Rassegna stampa 23 maggio 2018
SCENARIO TABACCO
QuotedBusiness.com, 22/05/2018
Se l’impresa va bene chi ci guadagna di più: lavoratori o azionisti Lo svela il rapporto Marx
Quando un’azienda ha successo chi ne beneficia di più: i suoi azionisti o i suoi dipendenti? Capitale o lavoro? È possibile misurarlo attraverso il rapporto Marx, chiamato così in omaggio all’economista e filosofo tedesco del XIX secolo, mettendo in relazione il compenso mediano dei lavoratori – valore assunto dalle unità statistiche che si trovano nel mezzo di una distribuzione – con i dividendi dell’impresa. Questo indicatore coglie la relazione tra i profitti di un’azienda e la compensazione per i propri dipendenti: le società con un alto rapporto di Marx assegnano ai propri azionisti premi particolarmente più elevati rispetto ai lavoratori. La cifra 1 indica un rapporto di parità, maggiore di 1 esprime un vantaggio per gli azionisti e inferiore a 1 è più favorevole ai lavoratori. Tra le aziende con alti indici Marx troviamo i big del tabacco Altria e Philip Morris International, ma anche colossi dei prodotti di consumo come Kraft-Heinz e Colgate-Palmolive, oltreché Mc Donald’s e numerosi fondi di investimento immobiliare. […]
https://www.quotedbusiness.com/thm-21-corporate/paese-13-mondo/art-1128-l-impresa-punta-su-capitale-o-lavoro-lo-svela-il-rapporto-marx
ValtiberinaInforma.it, 22/05/2018
Agricoltura, provincia di Arezzo in ginocchio. La pioggia battente fa crollare la produzione di ortaggi e tabacco. Problemi anche in Valtiberina
Se continuano queste giornate in alcuni casi ci sarà un crollo della produzione del 50% – 60% con possibile perdita totale dell’intero raccolto. Nell’attuale fase stagionale la pioggia e la grandine, sono gli eventi più temuti dagli imprenditori agricoli. […] le temperature notturne risultano troppo basse per il tabacco, perché non riesce a crescere, bloccando in questo modo lo sviluppo delle piante, diciamo che quando la piante soffre da piccola ha difficoltà poi nel suo percorso di crescita che può essere compromesso. Se continuano queste giornate avremo il 50% – 60% della produzione in meno e in alcuni casi una possibile perdita totale dell’intero raccolto, tra un mese potremmo dare informazioni più pertinenti – precisa Principi e sottolinea – anche quelle poche piantine di chi è riuscito a trapiantare, possono essere colpite dagli sbalzi termici e quindi è facile che la pianta di ammali e avere una perdita della produzione consistente. Ci auspichiamo che arrivino temperature miti da tarda primavera per il bene dei nostri raccolti e del nostro lavoro”. […]
http://www.valtiberinainforma.it/news/agricoltura-provincia-di-arezzo-in-ginocchio-la-pioggia-battente-fa-crollare-la-produzione-di-ortaggi-e-tabacco-problemi-anche-in-valtiberina
FanPage.it, 21/05/2018
I chili di troppo fanno fumare di più: nuovi rischi legati all’obesità
Un team di ricerca anglo-francese ha dimostrato che i chili di troppo riescono a influenzare il comportamento col tabacco. Più è alto l’indice di massa corporeo e maggiore è il rischio di essere un fumatore, inoltre a ogni salto di BMI si fuma una sigaretta in più ogni giorno. L’obesità aumenta il rischio del vizio del fumo e di fumare un maggior numero di sigarette ogni giorno. A svelare questo infausto legame, che mette seriamente a repentaglio la salute, un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione (Francia) e di vari istituti legati all’Università di Bristol (Gran Bretagna). Il dato può apparire un controsenso, dato che statisticamente i fumatori hanno un peso corporeo medio inferiore rispetto ai non fumatori, tuttavia i fumatori accaniti hanno una tendenza a pesare di più rispetto a chi fuma in modo moderato. Per far emergere la relazione tra chili di troppo e fumo, i ricercatori guidati dal professor Richard Martin, docente di epidemiologia clinica presso l’ateneo britannico, hanno verificato l’indice di massa corporeo (BMI), la percentuale di grasso corporeo e la circonferenza della vita mettendoli in relazione col vizio del tabacco. […]
https://scienze.fanpage.it/i-chili-di-troppo-fanno-fumare-di-piu-nuovi-rischi-legati-all-obesita/
TuttoTech.net, 22/05/2018
Cosa accade appena si smette di fumare? Ve lo dice OmniCalculator, uno strumento online
Nonostante sia una cosa saputa e risaputa ormai da decenni, il vizio del fumo continua a essere una delle abitudini sbagliate di milioni e milioni di persone e, sfortunatamente, anche di molti giovani. Il fumo è una delle principali cause di cancro ai polmoni e, al di là di scoprire nuove tecnologie per individuarli e curarli, bisognerebbe agire in maniera preventiva. C’è da dire però che se sono tante le persone che iniziano a fumare, sono altrettante quelle che smettono. Per darvi un aiuto a smettere di fumare, è stato creato uno strumento online chiamato OmniCalculator molto interessante che permette di vedere che cosa accade dal primo giorno in cui si smette. Questo strumento stimolante ti mostra il processo di recupero dopo la cessazione del fumo. Dopo aver digitato il giorno in cui ne esci, calcola la durata della vita e le date dei miglioramenti previsti per la salute. Smettere di fumare è un processo difficile. Vedere quando la sindrome da astinenza diminuirà o quando i rischi del cancro diminuiranno, stimolerà la mente e soprattutto la volontà di continuare. […]
https://www.tuttotech.net/cultura/omnicalculator-lo-strumento-che-ti-aiuta-a-smettere-di-fumare/
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
IlMattino.it, 22/05/2018
Tasse sulle sigarette elettroniche, i produttori ricorrono alla Corte europea
Le imposte sulle sigarette elettroniche arrivano all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo, che per la prima volta sarà chiamata a esprimersi su una sentenza della Corte costituzionale italiana. A ricorrere davanti ai giudici di Strasburgo è il raggruppamento che rappresenta sei tra i principali produttori e distributori di sigarette elettroniche in Italia. […] Gli operatori del settore […] si appellano al precedente della Consulta, che nel 2015 aveva ritenuto irragionevole l’equiparazione tra i liquidi contenenti nicotina e quelli che ne sono privi. In base a quella sentenza, i produttori avevano mantenuto invariato il prezzo di vendita dei propri prodotti, ai quali non veniva applicata l’accisa prevista per i prodotti assimilabili al tabacco. Inaspettatamente i giudici della Corte costituzionale, in una seconda pronuncia del 2017, hanno poi ritenuto ammissibile una successiva norma varata dal Parlamento, che riproponeva la medesima tassazione, in quanto l’imposta non colpirebbe più “i prodotti contenenti nicotina”, bensì “i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina”. Un’interpretazione, questa, contestata dai produttori, che hanno deciso così di rivolgersi alla Corte europea per chiudere una contesa che va avanti da anni.
https://www.ilmattino.it/economia/tasse_sulle_e_cig_i_produttori_ricorrono_alla_corte_europea-3748304.html
*Notizia riportata anche da IlMessaggero.it, IlGazzettino.it, FanPage.it
AssoCareNews.it, 21/05/2018
Sigaretta elettronica esplode: oltre 200 casi, cosa succede?
L’esplosione di una sigaretta elettronica genera paura nei consumatori di tutto il mondo. Nelle settimane scorse ritrovata vittima carbonizzata ma negli ultimi dieci anni sono centinaia i casi! Lo scorso 5 maggio i vigili del fuoco di S. Petersbourgh, città della Florida, hanno ritrovato un corpo completamente carbonizzato a seguito di un incendio divampato a causa dell’esplosione della sigaretta elettronica in uso all’uomo. […]Purtroppo non si tratta di un caso isolato: solo negli States sono stati dichiarati oltre 200 casi negli ultimi 10 anni con lesioni gravi e permanenti nel 20% dei casi. Come spesso accade di fronte a questo genere di eventi, la diffusione tramite la stampa di tutto il mondo sta facendo emergere moltissime altre situazioni analoghe e denunce verso le aziende che commerciano sigarette elettroniche. […]
https://www.assocarenews.it/index.php/primo-piano/796-sigaretta-elettronica-esplode
DentalJournal.it, 22/05/2018
E-cig meglio delle sigarette, ma non del tutto innocue per la salute e il cavo orale
Le evidenze scientifiche indicano che le sigarette elettroniche sono uno strumento utile e sicuro da proporre ai pazienti per smettere di fumare, oppure sono dannose alla salute come le tradizionali sigarette a combustione? A sostegno della prima affermazione, segnaliamo uno studio comparso su Annals of Internal Medicine nel marzo dello scorso anno, che è stato finanziato da Cancer Research UK. A coordinarlo è stato Lion Shahab dello University College di Londra, che si è posto l’obiettivo di mettere a confronto l’esposizione a nicotina, tossine e composti cancerogeni di soggetti che, da molto tempo, rientrano in una delle seguenti cinque diverse tipologie: fumatori di sigarette tradizionali a combustione, ex fumatori passati all’utilizzo di sigarette elettroniche, ex fumatori in terapia sostitutiva con nicotina (Nrt), fumatori sia di sigarette tradizionali che elettroniche, fumatori di sigarette tradizionali in terapia sostitutiva con nicotina. Con l’analisi di saliva e urine, gli autori hanno rilevato che l’uso di e-cig si associa a una concentrazione generalmente inferiore di sostanze tossiche rispetto a chi fuma sigarette a combustione. […]Un secondo lavoro dimostra però che le e-cig, anche se possono considerarsi un male minore rispetto alle sigarette tradizionali, non sono del tutto innocue e, come queste ultime, presentano risvolti che riguardano anche la salute orale. La revisione della letteratura pubblicata da Irfan Rahman dell’Università di Rochester su Oral Diseases (2) lo scorso dicembre riassume le recenti acquisizioni scientifiche in fatto di sigarette elettroniche, tra cui gli effetti su diverse condizioni fisiopatologiche, come lo stress ossidativo, il danno al Dna, l’infiammazione, l’invecchiamento cellulare e, tra le altre, la fibrosi orale sottomucosa e la malattia parodontale.
E-cig meglio delle sigarette, ma non del tutto innocue per la salute e il cavo orale
ALTRO
La Stampa, Biella, 22/05/2018
La canapa nella new economy delle Terre Alte
Sono sempre di più le persone che definiscono la «New canapa economy» uno dei settori trainanti per l’agricoltura. Parliamo della coltivazione della canapa, che come testimonia il continuo incremento degli appezzamenti sta crescendo a ritmi serrati: dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4 mila stimati per il 2018. A fornire questi dati è Coldiretti di Biella e Vercelli, che solo negli ultimi mesi ha registrato la presenza di decine di nuove aziende agricole che hanno avviato la coltivazione di canapa in tutta la regione. I primi esperimenti ci sono anche nel Biellese […] In provincia e in Valsesia la canapa non rappresenta certo una novità: un tempo era molto diffusa nell’agricoltura alpina soprattutto nel campo dell’artigianato, per la produzione degli «scapin», le tipiche calzature valsesiane. «Si tratta di una coltura che può dare opportunità di sviluppo all’agricoltura di montagna, coniugando nuovi utilizzi e antiche tradizioni – dice il presidente di Coldiretti di Biella e Vercelli Paolo Dellarole -. Il ritorno della canapa può consentire il recupero di ampie zone montane lasciate attualmente incolte e non presidiate». […]