Rassegna stampa 14 marzo 2018
Radio24 13/03/2018
Obiettivo salute – Sigarette elettroniche
Uno studio della Queen Mary University di Londra invita ad adottare un atteggiamento precauzionale. Il loro utilizzo potrebbe infatti favorire lo sviluppo di polmonite. A “Obiettivo salute” il commento del dott. Sergio Harari, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia al San Giuseppe Multimedica di Milano. “Le sigarette elettroniche sicuramente possono essere di aiuto nello svezzamento dal fumo e sono certamente meno tossiche delle sigarette convenzionali. Tuttavia stanno emergendo una serie di segnali che devono porre qualche dubbio anche su di loro. Prima di tutto contengono delle sostanze che possono essere tossiche per il polmone favorendo lo sviluppo di infezioni. In secondo luogo possono scatenare situazioni di asma bronchiale se non vaporizzate con vapore caldo umido, che sono tipicamente uno stimolo irritativo per le mucose delle vie aeree. Terza cosa: stanno emergendo alcuni dati, almeno dal punto di vista della ricerca di base, su come a lungo termine possano esserci dei componenti che potrebbero avere un’azione carcinogenetica, vale a dire favorire la formazione di neoplasie. Ultimo punto: recentemente sono stati pubblicati dei dati molto interessanti, soprattutto nel panorama americano, che indicano come iniziare a fumare la sigaretta elettronica nei teenager sia il primo passo verso una dipendenza dal fumo vero e proprio. Quindi utilizzare le e-cigarettes per smettere di fumare la sigaretta convenzionale può essere un presidio da prendere in considerazione, pensare che siano del tutto innocue, no”.
Http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/obiettivo-salute/puntate
Forlitoday.it – 13/03/2018
Il mondo dello “svapo” in rivolta sui controlli in fiera a Forlì: in totale 3 sequestri e denunce
Continuano a levarsi le proteste del cosiddetto “mondo dello svapo” contro la Guardia di Finanza di Forlì. I social network e YouTube, infatti, si sono riempiti in questi giorni di decine di video in cui il settore della sigaretta elettronica e dei suoi utilizzatori discute dell’intervento fatto dalle Fiamme Gialle sabato sera durante la fiera di settore “Svapor Expo”, nei padiglioni di via Punta di Ferro. Alcuni blog di settore parlano anche di “stato di polizia”, “intimidazione” e “Finanza nelle mani delle multinazionali”. I controlli sono stati descritti come un blitz che ha paralizzato la fiera, con decine di militari all’interno e altrettanti fuori a cinturare le uscite, con interventi massivi su vari stand. Tuttavia non è la descrizione degli accadimenti che filtra dagli inquirenti: sabato sera, ad un’ora dalla chiusura della manifestazione, hanno effettuato un loro servizio 6 finanzieri in totale tra interni ed esterni, suddivisi in 3 squadre. Gli stand controllati sono stati 3, sui quali sono avvenuti sequestri di liquidi per il reato di contrabbando, che tecnicamente rappresenta l’illecito fiscale di chi non versa all’erario le accise su determinati prodotti. Una normativa molto tecnica relativa al pagamento della tassa per particolari prodotti come appunto i tabacchi, a cui le sigarette elettroniche – con una normativa in evoluzione – vengono equiparate. Su questa normativa esistono sentenze giurisprudenziali e regolamenti in via di emanazione, anche sul cosiddetto “zero nicotina”. I sequestri sono stati significativi ed ora il fascicolo è al vaglio dell’autorità giudiziaria per il reato di contrabbando. È possibile che saranno elevate delle multe, anche di importi consistenti. Altri sequestri minori sono avvenuti per la mancanza del marchio CE, questi puniti in via amministrativa per le norme sulla sicurezza dei prodotti messi in vendita. È quindi di tre denunce ed altrettanti sequestri il bilancio dell’attività dei controlli alla fiera. In un video, uno dei denunciati, dopo essersi consultato col proprio legale, ha confermato che in questo momento va applicata al consumatore l’accisa, avvisando tutti i “colleghi”.
Http://www.forlitoday.it/cronaca/svapo-forli-svapor-expo-bilancio-controlli-guardia-finanza.html
Sigmagazine.it – 13/03/2018
Sigarette elettroniche, “occorre un codice di condotta sul Modello Vapitaly”
Dopo i recenti fatti di Forlì, l’attenzione e la preoccupazione degli operatori del vaping è riversata sul Vapitaly di Verona, la fiera internazionale di settore che il prossimo mese di maggio spegnerà la quarta candelina. Mosè Giacomello, presidente della struttura organizzativa, si dimostra alquanto sereno e tende a rassicurare gli operatori, forte anche delle regole interne di comportamento e delle condizioni generali che da sempre caratterizzano la partecipazione alla fiera. “La scrittura di tali regolamenti – commenta Giacomello – rientra nelle prerogative degli organizzatori. Non rientra invece tra le nostre prerogative, quanto per legge viene demandato agli organi di polizia. In caso di illeciti, l’unica nostra possibile azione è quella di avvertire le forze dell’ordine. Nelle edizioni passate abbiamo sempre cercato di evitare l’insorgere di situazioni che avrebbero potuto mettere a rischio sia il lavoro delle aziende espositrici che il successo della manifestazione”. Vapitaly è diventato un punto “di confronto, incontro e approfondimento di settore. Ogni anno partecipano centinaia di aziende, decine tra medici e politici, decine di migliaia di visitatori. La gestione e il coordinamento non può che essere affidata ad uno staff competente e che si occupa della fiera per tutto l’anno a tempo pieno. Prima ancora delle aziende espositrici, è il settore del vaping che viene rappresentato al Vapitaly. Ed è questo l’elemento fondamentale su cui lavoriamo e continueremo a lavorare. Raccontare il settore a chi non ne fa parte ma, in qualche modo, può influirne l’andamento con le sue azioni. Quanto avviene durante il Vapitaly avrà sicuramente, nel bene e nel male, maggior impatto mediatico e politico. Dobbiamo utilizzare questa potenzialità a nostro vantaggio, non contro di noi o, peggio ancora, per ottenerne un vantaggio commerciale”. La proposta allargata di Mosè Giacomello prevede di predisporre un Modello Vapitaly da estendere a tutti i livelli del comparto, dall’azienda di produzione al negoziante su strada. “L’attuale situazione legislativa – spiega il Presidente – unita all’incertezza della sua interpretazione, richiede un livello di attenzione mai immaginato fino ad oggi. È lo stesso mercato del vaping che si deve porre delle regole, comuni e largamente condivise, che possano fungere da difesa contro gli attacchi che stiamo subendo in questo periodo. E non possono che essere le associazioni di categoria a farsi promotrici di tali regole. Un codice di condotta quindi, da implementare e rispettare sia durante le manifestazioni fieristiche temporanee che sul mercato quotidiano. Una volontà di dimostrare che operatori e stakeholders vogliono crescere professionalmente e qualitativamente, non invocando regole imposte dall’alto ma grazie ad una forte presa di coscienza del proprio ruolo sociale.
Https://www.sigmagazine.it/2018/03/un-codice-di-condotta/
Sigmagazine.it – 13/03//2018
Ministero della Salute precisa: solo la nicotina è vietata ai minori
Il Ministero della Salute aggiorna la sezione sulla normativa del vaping. Così come previsto dalla Legge di Bilancio 2018, specifica che è vietata la “vendita online dei liquidi e posto sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la vendita delle sigarette elettroniche e dei liquidi di ricarica”. Rimangono invariate le disposizioni contenute nel Decreto 6/2016, compreso “il divieto di vendita di tali prodotti ai minori di anni 18, già disposto da un’ordinanza ministeriale”. La sottolineatura intende dunque fare chiarezza sulle competenze e sui poteri dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Così come avevamo evidenziato qualche tempo fa, il decreto in fase di pubblicazione con i requisiti necessari per ottenere l’autorizzazione alla vendita dei prodotti del vaping non può scavalcare la disciplina di rango superiore come è un Decreto legislativo di recepimento di una Direttiva europea. Aams ha il diritto e il dovere di verificare che i negozianti e i tabaccai osservino il divieto esistente che, come ribadito dal Ministero della Salute, riguarda le sigarette elettroniche precaricate con nicotina, le sigarette usa e getta o con cartucce contenenti nicotina e i liquidi di ricarica che contengono nicotina. Oltretutto, il divieto per la sola nicotina è anche giustificato dal fatto che le componenti non nicotinizzate possono essere acquistate dai minori liberamente sia online che presso esercizi commerciali non specializzati in vaping.
Https://www.sigmagazine.it/2018/03/salute-minori/
Lescienze.it – 13/03//2018
Farmaci anziché fumo, ecco il tabacco dell’era CRISPR
Il tabacco è un brutto vizio, ma per i genetisti rappresenta una pianta modello ed è pieno di virtù. Docile agli interventi biotech, esuberante dal punto di vista metabolico, capace di sfornare proteine in quantità. Ora è al centro di un grande progetto di ricerca, finanziato con 7,2 milioni di euro dall’Ue, per produrre molecole di interesse medico sfruttando la fotosintesi e le nuove tecniche di miglioramento genetico, a cominciare da CRISPR. Si chiama Newcotiana e dal 2018 al 2022 coinvolgerà 19 partner accademici e industriali di 9 paesi. L’Italia è presente con l’ENEA, grazie al Centro Ricerche Casaccia vicino a Roma. “Noi produrremo piccole molecole. Carotenoidi con funzione protettiva per l’occhio e alcaloidi piridinici potenzialmente utili a scopo palliativo per l’Alzheimer e la sclerosi a placche”, ci ha spiegato Giovanni Giuliano. Altri gruppi si dedicheranno alla produzione di proteine, in particolare anticorpi monoclonali e antigeni per vaccini. Il primo passo consiste nell’ottimizzare le tecniche per applicarle al tabacco usato comunemente per le sigarette (Nicotiana tabacum) e a una specie affine originaria dell’Australia (Nicotiana benthamiana). Per migliorare l’efficienza di queste “biofabbriche” vegetali, vanno regolati i processi di glicosilazione e proteolisi, “umanizzando” le molecole prodotte e aumentando la produzione di proteine. Quindi, grazie agli interventi di editing, le vie metaboliche della nicotina saranno reindirizzate verso le molecole di interesse. “Possiamo fare tutto usando CRISPR nel modo classico, disattivando due o tre geni”, racconta Giuliano. L’enzima chiave di CRISPR (Cas9) può essere introdotto insieme al suo RNA guida, senza trasferire DNA estraneo. “Le piante così modificate non sono transgeniche e non dovrebbero essere sottoposte alle stesse restrizioni”, afferma il genetista dell’Enea. Se la legislazione europea terrà conto dell’opinione della comunità scientifica, oltre che del parere della Corte di Giustizia UE atteso nei prossimi mesi, le piante editate avranno una vita molto più facile. “La Commissione guarda con interesse ai risultati di Newcotiana e di un altro progetto su CRISPR finanziato con fondi europei, proprio in vista delle decisioni di tipo regolatorio”, sostiene il ricercatore. Se tutto va bene fra 3 anni le piante di N. benthamiana editate saranno coltivate in serra, mentre le N. tabacum debutteranno con le prove in campo in Spagna, il paese che guida il consorzio attraverso il coinvolgimento del Consiglio delle ricerche spagnolo. Il governo di Madrid ha sempre mantenuto un atteggiamento favorevole nei confronti delle biotecnologie agrarie, anche durante gli anni peggiori delle polemiche sugli Ogm. Mentre le autorizzazioni per i campi sperimentali in Italia sono bloccate, generalmente in Spagna il via libera richiede solo una manciata di mesi. Per i coltivatori di tabacco, inoltre, questi sviluppi rappresentano una chance per rivitalizzare un settore in crisi da tempo. Il potenziale del tabacco nel molecular farming, del resto, è già stato messo alla prova con buoni risultati: a Cuba lo usano per produrre un ingrediente del vaccino per l’epatite B, in Germania sono riusciti a farne una biofabbrica per il farmaco antimalarico artemisinina, negli Usa è stato impiegato per il vaccino anti-ebola Zmapp. “Le piante comportano grandi vantaggi per la produzione di molecole ad alto valore aggiunto, in termini di produzione per unità di biomassa e anche di costi. Usare le cellule di lievito può costare 10 volte di più”, calcola Giuliano. Il tabacco è una pianta dal genoma complesso (allopoliploide, perché deriva dall’ibridazione di N. sylvestris e N. tomentosiformis), dunque la capacità di CRISPR di modificare più geni in un colpo solo appare particolarmente preziosa. Un altro approccio che verrà sperimentato dai partner dell’istituto Max Planck è l’innesto: in corrispondenza della giuntura fra i tessuti di specie diverse, durante il grafting, si generano cellule con DNA misto e questo potrebbe servire ad ampliare il ventaglio dei metaboliti prodotti. Le chiamiamo nuove biotecnologie perché sono all’avanguardia, ma il miglioramento genetico è una pratica antica, che ottimizza processi che avvengono normalmente in natura”, conclude Giuliano.
Http://www.lescienze.it/news/2018/03/13/news/crispr_tabacco_farmaci_enea_newcotiana-3900832/
Sigmagazine.it – 13/03/2018
Campagne antifumo, gli esperti: no immagini shock, sì aumento del prezzo
Non è il pacchetto di sigarette neutro, cioè senza loghi e immagini di riconoscimento, la soluzione al tabagismo. Questo sembra emergere dalla Francia che, a poco più di un anno dall’introduzione di questa misura, tira le somme fallimentari dell’esperienza. Da gennaio 2017 il governo d’Oltralpe ha introdotto il pacchetto verde oliva – a quanto pare il colore meno invitante che esista – con foto shock e le avvertenze sul rischio che coprono l’intera superficie frontale e posteriore del parallelepipedo. La convinzione era che questo sarebbe servito ad abbassare il tasso dei fumatori francesi, attestato al 29 per cento. Ma non è andata così. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio francese per le droghe e le dipendenze, infatti, nell’anno da poco terminato le vendite di sigarette si sono ridotte di un misero 0,7 per cento. Un risultato talmente esiguo da non lasciare spazio ad interpretazioni e che dovrebbe servire da monito a quei Paesi, come l’Italia, dove si discute l’adozione del pacchetto neutro, aspettandosi chissà quali risultati. D’altronde è da un po’ che psicologi e sociologi mettono in guardia sull’uso di messaggi terroristici e immagini shock per spingere i fumatori a smettere. Queste pratiche finiscono per rivelarsi controproducenti, perché inducono nei destinatari frustrazione, ansia e scarsa autostima o addirittura meccanismi di sfida. “Bisognerebbe lanciare slogan antifumo – commentava la dottoressa Sara Evans-Lacko a margine di uno studio pubblicato sulla rivista Social Science & Medicine – che si concentrino più sugli effetti positivi ottenuti da chi ha smesso di fumare e beneficia di una migliore qualità di vita”. Dunque governi e istituzioni sanitarie dovrebbero concentrarsi su misure che hanno già dimostrato di non essere efficaci. Ed è sempre la Francia ad indicare una via percorribile. Il 13 novembre 2018 ha aumentato di 30 centesimi il costo del pacchetto di sigarette e di 10 quello del tabacco da rollare e le vendite hanno registrato un calo. Dal 1° marzo di quest’anno il prezzo delle sigarette ha subito un aumento significativo, arrivando a 8 euro a pacchetto. Ma il governo Macron non intende fermarsi e prevede di arrivare a 10 euro entro il 2020 e in vista di questo ha adottato un piano quadriennale di riconversione dei tabaccai, che li aiuti a sopravvivere al calo di vendite del tabacco.
Https://www.sigmagazine.it/2018/03/francia-antifumo
Leparisien.fr – 13/03/2018
Tabac: malgré le paquet neutre, les ventes de cigarettes stables en 2017
Le paquet neutre fête son premier anniversaire. Lancé en janvier 2017, ce petit emballage vert olive et ses photos chocs devaient faire baisser les chiffres du tabagisme: 29 % des Français fument. Mais le bilan est plus que mitigé. En 2017, les ventes de cigarettes ont reculé de seulement 0,7 %, selon les chiffres de l’Observatoire français des drogues et des toxicomanies (OFDT). Des chiffres d’autant plus significatifs que le prix du tabac a également augmenté. Le 13 novembre 2017, le paquet a augmenté de 30 centimes. Le tabac à rouler a également pris 10 centimes. Conséquence ou non de ces évolutions cumulées, ce type de tabac a d’ailleurs vu ses ventes reculer de 5,1 %. Interrogé en mai dans nos colonnes, le pneumologue Bertrand Dautzenberg, ardent défenseur de la réforme, admettait que « le paquet neutre n’a pas fait bouger les ventes ». Pour lui, «il faudrait qu’il passe à 10 euros pour que ça marche». Le gouvernement, qui vient de faire passer le paquet à 8 euros, prévoit justement d’augmenter le prix du tabac progressivement jusqu’en 2020, pour arriver à 10 euros. En France, ce sont les industriels du tabac qui fixent les prix de vente, mais l’Etat incite à des augmentations en faisant varier les taxes, qui représentent plus de 80 % du prix payé par le consommateur. Le tabac rapporte à l’État environ 14 milliards d’euros par an.
Les Echos – 14/03/2018
Les Douanes décidéees à mieux lutter contre la contrebande de tabac
La hausse du prix du paquet de cigarettes doit s’accompagner d’une meilleure lutte contre la contrebande. C’est le message qu’a souhaité faire passer le ministre de l’Action et des Comptes publics, Gérald Darmanin, en visite mardi au port fluvial de Gennevilliers, à l’occasion de la présentation des résultats annuels de la Douane. « Il faut donner la priorité à cette politique car nos concitoyens ne comprendraient pas que l’on ferme les yeux sur la contrebande », a-t-il déclaré, alors que le prix du paquet de cigarettes vient de passer à 8 euros en moyenne le 1 er mars. Certains mettent en doute le fait que la hausse de la fiscalité sur le tabac se traduise par une baisse de la consommation , sachant que les achats peuvent se reporter sur le trafic parallèle, la contrefaçon, ou les achats légaux à l’étranger. Gérald Darmanin se rendra en Andorre en fin de semaine pour évoquer le sujet avec cette principauté, connue pour ses faibles taxes.Les saisies de tabac de contrebande ont fortement baissé l’an dernier, ce qui peut expliquer l’accent mis par le ministre sur cette question. Mais ces données sont à interpréter avec prudence, dans la mesure où les saisies peuvent varier fortement d’une année à l’autre. La Douane a intercepté l’an dernier 350 tonnes de tabac, un chiffre en baisse de 20 % par rapport à 2016, et inférieur de 25 % aux saisies moyennes de ces dernières années. Cette contre-performance contraste avec les saisies de stupéfiants, qui, elles, ont atteint un niveau exceptionnel, proche du record de 2015. Bonne pioche également pour le service des douanes judiciaires, qui a identifié 862 millions d’euros d’avoirs criminels, en hausse de… 477 %.Dans sa mission d’administration fiscale, la Douane a redressé l’an dernier quelque 269 millions d’euros de droits et de taxes, un chiffre en recul de 35 %. « Cela fait suite à cinq années consécutives de hausse » , a défendu Gérald Darmanin, ajoutant que les équipes ont été mobilisées par la mise en oeuvre du nouveau Code des douanes de l’Union : « J’ai demandé à l’administration d’accompagner, plus que de sanctionner. » Dans cette perspective, la loi sur le « droit à l’erreur » devrait instaurer le principe d’un « rescrit douanier », une nouveauté dont devra se saisir cette administration dans les mois qui viennent.
Leparisien.fr – 13/03/2018
Pourquoi des restaurateurs s’allient à des cigarettiers
Pour promouvoir leur nouveau produit, une cigarette électronique au tabac, les industriels contournent la loi en rémunérant des restaurateurs et des cafetiers. Certains responsables de bars acceptent ainsi de démarcher des clients pour Philip Morris, ou accueillent dans leurs locaux des événements privés. Baptiste*, un gérant parisien qui a déjà fait ce type de soirées organisées par les cigarettiers, a accepté de se confier sur ce système de rémunération. Il précise qu’il connaissait déjà les représentants de Marlboro avec qui il a un contrat d’exclusivité. Un partenariat totalement illégal, selon la Direction générale de la santé. Certains restaurateurs ont le droit de vendre des cigarettes, mais doivent proposer plusieurs marques. «D’autres fabricants m’avaient d’ailleurs fait la même proposition», indique Baptiste. Des chèques cadeaux en échange En échange, Marlboro le rémunère avec des «chèques cadeaux, l’équivalent de plusieurs centaines d’euros par an». «Ils me donnent aussi des pailles, des cendriers, des plateaux sans logo quand j’en ai besoin». Ainsi, il y a quelques mois, une représentante de Marlboro lui suggère une soirée pour promouvoir sa cigarette Iqos. «Elle m’a expliqué que je devais aller voir les clients, leur demander s’ils étaient d’accord pour écouter un court discours de promotion sur leur produit. Ils payent juste 50 centimes le stick et à la fin ils ont une boisson offerte, poursuit-il. Elle m’a précisé qu’il ne fallait pas leur dire dès le début sinon ils acceptent uniquement pour le verre.» Baptiste va donc au bureau de tabac, payer quelques paquets de «sticks», lui-même. Une centaine d’euros en une soirée Quand les clients les achètent, Baptiste se «rembourse» alors. Combien touche-t-il et sous quelle forme? «Je suis rémunéré 10 € pour chaque client qui accepte d’écouter leur discours de promotion même s’ils n’achètent pas la cigarette à la fin.» Mais, évidemment, pas en cash! «Je reçois des chèques cadeaux, je les garde ou je les distribue à mes serveurs, ça leur fait plaisir.» Sait-il au moins que c’est illégal? «Bien sûr, reprend-il. Mais plein de restaurants et de bars le font. Ce genre d’événements commence vraiment à se multiplier» bien qu’il le reconnaisse, «ça embête les clients». Lors de sa plus récente soirée, il confie ainsi avoir empoché une centaine d’euros. *Le prénom a été changé.
Leparisien.fr – 12/03/2018
Cigarettes: boissons gratuites, SMS, soirées privées… les nouvelles techniques de vente
Nous avons participé à trois rencontres avec Léa, une commerciale du cigarettier qui, grâce à des soirées où l’alcool est offert, tente de nous convaincre d’acheter sa nouvelle cigarette Iqos Pour contourner la loi, les industriels ont lancé un nouveau produit, la cigarette électronique au tabac, dont ils font la promotion par des voies détournées, que nous avons testées. Jour 1: «Philip Morris vient de payer ma bière» Elle est attablée, seule, à la terrasse d’un café parisien. Cheveux blonds, la vingtaine, tenue tendance, baskets aux pieds. La jeune femme se fond dans le décor bobo à l’heure de l’happy hour. Impossible d’imaginer qu’elle est, en réalité, une représentante de Philip Morris (Marlboro), venue vendre sa cigarette Iqos au tabac chauffé. À l’intérieur, ses deux collègues, discrets, font les comptes, les yeux rivés sur un ordinateur. Personne ne le sait mais ces commerciaux ont conclu, en amont, un marché avec les responsables du bar. Ce soir, ils ont accepté de démarcher les clients à leur place, en échange d’une rémunération. Le discours est toujours le même. Au moment de commander, un serveur s’approche et lance : « Bonjour, on a des gens de Marlboro qui voudraient vous présenter leur cigarette Iqos. Il suffit de payer le filtre 50 centimes d’euros pour essayer le dispositif, de les écouter et on vous offre un verre. Est-ce que ça vous intéresse?» J’accepte, le testing commence. Aussitôt, la discrète blonde, que nous appellerons Léa, s’installe à ma table. «Vous connaissez Iqos?» questionne-t-elle dans un enchaînement bien rodé. Elle glisse, lapidaire qu’elle travaille pour Philip Morris. Et veut en savoir plus sur notre consommation: «Ah, vous vapotez mais vous fumez encore un peu! Justement, reprend-elle, l’avantage d’Iqos, c’est que vous gardez le goût du tabac, le geste, la dépendance, ose-t-elle, mais qu’il n’y a ni odeur, ni cendre. C’est 95 % moins nocif qu’une cigarette classique car le tabac ne brûle pas, il chauffe, du coup il ne libère pas de substances toxiques. On fait la démo?» Nous avons piégé une commerciale à l’aide d’une caméra cachée Léa, qui assure qu’avant Iqos elle fumait dix Lucky Strike par jour, tire sur le filtre. Je l’imite. Et l’interroge: «Comment se fait-il qu’on ne voit ce produit nulle part?» Léa ne se démonte pas. «Il est commercialisé partout, même au Japon, mais la loi française nous autorise seulement à le vendre sur Internet et dans les tabacs.» Ce qui explique ces opérations lancées dans les bars et restaurants pour booster les ventes. « Plusieurs équipes quadrillent les arrondissements de Paris et se déplacent partout. On va aussi chez les buralistes la proposer aux gens qui achètent des clopes», confie-t-elle. Mais est-ce moins nocif qu’une vapoteuse? Léa a réponse à tout. «En tout cas, ça ne me fait pas mal à la gorge et au moins, on connaît les effets du tabac sur la santé, pas encore ceux des e-liquides.» La «pro» contre-argumente, fait valser les doutes. Puis nous propose d’acheter. Sa cigarette coûte 70 € mais Léa a une réduction de 20 € grâce à un code promo qui fonctionne uniquement avec… sa carte bancaire. «Du coup, je la commande sur Internet, la fais livrer chez moi et vous me donnez 50 € en cash.» Drôle de combine. J’accepte. Le rendez-vous est pris le lendemain. Léa note mon numéro de téléphone, ma date de naissance pour être sûre «que je sois majeure» et répète cinq fois: «Demain, je vous contacte et on se voit sans faute.» Le coup de promo aura duré 40 minutes. Avant de quitter le bar, on veut payer. Les serveurs nous disent que la bière est offerte. En réalité, c’est Philip Morris qui vient de régler l’addition. Jour 2: «Pensez-vous être des nôtres pour la soirée?» Le lendemain, dès 10h15, je reçois, par SMS, une proposition de rendez-vous de Léa, qui se présente comme « expert Iqos ». Je la rejoins. «Je vous offre un verre pour mettre en route la cigarette?» J’opine. Et en profite pour évoquer la publicité faite dans le bar la veille. «Hier, c’étaient les serveurs qui sont venus vous voir, pas nous! C’est interdit, mais bon, on pourrait le faire car personne ne le saurait.» Ce qu’elle oublie de dire c’est que ce système d’intermédiaires est totalement interdit. Et combien de clients ont acheté son produit hier soir? «Deux avec vous», soit un gain de 100 €. Elle me fait à nouveau tester la cigarette et, comme la veille, fume avec moi. Mon verre fini, je lui donne l’argent en cash. Pas de facture, bien sûr. Léa m’invite alors à une soirée prévue dans deux semaines, réservée à la communauté de fumeurs Iqos: «Il y aura du champagne, du vin rouge offert! L’esprit, c’est la con-vi-via-lité. Vous serez inscrite sur liste. Bien sûr, vous pouvez emmener quelqu’un pour lui faire découvrir.» (…).
Lemondedutabac.com – 13/03/2018
Dossier du «Parisien»: la réponse de Philip Morris France
«Philip Morris France regrette que des allégations sur la légalité du déploiement commercial de l’appareil électronique Iqos soient faites sans discernement alors même qu’elle est très attentive au respect du cadre légal français. «PMF rappelle, à ce titre, qu’il est possible de commercialiser Iqos en France et de donner des informations sur ce produit électronique, tout en respectant le cadre de vente du tabac dès lors que les sticks de tabac utilisés sont exclusivement vendus chez les buralistes et les établissements ayant autorisation de revendre du tabac. «Qui plus est, il n’est pas interdit d’organiser des partenariats commerciaux avec des restaurants et des bars ou avec des prestataires de services. «Philip Morris France précise que les commerciaux Iqos ne sont pas des salariés de l’entreprise mais doivent respecter un cadre de consignes strictes de commercialisation fixé par PMF. Certains points relatés dans l’article ne correspondent pas au dispositif commercial mis en place par la société qui ne manquera pas en consé