Rassegna stampa_22 giugno 2018
SCENARIO TABACCO
AgenziaNova.com, 21/06/2018
Tabacco: Coldiretti, domani la firma per la Campania tra sigaro toscano e Organizzazione nazionale
Domani, alle ore 10.30 presso la sede di Coldiretti Benevento in via Mario Vetrone, sarà siglata l’intesa per la Campania tra Manifatture sigaro toscano e l’Organizzazione nazionale tabacco. Saranno presenti alla firma il direttore generale di Mst Stefano Mariotti e il presidente di Ont Italia Gennarino Masiello, che è anche vicepresidente nazionale di Coldiretti. Mst è nata nel 2006 quando il Gruppo industriale Maccaferri acquisì dalla Bat Italia il ramo d’azienda che produce e commercializza i sigari a marchio Toscano. “L’operazione – ha sottolineato Coldiretti -, che ha riportato in mani italiane un marchio nazionale storico, si inserisce nelle logiche strategiche che contraddistinguono il Gruppo Maccaferri, presente da più di un secolo in diversi settori agro-industriali. Con la forza di una tradizione lunga 200 anni e una qualità senza compromessi MstT offre ai consumatori di tutto il mondo un prodotto di eccellenza, un prodotto unico, protagonista della storia e del costume italiano: il sigaro Toscano”. Ont Italia rappresenta oltre il 60% della produzione nazionale ed è presente nelle regioni Campania, Umbria, Toscana e Veneto. In seguito all’accordo pluriennale sottoscritto nel 2011 da Coldiretti e Philip Morris Italia, l’Organizzazione commercializza direttamente con la maggiore manifattura mondiale. “L’accordo – evidenziato Coldiretti -, primo in Italia tra manifattura e produzione, consente un reale accorciamento della filiera a vantaggio dei produttori”.
La Repubblica, 22/06/2018
“Alcol e nicotina molto più dannosi eppure in Italia sono legali”
Ci vuole informazione, non repressione. Anche con la cannabis light. Ne è convinto Fabrizio Starace, direttore del dipartimento di salute mentale e dipendenze psicologiche della Asl di Modena. Cosa pensa della decisione del Consiglio superiore di sanità? «Al di là degli aspetti scientifici, se dovessimo applicare il principio di precauzione in maniera estensiva dovremmo ragionare anche sull’alcol e sulla nicotina, ben più pericolose di quel tipo di marijuana e in Italia perfettamente legali». Un bicchiere di whisky fa più male della sostanza che si vorrebbe proibire? «Ovviamente sì. Il super alcolico ha un potenziale lesivo elevato, con tossicità su numerosi organi e funzioni del nostro corpo. Nella cannabis light c’è il cbd, che non è considerato stupefacente proprio perché evidentemente ha una minore attività a livello del sistema nervoso centrale». Ma in quel dosaggio, da 0,2 a 0,6%, il thc può fare male? «Quei livelli sono molto bassi, mi sembra difficile poter affermare una cosa del genere. Comunque il tema è quello della risposta individuale ai principi attivi, che varia a seconda dei soggetti». E se qualcuno consuma dieci grammi tutti insieme di cannabis light? «Ovviamente un dosaggio più alto può avere effetti superiori ma qui entra in gioco la necessità di informare e di educare. Va spiegato soprattutto ai giovani che è meglio non esagerare, che ad esempio non bisogna mettersi alla guida dopo aver fumato tanta cannabis light. Proibire, ha dimostrato la storia, può produrre effetti contrari a quelli sperati. E comunque, in fatto di emergenze sanitarie legate alle sostanze, in questo momento abbiamo molti più problemi con l’alcol, che fa davvero male».
La Repubblica.it, 21/06/2018
Philip Morris e il futuro “digitale “ delle sigarette
Le sigarette e la pubblicità non vanno particolarmente d’accordo in Europa, in molti paesi è vietata, in altri come il nostro passa per zone grigie (le auto della Formula 1, per fare un esempio noto). Ma in generale non ci sono molte media company che accettano pubblicità dalle aziende del tabacco, nonostante secondo l’OMS circa un miliardo e cento milioni di persone sopra i quindici anni fumino nel mondo. Jaime Suarez, responsabile dell’area digitale della Philip Morris, ha un’obbiettivo: cambiare il prodotto base della sua azienda, vendere prodotti per fumare ma non più legati al tabacco […] L’obbiettivo di Philip Morris è quello, quindi, di far crescere la comunicazione nel campo dei nuovi dispositivi elettronici alternativi alle sigarette, trovando dei media partner interessati e raggiungendo un nuovo pubblico: “Abbiamo tre diverse sfide da vincere”, ha detto ancora Suarez, “quella di convincere gli attuali fumatori a passare ai nostri prodotti ‘smoke free’, alternative a rischio ridotto; la seconda è quella, con questi prodotti, di cambiare la percezione negativa che da sempre ha circondato il fumo e i fumatori; la terza è quella di far passare il messaggio che nonostante nulla sia meglio che smettere di fumare, passare a dei prodotti a basso rischio per la salute è meglio che restare legati alle vecchie sigarette”. E’ una trasformazione epocale, dunque, “che richiederà ancora molto tempo”, sottolinea Suarez, “ e che sta trasformando la nostra azienda, che è oggi è più legata all’informazione e ai dati, che ci permettono di muoverci con maggiore dinamicità in un mercato che sta cambiando velocemente”.
http://assante.blogautore.repubblica.it/2018/06/philip-morris-e-il-futuro-digitale-delle-sigarette/
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Studio Legale Sutti, le priorità: “Ricorso Aams e Federazione di settore”
Prima ottenere la sospensiva innanzi al Tar contro il decreto direttoriale Aams; poi la costituzione di una Federazione che metta insieme le varie anime della filiera. Sono i due obiettivi che si pone lo Studio Legale Sutti, dopo averne avuto mandato da Unecig, Ribilio, Vaporart e Red Lab. […] Sempre scorrendo il comunicato, viene spiegato che l’iniziativa è da inserire “in un più ampio mandato allo Studio Legale Sutti volto a facilitare e promuovere la costituzione di una federazione delle numerose associazioni già esistenti tra consumatori, venditori, produttori e distributori dei prodotti da svapo, in modo da coordinare iniziative legali, scientifiche e sul piano della comunicazione volte ad arginare i gravi danni che il progressivo peggioramento del quadro normativo sta arrecando non solo alle persone coinvolte ma anche alla salute pubblica“. L’udienza per la discussione della istanza di sospensione del ricorso presentata dai ricorrenti è fissata per il prossimo 4 luglio. Stefano Sutti si dimostra ottimista: “Confidiamo che sia possibile ottenere una sospensione cautelare del provvedimento impugnato, anche per evitare effetti devastanti che il suo annullamento al termine del giudizio non potrebbe certo ribaltare. Ma siamo comunque motivati ad andare sino in fondo, a livello italiano e internazionale, giudiziario e di moral suasion, per rovesciare una politica penalizzante ed ingiustificata che il nostro paese avrebbe ogni ragione di abbandonare al più presto“.
https://www.sigmagazine.it/2018/06/studio-legale-sutti/
ALTRO
Corriere della Sera, 22/06/2018
Perché si chiama canapa «leggera» Come si usa e i suoi effetti
Che cos’è la canapa light? 1 Èuna qualità di canapa, nome tecnico cannabis sativa,coltivata soprattuttoper uso industriale per farne combustibile, tele, cosmetici. Contiene una minima quantità di un principio attivo, il tetraidrocannabinolo (THC) una delle tantesostanzeche compongono la cannabis, icannabinoidi. La concentrazione di THC èinferioreallo 0,2 per centoinmilligrammi ed èper questoche si dice«light». Con questi limiti ciò che viene ottenutodalla pianta non viene consideratostupefacenteenon compare nell’elencodelle sostanzepsicoattivedella legge unicasulla droga. Quale parte della pianta è sotto esame? 2 Le infiorescenze, inizialmentescartate dagli agricoltori, hanno trovatouna connotazione ludica, venduteliberamente sottoforma di infuso, olio ed estratti non solo in appositi shop ealcune tabaccherie ma soprattuttoonline. Il THC contenutonei fiori può essereinalatoefumato. Il nuovo mercato ha avutoinpocotempo un’esplosione al di sopra delle previsioni e procede al ritmo di un’apertura di negozio ogni tregiorni. È un settore regolamentato? 5 La produzione florovivaisticadella canapa sativaèstata regolamentata dall’ex ministrodell’Agricoltura Maurizio Martina conuna legge entrata in vigoreall’inizio del 2017 che non prevede la richiesta di autorizzazione per creareleserre. Successivamentesièaggiunta una circolare di chiarimento: riguarda proprio le inflorescenze, un tempo eliminatedagli agricoltori, stabilendo ilimiti del contenuto del principio attivoa0,2 per cento. Anche se la pianta arrivaacontenerne 0,6 per cento, il produttorenon rischia penalmente. […]
La Repubblica, 22/06/2018
“ Fermate la vendita di cannabis light”
Arriverà una stretta sulla cannabis light. Il Consiglio superiore di sanità ha chiesto di bloccarne la vendita in base al principio di precauzione perché potrebbe essere pericolosa per la salute ma la ministra Giulia Grillo per ora non è intenzionata a seguire il suggerimento dell’organo consultivo. Prima aspetta un parere dell’avvocatura di Stato. Poi, insieme agli altri ministeri che si occupano della materia, probabilmente scriverà nuove regole per il commercio. Un’ipotesi è quella che venga introdotto il divieto di vendita ai minori di 18 anni e magari vengano inserite scritte sulle confezioni per indicare al consumatore i rischi che corre, un po’ come avviene per le sigarette. In Italia la cannabis light, con un contenuto di thc (tetraidrocannabinolo) inferiore al limite oltre il quale la legge parla di sostanza stupefacente, lo 0,6%, sta spopolando. Le aziende agricole che la producono sono 250 e tra poco saranno 800 in più. I negozi che la vendono sono mille, gli ettari coltivati cinquemila. A febbraio l’allora ministra Lorenzin ha chiesto un parere al Consiglio superiore di sanità, che l’ha consegnato il 10 aprile. A quel punto è stata coinvolta l’avvocatura generale dello Stato, perché studiasse il caso raccogliendo elementi da presidenza del consiglio, ministeri dell’Interno, dell’Economia, dell’Agricoltura, delle Infrastrutture. Intanto ieri sono stati sequestrati negozi che vendono cannabis light a Macerata ed Ancona, perché la sostanza avrebbe avuto una percentuale di principio attivo superiore al limite di legge. «Non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light», ha detto tra l’altro il Consiglio superiore di sanità. Gli effetti in categorie come anziani, donne incinte e persone con patologie, si spiega, sono ancora poco studiati.
*Notizia riportata anche da La Stampa, Il Giornale, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta dello sport, IlSole24ore.com, IlMessaggero.it, IlMattino.it, IlRestoDelCarlino.it, IlPost.it, Affaritaliani.it, IlFoglio.it, Quotidiano Nazionale, Il Tirreno, Italia Oggi, GiornaleDiBrescia, Brescia Oggi, L’Unione Sarda, Io Donna, Metro, Oggi Treviso.it, Il Tirreno.it, IlMattinoDiPadova.it, GiornaleDiSicilia.it, FirenzeToday.it, GazzettaDiReggio.it, GazzettaDiModena.it, PerugiaToday, LaProvinciaPavese.it, NuovaVenezia.it, CorriereDelleAlpi.it, Sigmagazine.it, QuiFinanza.it, Newsitaliane.it, Money.it, IlGazzettino.it, GreenStyle.it, GreenMe.it,
Il Secolo XIX, 22/06/2018
Grillo: «Cannabis, no ai divieti La sostanza attiva è bassa»
Il parere del Consiglio superiore di Sanità che chiede di vietare la vendita della cannabis light? «Una conclusione un po’ forte visto che si tratta di un principio di precauzione e comunque di una quantità di sostanza attiva molto bassa». Il neo ministro della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, getta acqua sul fuoco acceso «da un organo comunque consultivo, dato che poi le decisioni le prende il Governo». E tra queste al momento «non c’è la chiusura dei canapa shop, casomai una loro regolamentazione», assicura. Tranquillizzando anche i consumatori di «fumo» light: non ci sono dati allarmanti. Senza mostrare prove di nocività il Css raccomanda di vietare la vendita di canna-bis light. Non è un po’ forte come richiesta? […]
*Notizia ripresa anche da La Stampa , Il Tirreno, Il Piccolo
Il Giornale, 22/06/2018
«Che sia nociva va dimostrato Ma usciamo dall’ambiguità»
«Con il brand Cannabis si cerca di fare un grandissimo business com’è avvenuto in passato con il tabacco», esordisce Riccardo Gatti, Direttore del dipartimento dipendenze Asl Milano. L’Istituto Superiore di sanità sconsiglia la vendita della cannabis light. «Se uno cerca l’effetto da sballo non gli basterà la cannabis light, andrà a cercare quella con un principio attivo più alto». Però si comincia con la leggera e poi si passa ad altro «Dipende da persona a persona e ci sono infinite sostanze che creano dipendenza come alcol e tabacco. Che poi questa sostanza induca un atteggiamento compulsivo non è dimostrato. Per esempio il cannabidiolo non ha proprietà psicoattive e molti esperti sostengono che sia uno spasmolitico, che può favorire il rilassamento e il sonno. Può essere coadiuvante per epilessia e per alcune malattie neurologiche». Quindi l’erba sarebbe addirittura benefica. «Bisogna uscire dall’ambiguità. O è come valeriana e camomilla e va venduta al supermercato oppure ha un’azione farmacologica e quindi dev’essere venduta in erboristeria e in farmacia». Dunque non ci saranno persone che si drogheranno di più? «Ma no. Ma dobbiamo domandarci come mai tanta gente compra sostanze psicoattive. Siamo di fronte ad una grande illusione o alle necessità di persone che non stanno bene con se stesse?» E infatti i negozietti della cannabis proliferano. «In quei negozi ti dicono che l’erba non va usata per uso umano e poi la vendono a tutti sapendo che si fumerà. Insomma, l’Italia è piena di furbetti. Se quell’erba possiede delle proprietà usiamola per quello che è, se invece è una fregatura diciamolo chiaro e tondo. Con quello che costa è una specie di truffa».
Il Giornale, 22/06/2018
«È una droga a tutti gli effetti Gravi danni sugli adolescenti»
Il farmacologo Silvio Garattini, direttore scientifico dell’Istituto di ricerche Mario Negri è decisamente per il «no». «La cannabis light è una droga a tutti gli effetti, bisogna fare un’adeguata valutazione dei rischi prima di liberalizzarla». Ma c’è una legge che permette la coltivazione legale e centinaia di negozi che ormai la vendono in tutta Italia. «Non è mai troppo tardi. È vero che questo nuovo mercato sta procurando un giro di affari di tutto rispetto. Ma si fa finta di difendere i giovani dalla droga e poi di fatto la mettiamo a loro disposizione nei negozi». Qui si parla di bassissimo dosaggio. «La cannabis è pericolosa soprattutto nei giovani che hanno notevole sensibilità al tetraidrocannabinolo. E Il basso dosaggio è relativo. Si parte dallo 0,2 ma si può arrivare allo 0,6% di concentrazione. E se un ragazzo si fuma due o tre spinelli rischia di avere quantità che provoca un effetto psicotropo dopante». Quindi lei suggerisce uno stop alle vendite? «Bisogna stare attenti a questo business. Ci sono prodotti che raggiungono anche il 12% di principio attivo e si possono vendere sotto banco. Chi controlla la merce?». Dunque nessuna assoluzione per la cannabis. «No, perché abbiamo a che fare con una droga particolarmente efficace che provoca danni soprattutto tra gli adolescenti». Che tipo di danni? «Molti hanno difficoltà di apprendimento, di concentrazione, c’è anche un effetto cancerogeno nel fumare le cose. C’è perfino una maggiore incidenza alla predisposizione di malattie mentali. Insomma, il fumo da cannabis apre la porta ad altri tipi di droga da cui è molto difficile tornare indietro».
*Notizia ripresa anche da La Repubblica
Ansa, 21/06/2018
Cannabis: Coldiretti, per quella light giro affari 40 mln euro
In Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a Cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne, e per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) si stima un giro d’affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il parere del Consiglio Superiore di Sanita’ sulla Cannabis light. Ora, sottolinea Coldiretti, “occorre fare chiarezza per tutelare i cittadini e le centinaia di aziende agricole che hanno avviato nel 2018 la coltivazione di canapa in tutta Italia”. Il giro d’affari, rileva l’associazione, “e’ alimentato dall’approvazione della legge 242 del 2016 recante ‘Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa’, che ha disciplinato il settore: Con la nuova norma non e’, infatti, piu’ necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varieta’ di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Secondo la norma approvata la percentuale di Thc nelle piante analizzate puo’ inoltre oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore”. Al momento risulta consentita, precisa Coldiretti, solo la coltivazione delle varieta’ ammesse, l’uso industriale della biomassa, nonche’ la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati oltre ai semi anche le altre componenti vegetali nel rispetto della disciplina di settore. Per quanto riguarda il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare Coldiretti esprime, tuttavia, l’esigenza che sia fatta chiarezza sulla posizione dell’amministrazione tenuto conto dei chiarimenti contenuti nella recente circolare del 22 maggio 2018 del Ministero delle Politiche Agricole che, diversamente, ammette nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo l’utilizzo delle stesse infiorescenze. Le ragioni di chiarezza, rileva, “sono d’altra parte imposte dal richiamato successo che i prodotti a base di canapa hanno sul mercato europeo e molti Stati tra cui la Germania hanno gia’ legiferato in modo dettagliato fissando il limite di sicurezza per il THC negli alimenti sicche’, in base alla libera circolazione, sarebbe penalizzante per gli operatori nazionali veder circolare prodotti ottenuti in altri paesi mentre in Italia valgono norme piu’ restrittive”. La Canapa e’ una coltivazione che fino agli anni ’40 era piu’ che familiare in Italia, tanto che il nostro Paese – con quasi 100mila ettari – era il secondo maggior produttore al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino e’ arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del boom economico che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti. Il Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata ‘Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti’ (seguita da quelle del 1971 e del 1988), secondo cui, conclude Coldiretti, “la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni. Nel 1975 esce poi la ‘legge Cossiga’ contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono”.
TGCom24.it, 21/06/2018
Canada, approvata la legalizzazione della marijuana per uso ricreativo
Il Parlamento canadese ha approvato la legge che legalizza la marijuana per uso ricreativo a livello nazionale. Il Cannabis Act, dopo il via libera della Camera, è passato al Senato con 52 voti a favore e 29 contrari. I canadesi potranno acquistare e consumare legalmente la marijuana dal 17 ottobre. Si tratta del secondo Paese a livello mondiale, dopo l’Uruguay, a legalizzare la marijuana per uso ricreativo; il primo del G7. Obiettivo: combattere il crimine organizzato”Ci siamo impegnati a migliorare il nostro sistema per proteggere meglio la nostra gioventù e sottrarre denaro al crimine organizzato”, ha affermato il primo ministro canadese Trudeau. Il ritardo dell’entrata in vigore della legge è stato giustificato con il fatto che le province, che dovranno ora organizzare la vendita nei negozi autorizzati, avevano chiesto più tempo per farlo. […]
*Notizia ripresa anche da Il Manifesto
GreenStyle.it, 21/06/2018
Cannabis: OMS ne rivaluterà gli effetti scientifici
Mentre il Canada è il primo Paese del G7 a legalizzare definitivamente la marijuana, un annuncio storico rende noto che la Organizzazione mondiale della Sanità vuole rivalutare scientificamente gli effetti della cannabis. Si profila così la possibilità di depennarla dalla lista sulle droghe. […] Il Comitato di esperti sulle droghe dell’Organizzazione Mondiale della Salute è pronto a raccomandare una revisione della proibizione della cannabis a livello internazionale. […]
http://www.greenstyle.it/cannabis-oms-ne-rivalutera-gli-effetti-scientifici-249451.html