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Rassegna stampa 14 maggio 2018

SCENARIO TABACCO

Ilsole24ore.com, 10/05/2018

Fumare è una scelta: al tabagista nessun risarcimento per il cancro

Che il fumo provochi il cancro è un fatto noto fin dagli anni settanta. Per questo la multinazionale del tabacco e il British American Tobacco Italia non devono alcun risarcimento al fumatore incallito, che si ammala e muore per un cancro ai polmoni.  La storia – La Cassazione (sentenza11272) respinge il ricorso dei familiari di un tabagista, confermando la decisione della Corte d’Appello, che aveva considerato il vizio di fumare una scelta fatta in libertà, pur nella consapevolezza dei danni che il tabacco può provocare alla salute. In prima battuta era stato l’uomo a citare in giudizio la Philip Morris Italia, il ministero delle Finanze e il ministero della salute. Il ricorrente addossava la responsabilità del suo tumore, per primo ai produttori e distributori di sigarette: Philip Morris Italia e Bat Italia, rappresentata dall’avvocato Francesca Rolla . A suo avviso la multinazionale aveva “subdolamente” inserito nel prodotto sostanze che creano una dipendenza fisica e psichica, tanto da farlo diventare tabagista incallito. […]La libera scelta – Il ministero della Salute era accusato di non aver salvaguardato la salute pubblica, non obbligando i big del tabacco e lo Stato ad offrire un prodotto più ”naturale” e meno dannoso. […]Il verdetto della Corte d’Appello, sottoscritto in pieno dai giudici di Cassazione, si potrebbe riassumere con il proverbio «chi è causa del suo mal pianga sè stesso». […]

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2018-05-10/fumare-e-scelta-tabagista-nessun-risarcimento-il-cancro-192826.shtml?uuid=AESC7SmE

*Notizia ripresa anche da TGCom24, Huffpost, Affaritaliani, Fanpage, Il Sussidiario, Newsitaliane, Blitzquotidiano.it

 

Corriere della sera, Torino – 12/05/2018

Marchionne riconfermato in Philip Morris
Comincia ad avere il fiato corto la passione per le «bionde» di Sergio Marchionne. Nell’ultima assemblea di Philip Morris International, l’ad di Fca è stato confermato tra i direttori del board della multinazionale delle sigarette. Ma che fatica. Gli altri componenti del Cda, e sono 13, hanno incassato il supporto dei soci con maggioranze «bulgare»: in media hanno ottenuto voti a favore per un milione e centomila azioni e solo poche migliaia di titoli contrari. Per il top manager del Lingotto l’elezione è stata più tribolata: 700 mila azioni schierate per il sì ma 400 mila con il pollice verso. Marchionne rimane membro delle commissioni finanza e innovazione prodotto di Pmi, possiede 65 mila azioni (per un controvalore di 5,3 milioni di euro), e riceve 310 mila euro di compenso. Ma in ballo c’è anche il legame con Ferrari di cui la multinazionale è sponsor in Formula 1. Il cda ha comunque ribadito ai soci che non c’è conflitto di interesse, visto che la relazione con il Cavallino risale al 1973, quando Marchionne non era alla guida di Ferrari.

 

Lastampa.it, 11/05/2018

Risultato negativo per Philip Morris International

Sottotono Philip Morris International, che passa di mano con un calo dell’1,84%. L’andamento di Philip Morris International nella settimana, rispetto allo S&P-500, rileva una minore forza relativa del titolo, che potrebbe diventare preda dei venditori pronti ad approfittare di potenziali debolezze. Il quadro di medio periodo di Philip Morris International ribadisce l’andamento negativo della curva. Nel breve periodo, invece, si intravede la possibilità di un timido spunto rialzista che incontra la prima area di resistenza a 82,55 dollari USA. Primo supporto individuato a 80,85. La presenza di eventuali spunti positivi propendono per un movimento verso l’alto con target 84,26. Le indicazioni sono da considerarsi meri strumenti di informazione, e non intendono in alcun modo costituire consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o promuovere alcuna forma di investimento.

http://finanza.lastampa.it/News/2018/05/11/risultato-negativo-per-philip-morris-international/MTY1XzIwMTgtMDUtMTFfVExCLUFVVE8

 

Metro – 14/05/2018

Alcol e fumo fanno più danni delle droghe
SALUTE Sono alcol e tabacco le sostanze che, tra tutte quelle che creano dipendenza, rappresentano la minaccia maggiore per il benessere degli esseri umani. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Addiction, ha mostrato che nel 2015 l’uso di al-cole tabacco è costato alla popolazione umana più di un quarto di un miliardo di anni di vita con di-ovvero 250 milioni di anni di vita a fronte delle decine di milioni di anni costate a cause di al tre droghe illegali. Il più grande onere per la sanità, quindi, deriva dall’uso del fumo di tabacco: si stima che 1 adulto su 7 (15,2%) fuma tabacco. An-che l’alcol è cruciale: si stima che 1 adulto su 5 ha consumato alcolici pesanti almeno in un’occasione nell’ultimo mese. Rispetto al resto del mondo, l’Europa Centrale, Orientale e Occidentale hanno registrato un consumo pro capite costantemente più alto (11,61, 11,98 e 11,09 litri rispettivamente) e una percentuale più alta di consumo pesante tra i bevitori. Le stesse regioni hanno anche registrato la più alta prevalenza di tabagismo. Al contrario, l’uso di droghe illegali è molto meno comune: meno di uno su 20 ha utilizzato cannabis nell’ultimo anno.

*Notizia ripresa anche da “Il Giornale di Vicenza”, “La provincia di Cremona”, “La Sicilia”

 

Affaritaliani.it, 11/05/2018

Fumo di terza mano allarme: non solo fumo primario o passivo. Sigarette choc

“Vietato fumare all’interno di questo locale”, ma il fumo entra comunque. Come? Attraverso indumenti e altre superfici su cui si va a depositare quando qualcuno fuma anche all’esterno. Questa ricerca sul fumo è uno studio sulla rivista Science Advances condotto presso la Drexel University. Un team di ingegneri ha dimostrato che il ‘fumo di terza mano’ (residuo chimico del fumo di sigarette che si appiccica ovunque e su chiunque si trovi in prossimità della nube di fumo di una sigaretta accesa) si fa largo nell’aria e penetra negli ambienti chiusi in cui nessuno sta fumando. […] Gli esperti di questo studio sul fumo di terza mano hanno fatto una serie di esperimenti in laboratorio e sul campo mostrando che le sostanze tossiche del fumo di terza mano viaggiano facilmente ed entrano negli ambienti dove non si può fumare attaccandosi alle particelle di aerosol atmosferico. […]

http://www.affaritaliani.it/sport/milan-news/fumo-di-terza-mano-allarme-non-solo-fumo-primario-o-passivo-sigarette-choc-539646.html

 

ForMen – 1/5/2018

Un cuore più forte in 8 mosse

Le “Linee guida europee sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari”, hanno ribadito che la principale e più importante prevenzione del rischio di contrarre queste malattie è non fumare. Anche il consumo di bassi quantitativi di tabacco, così come il fumo passivo, sono fattori di rischio. La nicotina aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa attraverso l’attivazione del sistema ortosimpatico, la parte del sistema nervoso autonomo che si “accende” in situazioni di emergenza (attacco, fuga, paura).

 

SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE

Corrieredellumbria.it – 10/05/2018

Stop al fumo con prodotti alternativi

Sostituire le sigarette con prodotti alternativi, come le sigarette elettroniche o quei dispositivi che eliminano la combustione del tabacco, come Iqos di Philip Morris, in grado di ridurre significativamente le sostanze dannose o potenzialmente dannose presenti nel fumo di sigaretta. […] Se ne è discusso a Washington, al tradizionale appuntamento col summit sulle sigarette elettroniche e i prodotti alternativi al tradizionale fumo, che ha riunito alcuni dei maggiori esperti americani e del Regno Unito. […] “Sono davvero efficaci questi dispositivi alternativi? Lo abbiamo chiesto a Lion Shahab, professore associato di Psicologia Pubblica nell’University College di Londra”Sulla base delle evidenze che abbiamo, al momento sigarette elettroniche e dispositivi che riscaldano il tabacco sembrano essere efficaci per coloro che vogliono smettere di fumare; penso che la ricerca debba andare avanti e prendere in considerazione le novità in questo campo, dato che la maggior parte delle ricerche sono state effettuate su dispositivi ormai obsoleti e alcuni dei prodotti più recenti sembrano essere ancora più efficaci”. Il punto è allora il bilanciamento fra rischi ed opportunità. Come?”Buona domanda, difficile a farsi. Penso che potrebbe essere un problema, ad esempio potrebbe indurre la popolazione più giovane ad avvicinarsi al fumo. Oppure qualcuno potrebbe fermarsi alla sigaretta elettronica, ma altri no. Comunque non c è stato, se guardiano alle statistiche, un significativo impatto sulla popolazione giovane. Ovviamente c è un rischio associato ai prodotti alternativi, ma, se paragonati alle sigarette, i primi sono molto meno rischiosi. Penso dunque che, in generale, se quesiti diventassero molto più diffusi non potrebbe essere che positivo per la popolazione”

http://corrieredellumbria.corr.it/video/tv-news/429024/stop-al-fumo-tradizionale-con-prodotti-alternativi.html

*Notizia ripresa anche da Corrieredisiena.it

 

ALTRO

Il Resto del Carlino – 12/05/2018

«Non vendete la cannabis legale: rischiate multe e il ritiro della licenza»

[…] «MULTA da 258 euro e rischio di revoca della licenza. Per questo invito tutti i colleghi tabaccai del Riminese alla prudenza, evitando la vendita di cannabis legale, finché non sarà colmato l’attuale vuoto normativo». L’appello è del presidente dei tabacchi provinciali, Giorgio Dobori, dopo la notizia della ‘stangata’ al collega bolognese, ad opera della direzione regionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. «Subiamo continuamente ispezioni di routine – prosegue Dobori – che riguardano vari aspetti della nostra professione, a partire dalla legittima presenza ‘dietro al banco’ di personale autorizzato. Quanto alla cannabis legale, da tempo spingiamo per un chiarimento. Al momento non è compresa nell’elenco di tabacchi e liquidi per sigarette elettroniche autorizzati».

 

Corriere Romagna, 12/05/2018

Cannabis venduta in tabaccheria rischio multe e revoca della licenza

Primi passi indietro nella vendita della “cannabis legalizzata”. […] Infatti, il recente episodio verificatosi a Bologna qualche giorno fa pare aver messo in allerta i commercianti pionieri nella vendita della sostanza stupefacente. La titubanza del tabaccaio si riferisce alla vicenda del giovane commerciante bolognese che si è visto comminare una multa e l’avvio del procedimento di revoca della licenza proprio a causa della somministrazione della sostanza “simil cannabis”. Il vuoto normativo «La situazione non è molto chiara – afferma il tabaccaio cattolichino – c’èun vuoto normativo che lascia molte perplessità; ad esempio, farmacie ed erboristerie potrebbero somministrare la sostanza senza dubbio,eppure per adesso le uniche attività che si sono attrezzate per la vendita sono tabacchi e negozi di sigarette elettroniche. Al momento – dichiara Luca Pangrazi con fare risolutivo – non mi sto più rifornendo della cannabis legalizzata.

 

Pisatoday.it – 11/05/2018

La canapa ‘light’ arriva nei negozi a Pisa, fra ‘corsa all’oro’ e incertezze normative

Non è un prodotto da fumo, ma al grande pubblico è nota per quello. E’ ormai facile trovarla ed è presente in diversi i negozi a Pisa: è la cannabis ‘light’, la canapa con basso contenuto di THC, il principio attivo capace di generare reazioni stupefacenti. Ha avuto una rapida commercializzazione in tutta Italia, tanto che sono fioriti gli esercizi dedicati, come il franchising che ha aperto alcuni mesi fa in Corso Italia. […] Ecco quindi la grande cautela della Federazione Italiana Tabaccai, che con il presidente nazionale Giovanni Risso a gennaio dichiarava: “Senza entrare nel merito della legalità della vendita di tale prodotto, la FIT ha già da tempo interessato le autorità competenti, chiedendo a queste di pronunciarsi sulla vendita della marijuana legale in tabaccheria. In attesa di risposta sconsigliamo comunque i tabaccai dal vendere prodotti a base di cannabis light. Con l’auspicio che qualora si propendesse per la legittimità della vendita, si riconosca ai tabaccai la medesima posizione di chi ad oggi si è avventurato sul mercato incurante di divieti o prescrizioni”. Mentre quindi restano i dubbi, con i primi imprenditori del settore che si scontrano con le difficoltà giuridiche del caso facendo da apripista, il dato di fatto è che si tratta di un mercato dalle enormi potenzialità. Già adesso lo studio ‘La new canapa economy’ di Coldiretti, per il solo settore della cannabis ‘light’, parla di un giro d’affari stimato di oltre 40 milioni di euro. […]

http://www.pisatoday.it/cronaca/canapa-light-negozi-pisa.html

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