Nasce il Digital Commons EDIC: l’Europa unisce le forze per un futuro digitale aperto e sovrano
L’Europa fa un passo deciso verso la propria autonomia tecnologica.
Il 29 ottobre 2025, la Commissione europea ha approvato la creazione del Digital Commons EDIC (European Digital Infrastructure Consortium), un nuovo consorzio che riunisce Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia per costruire insieme infrastrutture digitali europee condivise, aperte e sostenibili.
Unire le forze per un digitale “made in Europe”
Oggi oltre l’80% delle tecnologie e delle infrastrutture digitali utilizzate nel continente proviene da fornitori non europei. Il Digital Commons EDIC nasce proprio per cambiare questa realtà: l’obiettivo è sviluppare alternative europee, interoperabili e trasparenti, in settori chiave come intelligenza artificiale, cloud computing, cybersicurezza, geomatica e social network.
Dietro la sigla “EDIC” non c’è solo un nuovo acronimo istituzionale, ma una visione comune: quella di un’Europa che collabora, investe e innova insieme per garantire un futuro digitale fondato sui propri valori – apertura, sicurezza e sovranità tecnologica.
Dalla Francia è stato sottolineato come il Digital Commons EDIC rifletta un’ambizione condivisa, quella di costruire le fondamenta di un panorama digitale europeo solido e sostenibile. Secondo Parigi, questa iniziativa rappresenta uno slancio collettivo destinato a dare all’Europa la capacità di agire e innovare in autonomia, e viene accolta con entusiasmo come un’occasione per far emergere nuove eccellenze europee.
Consorzio per la sovranità digitale
Dal governo tedesco è arrivato il messaggio che l’adesione al Digital Commons EDIC rappresenta un segnale politico forte per il futuro digitale dell’Europa. Berlino ha evidenziato come questa partecipazione rafforzi la sovranità digitale europea, promuova tecnologie aperte e contribuisca a costruire un’infrastruttura digitale comune basata sui valori dell’Unione, affinché l’Europa possa plasmare il proprio futuro digitale in modo autonomo. Il progetto sarà sostenuto dalle competenze della Sovereign Tech Agency e del Centro per la sovranità digitale della Pubblica Amministrazione (ZenDiS).
L’Italia, che ha avuto un ruolo trainante nella nascita del consorzio, ha spiegato che il Digital Commons EDIC rappresenta un ponte fra i progetti pilota e le piattaforme operative europee. Roma ha sottolineato che l’obiettivo è coinvestire in soluzioni condivise e aperte – come l’intelligenza artificiale, il cloud e la cybersicurezza – che favoriranno l’interoperabilità, ridurranno i costi per le amministrazioni e creeranno nuove opportunità per le PMI europee. Per l’Italia, il messaggio è chiaro: l’Europa è in grado di costruire, mantenere e governare infrastrutture digitali critiche secondo le proprie regole e nell’interesse pubblico.
Dai Paesi Bassi è arrivata la convinzione che unire le forze rappresenti la chiave per ampliare le alternative open source e garantire che i governi europei possano agire con vera autonomia. L’Aia vede nel Digital Commons EDIC un’occasione per rafforzare la cooperazione e dotare gli Stati membri degli strumenti necessari per un’azione digitale indipendente e sostenibile.
Cosa porterà il Digital Commons EDIC
Il consorzio offrirà una nuova interfaccia tra pubblico e privato, capace di far dialogare amministrazioni, università e imprese tech. L’obiettivo è creare un ecosistema europeo più forte, dove l’innovazione nasca e resti in Europa.
I principali obiettivi del Digital Commons EDIC sono:
- sviluppare alternative aperte in settori strategici del digitale;
- rafforzare l’ecosistema europeo mobilitando comunità tecniche, scientifiche e industriali;
- garantire un meccanismo di finanziamento sostenibile per la manutenzione e la crescita dei beni digitali comuni;
- favorire l’adozione diffusa di queste soluzioni da parte di amministrazioni, imprese e cittadini.
Partito da quattro Paesi fondatori, il progetto sta già attirando nuovi partner: Lussemburgo, Slovenia e Polonia partecipano come osservatori, mentre altri Stati membri si stanno preparando ad aderire.
Il lancio ufficiale del Digital Commons EDIC è previsto per l’11 dicembre all’Aia, ma la direzione è chiara: un’Europa più unita, più autonoma e più aperta nel digitale.
Maria Abate