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Rassegna stampa 4 aprile 2018

Tiscali.it – 03/04/2018

Fa meno male del tabacco? Il rischio tossico negli aromi delle sigarette elettroniche

Il luogo comune della “svapata” più salutare del vecchio “tiro” della sigaretta con la nicotina, abbattuto dai risultati di uno studio scientifico. Sulla nocività di tabacco, benzene, cadmio e altre sostanze cancerogene contenute nelle sigarette non ci sono ormai più dubbi. L’alternativa “salutare” delle sigarette elettroniche è stata il grande rifugio del business un tempo legato al tabacco, e di centinaia di milioni di fumatori. Ma davvero i rischi ora sono ridotti? Un dettagliato studio americano  mette sotto la lente d’ingrandimento i composti aromatici che danno gusto alle e-cig. E aprono uno scenario sul quale finora si era passati con troppa leggerezza. E’ stata una equipe dell’University Of North Carolina, divisione di Health Care, a pubblicare sul giornale scientifico Plos i risultati di una serie di dettagliati test sugli aromi che contribuiscono al successo pubblicitario e commerciale delle sigarette elettroniche. Queste sono ritenute generalmente meno dannose per la salute di quelle “tradizionali”, perché non contengono benzene o catrame. Ma i 7.700 gusti, affidati ad altrettanti aromi, hanno differenti coefficienti di tossicità. Alcuni espongono a rischi maggiori l’organismo di chi fuma elettronico. E’ vero che la quantità di nicotina delle e-cig è ridotta al minimo, ma è sui vari “gusti” chimici condotti fino al palato e alle vie respiratorie del fumatore dalla glicerina vegetale e dal glicole propilenico che si sono concentrati gli studi dei ricercatori. Che in particolare hanno misurato come i diversi aromi incidono sulla crescita e riproduzione delle cellule umane. Maggiore tossicità uguale minore incremento cellulare, è stato l’indice di lettura dei risultati della sperimentazione. Le cellule sono state “versate” in una serie di incavi plastici ed esposte ad una prima campionatura di 148 liquidi aromatici per sigarette elettroniche. Tra gli aromi più dannosi per la salute, perché riducono la riproduzione cellulare in modo rilevante, ci sono la vanillina e un estratto dell’olio di cannella, l’aldeide cinnamica. Le cellule reagivano in modo allarmante anche quando semplicemente esposte al fumo aromatizzato, l’effetto aumentava con la reazione al liquido. Altrettanto rischiosi i due “vettori” delle svapate, il glicole propilenico e la glicerina vegetale, seppure con risposte di diminuzione cellulare minori rispetto ai due aromi sopra citati. In particolare, il glicole propilenico, secondo le conclusioni dello studio americano, può causare intossicazioni renali e del sistema nervoso centrale. Tornando all’aldeide cinnamica, non è presente soltanto nei liquidi per e-cig al sapore di cannella, ma si trova (con identici effetti tossici) nelle sigarette alla birra di radice (sapore dolciastro preparato utilizzando il sassofrasso). La vanillina ritorna in certi liquidi aromatici al sapore di cioccolato, i ricercatori l’hanno individuata in ben 63 dei 148 “gusti” messi sotto esame. Lo studio non pretende di essere esaustivo, ma si muove con apprezzabile precisione in uno scenario ancora in larga parte inesplorato, e comincia a togliere molte illusioni che la sigaretta elettronica non faccia male a chi fuma.

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/e-cig-aromi-pericolosi-test-studio/

 

Sigmagazine.it – 04/04/2018

Sigarette elettroniche, le donne preferiscono i negozi specializzati

Analisi statistica di EcigIntelligence per il mercato Usa: uomini scelgono l’online, le donne puntano su accoglienza e assistenza. Più di un terzo dei vapers statunitensi acquista i propri dispositivi esclusivamente nei negozi specializzati, nonostante gli stessi prodotti costerebbero di meno se acquistati online. EcigIntelligence ha diffuso una analisi statistica delle abitudini di circa quattromila consumatori statunitensi di sigarette elettroniche. Ed è emerso un dato interessante: le donne e i giovani preferiscono acquistare direttamente in negozio, gli uomini adulti invece optano per gli shop online. Secondo l’indagine, l’hardware acquistato in negozio costa mediamente il 15% in più rispetto all’online. È Smok il marchio più venduto e considerato più sicuro, seguito da Sigelei e Wismec. Gli intervistati che preferiscono acquistare in negozio anziché online lo fanno perché hanno la possibilità di controllare i prodotti prima dell’acquisto e la possibilità di ottenere consigli sui prodotti. I tempi di attesa e la non certezza di ricevere il pacco sono altri due problemi che dissuadono molti ad ordinare online.

https://www.sigmagazine.it/2018/04/donne-negozi-specializzati/

 

Sigmagazine.it – 03/04/2018

Smettere di fumare con la sigaretta elettronica non fa ingrassare        

Ennesima ricerca firmata da Riccardo Polosa dimostra che le sigarette elettroniche non sono soltanto uno strumento di riduzione del danno da tabacco ma evitano di avere anche gli effetti collaterali di chi smette di fumare senza alcun ausilio. Uno dei primi effetti evidenti sul fisico di un ex fumatore è l’aumento di peso, spesso dovuto alla psicosomatizzazione dello stress da mancata dipendenza abbinata spesso ad un consumo eccessivo di dolci e caramelle che vanno a compensare la voglia di nicotina. Lo staff dell’Università di Catania ha condotto la ricerca su 220 persone e sono state seguite per un anno. Alla fine del periodo di osservazione è emerso che coloro che smettevano di fumare senza l’ausilio di nessuno strumento aumentavano di peso del 4,8 per cento mentre in coloro che iniziavano a svapare per ridurre o smettere l’incremento non superava l’ 1,5 per cento, ovvero significa che su una persona di 70 chili l’aumento è di circa un chilo, una misura del tutto trascurabile. “Il potenziale ruolo del vapagismo – ha commentato Riccardo Polosa – nel contrastare sia il tabagismo che il sempre più pressante problema del sovrappeso e dell’obesità è un’opportunità straordinaria per il miglioramento della salute pubblica in Italia e nel mondo. Ovviamente, una più precisa quantificazione dell’impatto che queste nuove tecnologie possono avere sulla riduzione del danno da consumo di sigarette o da abuso alimentare richiederà conferme da studi prospettici più ampi.

https://www.sigmagazine.it/2018/04/sigaretta-elettronica-non-fa-ingrassare/

 

Sigmagazine.it 03/04/2018

E’ polemica per il giudice “pizzicato” con sigaretta elettronica in Tribunale

È bufera a New York sul giudice del tribunale di Brooklyn, Vincent Del Giudice. Il magistrato con alle spalle 38 anni di carriera è finito nell’occhio del ciclone perché pizzicato ad utilizzare una sigaretta elettronica mentre dal suo scranno ascoltava avvocati e testimoni dei casi all’ordine del giorno. In particolare il 28 marzo in aula si dibatteva il caso di Daniel St. Hubert, ribattezzato lo squartatore di Brooklyn, accusato di aver accoltellato due bambini, di 6 e 7 anni, in un ascensore nel 2014. Una delle vittime è rimasta uccisa e si può immaginare quanto questo processo possa attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. E proprio durante il processo a St.Hubert, i cronisti del New York Post si sono accorti che Del Giudice ciclicamente avvicinava la mano stretta a pugno alla bocca, come se volesse accarezzarsi la gola mentre era assorto nell’ascolto dei testimoni. Ma una lucina blu che faceva capolino fra le dita ha tradito il magistrato: Del Giudice stava segretamente aspirando il vapore di una sigaretta elettronica. Una piccola cigalike, per la precisione, come si vede dalle foto prontamente scattate dal Post.Dopo un rapido giro di domande fra avvocati e impiegati, i cronisti del Post hanno scoperto che il fatto non rappresentava una novità per nessuno che frequentasse assiduamente il tribunale di Brooklyn. Eppure Del Giudice ha infranto la legge, visto che nello Stato di New York il Clean Indoor Air Act, che proibisce il fumo nei luoghi chiusi, l’anno scorso è stato esteso anche al vaping. Dunque il magistrato, che alle domande dei cronisti ha risposto con il più classico dei “no comment”, rischierebbe una multa che può arrivare ai duemila dollari. Rischierebbe perché in realtà il Dipartimento della salute cittadino ha già dichiarato che non procederà contro Del Giudice, non ritenendo la foto una prova sufficiente. Secondo i funzionari l’immagine non dimostra che il giudice stesse effettivamente inalando dall’ecigarette. Una giustificazione piuttosto debole, visto che chiunque conosca il funzionamento di una cigalike sa che la luce in fondo al cilindro si accende solo con l’inalazione, ma tant’è.Durante le udienze del giorno successivo, Del Giudice è stato visto masticare gomme e giocare compulsivamente con le penne sul suo banco. L’ecig era scomparsa. Nessuno, però, si è posto qualche domanda sulla ratio di una legge violata persino da un giudice in tribunale.

https://www.sigmagazine.it/2018/04/giudice-sigaretta-elettronica-tribunale/

 

Insideart.eu – 03/04/2018

Iqos Artime celebra Damien Hirst

Il genio di Damien Hirst e il suo talento per il marketing sono stati celebrati in una nuova puntata di Iqos Artime, il ciclo d’incontri dedicato ai grandi innovatori del mondo dell’arte che l’editore Guido Talarico cura e presenta nelle Iqos Embassy in tutta Italia. Con un pubblico più da concerti che da art talks, la serata romana dedicata a Damien Hirst è stata di particolare successo anche perché oltre a Guido Talarico e alla curatrice Giovanna De Feo in sala è stata esposta un’opera originale di Hirst. Un’opera di grande pregio che fa parte della collezione privata di Massimiliano Mucciaccia, il patron dell’omonima galleria che ha sede a Roma, Londra, Singapore, Cortina e che a breve aprirà anche a New York Iqos, come ormai tutti sanno, è il sistema rivoluzionario sviluppato da Philip Morris International che scalda e non brucia il tabacco. Poiché non c’è combustione, come avviene con le sigarette. Il legame tra IQOS e l’arte sta proprio nel condividere e voler sottolineare il valore dell’innovazione. «Damien Hirst – ha detto Talarico – è una star planetaria semplicemente perché è uno straordinario interprete del sentire contemporaneo. Controverso e con una reale sensibilità al marketing quanto volete ma pochi come lui hanno saputo cogliere i linguaggi, le aspirazioni, le fobie, le tensioni e le ipocrisie dei nostri tempi».

http://insideart.eu/2018/04/03/iqos-artime-celebra-damien-hirst/

 

Medicalxpress.com – 03/04/2018

E-cig health claims up in smoke

They’ve been hailed as the danger-free alternative to nicotine-based cigarettes. But are electronic cigarettes really safer? The short answer: no. “The big ‘wow’ moment for us was finding out that even the nicotine-free e-cigarettes should not be encouraged during pregnancy,” says Senior Lecturer in the School of Life Sciences Hui Chen. “It’s often challenging for us to convince people about the necessity of our research as people already know cigarettes are harmful.” But this research, she explains, “Makes people question the safety of e-cigarettes. Some people believe that nicotine is the only harmful ingredient in e-cigarettes, but when we studied the ‘nicotine-free’ e-cigarettes, we found similar outcomes to those with nicotine and sometimes were even worse.”Hui says, when it comes to e-cigarettes, “It’s really what happens to the fluids when they are vaporised that makes them bad.”Associate Professor in the School of Life Sciences Brian Oliver adds, “The difficulty with e-cigarettes is the terminology that is used. There is ‘safer than cigarettes’ and then there is ‘safe’ in its own right. “It’s like if you eat something that is ‘half the fat’ then that is bound to be better than something that is ‘full fat’ but if you overindulge in it you will still get the same negative health conditions.” Hui and Brian are part of the Medical Science discipline group, which also includes Chancellor’s Postdoctoral Research Fellows Pawan Sharma and David Chapman. Together, they’ve published the world’s first paper on the effects of e-cigarettes during pregnancy on the offspring’s lung health outcomes.Brian credits much of the decision to study e-cigarettes to David. “I was a bit reluctant at first as I thought e-cigarettes were a bit of a fad, however David saw what was going on and looked at our skill sets and thought it would be a great opportunity.”The reality, agree Hui and Brian, is the popularity and use of e-cigarettes is rising worldwide. And even though Australia has banned the use of nicotine-based e-cigarettes, nicotine-free e-vaping is still legal.But that doesn’t mean it’s safe. In fact, the team’s research proved e-cigarettes, even those that didn’t contain nicotine, caused a wide range of health problems in both mothers and offspring.The effects included, but were not limited to, difficulty conceiving as well as inflammation of the lung in the mother and child. They say the exposure to toxins present in the e-cigarettes create epigenetic changes whereby the conditions become hereditary and lasting.Another similarity that was found between smoking cigarettes and e-cigarettes was that they both cause oxidative damage to the airways.”Once seeing these negative results, we started to look for ways to reverse the effects,” says Hui, who credited the choice of antioxidants to her long-term collaborator Sonia Saad at the Kolling Institute of Medical Research. “Something interesting we found was that if mothers take extra antioxidants while exposed to the cigarette smoke, it can help in minimising the effects.”However, with over 7000 flavours of e-cigarette fluid being manufactured worldwide, each flavour comes with its own set of risks.Brian explains: “In the UK, where e-cigarettes are actually encouraged by the government as an alternative to cigarettes, there are still two flavours which have been banned – butterscotch and menthol.”The toxins within the butterscotch flavour were similar to those used in microwave popcorn, which caused workers in popcorn plants to contract bronchiolitis obliterans, or ‘popcorn lung’, which causes inflammation and scarring in the airways.Brian says, “The fluids which contain the flavours can be made in someone’s garage or in a factory, we just don’t know. And as scientists, if we don’t stand up and say ‘no, this may be bad’, then we are not doing our job.”Hui, who grew up in China where smoking is not just a habit but also a social activity, has always been curious about the effects of smoking and the implications for foetuses. “I started studying maternal smoking in 2006 and Brian and I began working together on e-cigarettes in 2015, which has been a very fruitful and successful collaboration,” she says. Despite Australia having one of the lowest smoking rates worldwide, our national numbers show that 15 per cent of Australian women smoke during pregnancy. Many also turn to e-cigarettes as they believe them to be the safer option.However, nicotine is a registered poison and there are strict regulations surrounding cigarettes.”We all know cigarettes are bad but they’re easily regulated so there is not really one cigarette that is worse than another one, but with e-cigarettes there is such a large unregulated quantity that it leads to no end of problems,” says Brian. Since the team’s paper was published late last year, Brian has had the opportunity to speak to the ABC alongside the NSW Minister of Health and Minister for Medical Research Brad Hazzard about the risks of e-cigarettes.He hopes the research will further strengthen the Australian Government’s ban on nicotine e-cigarettes and create stricter guidelines surrounding the non-nicotine ones. Hui, a mother herself, agrees. “Even though we won’t see a complete picture of the effects of e-cigarettes until 2050 to 2060, we hope we can still influence the policy now.”Pregnant mothers, in particular, need to be informed as they are creating our future generations.”

https://medicalxpress.com/news/2018-04-e-cig-health.html

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