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Digital Networks Act: l’Europa riscrive le regole della connettività

23 Gennaio 2026

L’Europa accelera sulla trasformazione digitale e lo fa partendo dalle fondamenta. Il 21 gennaio 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di Digital Networks Act (DNA), un nuovo regolamento che punta a modernizzare, semplificare e armonizzare le norme sulle reti di connettività. Un intervento strutturale, destinato a sostituire il Codice UE delle comunicazioni elettroniche del 2018 e a ridisegnare il perimetro normativo di un settore ormai centrale per lo sviluppo economico e tecnologico del continente.

Le reti digitali non sono più soltanto infrastrutture tecniche: rappresentano l’ossatura su cui poggiano l’intelligenza artificiale, il cloud, i servizi digitali avanzati, le applicazioni spaziali e le tecnologie emergenti. Rafforzarle significa creare le condizioni per una crescita sostenibile, per servizi migliori ai cittadini e per un’Europa più competitiva a livello globale. È proprio da questa consapevolezza che nasce il DNA.

Verso un vero mercato unico della connettività

Uno dei principali obiettivi del nuovo regolamento è superare la frammentazione che da anni caratterizza il settore delle comunicazioni elettroniche. Oggi operatori e investitori si confrontano con regole diverse da Stato a Stato, procedure complesse e margini di incertezza che ostacolano l’espansione transfrontaliera. Il Digital Networks Act intende cambiare rotta, ponendo le basi per un autentico mercato unico della connettività.

La proposta prevede un quadro normativo più coerente e prevedibile, capace di facilitare le attività oltre confine, incentivare la crescita dimensionale degli operatori e stimolare l’innovazione. Tra le misure più rilevanti figurano la possibilità di fornire servizi in tutta l’Unione previa registrazione in un solo Stato membro, una maggiore armonizzazione nella gestione dello spettro radio e un nuovo approccio europeo allo sviluppo di servizi satellitari paneuropei. Il tutto accompagnato da licenze più lunghe e rinnovabili, pensate per garantire stabilità agli investimenti, e da un utilizzo più efficiente delle risorse spettrali, secondo il principio del “use it or share it”.

Accanto a questo, il DNA promuove nuove forme di cooperazione volontaria tra operatori di connettività, fornitori di contenuti, applicazioni e servizi cloud, con l’obiettivo di rafforzare l’intero ecosistema digitale europeo.

Reti del futuro e transizione dal rame

Il regolamento guarda anche alla modernizzazione delle infrastrutture esistenti. Il Digital Networks Act introduce piani di transizione nazionali obbligatori per il passaggio dalle reti in rame a reti di connettività avanzate, da attuare nel periodo compreso tra il 2030 e il 2035. I piani dovranno essere presentati entro il 2029 e saranno accompagnati da specifiche tutele per i consumatori, che dovranno essere informati in modo chiaro e tempestivo sui processi di switch-off, con la garanzia della continuità del servizio.

Si tratta di un passaggio cruciale per permettere all’Europa di sfruttare appieno il potenziale delle tecnologie digitali più avanzate, evitando al tempo stesso impatti negativi su cittadini e imprese.

Meno burocrazia, più investimenti e più sicurezza

Un altro pilastro del DNA è la semplificazione. Riducendo gli oneri amministrativi e gli obblighi di rendicontazione, la Commissione punta a liberare risorse che le imprese potranno destinare a investimenti, innovazione e sviluppo di reti ad alta capacità. La regolazione viene così ripensata non come un freno, ma come uno strumento abilitante.

In parallelo, il regolamento rafforza l’attenzione alla sicurezza e resilienza delle reti, introducendo un piano di preparazione per affrontare crisi sempre più frequenti e complesse, dalle calamità naturali alle interferenze esterne. L’obiettivo è ridurre le dipendenze critiche e aumentare la capacità di risposta dell’ecosistema europeo della connettività.

Neutralità della rete e servizi innovativi

Il Digital Networks Act conferma i principi della neutralità della rete, aggiornandoli però per renderli compatibili con l’evoluzione tecnologica. Il regolamento chiarisce l’applicazione delle regole dell’Open Internet ai servizi innovativi e promuove una cooperazione ecosistemica volontaria su temi emergenti come l’interconnessione IP e l’efficienza del traffico. Un equilibrio delicato, che punta a tutelare i diritti degli utenti senza soffocare l’innovazione.

Il prossimo passo

La proposta di Digital Networks Act passa ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. Il percorso legislativo è appena iniziato, ma il segnale politico è forte: l’Europa intende dotarsi di un quadro normativo moderno, coerente e realmente europeo, capace di sostenere la trasformazione digitale nei prossimi decenni.

Il DNA non è soltanto una riforma delle telecomunicazioni. È una visione strategica che riconosce nella connettività il vero DNA dell’Europa digitale, il fattore chiave per competitività, innovazione e sovranità tecnologica.

Maria Abate

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