Rassegna stampa 25 maggio 2018
SCENARIO TABACCO
Quotidiano di Sicilia – 25/05/2018
Riabilitazione respiratoria, a Catania una struttura d’eccellenza
La Broncopneumopatia Cronica Ostruffiva (BPCO) è una comune malattia, prevenibile e trattabile, caratte-rizzata da persistent! sintomi respiratori e limitazione al flusso aereo, che è dovuta ad anomalie delle vie aeree e alveolari solitamente causale da une significative esposizione a particelle nocive o gas.La limitazione cronica al flusso aereo caratteristica della Bpco è causata in parte dalle alterazioni a carico delle piccole vie aeree (bronchiolite ostruttiva) e in parte dalla dis ffuzione parenchimale (enfisema); il contributo di ciascuna di questa due componenti varia da un individuo all’altro.In tutto il mondo, il fattore di rischio più comune per la Bpco è il fumo di tabacco. Anche altri tipi di fumo di tabacco, divers! dalla sigaretta (ad esempio pipa, si-gare, pipa ad acqua) e la marijuana sono fattori di ri-schio per la Bpco. L’inquinamento all’aperto, occupa-zionale, e indoor – questi ultimi derivanti dall’utilizzo di combustibili da biomassa – sono altri principal! fattori di rischio per Bpco. […]
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Così – 24/05/2018
Sigarette elettroniche: boom tra adolescenti negli USA
Stanno letteralmente spopolando, destando non poco allarmismo. Sono le sigarette elettroniche tra gli adolescenti americani, ma gli esperti avvertono: i giovani che ‘svapano’ nicotina hanno un maggior rischio di utilizzare, in seguito, sigarette vere. Un fenomeno, quello della dipendenza da nicotina, per arginare il quale numerosi studi indicano perb una soluzione precisa: l’aumento delta tassazione sui prodotti del tabacco. A segnalare il fenomeno in America è il New York Times, che cita i casi di diversi istituti superiori, dal Maine alla California fino al Michigan, che hanno iniziato a multare e sospendere gli studenti trovati a usare e-cig. II timore è di danni alla salute e che i giovani passino poi alle sigarette vere, oltre al fatto che la ‘penna’ per fumare pub essere usata anche per la marijuana. Tanto che nel New Jersey sì è iniziato a testare per le droghe gli studenti trovati con e-cig. H ricorso alle sigarette elettroniche é sempre più diffuso, come dimostrano diversi studi citati dal New York Times. II più recente, del 2017, è stato commissionato dai National Institute of health e dimostra che almeno l’11% dei liceali di 17-18 anni svapa e-cig con nicotina e che, di questi, il 24% lo fa quotidianamente.
Il Quotidiano del Sud – 25/05/2018
Sportello dei diritti allarme sugli incidenti della sigaretta elettronica
Ho sentito un sibilo come quello di un fuoco d’artificio poi la mia gamba è andata a fuoco».E’la testimonianza di un uomo di 43 anni,che è stato ricoverato in ospedale con gravi ustioni a una gamba e sulla mano provocate da una sigaretta elettronica che gli esplosa nella tasca dei pantaloni.L’uomo – come racconta Andreas Huber del soccorso professionale viennese – era in strada quando la batteria dell’e èscoppiata. Ora avrà bisogno di innesti cutanei.Del resto non èla prima volta che le e-evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”,sono causa di spiacevoli incidenti, anche in Italia.
ALTRO
Corriere della Sera, Milano – 25/05/2018
Cannabis legale, la rapida crescita dei punti vendita E il governo frena
[…] Sono gli stessi commercianti a denunciare un «vuoto normativo» che va colmato, per garantire qualità e regole precise. L’ultima circolare del Ministero delle Politiche agricole è di due giorni fa e cerca di mettere un po’ d’ordine. Gli addetti ai lavori stanno cercando di capire cosa cambia. «Fino a ora c’era una ambiguità sul limite di Thc e qualcuno ne ha approfittato. Adesso pare che tutti si debbano adeguare alle 0,2 per cento come valore massimo e non più 0,6». Chiaro invece il no alle piantine ibride e all’importazione di varietà non autorizzate. «A Milano ci sono negozi che non rispettano queste norme. Dovranno adeguarsi o chiudere». La circolare ribadisce che la coltivazione di cannabis sativa è liberamente consentita (con il limite di 0,2 per cento di principio attivo) ma è fissata una tolleranza fino alle 0,6, oltre al quale le piantagioni potranno essere distrutte dall’autorità giudiziaria. L’attenzione normativa è una ulteriore conferma della crescita del settore. Ai punti vendita dedicati infatti si aggiungono una serie di concorrenti: da chi consegna la merce direttamente a domicilio alle tabaccherie e alle edicole che espongono i prodotti in bella vista vicino alla cassa. […]
Corriere della Sera, Milano – 25/05/2018
«Vetrine strategiche vicino a scuole e piazze di spaccio Rischi sottovalutati»
«Il fenomeno è esploso in pochi mesi nell’indifferenza generale. Negozi di cannabis light che aprono ovunque ma soprattutto, guarda caso, vicino alle piazze di spaccio e alle scuole. Semi da piantare, oli e fiori di canapa, veri e propri pezzi di “fumo”, gadget, persino chupa chups. Tutto venduto insieme, sul bancone, tutto sullo stesso piano, persino con consegna a domicilio, in bicicletta. È il messaggio che non va. La cannabis viene associata all’idea di un prodotto pulito, da ridere. O persino di moda, come dimostra il lancio del prodotto di marca, Maria Salvador, con testimonial J-Ax. Dicono che a comprare sono gli adulti, ma è evidente che il target secondario sono invece gli adolescenti». Ciro Cascone, procuratore capo del Tribunale per i minorenni, cosa intende? «La comunicazione è confusa ad arte. Sono prodotti che aprono la strada alla legalizzazione delle droghe definite “leggere” (e non si sa fino a che punto lo siano)». Qual è il messaggio che arriva ai ragazzini? «Negozi, festival ed eventi fanno credere che la cannabis sia sdoganata, quando invece per la legge non lo è affatto. Sta cambiando la cultura prima delle leggi, anzi, a dispetto delle leggi. Ogni formula promozionale e commerciale va ostacolata». […]
Corriere della Sera – 25/05/2018
«Prodotti analizzati dall’università Ora liberalizzare le droghe leggere»
«L’Italia è indietro rispetto a molti Paesi Ue. Era ora di sdoganare la cannabis depotenziata a partire da Milano, che traina il settore, e a patto che il prodotto sia ben controllato. Al più tardi a settembre sarà venduta anche nei supermarket, le catene della grande distribuzione ci stanno lavorando». Filippo Molinari, avvocato penalista, segue la società Legal weed che ha appena lanciato la cannabis da fumare «di marca», Maria Salvador, testimonial J-Ax. Partiamo dal prodotto. Com’è? «Controllatissimo. Le buste sono chiuse, sigillate. Prima di essere messe in vendita, passano al setaccio del dipartimento di Tossicologia dell’università Statale. Il Thc è contenuto in percentuali inferiori allo 0,6% (nelle droghe “leggere” è minimo del 15%); il cannabinolo, Cbd, digestivo, rilassante e antinfiammatorio, è contenuto in alte percentuali, dal 5 al 25%. Non ha effetti collaterali e non è neanche classificato come farmaco». È un mercato in espansione, sembra fuori controllo. «Cresce a doppia cifra, è vero. E ci sarà un motivo. Le catene sono tantissime: Cbd Therapy, Hemp Embassy, Easyjoint, Green utopia, My grass, Mister green, Flower farm, Garden west…». […]
IlFattoQuotidiano.it – 24/05/2018
Cannabis legale, le regole del ministero per coltivare la pianta senza autorizzazione
Via libera alla coltivazione della canapa se la pianta ha un tasso thc di oltre lo 0,2% mentre, come previsto da regolamento europeo, è necessaria l’autorizzazione nel caso in cui la percentuale sia superiore. Qualora questa risulti inoltre superiore allo 0,2% ma entro il limite dello 0,6% l’agricoltore non ha alcuna responsabilità. Se però la soglia viene oltrepassata, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa. È questo il contenuto della circolare pubblicata dal Ministero delle politiche agricole e che riguarda le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa della varietà Cannabis Sativa. L’obiettivo è di chiarire le regole di attuazione dalla legge 2 dicembre 2016 entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Nella circolare del ministero vengono così stabilite le regole di coltivazione nell’ambito del florovivaismo della canapa, individuando i settori produttivi dove può essere impiegata che vanno dall’alimentazione alla cosmesi, dall’industria e artigianato al settore energetico e alle attività didattiche e di ricerca industriale. […]
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/24/cannabis-legale-le-regole-del-ministero-per-coltivare-la-pianta-senza-autorizzazione/4378669/
*Notizia ripresa anche da La Stampa, Money, La Verità – vedi allegato
La Nuova Sardegna – 25/05/2018
Il business della cannabis legale. Piano per coltivarla
Si può comprare ma non si può fumare. E’ la cannabis sativa, detta anche utile, che è stata liberalizzata dall’entrata in vigore a gennaio del 2017 della legge 242. Una legge che se da un lato la sdogana, dall’altro ne vieta liberamente l’utilizzo. In teoria, la possono acquistare solo i collezionisti e quindi tenerla sul comodino, in pratica la fumano tutti ma a casa propria o in luoghi distanti da eventuali controlli delle forze dell’ordine. Un materia delicata quella che riguarda la vendita e l’uso dello cannabis che non dà lo sballo dello spinello classico. Si è reso necessario determinarne e catalogarne le caratteristiche che la dissocino da quelle degli stupefacenti. Rientrare in una delle varietà incluse nel Catalogo comune europeo delle varietà delle specie di piante agricole. È questa la caratteristica che deve possedere la Cannabis industriale per essere regolarmente coltivabile e commercializzabile. Le sementi quindi devono essere certificate. Comunque, con questi presupposti, coltivare, vendere e comprare la marijuana è diventato legale. Si tratta infatti di cannabis con un contenuto di Tetraidrocannabinolo (THC) inferiore allo 0,2%.
La Nuova Sardegna – 25/05/2018
CANNABIS LEGALE? GRAVE RISCHIO PER I RAGAZZI
Promossa da alcuni consiglieri regionali e supportata da un crescente consenso pubblico, è iniziata la raccolta firme per alcuni referendum regionali fra cui quelli sulla cannabis a uso terapeutico e ludico. Da recenti articoli sulla “Nuova”, apprendo dai promotori che «si tratta di settori che darebbero una spinta fondamentale alla crescita culturale, sociale ed economica della nostra isola», «si tratta di farmaci nuovi la cui produzione è del tutto insufficiente», «potremmo raggiungere le migliori pratiche mondiali, come l’Olanda». Così, le campagne torneranno a essere lavorate, ci saranno mietiture e nuovi laboratori ove produrre marijuana e hascisc terapeutici e ricreativi; ci sarà lavoro anche con «l’apertura di coffee shop». […] La cannabis causa discontrollo degli impulsi e misinterpretazione delle proprie e altrui intenzioni; può creare falsi ricordi. Nei giovani diminuisce l’intelligenza, causa sindrome de-motivazionale (disinteresse per il proprio futuro) e dipendenza. Con l’assuefazione insorgono spesso gravi patologie psichiatriche: deliri, sindromi schizofreniche, gravi depressioni, tentati suicidi, agitazioni psicomotorie. Alcol e droghe in Italia (cannabis in primis) sono causa di aumento (15% in due anni) di ricoveri psichiatrici in età adolescenziale. Nel 2013, il costo sanitario degli adolescenti è stato per il 40% legato all’abuso di sostanze (cannabis in testa). I disturbi mentali con abuso di sostanze sono la prima causa di disabilità giovanile nel mondo occidentale. Definire la cannabis una droga leggera e meno pericolosa dell’alcool è quindi, oggi, puro non-sense.2. «dove le droghe sono state legalizzate il loro consumo non è aumentato». Laddove l’uso ricreativo è stato legalizzato (molti stati USA), si osserva un immediato aumento dell’uso di cannabis (4% in due anni). Si descrivono perfino casi di ignari bimbi che ingeriscono dosi mortali di “caramelle” di hascisc trovate nel salotto di casa o sul pavimento della camera da letto dei genitori. Ricordo anche che l’uso giovanile di cannabis “apre il cancello” verso la dipendenza da altre sostanze (alcool, tabacco, cocaina, etc) acutizzando danni cronici e crisi psichiatriche acute.3. «se la producessimo in Sardegna potremmo avere un ritorno di circa 150 milioni l’anno e un indotto occupazionale di 10.000 posti di lavoro in 3 anni…», «combatteremmo la malavita organizzata». […]