetto ai coetanei che non hanno mai svapato. Da svapatori a fumatori Questo è in estrema sintesi il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Pediatrics. In pratica questo significa che la sigaretta elettronica, lungi dal rappresentare un diversivo meno nocivo, incoraggerebbe i ragazzi a passare al fumo di tabacco, proprio quello per arginare il quale questi prodotti erano nati. Non è una buona notizia, specialmente visto il successo crescente che questi prodotti stanno conoscendo tra i giovani e anche i giovanissimi. Il peggio però deve ancora venire. E lo si scopre leggendo le conclusioni di un altro studio, pubblicato sul numero successivo della stessa rivista, disponibile in anticipo sul sito. Da quest’altro lavoro è emerso che gli additivi aggiunti a molte tipologie di sigarette elettroniche sarebbero responsabili di alti livelli di alcune sostanze chimiche cancerogene riscontrati in misura maggiore in adolescenti che svapavano rispetto ai fumatori di sigarette e ai non fumatori. Aromi sotto accusa L’analisi di campioni di saliva e di urina di oltre 100 adolescenti con un’età media di 16 anni e mezzo divisi in tre gruppi (svapatori, doppi utilizzatori di sigarette sia tradizionali sia elettroniche e il gruppo di controllo formato da ragazzi che non avevano mai provato né le une né le altre), ha permesso di stabilire che la presenza di sostanze come acrilonitrile, acroleina, ossido di propilene, acrilammide e crotonaldeide era significativamente maggiore nei consumatori di e-cig rispetto agli altri due gruppi. Gli autori concludono che, nonostante il vapore delle sigarette elettroniche possa essere meno pericoloso rispetto al fumo di tabacco, l’idea che svapare sia sicuro e non faccia male va rimessa in discussione, perché molti dei composti volatili identificati negli svapatori sono in effetti cancerogeni. “Tra i nostri partecipanti che consumano solo sigarette elettroniche”, spiegano gli autori, “l’uso di prodotti con aromi alla frutta ha prodotto livelli significativamente più alti dei metaboliti dell’acrilonitrile”, un composto altamente velenoso ampiamente impiegato nella produzione di materie plastiche, adesivi e gomma sintetica. Era presente a tassi più elevati anche l’acroleina, considerata tossica per gli esseri umani a seguito di inalazione, esposizione orale o cutanea. Pericoli nascosti I risultati dei due studi concorrono a formare un quadro piuttosto preoccupante perché, diversamente dagli adulti, che dichiarano di passare alle sigarette elettroniche per abbandonare quelle tradizionali, con la speranza, si suppone, di smettere poi definitivamente anche con le e-cig, i giovanissimi sono attratti dalle sigarette elettroniche di per sé, e a renderle ancora più appetibili sono proprio quei dolci aromi alla frutta responsabili della presenza di sostanze cancerogene. Il problema è che i produttori dei liquidi per e-cig non dichiarano la presenza di nessuna delle sostanze di cui sono stati rinvenuti i metaboliti nella saliva e nell’urina dei partecipanti. Vanno tutte sotto la generica definizione di “aromi”, che certo non ne lascia presagire la potenziale pericolosità. I messaggi rivolti agli adolescenti, concludono i ricercatori, dovrebbero includere avvertenze sul possibile rischio legato all’esposizione tossica a composti cancerogeni generati da questi.

Https://www.panorama.it/scienza/salute/e-cig-e-adolescenti-relazioni-pericolose/

 

Meteoweb.eu – 19/03/2018

Le sigarette elettroniche potrebbero portare all’accumulo di grasso nel fegato

Utilizzare le sigarette elettroniche potrebbe portare all’accumulo di grasso nel fegato, secondo i risultati di uno studio condotto su topi esposti ai dispositivi. Il principale autore dello studio, Theodore C. Friedman, presidente del Dipartimento di Medicina Interna e Professore di Medicina Cardiometabolica presso la Charles R. Drew University of Medicine & Science di Los Angeles, ha dichiarato: “La popolarità delle sigarette elettroniche sta crescendo rapidamente in parte grazie ai messaggi pubblicitari che sostengono che sono più sicure delle sigarette convenzionali. Ma poiché il grasso in eccesso nel fegato è dannoso per la salute, noi concludiamo che le sigarette elettroniche non sono così sicure come pubblicizzato ai consumatori. Questo ha delle importanti implicazioni normative e per la salute pubblica”. Le sigarette elettroniche contengono nicotina, che il Dott. Friedman altri ricercatori hanno associato alle malattie del fegato grasso non alcolico. Tuttavia, gli effetti a lungo termine delle sigarette elettroniche su malattie epatiche, diabete, malattie cardiache o ictus sono sconosciuti. Nello studio di 12 settimane, Friedman e colleghi hanno studiato topi che non avevano il gene dell’apolipoproteina E, che li rendeva più inclini a sviluppare malattie cardiache e grasso nel fegato. Tutti i topi venivano nutriti con una dieta a contenuto relativamente alto di grassi e colesterolo. Un gruppo di topi è stato messo in una camera che li esponeva al fumo delle sigarette elettroniche, in modo che i loro livelli di nicotina nel sangue fossero simili a quelli degli utilizzatori dei dispositivi. Un secondo gruppo di topi è stato esposto ad aerosol di salina. I ricercatori hanno scoperto cambiamenti in 433 geni che sono stati associati allo sviluppo e alla progressione del fegato grasso nei topi esposti alle sigarette elettroniche. In questo stesso gruppo, sono stati scoperti anche cambiamenti nei geni legati ai ritmi circadiani. È noto che la disfunzione del ritmo circadiano acceleri lo sviluppo delle malattie epatiche, incluso il fegato grasso. Friedman ha concluso: “I nostri risultati faranno da supporto ai responsabili delle politiche e agli enti regolatori federali e statali per adottare misure preventive per fermare il crescente uso delle sigarette elettroniche tra bambini e adulti”.

Http://www.meteoweb.eu/2018/03/sigarette-elettroniche-fegato/1064973/#U5MyGbRwcIP0MF9r.99

 

Sigmagazine.it – 19/03/2018

Sigaretta elettronica tra scienza, fantascienza e pseudoscienza

Fa venire l’acqua nei polmoni. Accelera pericolosamente il battito cardiaco. Causa innalzamento dei valori glicemici. Secca la lingua e indebolisce le ossa. Modifica il Dna. E, ultima scoperta in ordine di tempo, accumula eccessive dosi di grasso nel fegato. Ma cosa è che provoca così tante micidiali e spesso letali conseguenze? Utilizzare la sigaretta elettronica. Non è uno scherzo, questi in sintesi sono i grandi titoli delle ricerche scientifiche dell’ultimo anno. E non importa se sono decine gli autorevoli scienziati (un nome su tutti: Umberto Veronesi) che vedono nell’utilizzo della sigaretta elettronica l’unico vero strumento per far smettere di fumare. Il potere di permeazione delle lobby di pressione – siano esse legate al tabacco ma anche, se non soprattutto, ai farmaci – è direttamente proporzionale al potere economico. La dinamica è semplice: si commissiona una ricerca, si attende il risultato che spesso coincide con quanto sperato dal committente, si dà il via a un autentico battage mediatico-comunicativo degli esiti. Al giornalista da tastiera non pare vero poter rilanciare con enfasi la “scoperta del secolo” senza muoversi dalla propria scrivania. Come fa notizia il postino che morde il cane, fa altrettanto notizia un prodotto nocivo rispetto ad uno che, banalmente, non fa nulla, ovvero fa il proprio dovere. E dunque, perché titolare sulla bontà della sigaretta elettronica? Sarebbe come titolare sul potere dissetante dell’acqua o rinfrescante dei condizionatori d’aria. O dire che nel vapore non sono contenute le migliaia di sostanze tossiche delle sigarette. O che non esiste tossicità nel cosiddetto vapore passivo. E allora, visto che per diffondere una notizia occorre sparare il titolo, lo abbiamo fatto anche noi per dimostrare che la sigaretta elettronica è potenzialmente l’invenzione del secolo in ottica di riduzione del danno. A dimostrazione di quanto detto è sufficiente consultare una a caso delle oltre mille ricerche pubblicate soltanto nel 2016; oppure le parole di Umberto Veronesi sulla salute e sulla tassa; oppure le indagini del Regno Unito; oppure l’innocuità sui polmoni, sul cuore, sulle vie urinarie, sul cavo orale. Ma forse tutto questo non fa notizia. Almeno fino a quando qualche colosso multinazionale non deciderà di acquisire l’intero settore: allora sì che anche l’informazione tornerà ad essere indirizzata sui giusti binari. Quelli della verità.

Https://www.sigmagazine.it/2018/03/la-sigaretta-elettronica-uccide/

 

Sigmagazine.it – 19/03/2018

Regno Unito, ennesimo carcere autorizza e vende la sigaretta elettronica

Anche il carcere dell’isola di Jersey autorizza e incentiva l’uso della sigaretta elettronica in carcere. Dopo il positivo esperimento già attuato in alcuni penitenziari britannici, anche la struttura della piccola isola nella Manica ha annunciato di voler autorizzare ed estendere a tutti i detenuti il diritto di utilizzare la sigaretta elettronica. Sin dal 2013 l’amministrazione penitenziaria ha percorso la strada dell’abbandono del fumo sia per i detenuti che per il personale. Il primo passo è stato vietare il fumo all’interno del perimetro protetto e i passaggi comuni, mentre i detenuti potevano fumare nelle celle o nei cortili all’aperto. Pochi giorni fa il ministro dell’Interno, Kristina Moore, ha dichiarato che dal 2019 sarà consentito l’utilizzo della sigaretta elettronica per tutti e in ogni spazio della struttura di La Moye. “Supporteremo la popolazione carceraria – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa – offrendo anche servizi di supporto psicologico”. Ma ha anche aggiunto: “Consentiremo anche la vendita di dispositivi ai detenuti. Così garantiremo loro uguale possibilità di accesso in generale ai prodotti che, per i fumatori, sono meno dannosi del tabacco e che possano aiutarli a smettere di fumare”. Due anni fa anche in Italia si tentò di introdurre la sigaretta elettronica nelle carceri. Nonostante l’impegno del direttore nazionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, su proposta politica della radicale Rita Bernardini, le difficoltà amministrative e burocratiche ne stanno rallentando l’applicazione.

Https://www.sigmagazine.it/2018/03/regno-unito-carcere-autorizza-la-sigaretta-elettronica/

 

Il Mattino, Napoli Nord – 20/03/2018

Le «civette» della Finanza scovano Tir pieno di bionde

Afragola. Duro colpo della guardia di finanza ai ras del contrabbando di sigarette, concentrato nell’area a nord di Napoli, diventata il maggiore centro di smistamento delle bionde per tutta la nostra regione e oltre. I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato mezza tonnellata di sigarette made nell’Est Europa, scoperto il deposito di stoccaggio nella periferia di Afragola e fatto scattare le manette per il grossista, un pregiudicato napoletano, e per un cittadino romeno che aveva appena scaricato sigarette dopo un viaggio di due giorni sulla cosiddetta rotta balcanica. Il blitz è scattato a conclusione di un’attività informativa e investigativa sul territorio dell’hinterland partenopeo, e in particolare ad Afragola, dove appena un anno fa furono uccisi, tagliati a pezzi e sepolti in aperta campagna, Luigi Esposito e Luigi Rusciano, per gli inquirenti due broker in grande stile del contrabbando di sigarette, che le due vittima controllavano in regime di monopolio assoluto. I finanzieri, che monitoravano da giorni le strade intorno ad Afragola, diventata il terminal della rotta balcanica, hanno individuato un furgone, con targa e conduttore rumeno, che si aggirava per le strade periferiche. I militari lo hanno seguito a bordo di auto civetta, fino a quando il mezzo intercettato non ha raggiunto un deposito di stoccaggio alle porte di Afragola. Ad aspettare le sigarette, nascoste in grossi contenitori di legno, sotto un carico di turbine per auto, c’era quella vecchia conoscenza dei finanzieri. Non appena l’autista romeno ha spento il motore è scattato il blitz delle fiamme gialle. I finanzieri hanno accertato che, all’interno dei quattro cassoni in truciolato trasportati, dei ricambi per auto riportati sul documento di trasporto internazionale non c’era nemmeno l’ombra. Invece del carico di copertura, nei cassoni erano state stipate migliaia di stecche di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, dei marchi Marlboro, Marble e Rothmans, muniti del sigillo di stato. Il cittadino romeno e il napoletano sono stati tratti in arresto in flagranza di reato per contrabbando di sigarette, e su disposizione del pubblico ministero di turno presso la procura di Napoli Nord, sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida.

 

Ilpost.it – 19/03/2018

In Austria vogliono vietare il divieto di fumare

Nel dicembre del 2017 in Austria, dopo le elezioni di ottobre, il Partito Popolare (ÖVP, centrodestra) di Sebastian Kurz e il Partito della Libertà (FPÖ, di estrema destra) di Heinz-Christian Strache hanno trovato un accordo per formare una coalizione, e oggi governano il paese. Una delle condizioni delle trattative condotte per arrivare a questo accordo aveva a che fare con una questione che era stata discussa sui giornali per settimane: l’eliminazione del divieto di fumo nei luoghi pubblici voluto dalla coalizione uscente e che dovrebbe entrare in vigore il prossimo primo maggio. Al momento dell’accordo Heinz-Christian Strache – che è un fumatore – aveva detto che la cancellazione del divieto era stata concordata all’interno delle trattative con Kurz, che poi ha giurato come cancelliere. FPÖ si opponeva da tempo al divieto di fumo dicendo che nessuno, tanto meno lo Stato, poteva impedire a qualcuno di nuocere a se stesso. Strache aveva sostenuto che la cancellazione del divieto sarebbe stata «nell’interesse dei non fumatori, dei fumatori e dei ristoratori» e che «migliaia di posti di lavoro a rischio sarebbero stati salvati». L’argomento principale di Strache è sempre stato la tutela della «libertà di scelta». Nelle ultime settimane, dopo che è stato ribadito che la promessa elettorale della coalizione sarà mantenuta, anche la ministra della Salute, Beate Hartinger-Klein, che appartiene al partito di Strache, ha espresso pubblicamente delle preoccupazioni. La campagna del partito contro il divieto al fumo è comunque molto attiva e sui social network circolano molte foto che difendono il principio della libertà personale, e che mostrano una tazza di caffè accanto a una sigaretta accesa. L’Austria ha uno dei più alti tassi di fumatori e fumatrici adulte dell’Unione Europea, ed è uno dei soli due stati membri dell’UE in cui il numero di adulti che fumano regolarmente non è diminuito tra il 2000 e il 2015 (i dati sono dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, OCSE). Nel frattempo più di 500 mila cittadine e cittadini hanno firmato una petizione lanciata da un’associazione di medici di Vienna e da un gruppo che lotta contro il cancro e che chiede al governo di mantenere il divieto. In Austria è previsto che il Parlamento debba discutere di qualsiasi questione che venga firmata ufficialmente da almeno 100 mila persone. La petizione contro il fumo aveva raggiunto questa soglia già pochi giorni dopo il lancio e la campagna di raccolta firme è proseguita anche nelle settimane successive sia presso gli uffici locali del governo (dove ci sono state anche lunghe code) sia attraverso il sistema informatico del ministero dell’Interno, che è più volte crollato a causa dell’alto numero di visite. «Vogliamo dimostrare ai politici che il popolo è favorevole al divieto di fumare», ha spiegato Thomas Szekeres, presidente dell’Associazione dei medici di Vienna. Durante le trattative per il nuovo governo, Strache si era comunque dimostrato disponibile a fare qualche modifica alle leggi attualmente in vigore sul fumo: il progetto di legge che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni si basa sul cosiddetto “modello Berlino” e consiste nel divieto di fumare nella maggior parte dei luoghi pubblici (ma non tutti) e il permesso di fumare in certe aree, come le sale fumatori all’interno di bar e ristoranti. Il progetto di legge dovrebbe inoltre prevedere l’aumento dell’età minima per il fumo dai 16 ai 18 anni. In vista del futuro divieto di fumo, alcuni locali di Vienna e nel resto del paese lo avevano già introdotto: le famose caffetterie nel centro della città, per esempio. Altri locali hanno investito migliaia di euro per creare la separazione delle aree fumatori da quelle per non fumatori.

Https://www.ilpost.it/2018/03/19/austria-divieto-fumo/

 

Impaginato.it – 19/03/2018

Il cavallo di troia del tabacco per la nuova politica estera giapponese

“Il vizio inerente al capitalismo – diceva Churchill – è la divisione ineguale dei beni; la virtù inerente al socialismo è l’uguale condivisione della miseria”. In Giappone da tempo stanno studiando sir Winston, se è vero come è vero che la diversificazione è diventata un mantra industriale e programmatico. I giapponesi entrano nel mercato mediterraneo del tabacco. La Japan Tobacco Inc. (società leader nel settore, di proprietà al 33% dal governo giapponese) ha acquistato il Donskoy Tabak uno dei maggiori produttori di “bionde” a Mosca per 1,6 miliardi di dollari dall’oligarca ellino-russo Ivan Savvides (30mo uomo più ricco di Russia e già deputato putiniano), finito nell’occhio del ciclone giorni fa per essere sceso in campo minacciando un arbitro con la pistola per un gol annullato alla sua squadra, il Paok Salonicco. Tokyo rafforza così la sua posizione in Russia, che è il terzo mercato mondiale del tabacco dietro Cina e Indonesia e davanti a Stati Uniti e Giappone, nonostante il calo del 19,6% nella vendita di sigarette tra il 2013 e il 2016. In base a questo accordo, il Gruppo JT acquisirà anche le quote di maggioranza della Cooperative Tobacco Industry of Greece SA. (SEKAP). Con attività in oltre 120 paesi e quasi 60.000 dipendenti in tutto il mondo, l’azienda produce e commercializza alcuni dei più noti marchi internazionali di sigarette tra cui la Winston, Camel, Mevius, LD e American Spirit. Il Gruppo JT con l’acquisizione della struttura in Grecia si è impegnata a investire nello sviluppo delle sigarette elettroniche ma ha anche nel proprio portafoglio una forte presenza sul mercato di prodotti farmaceutici e prodotti alimentari trasformati. Proprio il mercato russo appare molto più capace di cambiare pelle, così come annunciato dal governo. Il ministro dell’Industria e del commercio Denis Manturov ha annunciato che sta per essere varata una normativa per i soli prodotti del vaping, staccandola dal tabacco. In questo modo verranno avviate tutte le iniziative per consentire il passaggio dei fumatori ai nuovi dispositivi elettronici che, secondo molti studi, di riducono i danni alla salute del 95%. Donskoy Tabak detiene una quota di mercato pari al 7% in Russia, mentre fino a ieri la compagnia con sede a Tokyo controllava già circa un terzo del business delle sigarette in Russia. “Per un certo numero di anni questo mercato è stato una pietra miliare della crescita degli utili del nostro gruppo”, ha dichiarato Mutsuo Iwai, presidente del settore global dei nipponici. Ma da oggi hanno cambiato pelle per via di una congiuntura sfavorevole: Japan Tobacco è stata alle prese con elementi contrari che hanno avuto un impatto negativo sulle vendite. Il suo predominio nel mercato del tabacco giapponese è stato sfibrato infatti da prodotti high-tech rivali, come l’IQOS di Philip Morris International Inc., che attirano i fumatori lontano dalle sigarette. La società ha dichiarato di aspettarsi che il volume delle vendite di sigarette domestiche diminuirà di quasi il 17% nel 2018. Di qui la scelta di “emigrare” nel mercato russo e greco, sulla scorta delle tesi di Churchill.

Http://impaginato.it/article/3206/il-cavallo-di-troia-del-tabacco-per-la-nuova-politica-estera-giapponese

 

Iol.co.za – 19/03/2018

British American Tobacco is the darling of fund managers

One of the flagship events of the financial advice world is the annual Investment Forum held at Sun City recently. South African and international fund managers present to a gathering of 800-odd financial advisers over a two-day period, covering all the different asset classes, and elaborate on their stock picking. Their widely divergent views on which shares to hold are noteworthy. Some fund managers express themselves strongly against a company, while others will convince you of the merit of buying the same share, especially companies like Naspers and Discovery, which are viewed very contradictory. Being a delegate at the investment forum, you realise just how intricate stock picking is – all the highly educated and highly regarded fund managers have complete opposing views! The only share of which most fund managers were singing praises, and putting on the table their reasoning for buying right now, was British American Tobacco (BAT). A closer look at BAT ticks all the boxes of an excellent buying opportunity at the current price. BAT is one of the world’s leading tobacco and next-generation products groups, with brands sold in more than 50 countries. BAT manages a portfolio with more than 200 brands, including the five “Global Drive Brands”: Dunhill, Kent, Lucky Strike, Pall Mall and Rothmans. The company makes the cigarette chosen by one in eight of the world’s one billion adult smokers, and have a portfolio of innovative tobacco- and nicotine-based products, offering consumers potentially less risky alternatives to conventional cigarettes. In the past, BAT has rarely disappointed shareholders. BAT remains an excellent company with a well-balanced portfolio of brands that covers all major price points. It offers returns genuinely uncorrelated to the South African economy, and attractive exposure to global consumers, with a tilt towards the US, the world’s largest and most profitable cigarette market. The share currently trades at a desirable forward price/earnings ratio of only 13.8 times, and a forward dividend yield of 4.8percent. Improving margins Over the past 17 years, BAT has delivered more than 13percent compound annual dividend growth in British pounds, increasing its dividend every year this century. This illustrates its ability to improve margins through operating efficiencies continually, and market share gains, despite industry volume declines. BAT’s purchase of US business Reynolds International shifts its exposure towards a more profitable, less competitive market where it’s also the clear leader in the vaping space. US tax cuts provide an additional boost to future profits. The next step for BAT is the move towards next-generation products (NGPs), including vaping and heat-not-burn products that offer customers their nicotine fix with a 95percent reduction in harmful chemicals. They expect NGPs to account for almost a fifth of group revenue in the next five years. The group’s global scale in both distribution and manufacturing, coupled with its leading technology, position it well to migrate a significant proportion of its cig¬arette customers to NGPs over the coming decade. In an industry where advertising is mostly prohibited, it will be almost impossible for a new competitor to enter and gain significant market share. Risks Increased competition from illicit trade, unexpected and significant excise increases, ever-changing litigation, disputed taxes, interest and penalties, as well as adverse foreign exchange rate movements always remain a risk. With its geographic diversity, talented people (employing around 50000 worldwide) and a proven strategy, they are well placed. Their products have traditionally demonstrated resilience in times of economic uncertainties, given its sturdy economic moat combined with strong brand loyalty. The group boasts a strong balance sheet with good margins, and healthy cash generation. BAT’s return on equity of more than 60percent justifies a higher valuation than the current 14 times forward earnings.

Https://www.iol.co.za/business-report/opinion/opinion-british-american-tobacco-is-the-darling-of-fund-managers-13908264

 

Lefigaro.fr – 16/03/2018

Andorre et la France veulent lutter ensemble contre le trafic de cigarettes

Andorre et la France ont signé vendredi à Andorre-la-Vielle une lettre d’intention de coopération bilatérale pour améliorer la lutte contre la contrebande de cigarettes prévoyant notamment des patrouilles communes de douaniers. Alors que la France a augmenté au 1er mars le prix des cigarettes d’un euro, soit 8 euros pour le paquet de Marlboro Rouge ou de Gauloise blonde, le texte signé par les deux pays n’aborde pas la fiscalité et ne demande pas de toucher au différentiel des tarif, autour de 3 euros le paquet dans la Principauté. Les cigarettes rapportent à Andorre 110 millions d’euros par an pour des recettes totales de 425 millions d’euros pour un budget total de 450 millions d’euros. “La lutte contre la contrebande doit être une réalité, non pas contre ceux qui ramènent quelques paquets supplémentaires mais contre ceux qui en font une activité criminelle, qui organise la traite humaine” (…) ou “finance le terrorisme”, a souligné le ministre des Comptes publics Gérald Darmanin, au cours d’une conférence de presse commune avec le chef du gouvernement M. Antoni Marti. Le texte entrera en vigueur le 1er avril. Il prévoit notamment la mise en place de patrouilles mixtes communes de douaniers afin d’empêcher la sortie de cigarettes, notamment vers l’Occitanie, la région frontalière française voisine. Il doit permettre également “d’améliorer le travail de

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