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Rassegna stampa_5 luglio 2018

Ansa.it, 04/07/2018

Avv. Corte Ue, valido divieto vendita tabacco aromatizzato

Prodotti ancora permessi non devono avere menzione dell’aroma. Bruxelles – Secondo l’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, Saugmandsgaard e, “l’ampio divieto di vendita dei prodotti del tabacco contenenti un aroma caratterizzante è conforme al principio della parità di trattamento”, ed è quindi valido. Inoltre ritiene che per quei prodotti che possono ancora essere venduti fino al 2020, secondo le indicazioni della direttiva sul tabacco, “gli imballaggi non debbano menzionare l’aroma in essi contenuto”. L’avvocato generale – le cui indicazioni sono generalmente riprese dalla Corte Ue – si è espresso sul ricorso di un’azienda tedesca di produttori di tabacco aromatico contro la direttiva Ue. I produttori contestavano sia il divieto di immettere sul mercato il loro prodotto, dal momento che la direttiva prevede alcune eccezioni fino al 2020, sia la menzione dell’aroma sugli imballaggi.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/07/04/avv.-corte-ue-valido-divieto-vendita-tabacco-aromatizzato_e6ac76bc-1863-44cb-9207-093dc5bc6629.html

 

Avvenire 05/07/2018

La sigaretta resta senza marchio

In Australia il governo ha tentato di tutto per convincere la gente a smettere di fumare. Ha messo così tante tasse sul fumo che ora un pacchetto di sigarette costa più o meno come un pranzo al ristorante ma soprattutto ha tolto alle aziende che producono sigarette il diritto di usare i loro marchi. Per legge in Australia il 90% della superficie di ogni pacchetto di sigarette è occupato da orribili foto dei danni che il fumo può fare alla salute o da scritte che avvertono sui pericoli che corre chi fuma. L’altro 10% della superficie dei pacchetti deve essere per legge di un brutto marrone-verde scuro e il nome dell’azienda che produce le sigarette deve essere scritto in un carattere piccolo, uguale per tutti. Con questi limiti, l’Australia ha tolto ogni arma di marketing alle aziende del tabacco: se non si possono usare marchi, immagini e nemmeno colori diversi, diventa impossibile per una marca di sigarette fare in modo che il cliente la distingua da un’altra. Proprio per questo motivo la legge anti-fumo dell’Australia è stata attaccata da Paesi che producono tabacco, che hanno chiesto alla Wto, l’organizzazione del commercio mondiale, di imporre al Paese di permettere alle aziende almeno di usare il loro marchio. La Wto -per fortuna – ha dato ragione all’Australia: quando si tratta di proteggere la salute, hanno spiegato i giudici, si possono anche sacrificare i trucchetti del marketing e della pubblicità.

 

Avvenire 05/07/2018

Marketing  zoppo

Impedendo alle aziende del tabacco di usare marchi e colori, l’Australia ha colpito i “brand”, cioè l’elemento fondamentale del marketing, che è l’attività che mette in relazione un’azienda con il mercato. Come spiegava in un libro di enorme successo del 1999, dal titolo “No Logo”, la giornalista canadese Naomi Klein, a partire dagli anni 80 le grandi aziende hanno concentrato molti dei loro investimenti proprio sui loro marchi (i “logo”) e sulle idee a cui collegarli, per esempio nel mondo dello sport e del cinema. Il risultato è stato che i marchi sono diventati, per le aziende e per i clienti, anche più importanti del prodotto e della sua qualità. Nel settore delle sigarette, dove la differenza tra un prodotto è l’altro e quasi sempre minima, i marchi sono fondamentali.

 

Salute Domani 04/07/2018

Fumatore o ex: Sai come stai Scoprilo con SMAC

Diagnosi sempre più tempestiva di malattie polmonari e cardiovascolari, prevenzione di patologie correlate al fumo. Sono questi gli obiettivi di SMAC, Smokers Health Multiple Action, un progetto di screening gratuito per forti fumatori ed ex fumatori che prevede una TAC toracica a basso dosaggio, associata ad una intensa attività antifumo. Lo studio, rivolto ai fumatori da più di 30 anni o agli ex fumatori con età superiore ai 55 anni è stato messo a punto dalla dott.ssa Giulia Veronesi, responsabile della Sezione di Chirurgia Robotica di Humanitas, presso l’Unità Operativa di Chirurgia Toracica  diretta dal prof. Alloisio, con il supporto di Humanitas Cancer Center, Humanitas University, Ministero della Salute, AIRC, ATS Milano Città Metropolitana, Medici di medicina generale, LILT e Fondazione Umberto Veronesi. 12 luglio: meeting europeo in Humanitas Il progetto SMAC sarà presentato in occasione del CLEARLY meeting, un progetto multicentrico europeo di cui Humanitas è coordinatore e parte del programma Transcan 2, inserito nell’ambito di Horizon 2020. Al meeting, che si terrà giovedì 12 luglio presso il Centro Congressi di Humanitas, parteciperanno i massimi esperti europei di screening oncologici e ricerca traslazionale e si confronteranno su prevenzione del tumore polmonare attraverso l’individuazione di biomarcatori circolanti e di imaging. Individuare il tumore nelle fasi iniziali Il progetto si rivolge a persone ad alto rischio per esposizione al fumo. […]

http://www.salutedomani.com/article/fumatore_o_ex_sai_come_stai_scoprilo_con_smac_25703

 

ViaEmilia.net, 04/07/2018

Rivoluzione digitale e old economy

“Il cuore di Industry 4.0 è l’aggiornamento delle competenze che nel manifatturiero sta creando maker digitali in grado di gestire, controllare e guidare macchine sempre più automatizzate e connesse. È una rivoluzione che stiamo vivendo in prima persona come azienda impegnata a costruire un futuro senza fumo, fatto di prodotti alternativi alle sigarette, potenzialmente meno dannosi, che scaldano il tabacco e non lo bruciano”. L’ha detto Eugenio Sidoli, presidente e ad di Philip Morris Italia intervenendo al Forum dell’Economia Digitale in corso a Milano. “Anche per un’industria della old economy come la nostra – ha aggiunto Sidoli – la rivoluzione digitale e l’innovazione che trascina sono fondamentali, sia per lo sviluppo di nuovi prodotti che dei processi industriali. La trasformazione digitale è al servizio della qualità della vita dell’uomo: la macchina gioca un ruolo fondamentale, ma ancora di più lo gioca la competenza. Siamo in un’era nella quale l’Industria 4.0 rende possibile sconfiggere il gap di genere ed eliminare la tradizionale distinzione tra blue collars e white collars”.

http://www.viaemilianet.it/rivoluzione-digitale-e-old-economy/

 

 

SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE

Sigarette elettroniche, in calo i tabaccosi come liquidi entry level

“Limitare l’accesso delle aromatizzazioni non tabaccose dei liquidi per sigaretta elettronica potrebbe scoraggiare i fumatori dal cercare di passare all’ecig”. Uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Harm Reduction Journal entra prepotentemente nel dibattito in corso negli Stati Uniti sulla possibilità di proibire tutte le aromatizzazioni diverse dal tabacco negli eliquid, come già accaduto a San Francisco. L’idea dietro questa limitazione sarebbe che i vari gusti servirebbero esclusivamente ad attirare i giovani non fumatori verso l’elettronica, mentre per dissuadere i fumatori basterebbero i liquidi che riproducono il sapore della sigaretta. Ma lo sudio condotto dai professori Christoper Russell, Neil McKeganey e Tiffany Dickson dell’Università di Glasgow e Mitchell Nides del Los Angeles Clinical Trials, intitolato “Chancing patterns of first e-cigarette flavor used and current flavors used by 20.836 adult frequent e-cigarette users in the Usa”, dice altrimenti.

https://www.sigmagazine.it/2018/07/aromi-de-liquidi/

 

Sigmagazine.it 04/07/2018

Inghilterra, il nesso fra uso di sigarette elettroniche e calo dei fumatori

di Barbara Mennitti

Dopo i numeri, arrivano anche le interpretazioni. Le autorità sanitarie britanniche festeggiano giustamente i dati del rapporto “Statistics on smoking” pubblicato ieri, che dimostrano una diminuzione costante del numero dei fumatori in Inghilterra. Qui nel 2017 i fumatori erano 6,1 milioni, il 14,9 per cento della popolazione, al di sotto della media del Regno Unito (15,1 per cento). È un successo che mette il Paese, ancora una volta, al secondo posto fra gli Stati europei per minor numero di fumatori, secondo solo alla Svezia.<BR> Questi successi non sono, però, frutto del caso o di una particolare congiuntura astrale verificatasi nei cieli dell’estremo nord-ovest del Continente europeo. Sono figli di una precisa e coraggiosa politica antifumo, basata sulla concretezza e sulla scienza, che ha portato le istituzioni sanitarie ad abbandonare posizioni moralistiche e ideologiche per puntare decisamente sulla riduzione del danno. In Gran Bretagna si è scelto il bene invece del meglio e, una volta individuata una strada, la si percorre con decisione e senza ipocrisie.<BR> Da alcuni anni a questa parte, la sanità britannica ha scelto di sostenere e promuovere attivamente la sigaretta elettronica, assumendo il ruolo di guida e di punto di riferimento per tutti quei Paesi che credono nella riduzione del danno e per le associazioni e gli individui che conducono battaglie più o meno solitarie in Stati, come l’Italia, in cui vige un esasperato principio di massima precauzione. […]

https://www.sigmagazine.it/2018/07/inghilterra-fumatori-ecig/

 

Sigmagazine.it 04/07/2018

Flavorito, la start up aggregatrice di liquidi per sigaretta elettronica

Si chiama Flavorito ed è l’importante sfida su cui hanno puntato tre giovani appassionati di vaping. Ai fondatori Edoardo Bernardelli, Vincenzo Cani, Daniel Cani (sotto, in foto), col tempo si sono aggiunti a far parte dello staff anche Fabio Borda, Adriano Mazzola, Ivan Forti, Davide Sobrito, Denis Sobrito, Fabio Hoti, Giorgio Wittreich, Fabio Camaioni e Cristian Collufio. L’idea è tanto semplice quanto geniale: raccogliere e catalogare tutti i liquidi e aromi per sigarette elettroniche presenti in commercio e renderli pubblici tutti insieme attraverso un portale web. Una operazione titanica, si dirà, eppure ce l’hanno fatta. Ad oggi Flavorito conta circa 2.200 liquidi. Il sito però non vuole essere un mero catalogo, ma un indicatore delle tendenze e dei gusti degli svapatori. Sotto ogni prodotto liquido è possibile scrivere una recensione, una impressione o un commento. In sostanza, una sorta di TripAdvisor dello svapo, una bussola per il consumatore che vorrebbe avere notizie su un determinato liquido prima di acquistarlo. […]

https://www.sigmagazine.it/2018/07/flavorito-it/

 

 

ALTRO

Il Resto del Carlino – Macerata 05/07/2018

Cannabis light, il commerciante chiede il dissequestro

CHIEDE il dissequestro di piantine,semi,oli e creme alla cannabis Lorenzo Castignani,uno dei soci fondatori della ditta che ha aperto i negozi «Indoor Nova Growshop»di Macerata e Piediripa.Il 21 giugno la polizia ha chiuso i due negozi,sequestrando tutti i prodotti messi in vendita in quanto risultati positivi al tetraidrocannabinolo,il principio attivo che distingue la canapa innocua da quella a uso stupefacente.In tribunale,sequestri sono stati convalidati,per questo Castignani si rivolgerà al tribunale del riesame per ottenerne la restituzione.Ad Ancona invece,dove pure gli agenti della Squadra mobile di Macerata avevano trovato altri prodotti sempre derivati dalla cannabis,arrestando anche il gestore del negozio,il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il sequestro e ora la procura dmi Ancona sta valutando se insistere al riesame per ottenerne il ritiro.

 

Donna Moderna 04/07/2018

Ma allora la cannabis light fa male o no?

Non si può escludere la sua pericolosità». Con queste parole «N il Consiglio superiore di Sanità ha appena messo in crisi un delicato sistema economico e sociale, quello che ruota attorno alla cannabis leggera. La coltivazione in Italia è stata liberalizzata nel 2016 per i tanti usi industriali, dai tessuti alla bio edilizia all’alimentazione. L’uso ricreativo, cioè lo spinello, non è però stato legiferato e così tanti negozi e siti web vendono fiori di cannabis con l’indicazione generica “uso tecnico” ma con ben altre ovvie intenzioni. Da qui il parere del Consiglio superiore di Sanità e il dubbio che ne deriva: ma allora, se è light, fa male o no? La percentuale di Thc non può superare lo 0,6%. «Per cannabis light si intende una pianta, la canapa sativa, con una bassissima concentrazione di Thc, il composto stupefacente. Perché la coltivazione, la vendita e il possesso siano legali deve aggirarsi intorno allo 0,2% e mai superare lo 0,6» spiega Sabina Strano Rossi, tossicologa forense dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. […]

 

Fanpage.it, 05/07/2018

Cannabis light in tabaccheria? Non si può: arrivano le prime multe e licenze a rischio  

Sembrava ormai fatta per la cannabis light venduta liberamente anche in tabaccheria. E invece no. A Bologna il vuoto normativo attorno al commercio della marijuana legale, con basso contenuto di Thc e alti livelli di Cbd, ha già fatto alcune vittime. La direzione regionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams), in seguito alle sue ispezioni di routine, ha comminato una sanzione pecuniaria di 258 euro ad un tabaccaio che vendeva cannabis legale a pochi passi dal centro del capoluogo emiliano-romagnolo, avviando inoltre nei suoi confronti il procedimento di revoca della licenza. Il motivo? È vietato vendere prodotti surrogati del tabacco in assenza di una disposizione esatta a livello nazionale. La questione, però, è che attualmente la cannabis light è considerata un prodotto ad uso tecnico e non destinato all’inalazione. E dunque, non ha nulla a che fare con filtri e cartine, almeno formalmente. Il cortocircuito è evidente. […]

https://www.fanpage.it/cannabis-light-in-tabaccheria-arrivano-le-prime-multe-da-258-euro-licenze-a-rischio/

 

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