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Rassegna stampa 21 maggio 2018

SCENARIO TABACCO
Corriere della Sera – 19/05/2018
La regina dei brevetti adesso punta sulla Germania
È di questa settimana l’ultimo acquisto di Isabella Seragnoli. Doppio e in Germania. L’imprenditrice emiliana, con la sua Coesia, produce già in 60 Paesi: soluzioni e macchine hi-tech per impacchettare merci. Soprattutto le sigarette, per i big del tabacco. Giovedì 17 ha firmato l’accordo con la quotata svizzera Orel Füssli per acquisire parte del ramo di stampa digitale di Atlantic Zeiser, una società che lavora anche per la farmaceutica e sulla personalizzazione delle carte di credito. Inoltre ha rilevato la maggioranza di Tritron, inchiostri speciali per la stampa digitale. Insieme, Atlantic Zeiter e Tritron prevedono ricavi per 40 milioni quest’anno.Un paso doble «fondamentale», ha detto l’amministratore delegato Angelos Papadimitriou, che «consolida la presenza di Coesia nella stampa digitale». S’innesta sul packaging, che sta svoltando verso le nuove sigarette a vapore e che «non fumano». Qui conta la principale controllata del gruppo, la Gd che è leader europeo nelle macchine per l’imballaggio e il tabacco. È questa la fabbrica che ieri è stata aperta ai lettori, a Bologna. Fondata nel 1943, produceva motociclette. Presa e riconvertita dai Seragnoli, ora è in 15 Paesi e campione di brevetti: ne ha chiesti 54 solo l’anno scorso, seconda italiana davanti a Leonardo.Ma l’orgoglio di Seragnoli, che con Coesia stima ricavi 2017 per 1,58 miliardi (+9%) e impiega 7.100 persone, è il rapporto col territorio. L’imprenditrice sta per firmare il terzo bilancio sociale. Non è obbligatorio, ma conseguente: Coesia significa coesione.
L’Adige.it – 19/05/2018
Progetto Manifattura, posata la prima pietra
«Oggi pensiamo soprattutto a coloro che qui, nel 2008, persero il lavoro, con la chiusura della Bat (british american tobacco). Perché questo progetto è nato per dare una prospettiva di lavoro e dignità per la comunità roveretana e trentina». Mai come ieri, in occasione della posa della prima pietra al cantiere di Progetto Manifattura, il riferimento è stato al passato produttivo di quel sito. Un riferimento fatto soprattutto dal vicepresidente Alessandro Olivi, davanti a mezza Vallagarina, dal punto di vista istituzionale: sindaci attuali e passati, a evidenziare come il progetto che prende il via ora è figlio della collaborazione di tante teste, di tante amministrazioni e di tanti soggetti diversi. Su tutti, la Provincia e Trentino Sviluppo, che ieri ha potuto mostrare i gioielli di famiglia, in una presentazione nell’appena ristrutturato «magazzino botti», dove chi ha l’olfatto buono giura di sentire ancora l’odore del tabacco all’epoca stoccato lì.
http://www.ladige.it/territori/rovereto/2018/05/19/progetto-manifattura-posata-prima-pietra

Quotedbusiness.com – 18/05/2018
Una sigaretta elettronica che raccoglie i dati del fumatore: è di Philip Morris
La nuova sigaretta elettronica iQOS di Philip Morris, che sta diventando molto popolare in Giappone, dà la possibilità di raccogliere i dati personali sulle abitudini dei suoi fumatori. Il software contenuto all’interno del dispositivo consentirebbe di mappare la propria clientela in base al numero di sbuffi e al consumo medio giornaliero, tanto che il gigante del tabacco sta già costruendo un database dei possessori di iQOS che si registrano presso l’azienda.Come una ricetrasmittente. La notizia viene dall’’ex dipendente della multinazionale Shiro Masaoka, che ha lavorato per la Philip Morris in Giappone dal 2012 al 2016: l’azienda sostiene che il software all’interno della sigaretta elettronica “non è utilizzato per scopi di marketing di alcun tipo”. Ma la TechInsights Inc., una società canadese specializzata in dispositivi tecnologici, afferma che modificando i chip presenti sarebbe possibile memorizzare i dati e ritrasmetterli alla Philip Morris. Aiuta a smettere di fumare o no? Philip Morris è in attesa dell’’autorizzazione dalla Food and Drug Administration (Fda) per poter commercializzare il prodotto negli Usa come “meno dannoso delle sigarette”, sostenendo che “è in grado di ridurre il rischio di malattie legate al fumo” e che è destinato a quei fumatori che altrimenti non avrebbero smesso. Ma l’iter è ancora in corso. Strategie di mercato. In Giappone, intanto, la connettività con i clienti di iQOS va avanti: chi si registra sul sito web dell’’azienda ottiene uno sconto sull’’acquisto del dispositivo, il bluetooth di serie ricorda agli utenti quando va pulito e quando vanno ordinate le ricariche prima che finiscano. Inoltre, la nuova versione della sigaretta elettronica di Philip Morris può essere collegata a un’app per aiutare il cliente “ad adattarsi al prodotto più rapidamente”.
https://www.quotedbusiness.com/thm-18-strategie-regole/paese-13-mondo/art-1112-raccoglie-i-dati-del-fumatore-e-la-sigaretta-elettronica-di-philip-morris

SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Sky.it – 17/05/2018
Muore per l’esplosione di sigaretta elettronica, primo caso negli Usa
Un uomo di 38 anni ha perso la vita in Florida a causa dei frammenti del dispositivo che lo avrebbero colpito in maniera fatale alla testa dopo la deflagrazione. Un uomo di 38 anni è morto negli Stati Uniti in seguito all’esplosione di una sigaretta elettronica che stava fumando. Sarebbe la prima volta di un incidente mortale causato dai vaporizzatori elettronici. L’autopsia ha confermato che nel cranio della vittima sono stati trovati dei frammenti della sigaretta. La sicurezza delle sigarette elettroniche. Quella utilizzata non sarebbe stata una sigaretta elettronica tradizionale, ma una “mod meccanica” che attinge direttamente dalla batteria e regola la tensione in maniera diversa. […] Il presidente della American Vaping Association, Gregory Conley, ha dichiarato al New York Times che la maggior parte delle sigarette elettroniche avrebbe più funzioni di sicurezza rispetto alle mod meccaniche. “Milioni di persone – ha affermato – utilizzano questi tipi di prodotti a vapore regolarmente ed eventi tragici come questo sono rari”. I precedenti. Secondo la US Fire Administration, tra il 2009 e il 2013 ci sarebbero stati 195 diversi episodi di esplosioni e incendi che hanno coinvolto una sigaretta elettronica, provocando 133 lesioni acute, 38 delle quali gravi. Nel 2015, una sigaretta elettronica è esplosa in mano a un ventinovenne del Colorado, che si è fratturato il collo e frantumato i denti. Lo scorso gennaio è stato attribuito a una sigaretta a vapore un incendio all’aeroporto internazionale di Denver. […]
https://tg24.sky.it/mondo/2018/05/17/usa-uomo-muore-esplosione-sigaretta-elettronica.html

Corrieredelweb.it – 20/05/2018
Salvini: cancelleremo super tassa sulle e-cig
Il leader della Lega Matteo Salvini, non potendo partecipare personalmente a Vapitaly (Veronafiere, 19-21 maggio) ha inviato un video messaggio a tutti i partecipanti, alle aziende espositrici e agli appassionati, nel quale ha confermato il proprio impegno a cancellare l’extra tassazione sulla sigaretta elettronica. Soddisfatti dell’impegno preso pubblicamente Mosè Giacomello, presidente di Vapitaly, e Gianluca Giorgetti, imprenditore e fondatore di Vaporart una delle più importanti aziende italiane del settore vaping. La speranza di Giacomello è che si passi presto dalle parole ai fatti. “È una tassa che ci stava completamente bloccando – ha detto Giorgetti – che sta facendo chiudere molti negozi e a noi produttori ci sta facendo soffrire, diminuire i fatturati e licenziare”. Vapitaly 2018, la manifestazioneCon oltre 23.500 tra operatori e appassionati che, l’anno scorso, hanno visitato la fiera, Vapitaly si è attestata come prima manifestazione europea dedicata al vaping e alla e-cig, superando Parigi e Manchester.
https://ilcorrieredelweb.blogspot.it/2018/05/salvini-cancelleremo-super-tassa-sulle.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Corrieredelweb+(CorrieredelWeb.it++L%27informazione+fuori+e+dentro+la+Rete.)

ALTRO
La Repubblica – 19/05/2018
Il coltivatore “La cannabis nell’acquario così non si consuma suolo”
Coltiverà cannabis legale in acqua ponica, coi soldi della Curia. L’idea è di Davide Mazzella, 31 anni, biologo marino specializzato in acquacultura. Risponde al telefono dalla fiera della cannabis: «In pratica – spiega – si tratta di mettere dei pesci in una vasca e poi utilizzare l’acqua delle loro feci, filtrata grazie all’azione di alcuni batteri, come concime per le piante. È una tecnica che non consuma suolo, permette di risparmiare il 90% di acqua ed essendo un sistema a ricircolo non permette di utilizzare sostanze chimiche, quindi è molto naturale». L’idea l’ha avuta appena uscito dall’Università di Ancona, dove è arrivato da Casalecchio per specializzarsi in biologia marina. Ma gli mancava il finanziamento iniziale. «Avevo fatto una società subito dopo la laurea, ma ci sono stati problemi tra noi soci e l’abbiamo sciolta.Siccome sono testardo, tornato a casa l’ho proposta ad alcune aziende di Bologna: un interesse c’è stato, ma non è andata. Ora ho trovato uno spazio giusto e sono pronto a partire. Credo che le prime piante saranno pronte a settembre. Ho già parlato con quelli di EasyJoint che sono interessati ad acquistarle, poi si occuperanno loro della commercializzazione. In futuro vorrei fondare una coop dove inserire persone svantaggiate».

Repubblica.it – 19/05/2018
Palermo, appello bipartisan per una piantagione di cannabis terapeutica in Sicilia: la Regione convoca un tavolo
Incontro organizzato dal Comitato Esistono i diritti. Presenti politici di destra e di sinistra. L’ex presidente dell’Ars Cascio: “Dall’assessorato contatti con l’Ente di sviluppo agricolo per sondare disponibilità di terreni” di GIUSI SPICA 19 maggio 2018 “Non siamo ideologicamente contrari a una piantagione di cannabis terapeutica in Sicilia, ma verificheremo la fattibilità attraverso un tavolo tecnico”. Così l’assessore alla Salute Ruggero Razza risponde all’appello rilanciato ieri durante l’iniziativa svolta ai Camtieri culturali della Zisa dal titolo “Dal corpo dei malati al cuore della politica”, organizzata dal Comitato “Esistono i diritti” con la collaborazione delle associazioni Astrafe, Antifone, Bister, Radicali italiani, Arcidonna. Un incontro bipartisan, con politici di destra e di sinistra, le associazioni dei pazienti e dei diritti civili per rilanciare l’appello alla creazione di una piantagione di cannabis terapeutica in Sicilia.
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/05/19/news/palermo_appello_bipartisan_per_creare_una_piantagione_di_cannabis_terapeutica_regione_pronta_ad_aprire_un_tavolo-196832284/?rss

Il Secolo XIX – 21/05/2018
Nella piana di Albenga c’è la canapa legale
[…] La piante coltivate in questa prima start up nascono da semenze di canapa a basso tenore di thc, con principio attivo pressoché inesistente (come previsto dalla normativa vigente), i cui fiori sono destinati ad uso tecnico, collezionistico, come profumo per biancheria o deodoranti per ambienti. […] «Secondo una legge entrata da poco in vigore, i produttori hanno la possibilità di coltivare determinate e specifiche varietà di canapa, iscritte in un apposito registro europeo – spiegano i due ideatori della start up- abbiamo così colto questa opportunità: a giugno dello scorso anno abbiamo iniziato a studiare la normativa, ad analizzare le schede tecniche delle piante autorizzate ed a verificare la compatibilitàdel microclima dell’entroterra albenganese. […] «Abbiamo iniziato una piccola produzione utilizzando semi certificati appartenenti alla famiglia di canapa Carmagnola. I prodotti sono stati prima analizzati da un laboratorio specializzato e, dopo aver verificato che il valore di thc fosse entro i limiti di legge, abbiamo provveduto alla prima semina. In un ambiente chiuso, gestito da una tecnologia avanzata in grado di controllare luminosità, umidità e temperatura, è iniziata così la coltivazione della “Canapa Ingauna”».

Il Tirreno, 20/05/2018
In corteo “solo” 3.500 manifestanti tra slogan e canne
Anche se la partecipazione,3.500 persone circa, è stata un po’al di sotto delle aspettative.Quella che il vicesindaco Paolo Ghezzi pochi giorni fa definiva «una becera maniera di promuovere la legalizzazione delle droghe leggere»ancora,«una violenza gratuita alla cittàdi Pisa»,èrisultata a piùriprese una manifestazione impossibile da vietare. Quattro prefetti e quattro questori nel corso degli anni hanno demandato la questione addirittura al Parlamento, ma tutte le interpellanze sono state rigettate. «Nessuna minaccia all’ordine pubblico» il responso, per il 18°anno consecutivo il Canapisa si è fatto. Nessuna collaborazione dell’amministrazione comunale, ma gli organizzatori non si sono lasciati scoraggiare. […]
*Notizia riportata anche da Pisatoday.it

Blastingnews.it, 20/05/2018
La marijuana fa diventare pazzi?
Molti, scienziati e non, si chiedono se la Marijuana causi episodi e patologie psicotiche, arrivando a parlare di vere e proprie “Psicosi da Cannabis”, cioè disturbi mentali come allucinazioni e deliri. […] uno studio recente di Psichiatria Molecolare ha dato una risposta al tanto acceso dibattito. La probabilità che chi faccia uso di queste droghe arrivi ad avere sintomi psicotici aumenta per chi ha dei geni predisposti. Questo studio ha indagato su dieci varianti genetiche, chiamate Polimorfismi a singolo nucleotide (SNPs) e in quasi otto milioni di soggetti si è rilevato un aumento di rischio di schizofrenia se queste varianti facevano uso di Marijuana. […]Il tabacco peggiora le cose. Perché? I risultati osservativi sono molto frequentemente ostacolati dalla possibilità che un altro fattore di rischio associato all’uso della cannabis possa essere il vero motivo scatenante dello sviluppo di psicosi. Ad esempio, se una persona fuma tabacco sarà difficile stabilire la connessione causale tra cannabis e psicosi perché è proprio il tabacco ad aumentare il rischio di diventare schizofrenici. L’accostamento di tabacco e marijuana è ancora peggiore, infatti insieme causano ancora più dipendenza e duplicano la probabilità di avere danni psico-fisici. […]
https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/05/la-marijuana-fa-diventare-pazzi-002585223.html

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