Rassegna stampa 3 settembre 2018
SCENARIO TABACCO
Corriere.it – 31/08/2018
I mozziconi di sigaretta inquinano il mare ancora più della plastica
Quali sono i rifiuti maggiormente prodotti dall’uomo? Al primo posto si troverebbero i mozziconi di sigaretta, e non la plastica come si potrebbe pensare. A rivelarlo un nuovo rapporto di Nbc News, secondo il quale la gestione dello smaltimento di questo tipo di rifiuto, in gran parte, non stato ancora regolato. Ecco perch alcune organizzazioni ambientaliste si stanno muovendo in questo senso, per limitarne l’impatto ambientale. Ogni anno la maggior parte dei 5,6 mila miliardi di sigarette prodotte nel mondo vengono realizzate con filtri fatti di acetato di cellulosa, un tipo di plastica che pu impiegare dai dieci anni in su a decomporsi. […]
InvestireOggi.it – 31/08/2018
Influencer marketing e pubblicità occulta: come le industrie del tabacco sfruttano i social
Continua il giro di vite da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, contro la pubblicità occulta dei famosi “influencer”. Personaggi più o meno famosi che sponsorizzano prodotti vari sui social, sopratutto su Instagram, a fronte di un consistente numero di Follower. Nell’ultimo periodo il numero di presunti vip o aspiranti tali che hanno creato un vero e proprio business su Instagram, promuovendo beveroni dimagranti, abbigliamento, borse, gadget hi-tech e via dicendo sono aumentati spropositatamente. Più follower più sponsor.Anche le aziende di tabacco sfruttano gli influencer. Alcuni giorni fa si era parlato di uno studio, condotto da Robert V. Kozinets, professore della University of Southern California (UCS), sulle industrie del tabacco che starebbero “mettendo in pratica un metodo davvero efficace per aggirare le leggi esistenti sui limiti della pubblicità per i giovani.” […]
LaStampa.it – 31/08/2018
Tasse sulle sigarette, l’Australia alza il prezzo a 16,50 euro a pacchetto
Un vizio che costa una fortuna. In Australia il prezzo delle sigarette sale a livelli record e vola a quota 16,50 euro a pacchetto (27 dollari australiani). Il Paese ha da tempo dichiarato la sua guerra al fumo e per scoraggiare questa abitudine ha sempre puntato su accise pesantissime. Ora sui fumatori piomba un’altra stangata: dai prossimi giorni la tassazione sulle sigarette sarà aumentata del 12,5%. In un colpo solo, il tabacco diventerà quindi ancora più costoso e permettersi un tiro di sigaretta costerà ancora più caro. La mossa non rimarrà isolata perché un analogo aumento è previsto anche per l’anno prossimo e per il 2020. Di sicuro molti decideranno di abbandonare il fumo e ci guadagnare in salute. La decisione però farà bene anche alle casse dello Stato che l’anno scorso con le tasse sul tabacco ha incassato 7,8 miliardi di euro. Nel 2020 è previsto che queste entrate saliranno a quota 10,6 miliardi di euro. I nuovi rincari confermano l’Australia come il Paese in cui il fumo costa di più in assoluto. […]
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Corriere della Sera – 02/09/2018 (allegato)
Dalla e-cig alla sigaretta tradizionale il «tiro» è breve
Svapare da adolescenti è come imboccare un ponte a un’unica corsia di sola andata verso un futuro da tabagisti. Ed è una corsia preferenziale proprio per quei ragazzi che non hanno mai fumato. C’è di peggio: fa uso di sigarette elettroniche un maturando su tre e una percentuale non trascurabile di ragazzi non ha chiaro il contenuto di ciò che inala, ovvero se contenga solo sostanze aromatiche o anche nicotina. A queste conclusioni è giunto l’ultimo rapporto annuale sull’uso di droghe e tabacco che fotografa la situazione negli Stati Uniti. Il National Institute on Drug Abuse ha interpellato oltre 43.700 studenti fra i 14 e i 18 anni di 360 scuole pubbliche e private, per arrivare alla conclusione che e-cig e marijuana sono ormai più popolari e diffuse delle tradizionali sigarette. Un trend che, guardando gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, appare globale: dal Duemila in poi si registra un lieve calo dei tabagisti, mentre il numero degli svapatori è in continua e rapida crescita. […]
SigMagazine.it – 01/09/2018
Sigarette elettroniche, la Germania traina il mercato europeo
Buone prospettive per il mercato tedesco delle sigarette elettroniche: secondo un sondaggio dell’associazione di settore Bündnis für Tabakfreien Genuss (BfTG), il mercato crescerà del 40 per cento nel 2018 toccando un giro d’affari di 400 milioni di euro. La tendenza positiva continuerà anche nel prossimo anno e crescerà di un ulteriore 25 per cento sfiorando così il mezzo miliardo di euro. Il fatturato medio per dipendente di ogni singola azienda si attesta sui 150mila euro. Il numero medio di dipendenti nel settore è di otto persone per azienda. Secondo le ultime stime, sono circa 2 milioni i consumatori in Germania, la maggior parte di essi sono ex fumatori. Tra questi, il 90 per cento ha abbandonato il fumo tradizionale dopo solo un mese di utilizzo della sigaretta elettronica. […]
https://www.sigmagazine.it/2018/09/la-germania-traina-il-mercato-europeo/
SigMagazine.it – 31/08/2018
Panuzzo (UniEcig): “Gravissimo se sequestri causati da qualcuno del settore”
In relazione ai sequestri delle sigarette elettroniche IJust3 e degli atomizzatori Tfv8 effettuati ai danni di un distributore italiano, Antonella Panuzzo, presidente nazionale dell’associazione dei negozianti UniEcig, interviene con una dura nota d’accusa nei confronti di chiunque abbia causato lo spiacevole e pericoloso precedente. Mettendo altresì a repentaglio il futuro e il buon nome dell’intero comparto commerciale. “Ritengo sia gravissimo ciò che è accaduto. Non sappiamo al momento da parte di chi sia stata sporta la querela, ma pare che possa trattarsi di qualcuno vicino al nostro settore. Se questo fosse vero, sarebbe un’aggravante alla situazione già abbastanza negativa, in quanto atteggiamenti del genere dimostrano quanto siamo ancora immaturi, ingenui ed inadeguati a gestire il mercato del vaping”. E continua: “Vorrei ricordare a tutti gli operatori che il nostro è un settore molto piccolo e che avremmo potuto, con intelligenza e diligenza, dare dei segnali positivi verso l’esterno, impegnarci a porre noi stessi delle regole giuste e concordate ove ci fossero state delle lacune nella normativa vigente invece che creare divisioni interne e competizione. Noi addetti ai lavori dovremmo più di chiunque altro conoscere limiti e virtù del vaping e cercare di mettere in rilievo quest’ultime con comportamenti virtuosi. Invito tutti noi operatori – conclude Panuzzo – ad avere un atteggiamento di cooperazione e sinergia ed evitare i pettegolezzi e la scarsa professionalità. Purtroppo siamo già vessati quotidianamente da nemici vari e potenti, la situazione non è facile per nessuno di noi, ma se continueremo a stare fermi con i paraocchi, ognuno impegnato a vigilare soltanto sul proprio orticello, ben prima di ciò che crediamo il settore arriverà a fine corsa“.
https://www.sigmagazine.it/2018/08/sequestri-sigarette-elettroniche-uniecig/
CorriereNazionale.it – 31/08/2018
Sigaretta elettronica SMOK: sequestrate 52 confezioni
Sono 52 le confezioni di sigaretta elettronica TFV8 a marchio SMOK sequestrate dai Carabinieri del NAS di Ancona dallo scorso 25 luglio per rischio chimico. Come si legge sull’allarme pubblicato dal Ministero della Salute il motivo del sequestro è il “pericolo per la salute dei bambini che, a causa della mancanza del previsto sistema di sicurezza, potrebbero subire conseguenze dannose per la salute qualora entrassero in contatto con il liquido contenuto nel dispositivo ovvero con parti dello stesso dispositivo“. Le confezioni della sigaretta elettronica a marchio SMOK, prodotta in Cina, sono identificate dal Codice a barre 1324003000010. Sull’avviso pubblicato sul sito del Ministero è riportata anche la descrizione del prodotto (“Atomizzatore e serbatoio, non precaricato di liquido”). […]
https://www.corrierenazionale.it/2018/08/31/sigaretta-elettronica-smok-sequestrate-52-confezioni/
ALTRO
La Stampa.it – 31/08/2018
Stop all’erba legale Così mille piccole imprese rischiano di fallire
I ministri della Lega vogliono intervenire sui rivenditori di cannabis light. Viaggio tra i negozi (finora) autorizzati: per noi è fonte di reddito e lavoro. A San Salvario l’ultimo shop inaugurato, che poi è il quarto della zona, si chiama Canapa House Torino. «Abbiamo aperto un mese fa. Ho lasciato un contratto a tempo indeterminato da impiegato. Noioso, ma sicuro. Ora ho davanti una nuova avventura e un prestito da restituire poco per volta alla banca. La chiusura? Ma no, non ci credo. Non può essere» scuote la testa Ezio Miglio, circondato da scatolette con decorazioni in stile indiano traboccanti di fiori di canaparibattezzati Berry Wild, Lemon Out, Kali e Genesi. La sua reazione alle ultime dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini – ha bollato gli smart shop «negozi di marijuana che sembrano come i centri massaggi cinesi, un bordello» – sta tra l’incredulità e la paura. E torna invariata nelle parole e nei volti dei tantissimi che negli ultimi sei mesi hanno deciso di costruire un business sulla cannabis legale, cioè con un contenuto di Thc inferiore allo 0,2 per cento. […]