Over the Top e Big Data, una narrazione alternativa

20 Marzo 2019

 

Forse un libro non può cambiare il mondo ma sicuramente ha il potere di far riflettere, innescando un movimento di idee che può portare consapevolezza e cambiamento. E questo è proprio quello che è successo ieri sera in Open Gate Italia dove, in occasione dell’incontro “Il Monopolio degli algoritmi”, è stato presentato il volume di Stefano Mannoni e Guido Stazi: “Is competition a click away? Sfida al monopolio nell’era digitale”. Si tratta di un libro coraggioso, “duro”, per usare le parole degli autori, che sono coscienti, non solo di andare controcorrente ma di “avere contro l’ottanta per cento dell’università occidentale”.Dopo il benvenuto di Laura Rovizzi, amministratore delegato di Open Gate Italia e di Maria Pia Caruso, dirigente AGCom e vice presidente del Club Relazioni Esterne, Paolo Mazzanti, direttore di Askanews e presidente di Open Gate Italia ha preso in mano le redini del dibattito che, coinvolgendo esponenti di diversi settori, è subito entrato nel vivo della discussione.

Guido Stazi ha avviato la discussione facendo un quadro della situazione, a partire dalla comparsa della prima legge antitrust del 1890. Sottolineando come lo scenario sia oggi caratterizzato dal predominio dei FAANG, ovvero delle grandi piattaforme – Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google, che sono arrivate a capitalizzare a Wall Street ben 2.495 miliardi di dollari, una cifra pari al PIL della Germania.

Sulla scia di questo intervento, Francesco Rutelli, rappresentante del mondo audiovisivo, ha evidenziato che l’Italia, da sempre, è tra i più grandi produttori di contenuti al mondo e che, in questo momento, la tutela del diritto d’autore è un tema fondamentale e delicato. Perché se nel Novecento “il mondo è cambiato con l’invenzione del telecomando” per usare le parole del Presidente Anica, che ha citato l’antropologa Ida Magli, oggi “il cambiamento epocale è dato dal fatto che le FAANG hanno trasformato il cittadino da semplice utente a produttore di contenuti”, questo ha reso il tema del diritto d’autore estremamente complesso. Secondo Rutelli, infatti: “Il compito più difficile per la politica è quello di trovare una sintesi tra l’ineluttabile evoluzione tecnologica e la tutela del lavoro e, in questo contesto, un ruolo cruciale è sicuramente giocato dalla pubblicità.” “E questa battaglia si giocherà – ha concluso – in termini di trasparenza, tra tutela del diritto d’autore e libertà di espressione, spada di Damocle brandita dalle mega piattaforme web”.

Francesco Posteraro, commissario AGCom, ha spostato il focus sul tema dei Big Data, moneta di scambio della società digitale, il cui immenso valore non è evidentemente ancora del tutto chiaro agli utenti, che li cedono in modo spesso superficiale e veloce. “Se questi dati sono un incentivo alla creazione – ha sostenuto il Commissario – nello stesso tempo sono lo strumento attraverso cui si è costruito il potere monopolistico delle piattaforme. E il paradosso sta nel fatto che queste FAANG, i più grandi monopoli della storia, sono nati proprio in nome della libertà della rete”. Secondo Posteraro, bisognerebbe intervenire sulla questione degli algoritmi, quantomeno per arginare il fenomeno delle fake news ed “evitare di cadere nel far web”. Per esempio, ha aggiunto: “si potrebbe pretendere che gli algoritmi di siti e piattaforme tengano conto delle segnalazioni delle Autorità Pubbliche, escludendo o facendo retrocedere nei risultati delle ricerche quelli che non le rispettano.”

Stefano Mannoni ha ribadito l’esigenza di scardinare la narrativa del monopolio dominante e, riprendendo le fila tracciate da Francesco Rutelli, ha sottolineato l’importanza di “intaccare l’enorme potere delle grandi piattaforme web sulla pubblicità. “In questo contesto – ha affermato l’autore –  l’Antitrust ha sicuramente il compito più difficile, perché la tutela della privacy è un tema estremamente complicato e il GDPR non basta, la questione dei dati è in primo piano e la partita è tutt’ora aperta”.Il punto di vista della politica su questi temi è stato espresso da due membri della IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati. L’On. Deborah Bergamini ha sottolineato che seppur la politica è consapevole della rapida evoluzione del mercato, sussiste una difficoltà oggettiva nell’intervenire normativamente su questi temi, data dal fatto che sono ancora fondamentalmente ignoti, e che il contesto istituzionale è inadeguato e retrogrado. Basti pensare che il settore digitale non è ancora stato scorporato dalla Commissione Trasporti. Inoltre, per il momento, dal Governo non ci sono risposte, né sulla proposta di una commissione d’inchiesta per l’utilizzo dei Big Data che giace ignorata, né all’interrogazione sul trattamento fiscale degli Over the Top, che non lasciano alcun contributo al nostro Paese. Secondo l’Onorevole, “la vera guerra oggi non è quella commerciale, ma quella dei dati. Con questo governo e con la piattaforma Rousseau non stiamo andando nella direzione giusta. Bisognerebbe reagire creando a livello nazionale una piattaforma in grado di contrastare gli Over the Top.” Infine, la Bergamini ha auspicato che le forze politiche possano trovare l’urgenza per lavorare di concerto, a livello nazionale ed Europeo. In un’Europa meno schiava degli OTT. Anche perché, ha concluso: “Come comprovato dall’indagine conoscitiva sul 5G, in questo quadro, la pubblicità rappresenta davvero il cuore della fortezza dei FAANG, dunque, il nodo cruciale per scardinare l’intero sistema che, tra l’altro, sta penalizzando enormemente le PMI”.

L’On. Vincenza Bruno Bossio, ha aperto il suo intervento senza mezzi termini, dichiarando di “aver intrapreso una crociata contro gli OTT, in particolare contro Google, che dietro la maschera della gratuità ha conquistato un potere enorme e pericoloso”. L’Onorevole, ha poi specificato che “la minaccia è data dal tema dell’indicizzazione, ovvero dalla possibilità di Google di mettere insieme domanda e offerta, senza pagare alcun prezzo”. Sottolineando l’importanza di costruire una vera e propria “narrazione alternativa” che vada a modificare la percezione degli utenti, l’ottanta per cento dei quali è portata ad identificare erroneamente internet con Google. Secondo la Bruno Bossio il volume all’origine del dibattito, offre ottimi spunti anche alla politica per prendere dei provvedimenti, a cominciare dall’iscrizione degli Over the Top tra gli Operatori TLC, dal momento che gestiscono contemporaneamente struttura e sovrastruttura, dato che i contenuti che, come affermato anche da Rutelli, una volta caricati online diventano proprietà della piattaforma stessa. Anche lei ha sostenuto, come la Bergamini, la necessità di creare una XV Commissione per il digitale, dedicata e permanente, dal momento che l’agenda digitale assume una rilevanza sempre maggiore e che l’IX Commissione spesso è costretta ad occuparsi di altre tematiche. Tale ipotesi, probabilmente, potrebbe realizzarsi in questa legislatura, per cercare di raggiungere dei risultati concreti, anche in prossimità della conclusione dell’Indagine conoscitiva su 5G e Big Data. Infine la Bruno Bossio ha aggiunto che si tratta di una “Battaglia fondamentale di civiltà e democrazia, che si deve combattere uniti, per modificare la percezione dominante e per riuscire a liberarsi a livello nazionale ed europeo dall’egemonia dei big del web.”

Il dibattito è poi naturalmente continuato, in maniera dinamica e vivace con interventi del pubblico, ed è tutt’ora aperto. Si tratta, infatti, di una questione assolutamente di importanza fondamentale, che tocca nel profondo ciascuno di noi, al di là dell’identità professionale e dello schieramento politico.
La vera libertà va sempre difesa e le minacce più pericolose sono spesso invisibili. Almeno all’inizio. Allora c’è da augurarsi che questo sia stato solo il primo momento di un dialogo,destinato a continuare, magari, come auspicato anche dagli Onorevoli presenti in sala, in sede Istituzionale.
Ludovica Palmieri
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