Rassegna stampa_6 giugno 2018
SCENARIO TABACCO
Corriere.it, 05/06/2018
«Senti chi fuma», storie di tabagisti che scelgono di pensare alla salute
Arriva prima o poi il fatico momento in cui qualsiasi fumatore si pone la domanda: «E se smettessi? Si, ma come?». Per fare coraggio a chi è pronto a liberarsi dalla schiavitù delle sigarette, per incentivare gli indecisi, per raccontare che non è facile, ma ce la si può fare, un medico e una giornalista hanno scritto il libro «Senti chi fuma. La spinta gentile verso la cessazione». Fabio Beatrice, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e Johann Rossi Mason, giornalista scientifica del Gruppo l’Espresso, ha utilizzato le tecniche di medicina narrativa per intervistare oltre 20 persone che hanno affrontato il percorso per dire addio al tabacco e raccontare le loro storie nel volume appena pubblicato da Guerini e Associati. Che cosa succede al nostro corpo quando accendiamo una sigaretta? […]Le storie raccolte hanno, cioè, confermato che l’approccio al tabagismo deve essere tagliato su misura, come un abito fatto a mano. Secondo, appare nettamente un orientamento verso la cosiddetta “riduzione del rischio”. Ovvero, i fumatori, in mancanza di risposte efficaci, tendono a organizzarsi verso comportamenti e prodotti che diminuiscono i rischi per la salute propria e di chi sta loro vicino. Ridurre il danno non vuol dire solo smettere (l’obiettivo principale da proporre a un fumatore), ma anche assecondare l’uso di prodotti del tabacco in qualche modo meno nocivi in quelli che non vogliono o non possono superare la dipendenza». […]Oggi, nel nostro Paese, il 67,8% dei tabagisti ha provato la sigaretta elettronica, l’1,4% ha sperimentato i nuovi prodotti da tabacco riscaldato e 1,3 milioni di connazionali alternerebbero i vari prodotti. […] Quasi un tabagista su 4 è reticente all’idea di smettere «Stando alle statistiche, il 28,5% dei 12 milioni di tabagisti italiani (per lo più forti consumatori, con oltre 20 sigarette al giorno) sono reticenti all’idea di smettere – dice Johann Rossi Mason -, ma cercano modalità di consumo diverse, siano appunto le e-cig o gli stick di tabacco riscaldato a una temperatura inferiore a 400 gradi, eliminando il problema della combustione e riducendo i cancerogeni. […]
Meteoweb.it – 06/06/2018
Fumo: una coppia su 3 va in crisi se il partner fuma
Dal cattivo odore quando ci si bacia ai vestiti impregnati che affumicano tutto l’armadio, dai pacchetti lasciati aperti in giro per casa ai posaceneri sempre pieni. Essere perennemente indecisi su tutto (20%), non avere voglia di badare ai figli (15,5%) ma soprattutto essere un fumatore convinto e poco rispettoso (32,5%). Sono questi i piccoli aspetti della vita di ogni giorno che mettono in crisi la vita di coppia, tant’è che ben il 39% di queste si scopre non più affiatato come una volta. A incidere sono chiaramente anche altri motivi come la durata della relazione per lui (66%) e le incomprensioni quotidiane per lei (65%), ma anche il fumo sembra avere un ruolo importante. Tra i luoghi che più possono provocare anche litigi, lei non tollera quando lui fuma in camera da letto (66%), «perché poi tocca dormire con la puzza» mentre lui non sopporta vederla fumare in bagno (62%), «il luogo dove l’igiene dovrebbe essere sacra». Oltre una donna su 4 (27%) rimprovera a lui che i suoi vestiti impregnano l’armadio e tutti i tessuti della casa. Le reazioni alle lamentele? Lui cerca di minimizzare dicendo che «è una reazione esagerata» (29%) mentre lei si adegua solo se sa di essere nel torto (26%).E’ quanto emerge da uno studio condotto da Found!, per Philip Morris Italia.
http://www.meteoweb.eu/2018/06/coppia-3-va-crisi-partner-fuma/1105092/
Milano Finanza, 06/06/2018
Bio-on si avvicina a quota 40 euro
Titolo Bio-on in ascesa del 6,5% a 39,3 euro. L’azione dal gruppo titolare di un brevetto per la bioplastica degradabile al 100% ha proseguito un rally avviato una settimana fa (martedì 29 aveva chiuso a 30 euro) tra scambi intensi, quasi 250 mila pezzi. La corsa è stata alimentata da un paio di joint venture annunciate la scorsa settimana, la prima con Maire Tecnimont la cui controllata Green Chemicals è entrata nel capitale di U-Coat (Urea Coating) con partecipazione del 50%. U-Coat è una nuova società costituita da Bio-on e dedicata alla produzione di una tecnologia innovativa per il rivestimento dell’urea come fertilizzante, che in questo modo rilascia il suo contenuto nel terreno in maniera graduale e più efficace. Sempre la setttimana scorsa è stata annunciata la creazione di Amt Labs spa, newco dedicata allo sviluppo e produzione di materiali innovativi per il mondo del tabacco, nella quale GimaTT (gruppo Ima ) ha rilevato una quota del 20% deol capitale per un investimento di 2,2 milioni di euro.
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Notizie.tiscali – 05/06/2018
Fda contro industrie e-cig, non si vendano a teenagers
E’ un avvertimento chiaro quello che il commissario dell’ente statunitense per i farmaci, la Food and Drugs Administration, Scott Gottlieb, lancia alle compagnie di sigarette elettroniche invitandole ad adottare misure per impedirne la diffusione e la vendita tra i giovanissimi ed i teenagers: un fenomeno che il commissario definisce “molto preoccupante” e per arginare il quale annuncia misure “forti”.
http://notizie.tiscali.it/feeds/fda-contro-industrie-cig-non-si-vendano-teenagers-00001/
Sigmagazine.it – 06/06/2018
Scozia, dalla crisi del commercio si salva solo la sigaretta elettronica
La crisi del commercio su strada tocca in Scozia i numeri più alti di tutto il Regno Unito. Secondo il rapporto Retail and Leisure Trends elaborato da Local Data Company, che ragiona in termini di unità occupate sulle strade dello shopping, nel 2017 il Paese del tartan ha perso 520 esercizi. Una cifra che si distanzia moltissimo dalle 361 occupazioni perse nello Yorkshire e nell’Humber. È un fenomeno che non riguarda solo il Regno Unito e che è dovuto a diversi motivi. Secondo David Lonsdale, direttore dello Scottish Retail Consortium, punta il dito contro i “significativi cambiamenti nelle abitudini d’acquisto del consumatore” (leggi gli acquisti online), oltre che sui costi che gravano sul commercio al dettaglio. Ma il panorama non è tutto drammatico. Ci sono delle attività in controtendenza, che registrano un segno positivo, e fra queste ci sono quelle del vaping, come già registrato nel resto della Gran Bretagna. “Le nostre strade dello shopping – commenta infatti Lucy Stainton di Local Data Company – stanno subendo una grande trasformazione e, in questa accelerazione – alcuni sotto-settori hanno silenziosamente conquistato spazi nei cinque anni scorsi”. “Dal 2012 ad oggi – spiega Stainton – hanno aperto duemila barbieri, abbiamo 1235 caffè in più e duemila nuovi negozi di sigarette elettroniche”.
https://www.sigmagazine.it/2018/06/scozia-ecig/
ALTRO
Affaritaliani.it, 05/06/2018
Cannabis legale: cosa prevede la legge italiana del 2016
Con il termine cannabis legale light o canapa legale si intende quella tipologia di cannabis che ha un principio attivo più basso dello 0,6%. Secondo la legge italiana 242 approvata nel dicembre 2016 la sua produzione e commercializzazione sono legali in Italia qualora la cannabis abbia un contenuto di THC (ossia il principio attivo) che non superi lo 0,2%. Grazie a questa legge dunque non ci sono più dubbi al riguardo: la coltivazione della marijuana legale non è più vietata e non ha bisogno di alcuna autorizzazione. Nel caso in cui la percentuale di THC sia superiore allo 0,2% ma rientri comunque nel limite dello 0,6% l’agricoltore della cannabis depotenziata viene sollevato da ogni tipo di responsabilità. Se invece il limite dello 0,6% viene superato le autorità giudiziarie possono distruggere o sequestrare la coltivazione di canapa. La legge 242 inoltre proibisce le importazioni non rientranti nel catalogo europeo evitando quindi erbe svizzere, incroci e ibridi. Gli utilizzi consentiti dalla legge. La legge inoltre al giorno d’oggi consente diversi utilizzi della cannabis legale: ad esempio i suoi semi possono essere adoperati per creare numerosi alimenti come l’olio, il pane, la pasta e i biscotti. Tali cibi, oltre ad avere un gusto decisamente gradevole, sono particolarmente indicati poiché contengono molte proteine, si digeriscono facilmente e possiedono un rapporto equilibrato tra omega 3 e omega 6. Le fibre della canapa, particolarmente resistenti, possono essere utilizzate sia per la produzione di abbigliamento che in bioedilizia, dato l’alto potere isolante di questo materiale. Non è previsto, ovvero non viene menzionato invece l’uso ricreativo, che invece è proibito dalle note e precedenti leggi in materia sanitaria. […]
Corriere.it, 05/06/2018
Ischia, scuolabus ricoperto con la pubblicità della cannabis (legale)
La pubblicit l’anima del commercio ma forse non il caso di esagerare. Vedi il caso dell’autobus che trasporta gli studenti dell’isola di Ischia e che stato completamente tappezzato con l’immagine di un negozio che vende prodotti a base di cannabis. Nulla di illegale ma vista l’et dei passeggeri c’ il rischio di veicolare un messaggio pericoloso. di questo avviso Nunzia Piro, consigliera comunale delegata alla pubblica istruzione di Casamicciola (uno dei comuni dell’isola napoletana) la quale ha scritto alla societ che gestisce il traposto perch rimuova quella imbarazzante pubblicità. […] Il servizio di trasporto viene gestito dalla Eav bus. Il cui mezzo impiegato lungo la linea usata dagli studenti sfoggia una livrea neroverde che non passa inosservata: Le fiancate del mezzo sono decorate con la sagoma di foglie di marijuana e la pubblicit dio una catena di negozi (Store Amsterdam) che vendono prodotti a base di canapa indiana con un tasso di principio attivo consentito dalla legge e comunque tale da non indurre effetti stupefacenti. 100% legale specifica una scritta sulla fiancata del bus. […]Il limite: la legge del 2016In Italia la legge ammette il consumo e le vendita di prodotti a base di cannabis purch abbiano un contenuto di Thc (il principio attivo) inferiore allo 0,6% . Alcune catene di smartshop hanno aperto i battenti in tutta Italia ma alcuni di questi prodotti cominciano a essere venduti anche nelle tabaccherie. In Italia una legge del 2016 ha reso nuovamente legale la coltivazione di questa pianta, messa fuorilegge nel 1975. […]
Fanpage.it – 05/06/2018
Carenza cronica di cannabis medica, rischio interruzione delle forniture: pazienti infuriati
Arrivati a giugno, ai pazienti che fanno uso di cannabis sembra di essere tornati all’incubo vissuto a fine 2017, quando la carenza cronica di cannabis aveva portato praticamente alla prima vera e propria interruzione delle forniture di cannabis alle farmacie dal 2014. Da nord a sud si moltiplicano gli appelli dei pazienti che non trovano la propria medicina, e dei farmacisti che non sanno come approvvigionarsi: l’importazione straordinaria di 100 kg di cannabis, che dopo il bando di fine 2017 è stata affidata all’azienda canadese Aurora ed alla sua sussidiaria tedesca Pedanios, non ha cambiato la situazione. Il fabbisogno continua ad essere sottostimato dal ministero della Salute e nel 2017 quella prodotta a Firenze presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare (80/100 chilogrammi), e quella importata dall’Olanda (200 chilogrammi) non è bastata per tutti i pazienti che hanno dovuto interrompere i propri piani terapeutici con conseguenze disastrose sul decorso delle proprie patologie. Da tutti gli esperti di settore e dalle associazioni sono arrivate diverse richieste di aiuto ed assistenza: l’unica azione a livello istituzionale è stata quella di annunciare un aumento di produzione che però, anche per questo 2018, non riuscirà a far fronte alle richieste.
Il Manifesto – 06/06/2018 (allegato)
Cannabis, a Trento una sentenza storica
Il processo accerta, con perizie e testimonianze, l’appropriato utilizzo della cannabis terapeutica ai soli fini di cura e considerando l’ inefficacia delle terapie convenzionali. La difesa conclude fornendo al Giudice quattro possibili soluzioni: 1) Il fatto contestato non costituisce reato in quanto esercizio del diritto alla salute, diritto fondamentale riconosciuto in Costituzione. 2) In subordine, pronuncia di assoluzione perché il fatto non costituisce reato in quanto compiuto in stato di necessità determinato dal grave stato di salute dell’imputato. 3) In ulteriore subordine, che venga sollevata questio ne di legittimità costituzionale della norma che sanziona penalmente ogni forma di coltivazione di sostanza stupefacente a prescindere dalla destinazione del prodotto, essendo il pericolo di diffusione (elencato tra i beni tutelati dall’incriminazione come indicato dalle Sezioni Unite Penali, Kremi 1998) comunque possibile e comune alle condotte di detenzione, trasporto e importazione (non rilevanti se ad uso esclusivamente personale). 4) In alternativa che comunque il Tribunale valuti la opportunità di interpretare la norma assecondando il principio costituzionale di ragionevolezza (c.d. interpretazione costituzionalmente orientata), come auspicato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 443/1994 (auspicio non considerato dalla successiva giurisprudenza), al fine di limitare l’ambito del penalmente vietato alla sola coltivazione finalizzata allo spaccio. Il Giudice recepisce l’ultima tesi difensiva proposta attribuendo alla nozione di “coltivazione” un significato ristretto e conforme ai principi e al dettato costituzionale. […]
Trentino, 06/06/2018
Filiera della canapa ci sono sovvenzioni
Ci sono persino sovvenzioni ministeriali per la filiera della canapa, a dimostrazione che i tempi stanno cambiando: ogni anno il ministero d elle politiche agricole e alimentari mette a disposizione delle somme, con un massimale di 700 mila euro, «per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa» Si parla comunque di piante depotenziate, con contenuti di Thc bassisimi: tra lo 0,2% e un massimo dello 0,6%.
Il Piccolo – 06/06/2018 (allegato)
La cannabis sbarca tra gli scaffali dell’erboristeria
La cannabis? Ora si compra in erboristeria. Succede al “ Giardino di Vale” in Cavana, primo negozio di questo tipo a vendere appunto prodotti a base di cannabinoidi. Una novità fortemente voluta dalla giovane titolare, Valentina Padovan Tomada. «Parliamo di bustine sigillate singolarmente di cannabis della varietà sativa (tipica dei Paesi più caldi, ndr) – spiega – con un basso contenuto di principio attivo: il valore di THC è infatti pari allo 0.2%. La cannabis può essere assunta come tisana o fumata. Ho deciso di venderla perché ho sentito molte persone che la chiedevano e che facevano fatica a reperirla in città. Secondo questa formula precisa, viene considerata non come sostanza psicoattiva, ma come prodotto con benefici spesso ricercati da chi è malato. Qualche esempio? È antinausea, abbassa la pressione oculare, stimola l’appetito, è un rilassante e anticonvulsivante». Per comprare la bustina non servirà alcuna prescrizione. «Basta essere maggiorenni – aggiunge -.