Rassegna stampa 23 aprile 2018
SCENARIO TABACCO
Viaemiliananet.it – 23/04/2018
GIMA TT – Il mercato sovrastima l’impatto dei dati Philip Morris
Il il titolo Gima TT (famiglia Vacchi di Bologna) ha evidenziato un forte calo a Piazza Affari, in scia alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2018 di Philip Morris Int. (PMI), che hanno mandato in rosso le azioni dei principali operatori del settore, come British American Tobacco o Japan Tobacco. La major del tabacco ha infatti evidenziato un calo del 2,3% dei volumi di vendita, riferita in gran parte alla riduzione del 5,3% delle sigarette tradizionali. Gli Heated Tobacco Products, fra i quali le IQOS a cui Gima TT fornisce i macchinari per il packaging, hanno infatti evidenziato l’andamento opposto, ovvero volumi più che raddoppiati a 9,6 miliardi di unità, nonostante la società abbia segnalato una penetrazione più lenta del previsto in Giappone, primo mercato del prodotto, nello specifico nella clientela adulta con oltre 50 anni. PMI ha comunque confermato di essere in linea con i target di prodotto del 2018, anche nel caso in cui le temporanee difficoltà nel Sol Levante dovessero persistere. Il dato degli HTP, che dovrebbero iniziare la commercializzazione nel prossimo futuro anche negli Stati Uniti e che hanno evidenziato una crescita superiore alle attese in Europa e Russia, lascia intendere dunque che la reazione degli operatori nei confronti di Gima TT sia stata eccessiva. Opinione condivisa anche dagli analisti di alcune banche di investimento, come ad esempio Banca Akros. Per Mediobanca invece, nonostante il calo borsistico sia attribuibile agli scenari di crescita futura dei RRP, è ancora troppo presto per dare un giudizio sul loro successo. Infine Equita, dal canto suo, ipotizza uno scenario in cui la crescita della domanda dei prodotti, più lenta del previsto, porti Philip Morris a ridurre la propria richiesta di capacità produttiva dal 2019. Questo assunto, come detto dagli stessi analisti, non tiene conto di diverse situazioni, come l’ingresso delle IQOS negli Usa dal 2019. Inoltre, la banca d’affari lascia intendere che la lentezza di penetrazione delle IQOSin Giappone potrebbe essere legata alla concorrenza di Japan Tobacco, che è allo stesso tempo uno dei clienti principali di Gima TT. In conclusione, il crollo del titolo pare al momento ingiustificato.
http://www.viaemilianet.it/flash/gima-tt-il-mercato-sovrastima-limpatto-dei-dati-di-philip-morris/
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Il Secolo XIX 23/04/2018
I cardiologi: un ligure su cinque continua a fumare
Più di una persona su cinque, in Liguria, fuma. E mette a rischio il cuore, l’apparato respiratorio e altri organi. Smettere è fondamentale. A ribadirlo sono gli esperti del congresso “Nel cuore di Santa”, tenutosi a Santa Margherita Ligure. «La classe medica si impegna quotidianamente per fare informazione sui danni causati dal fumo; tuttavia, non tutti i fumatori riescono o vogliono smettere di fumare» commenta Roberto Pescatori, Presidente del Congresso «perciò è opportuno che i medici di medicina generale siano informati sull’esistenza di prodotti alternativi come le sigarette elettroniche e quelle a tabacco riscaldato». «Innovazione e ricerca hanno permesso di sviluppare prodotti alternativi alle sigarette anche e soprattutto nei confronti del cuore» dice Alberto Cavallini, Membro del Comitato scientifico dell’iniziativa.
Sigmagazine.it – 20/04/2018
[…] Detto fatto. Sono passate poco più di due settimane dall’intervista al quotidiano Les Echo in cui Philippe Coy, neopresidente della federazione dei tabaccai francesi, dichiarava l’interesse della categoria per il settore delle sigarette elettroniche. “Dobbiamo investire su questo mercato – spiegava Coy – anche se oggi conta solo due milioni di consumatori. Perché sono i fumatori che vanno verso la sigaretta elettronica. Spostarci verso questo nuovo consumo ci permetterà di mantenere i nostri clienti attuali”. Le sue parole avevano suscitato perplessità e sdegno nel settore del vaping, in particolare quando il presidente della Conféderation des Buralistes aveva suggerito di organizzare un “mese del vaping”, patrocinato proprio dai tabaccai d’Oltralpe. Perplessità che però non hanno scoraggiato la conversione dei tabaccai francesi. La confederazione , infatti, ha appena messo online il sito “Buraliste de la Vape”, letteralmente “tabaccaio dello svapo”, definito “un programma di accompagnamento” per tutti i tabaccai che vogliono orientarsi nel mondo del vaping. Unicamente riservato agli iscritti, il sito raccoglie consigli, glossari, video, tutorial e suggerimenti di vario tipo, come riporta Marc Deniger su Vapoteurs. […]
https://www.sigmagazine.it/2018/04/buraliste-de-la-vape/
Sigmagazine.it – 20/04/2018
Sigarette elettroniche, quer pasticciaccio brutto de via Venti Settembre
Torna d’attualità il “conoscere per deliberare” di Luigi Einaudi. E ancora una volta occorre applicarlo alla normativa e alla fiscalità applicata alla sigaretta elettronica. Tanti, troppi gli errori, ancor più inaccettabili se commessi dal legislatore. I trenta giorni per chiedere l’autorizzazione alla vendita di prodotti liquidi da inalazione stanno per scadere. I rivenditori che vorranno continuare l’attività specializzata in vaping hanno tempo sino a domenica 22 per inoltrare la domanda all’ufficio Aams competente per territorio. Chi non lo facesse potrà chiedere autorizzazione in un secondo momento ma dovrà interrompere la vendita dei liquidi sino all’ottenimento. Sin qui tutto semplice, parrebbe. Ma in Italia anche le questioni più lineari possono assumere risvolti contorti. Sin da novembre dell’anno scorso, quando con un’azione repentina e spregiudicata il Ministero delle Finanze volle mettere le mani sul settore del vaping, la situazione è diventata quantomeno grottesca, con sfumature tavolta assurde. Le norme e le disposizioni si sono accavallate, emendamenti e controemendamenti, sottolineature e cancellature, hanno imposto una legge quadro del vaping che sin da subito è apparsa a dir poco confusa. Sono comparsi divieti di vendita online senza che fossero previste le sanzioni, sono state create regole ad hoc per i rivenditori che però non valgono per i tabaccai, i liquidi sono sottoposti ad un’esorbitante imposta di consumo quando facilmente possono essere replicati, a costo infinitesimale, acquistando gli ingredienti in reti vendita alternative.
https://www.sigmagazine.it/2018/04/pasticciaccio-brutto-de-via-venti-settembre/
ALTRO
Ansa.it 22/04/2018
Cannabis terapeutica, nelle farmacie crescerà del 300%
Preparata in modo galenico come decotto, olio, capsule o vaporizzata, la cannabis terapeutica è arrivata da pochi anni nelle farmacie italiane e l’interesse degli operatori del settore è elevato. “La terapia è agli albori in Italia ma ci aspettiamo un incremento del numero delle prescrizioni superiore al 300% i tempi brevi – ha spiegato Marco Bresciani, farmacista e organizzatore del corso di formazione ‘tecnica e legislazione delle preparazioni in cannabis’, appena concluso al Cosmofarma, manifestazione sul settore delle farmacie in corso alla fiera di Bologna -. In Paesi come ad esempio l’Israele e la Germania, oppure l’Olanda che è anche l’unica nazione che la produce e la vende in Europa, è già molto diffusa e collaudata come terapia”. “Le prescrizioni di cannabis medicinale sono indicate per il trattamento di molte forme di dolore e spasticità, correlati anche con tumori, Parkinson e Alzheimer. Ottimi risultati, anche superiori alle terapie classiche, nei casi di crisi epilettiche dei bambini, – hanno detto gli specialisti riuniti al meeting del Cosmofarma, che ha registrato il tutto esaurito. Ha sottolineato Bresciani: “La cannabis terapeutica disponibile nelle farmacie è molto diversa dalla canapa venduta ne cannabis-shop. Infatti la forma terapeutica viene coltivata esclusivamente indoor da piante clonate e le produzioni sono perciò standardizzate, i principi attivi controllati e tarati a scopo terapeutico. l’altra invece deriva dalla canapa industriale, la stessa che si usa per farne tessuti e non contiene sostanze attive”. Modalità d’uso e dosaggi dipendono dal singolo paziente ma i decotti sono i più blandi, la forma vaporizzata è indicata quando serve una risposta rapida alla terapia, l’olio permette dosaggi precisi e infine le capsule già dosate sono indicate per terapie già collaudate.
Quotidiano sanità – 21/04/2018
Cannabis. Ecco la valutazione scientifica dell’effetto del ‘fumo’ su stress, ansia e depressione
È uno dei primi studi ad aver affrontato in maniera scientifica l’effetto del fumo di marijuana su vari di sintomi di wellbeing. Uno studio real life, condotto con l’ausilio di una speciale ‘app’ attraverso la quale 12 mila utilizzatori di cannabis hanno registrato l’effetto percepito su stress, ansia e depressione. Particolarmente evidente nelle donne l’alleviamento dello stato ansioso, ma qualche ‘tiro’ di cannabis, allevia nel breve termine ansia, stress e depressione in entrambi i sessi. Sul lungo periodo però, è in agguato la depressione. 21 APR – Fumare cannabis riduce in maniera significativa, almeno nel breve termine, il carico di depressione, ansia e stress. Ma c’è un rovescio della medaglia: nel corso del tempo può contribuire a peggiorare la depressione.
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=61058
Fanpage – 20/04/2018
Cannabis, per la prima volta un farmaco raccomandato dalla FDA per curare l’epilessia
Il farmaco, chiamato Epidiolex e in attesa dell’approvazione definitiva, riduce le convulsioni scatenate da gravi forme epilettiche: la sindrome di Lennox-Gastaut e quella di Dravet. Un comitato della Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo che regolamenta i prodotti farmaceutici e alimentari negli USA, ha raccomandato per la prima volta l’utilizzo di un farmaco a base di cannabis. Non si tratta della vera e propria approvazione ufficiale, ma del passo fondamentale per arrivare ad ottenerla. La votazione finale avverrà nel mese di giugno e non dovrebbero esserci sorprese, dato che il comitato consultivo della FDA – composto da 13 membri – ha dato risposta positiva all’unanimità. Il farmaco in questione è l’Epidiolex, uno sciroppo prodotto dall’azienda britannica GW Pharmaceuticals. Il suo scopo è ridurre le gravissime crisi convulsive che colpiscono i bambini affetti da due rare forme di epilessia, la sindrome di Lennox-Gastaut e la sindrome di Dravet. Testato con successo in diversi studi clinici, il farmaco riesce a mitigare sensibilmente gli attacchi, come dimostrato nel caso della piccola Olivia Vanderwoude. Pur essendo efficace, tuttavia, l’Epidiolex può scatenare diversi e importanti effetti collaterali. Quelli che colpiscono il fegato, spiegano gli scienziati che hanno messo a punto lo sciroppo anticonvulsivante, possono essere ben contrastati, ma la preoccupazione deriva dall’interazione con altri farmaci. I pazienti che soffrono di queste patologie vengono infatti trattati con un mix di medicinali. Il principio attivo dell’Epidiolex è il cannabidiolo (CBD), uno dei numerosi composti chimici non psicoattivi presenti nella pianta di cannabis.
Bella – 20/04/2018
Cocaina e cannabis: tra i giovani infartuati uno su 10 ne fa uso
Fumare marijuana o cannabis e fare uso di cocaina sembrano essere fattori di rischio non indifferenti per problemi cardiaci che colpiscono uomini sotto i 50 anni di etàTra coloro che hanno subito un infarto prima dei 50 anni, uno su dieci ha fatto uso di cocaina o di marijuana. Inoltre, i pazienti con infarto che usavano entrambe le droghe, avrebbero avuto più del doppio delle probabilità di morire per cause cardiovascolari durante il follow-up e il doppio del rischio di mortalità per qualsiasi causa. A evidenziarlo un team di ricercatori coordinato da Ron Blank stein, del Brigham & Women’s Hospital e del della ricerca sono stati pubblicati sul “Journal of the American College of Cardiology”. I ricercatori hanno analizzato i dati del registro YOUNGMI, che include adulti sotto i 50 anni di età che hanno avuto un infarto del miocardio, trattati al Massachusetts General Hospital tra il 2000 e il 2016. Dei 2.097 pazienti con infarto del miocardio di tipo 1, il 10,7% era risultato positivo all’uso di cocaina o marijuana. In particolare, l’uso della cocaina sarebbe stato evidenziato in 99 pazienti, il 4,7% del campione, e quello di marijuana in 125, pari al 6%, mentre entrambe le droghe sarebbero state usate da 36 pazienti. Coloro che facevano uso di marijuana o cocaina erano generalmente più giovani, maschi, soprattutto con infarto con sopraslivellamento del tratto ST. In genere questi pazienti erano più avvezzi all’uso del tabacco, ma era meno probabile che soffrissero di diabete o iperlipidemia. Durante il follow-up, durato in media 11,2 anni, il 18,8% dei pazienti che aveva fatto uso di droghe sarebbe deceduto, contro I’11,3% di quelli che non usavano sostanze d’abuso. Le morti per cause cardiovascolari si sarebbero verificate, invece, rispettivamente nel 9,4% e nel 5,3% dei pazienti, nei due gruppi. “I nostri risultati suggeriscono che l’uso di marijuana non è buono per il cuore. Un dato evidenziato già da altre ricerche, ma questo studio dimostra che, tra le persone che hanno avuto un attacco cardiaco e che sono consumatori di cannabis, c’è un maggior rischio di altri eventi avversi” spiega Blankstein. “Questo studio si aggiunge a quelli che hanno già dimostrato che il fumo di marijuana è un fattore di rischio modificabile per gli eventi cardiaci – aggiunge Joshua Lee, della New York University, che ha scritto un commento sull’articolo – Tuttavia, ci sono molte limitazioni”. Per esempio, secondo l’esperto, lo screening tossicologico e il sistema di report usati dai ricercatori non sarebbero ideali e potrebbero aver portato a una “errata classificazione dei casi”.
La Provincia Pavese.it 21/04/2018
La cannabis si compra in negozio «Altro che droga, è straordinaria»
[…] Apre a Pavia, in via Trieste, il primo negozio della città che vende prodotti a base di canapa: cantuccini, strozzapreti, birra, ma anche vino bianco, tisane, saponi per il corpo e profumatori. Tutto rigorosamente all’olio essenziale di canapa sativa, più comunemente conosciuta come cannabis. […]«Abbiamo scelto di buttarci in questa attività non solo perché crediamo che possa funzionare da un punto di vista economico – spiega Raffaella Pagliocca, la titolare – ma perché vogliamo dare un segnale al Paese, mostrando che i prodotti a base di cannabis venduti legalmente sono molto meglio dell’illegalità». […]«Chi compra le infiorescenze di cannabis nei giardinetti, di nascosto – spiega Pinoli – fuma prodotti di bassa qualità, spesso pieni di pesticidi. Qui è tutto legale, come del resto avviene in altri Paesi quali l’Olanda, e noi vogliamo proprio raccontare questo, cioè che è meglio e più sicuro comprare in modo legale. La cannabis venduta nei Cbd shop è priva di effetti psicoattivi, perché il Thc viene essiccato. Non solo, si tratta di cannabis completamente biologica e coltivata interamente in Italia, che è sempre stata uno dei più grandi produttori di canapa». […]Dal processo di lavorazione rimangono i cannabinoidi Cbd e Cbg, ai quali l’azienda sembra attribuire una grande fiducia in ambito medico, tanto da scrivere sui volantini pubblicitari: «La ricerche scientifiche fatte sul Cbd hanno confermato la sua efficacia per il trattamento dei sintomi dell’artrite reumatoide, malattie autoimmuni, il diabete, la nausea, i disturbi intestinali e molti altri effetti collaterali difficili da controllare. È stato anche dimostrato che il Cbd ha effetti neuroprotettivi».
Il Tirreno.it 22/04/2018
Lucca città della cannabis? In città apre il terzo store
Apre il terzo cannabis store a Lucca. Ma lo fa in maniera diversa dalle altre. Non è il classico franchising ma «un brand tutto lucchese, che si pone l’obiettivo di ricostruire la filiera della canapa». Un progetto ambizioso, ma ben saldo a terra. Dietro infatti c’è «uno studio meticoloso, che ha alla base un aspetto divulgativo, scientifico». […]«Un anno fa a San Marco inaugurammo il primo negozio, che è diventato anche una sorta di info point di riferimento – racconta Mazzei -. Lì facciamo consulenza anche a quegli agricoltori che hanno intenzione di coltivare o convertire i propri terreni alla coltivazione della canapa. È un prodotto naturale: può essere utilizzato come isolante, se mischiato alla calce, e ha un impatto ambientale pari a zero. Spesso, anche in un passato recente, è stata criminalizzata. Ma ha effetti farmaceutici benefici: già da tempo collaboriamo con alcuni medici che ci inviano pazienti ai quali giova l’utilizzo della canapa». […]
La Sicilia – 22/04/2018
Uso terapeutico della Cannabis nascerà un tavolo alla Regione
C’erano medici, farmacisti, addetti ai lavori e perfino pazienti affetti da dolore cronico che usano la cannabis per curarsi. Ognuno ascoltava con attenzione gli interventi dei relatori alla giornata di studi sul tema “Cannabis medica, esperienza terapeutica in Sicilia e Sistema sanitario regionale” ,organizzato allo Spazio Temenos, ad Agrigento, dal Rotary club, con il patrocinio dell’Ordine dei Medici, dei Farmacisti, di Federfarma provinciale e dell’Azienda sanitaria di Agrigento e moderato dal farmacista Paolo Minacori. La cannabis che si spoglia dalle sue vesti “da svago”, che esce dagli schemi che la vogliono altamente nociva per entrare, pieno titolo, nella medicina, dopo le lavorazioni nei laboratori galenici, ed essere usata da chi è affetto, ad esempio, da sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, effetti della chemio e radioterapia. Ma c’è un “ma”: la somministrazione della cannabis terapeutica, preparata dai farmacisti, è molto onerosa: occorrono in media duecento euro al mese e il costo è solo a carico del paziente. Sul “nocciolo della questione” è intervenuto, con un videomessaggio introduttivo, il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, annunciando l’istituzione di un tavolo tecnico-in Sicilia, innescando la speranza di chi nella cannabis vede un alleato contro il dolore e non dispone, però, di soldi sufficienti a garantire la terapia. […]
Noizia riportata anche da Agrigentonotizie.it
Giornale di Brescia.it – 22/04/2018
Le piantine di cannabis protagoniste al Brixia Florum
La curiosità è tutta per le piantine di cannabis, ma praticamente nessuno le compra. Sono ovviamente legali, senza il principio attivo, ma per farsi una tisana rilassante vanno coltivate con attenzione. Visto poi l’ormai dilagante dei cannabis store, tanto vale andare lì a fare acquisti pronti all’uso. C’è poi sicuramente anche una questione psicologica, piuttosto della cannabis (se l’effetto è lo stesso) meglio coltivare camomilla. In corso Zanardelli è un’esplosione di colori e profumi: gli stand di Brixia Florum hanno invaso il centro storico della nostra città. E se ai colori sfolgoranti delle begonie, delle petunie e delle rose siamo certo abituati, la dalia dalla foglia scura ha certo un fascino intrigante. L’esplosione improvvisa del caldo, dopo un inverno quasi interminabile, ha dato il forsennato via alle attività dell’orto, grandi protagoniste quindi le piante aromatiche: sui banchi risalta la salvia coccinea, oltre che profumata, attrae con i suoi fiori. Sul fronte delle novità tecnologiche, oltre ai tosaerba automatici (e autonomi), da segnalare i sistemi antizanzare a nebulizzazione.
Corriere del Trentino – 21/04/2018
Cannabis terapeutica, Bizzaro netto«Non si trova, pazienti scoraggiati»
Si parlerà anche di cannabis terapeutica all’interno del «Laikoday», il festival della laicità organizzato dall’associazione Laici Trentini per i Diritti Civili in programma oggi ad Arco. Un argomento quello della cannabis a fini terapeutici, che come fa capire il presidente dell’ordine dei farmacisti Bruno Bizzaro presenta una grande criticità. […] «La novità è che purtroppo non si trova, non ce n’è. E i pazienti sono in attesa. Hanno sbloccato le importazioni e le distribuzioni a gennaio, e dopo un piccolo rifornimento nello stesso mese si è bloccato tutto». […] «Lo stabilimento chimico militare farmaceutico ha una potenzialità di produzione insufficiente per le richieste. Sul sito annuncia che la cannabis prodotta e distribuita in Italia è disponibile nel tempo medio di 15 giorni ma in realtà mi hanno detto che sono in ritardo e stanno consegnando adesso le richieste di gennaio. Il ministero è a mio avviso il primo responsabile, poi se vogliamo c’è probabilmente anche una richiesta un po’ eccessiva, nel senso che in questa situazione sarebbe opportuno che le prescrizioni fossero limitate realmente ai casi più gravi mentre invece la richiesta è veramente molto alta. Un eccesso forse anche di aspettative però sicuramente ci sono pazienti che aspettano il farmaco da qualche mese e che hanno dovuto ridurlo, hanno dovuto sospendere le cure con notevoli effetti collaterali». […] «C’è il rischio che la gente in questa situazione drammatica sia costretta a ricorrere a qualcosa che non è un farmaco ma anzi lo espone a rischi per la salute». «All’estero c’è una certa disponibilità nel senso che la stessa Olanda, che è il primo produttore in Europa, ha contingentato le consegne. Però alla Germania ne ha già concesso una quantità sicuramente molto superiore a quella concessa in Italia. O meglio, più che concessa, ha consegnato. Nel senso che dall’Italia le autorizzazioni da parte del ministero sono state inferiori rispetto a quelle che il ministero tedesco aveva concesso alle aziende tedesche». I pazienti che usufruiscono di questo servizio […] «Sono abbastanza scoraggiati […]».