Rassegna stampa 28 maggio 2018
SCENARIO TABACCO
ANSA, 26/05/2018
Contrabbando: sequestrate 9mila kg di sigarette a Livorno
Novemila chilogrammi di sigarettedi contrabbando, provenienti dal Marocco, sono state sequestratenel porto di Livorno dai finanzieri del comando provinciale diLivorno e dai funzionari della locale Agenzia delle dogane. Itabacchi lavorati esteri erano nascosti dietro a pezzi diarredamento provenienti dal porto africano di Bissau (GuineaBissau), con scalo a Tangeri (Marocco), all’interno di uncontainer che risultava utilizzato per il trasporto di tavoli esedie di legno destinati in Italia. Le sigarette erano suddivisein 900 casse da 50 stecche ciascuno. I marchi dei pacchettisequestrati si riferiscono alle ‘cheap white’, ossia sigaretteche non vengono immesse in consumo nell’Unione Europea perchénon rispondono ai livelli qualitativi e di sicurezza comunitari,ma oggi molto ricercate per il loro basso prezzo. Una voltaimmesse sul mercato con la vendita al dettaglio, avrebbero,infatti, fruttato 1,5 milioni di euro. Indagini in corso.
Avvenire – 27/05/2018 (allegato)
Indagine sui fumatori: 2 su 3 vogliono smettere
Vorrebbe smettere, ma non sa come fare. Ha 53 anni, fuma 15 sigarette al giorno da trent’anni e presenta una discreta dipendenza da nicotina. Questo è il profilo del tabagista tracciato dalla campagna “Spegnila e Respira”, promossa da Federfarma Milano, Lodi e Monza Brianza con l’Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int), la Fondazione Muralti e Adakta. Il progetto di screening, dal 23 al 28 aprile, ha interessato 280 farmacie. «Sono stati compilati 1.322 questionari, da 689 donne e 633 uomini, di cui 986 fumatori, 252 ex fumatori e 84 non fumatori – ha spiegato Roberto Boffi, responsabile della pneumologia e del Centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori –. Sono numeri importanti perché manifestano una chiara volontà dei cittadini lombardi di partecipare alle attività di prevenzione, uno degli stru menti più efficaci per combattere il tabagismo, principale fattore di rischio per l’insorgenza dei tumori, e non solo di quelli polmonari». […]
*Notizia riportata anche da La Repubblica.it
Corriere della Sera – 27/05/2018 (allegato)
Così le donne mandano in fumo la loro salute
Nel mito greco del vaso di Pandora, la Speranza, ultima dea, restituisce agli uomini un mondo vivibile. Oggi, nel mondo delle neuroscienze, la speranza viene studiata per i suoi effetti terapeutici in grado di migliorare notevolmente la vita delle persone malate. In Italia uno dei gruppi di ricerca più avanzati è quello guidato dal professor Fabrizio Benedetti, neuroscienziato dell’Università di Torino, tra i massimi esperti internazionali del placebo (una sostanza inerte o un trattamento medico privo di qualunque proprietà terapeutica) e della sua applicazione nella pratica clinica. Benedetti descrive i meccanismi con cui agisce la speranza attraverso le storie di alcuni pazienti in un libro (si veda scheda a lato), in uscita il 29 maggio. «La speranza è una caratteristica della specie umana, di sicuro una delle più complesse emerse nel corso dell’evoluzione — premette Benedetti —. […]
Vanity Fair – 25/05/2018
Sigarette, fuma il 45% delle donne. E i tumori tornano a crescere
Aumentano le malattie correlate al tabacco nella popolazione femminile. Se il tasso di fumatori fra gli uomini continua a scendere quello delle fumatrici è invece tornato a salire. E nuovi dati indicano che il rischio è perfino sottostimato. Lo svela un’ampia indagine promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi e condotta da AstraRicerche: a fumare è il 45% delle donne, il 38,6% lo fa tutti i giorni. Più di quanto si pensi, insomma, e l’impatto sulla salute femminile nei prossimi decenni potrebbe essere devastante. […]
https://www.vanityfair.it/benessere/salute-e-prevenzione/2018/05/25/sigarette-fumo-donne-e-tumori-tornano-crescere-indagine-fondazione-umberto-veronesi
Corriere della Sera – 27/05/2018 (allegato)
Da solo il tabacco è all’origine di 25 malattie diverse anche oncologiche
Il fumo è fra le cause scientificamente certe di 25 diverse malattie, tra cui molti tipi di cancro. In particolare al tabacco si deve ben il 70% dei casi di tumore della vescica «e quello del polmone sarebbe una malattia rara se non si fumasse, visto che circa l’85% delle persone colpite da questa patologia è o è stato un fumatore — sottolinea Silvia Novello, presidente Women against lung cancer in Europe (Walce), associazione che ha realizzato un progetto antifumo dedicato a donne in gravidanza e neomamme —. Invece resta un big killer con quasi 42mila nuovi casi all’anno e oltre 33mila morti solo in Italia nel 2017. Il pericolo di malattie o morte cresce con l’aumentare delle sigarette fumate e diminuisce man mano che cresce il numero di anni in cui si è smesso di fumare». Il fumo fa poi lievitare la possibilità di danni al cuore e al sistema circolatorio, favorendo patologie come ictus, arteriosclerosi e malattie vascolari periferiche. E a questo va aggiunta un’altra lunga serie di patologie respiratorie, danni alla pelle, disfunzione erettile e impotenza nei maschi.
IlSole24ore.com – 25/05/2018
L’industria del tabacco non è più «big»
Questione di punti di vista. Per chi le sigarette le vende il tabagismo è un business. Un mercato che lo scorso anno ha generato un giro d’affari a livello globale di 764,5 miliardi di dollari e che è controllato da un drappello di società: le quotate Philip Morris International, Altria, Japan Tobacco, British American Tobacco e Imperial Brands e la non quotata China National Tobacco che controlla il mercato cinese. Un business ultra-redditizio Insieme a quella delle armi, l’industria del tabacco è forse quella che gode della peggior reputazione ma, se si escludono i fondi che per statuto non investono in questo e altri comparti eticamente discutibili, tutti i grandi gestori hanno in portafoglio le azioni delle multinazionali della sigaretta. A partire dai colossi mondiali dell’ asset management come BlackRock, Vanguard, Capital Group, State Street e Fidelity per citare i più esposti. Il tabacco è uno dei business più redditizi al mondo. Fatto 100 il fatturato e sottratto 40 di spese, il profitto lordo che in media «Big Tobacco» si porta a casa dalla produzione e vendita di sigarette è 60. Tolti ammortamenti, tasse e altre voci la marginalità netta è del 20 per cento. […]
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2018-05-21/l-industria-tabacco-non-e-piu-big-215534.shtml?uuid=AE5dEflE
Il Giornale – 26/05/2018
Accordo con i tabaccai per l’ecommerce
POSTE ITALIANE Poste Italiane ha firmato un accordo con la Federazione italiana tabaccai (Fit) per una più ampia collaborazione nel settore dell’e-commerce. Sarà così possibile far consegnare o far ritirare pacchi e corrispondenza presso una tabaccheria che creerà così un Punto Poste-Tabaccaio.
Il Giornale, 26/05/2018
Sigarette più salutari senza combustione
Le rughe sopra il labbro o i denti giallognoli. Dovrebbe bastare per sentirsi brutte, anche se si hanno occhi da cerbiatta e fisico da pin up. Sì perchè gli effetti della dipendenza da sigaretta rimbalzano sia sul sorriso che sulla salute. Così Philip Morris International, dal 2008, ha investito 4 miliardi di dollari in ricerca e creato le sigarette senza combustione, il processo responsabile di produrre 6mila molecole tossiche. Con le IQOS resta il piacere del tabacco (pur non essendo sigarette a rischio zero).
Messaggero Veneto – 27/05/2018 (allegato)
Le sigarette uccidono sette persone al giorno
È considerato “l’apripista” a tutte le altre dipendenze. Più letale dell’alcol e addirittura della droga. Con le sue 4 mila sostanze tossiche contenute in una sola sigaretta, riduce l’aspettativa di vita dai 10 ai 15 anni. Ogni anno in Friuli Venezia Giulia muoiono circa due mila 500 persone a causa del fumo, una media di quasi 7 al giorno. Perché il tabagismo comporta malattie cardiovascolari e respiratorie. Ma non solo. Riduce la fertilità e le capacità cognitive, accelerando la perdita di memoria e, quindi, la demenza senile. Ma anticipa anche la menopausa e aggrava l’osteoporosi nelle donne. La prima sigaretta a 11 anni Negli ultimi 10 anni l’età dei “baby fumatori” si è abbassata notevolmente.
Lopinionista.it – 28/05/2018
Perché e come smettere di fumare: i benefici
“Smettere di fumare allunga la vita e ne migliora sensibilmente la qualità”. Parola di Ugo Pastorino, direttore di chirurgia toracica dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. Ancora oggi, però, c’è un generale scetticismo: chi di noi non ha sentito obiezioni e giustificazioni da parte dei fumatori, che invocano l’inquinamento o le malattie mortali che colpiscono i non fumatori come ragioni sufficienti per continuare ad accendere la sigaretta? “Il fumo è una droga che piace, che crea dipendenza” dice Pastorino. Il tabagismo è una vera propria malattia creata dall’uomo che, paradossalmente, non vuole liberarsene: una caso unico nella storia dell’umanità, che ha sempre lottato per affrancarsi dei malanni”. “Chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno perde 10 anni di vita” dice Carlo La Vecchia, direttore del dipartimento di epidemiologia dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario negri di Milano. “Se smette di fumare a 40 anni ne recupera 9, a 50 ne recupera 5, a 60 3-4. Dunque il messaggio è che quanto prima si smette meglio è. E che comunque non è mai troppo tardi. Chi continua a farlo muore”. Oggi in Italia fuma il 25-26% dei maschi. “In genere, i danni del fumo sono dati più dalla durata del vizio di fumare che dal numero di sigarette fumate.
La Sicilia – 26/05/2018 (allegato)
Le storie dei fumatori che scelgono di vivere in salute
Secondo il Centro nazionale dipendenze e doping si inizia a fumare mediamente a 18 anni e si smette a 42 con una dipendenza di durata ventennale alle spalle e ripetuti tentativi di smettere in cui la ricaduta è dovuta ai motivi più disparati: l’opposizione di un compagno,una necessità medica, la consapevolezza dei rischi,il decesso di un amico,la nascita di un figlio.Quale che sia,prima o poi un fumatore si pone la domanda fatidica:«E se smettessi?Sì,ma come?» […]
AgenziaNova – 26/05/2018
Uruguay: lotta al fumo, presidente Vazquez sara’ premiato dall’Oms
Il presidente dell’Uruguay, Tabaré Vázquez, riceverà un premio speciale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in occasione della Giornata mondiale senza tabacco per la sua lotta contro il fumo. “Vazquez sarà riconosciuto per aver aumentato gli sforzi di controllo del tabacco in accordo con il piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (Ent) e l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030”, ha riferito l’Associazione panamericana per la Salute (Paho) in una nota citata dalla stampa locale. Il presidente riceverà il premio presso la sede dell’Oms a Ginevra, per mano del suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesusen. “Sotto la sua guida, l’Uruguay è diventato un punto di riferimento mondiale nella lotta contro il fumo e la più ampia lotta contro le malattie non trasmissibili”, ha detto Paho. Tra le misure adottate da Vásquez, Paho ha sottolineato il divieto assoluto di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco, nonché l’introduzione di norme efficaci sull’imballaggio e sull’etichettatura di quei prodotti. L’Uruguay ha vinto nel 2016 un contenzioso avviato dalla società di tabacco degli Stati Uniti Philip Morris presso il Centro per la risoluzione delle controversie della Banca mondiale. […]
https://www.agenzianova.com/a/5b09307109af03.06800524/1937757/2018-05-26/uruguay-lotta-al-fumo-presidente-vazquez-sara-premiato-dall-oms
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Messaggero Veneto – 27/05/2018 (allegato)
Illusione e-cig, non elimina il vizio
[…] In Friuli, come altrove, circa il 3 per cento della popolazione ha ceduto al fascino di questa nuova frontiera. Ma sempre di più (l’83,4 per cento degli utilizzatori) si stanno affermando i consumatori duali, ovvero coloro che fumano le sigarette tradizionali e contemporaneamente l’e-cig, in particolare quelle contenenti nicotina. Secondo la ricerca Doxa presentata lo scorso anno per conto dell’Istituto superiore di Sanità chi ha usato la sigaretta elettronica dichiara di aver diminuito il consumo di sigarette tradizionali leggermente (il 13,8 per cento) o drasticamente (l’11,9 per cento), mentre il 34,9 per cento non ha cambiato abitudine tabagica, il 10,4 per cento ha iniziato a fumare e l’11,7 per cento ha ripreso il consumo delle sigarette tradizionali. Soltanto nel 14,4 per cento dei casi l’e-cig ha portato a smettere definitivamente. In totale gli utilizzatori (abituali e occasionali) sono circa 1,3 milioni, in lieve calo rispetto al 2016. Il 64 per cento dei consumatori di e-cig utilizza quelle con nicotina. Le ricariche sono acquistate nei negozi specializzati (54,7 per cento) o dal tabaccaio (37, 3 per cento). Secondo gli esperti, pensare che la sigaretta elettronica sia un efficace strumento per smettere di fumare è quanto di più sbagliato ci sia, perché non elimina la dipendenza da gestualità che è all’origine, insieme alla nicotina, della voglia di fumare. Anzi, può essere, soprattutto per i giovani sempre più attirati da un prodotto cui vengono associati gadget, una porta d’ingresso verso la sigaretta o il ritorno al fumo. Sempre di più le multinazionali vendono maxi confezioni di liquido con nicotina. E a questo proposito uno studio statunitense pubblicato su Plos One, ha concluso che i benefici delle e-cig sono inferiori ai danni che il loro utilizzo comporta. C’è poi un’altra moda sempre più emergente: il “fumo freddo”, cioè il tabacco riscaldato e inalato a 300 gradi centigradi. Anche in questo caso le sostanze tossiche sono inferiori rispetto alla normali sigarette, ma come per l’e-cig non esistono ancora studi approfonditi in grado di determinare gli effetti a lungo termine.
SigMagazine.it – 26/05/2018
Parte la consultazione pubblica europea su accise e sigarette elettroniche
È partita il 23 maggio e si chiuderà il 3 settembre prossimo la consultazione pubblica della Commissione europea sulle accise applicate al tabaccolavorato e sulla possibile tassazione dei prodotti di nuova generazione, vale a dire sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco. La Commissione, in pratica, vuole capire se è il caso di rimettere mano alla direttiva 2011/64/Ue del Consiglio, che definisce la struttura e le aliquote dell’accisa applicata al tabacco lavorato. E, soprattutto, se è il caso di inserire in questa direttiva anche i riscaldatori e i prodotti del vaping, che pure non contengono tabacco.
A questo scopo la Commissione esorta ad esprimere la propria opinione “tutte le parti interessate sull’attuale tassazione del tabacco nell’UE, nonché sui prodotti di nuova generazione (sigarette elettroniche e prodotti a base di tabacco riscaldato)”. Sono invitati a contribuire alla consultazione i singoli cittadini, gli operatori economici, le organizzazioni professionali, le organizzazioni non governative, gli organi consultivi e le pubbliche amministrazioni.
In seguito la Commissione si confronterà anche con le autorità fiscali nazionali, gli esperti e gli altri soggetti interessati. Ricordiamo è che l’Italia è uno dei pochi Stati membri ad aver introdotto una tassa specifica e dunque la forma che prenderà la decisione europea potrebbe avere ripercussioni, negative o positive, anche nel nostro Paese. Per partecipare alla consultazione pubblica è sufficiente collegarsi a questo link e selezionare la lingua preferita nel menù a tendina in alto a destra. Non è necessario rispondere a tutte le domande, ma c’è una sezione specifica sulle sigarette elettroniche. […] https://www.sigmagazine.it/2018/05/consultazione-pubblica-accise-e-sigarette-elettroniche/
SigMagazine.it – 25/05/2018
Thailandia, contro le sigarette elettroniche interviene perfino l’esercito
Non si ferma in Thailandia la guerra alle sigarette elettroniche, condotta con aggressività e zelo degni di miglior causa. Nella giornata di ieri, riporta il sito The Taiger (dal quale è ripresa anche la foto), è addirittura intervenuta una squadra della Quinta Divisione di fanteria dell’Esercito reale della Marina Reale tailandese per operare un raid nel negozio “JP Adventure” di Wichit, nella provincia di Phuket. I militari hanno sequestrato 47 sigarette elettroniche e 193 flaconi di liquidi di ricarica. La proprietaria del negozio, una donna di 37 anni di nome Sonklin Janmamuang, è stata arrestata e condotta alla stazione di polizia. Ora dovrà affrontare un processo. Ricordiamo che nel Paese del sud-est asiatico è illegale non solo utilizzare una sigaretta elettronica, ma anche introdurla nel Paese. Le pene possono arrivare a 10 anni di detenzione. […]
Thailandia, contro le sigarette elettroniche interviene perfino l’esercito
ALTRO
BusinessOnLine – 25/05/2018
Marijuana light è legale ora davvero in Italia. Ed è già boom. Tutti i dettagli
La Marijuana light è diventata davvero legale con l’ultimo atto del Ministero di competenza rettificato, poi, dal Governo. Nel frattempo già diversi negozi aperti e appare essere un vero e proprio successo, un boom. Quali sono gli effetti? Che differenza c’è con la marijuana normale? E quali rischi e problemi potrebbe dare. C’è il via libera del Ministero dell’Agricoltura alla produzione e al commercio delle infiorescenze della marijuana. Si tratta di una decisione che apre nuove prospettive anche commerciali, nella scia di quanto visto fino a questo momento con la cannabis light, già nei negozi specializzati presenti in molte città italiane. […]
https://www.businessonline.it/economia-finanza/marijuana-light-e-legale-ora-davvero-in-italia-ed-e-gia-boom-tutti-i-dettagli_n59056.html
Libero – 26/05/2018 (allegato)
Semina e raccolto, costi e regole. Così mi faccio l’orto di marijuana
Non solo si può, ma adesso èboom di richieste,dopo la legalizzazione della cannabis “light”,quella con un contenuto di Thc (il principio psicoattivo)inferiore allo 0,6 regolamentata dalla legge 242 del 2016 che,recependo la normativa europea,consente per l’appunto di coltivare «quelle iscritte nel Catalogo comune delle varietàdelle specie di piante agricole»,quindi non adatte ad uso terapeutico né,ovviamente,destinate alla produzione di sostanze stupefacenti e psicotrope.La differenza,anche solo di minimi sforamenti delle percentuali consentite di tetraidrocannabinolo,fa quindi la differenza tra un “raccolto”legale – ad uso prettamente florovivaistico,nel testo si parla di “piante a scopo ornamentale”la produzione di sostanze illegali,soggette a sequestro e alle relative conseguenze penali.Quindi occhio a improvvisarsi “coltivatori di Maria”,perché se è vero che i semi si possono piantare anche sul proprio terrazzo, le regole da rispettare sono scrupolose.
La Repubblica, Ed. Genova – 26/05/2018
Manca la cannabis terapeutica è allarme per mille pazienti
È una vera emergenza quella che si sta registrando in tutta la regione. Pesanti accuse dalle associazioni ? segue dalla prima di cronaca Un migliaio di pazienti, pediatrici e adulti, stanno sospendendo le cure che avevano migliorato il quadro clinico e la qualità della propria vita e delle rispettive famiglie. In più, ci sono centinaia di pazienti in attesa di poter accedere ai protocolli di cura con cannabis terapeutica attraverso le Asl – e una cinquantina, almeno, sono bambini, al Gaslini – e che non possono cominciare a curarsi perché manca il farmaco. «La Regione rispetti il diritto alla Salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione » , denuncia l’associazione InFioreScienza, che in Liguria riunisce medici, infermieri, farmacisti e pazienti. « All’ospedale Gaslini continua ad esserci incertezza sugli approvvigionamenti di fm2, la cannabis che proviene dall’istituto farmaceutico militare di Firenze e, per gli stessi motivi, è in sofferenza l’ospedale di Pietra Ligure, dove in balia delle scorte esaurite sono 700 pazienti.
La Repubblica – Genova 27/05/2018
L’assessora Viale “Per la cannabis terapeutica la Regione c’è”
«Massimo impegno da parte della Regione Liguria per favorire l’accesso dei pazienti ai trattamenti con cannabis terapeutica: a breve le farmacie convenzionate distribuiranno il preparato galenico a carico del servizio sanitario regionale»: l’assessora regionale alla Sanità, Sonia Viale, risponde all’allarme lanciato dall’associazione InFioreScienza e rassicura i mille pazienti che stanno sospendendo o hanno interrotto il trattamento per la carenza di farmaco. E annuncia, a breve, la distribuzione nelle farmacie convenzionate: «La Liguria ha elaborato, prima in Italia, un documento con gli standard di preparazione galenica (non industriale) a garanzia della qualità della preparazione – spiega Viale – Alisa poi ha formato 200 farmacisti e 30 medici abilitati per aumentare il numero di professionisti in grado di procedere alla produzione della preparazione galenica e assicurarne l’uso appropriato». Viale spiega che il corso si concluderà il 7 giugno: «A quel punto si potranno accreditare le farmacie convenzionate per la produzione di cannabis a carico del sistema sanitario regionale». E Viale rispedisce al mittente l’accusa che manchino dati sui pazienti in terapia con cannabis: «In carico al servizio sanitario regionale, ci sono 868 persone. Alisa sta predisponendo il fabbisogno per il 2019, includendo anche dei nuovi pazienti che, in attesa di essere inseriti in un percorso di cura, oggi acquistano la preparazione galenica nelle farmacie convenzionate». La crisi degli approvvigionamenti è grave: «L’offerta di materia prima è insufficiente. E la Liguria ha trasmesso il proprio fabbisogno, aumentato, al ministero, ma non sono stati aggiornati i quantitativi, né è stato esteso a Canada e Germania l’elenco dei paesi importatori».