Rassegna stampa 8 Marzo 2018
Corriere della Sera – 08/03/2018
Trump va avanti sui dazi
L’ultimo tentativo lo hanno fatto martedì mattina, 6 marzo, il segretario di Stato Rex Tillerson e il capo del Pentagono James Mattis. In una riunione nello Studio Ovale, scrive il Washington Post , hanno avvertito Donald Trump: la stretta sui dazi «mette a rischio» i rapporti con gli alleati più stretti degli Stati Uniti. Vale a dire Unione Europea, Canada, Messico, Giappone. Le pressioni, a quanto pare, hanno dato qualche frutto. «Sono possibili eccezioni per Messico, Canada e altri Paesi, da valutare caso per caso», ha dichiarato ieri la portavoce della Casa Biana Sarah Sanders.Già oggi il presidente potrebbe firmare l’ordine esecutivo per applicare una tariffa del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% su quelle di alluminio. La decisione ha provocato le dimissioni del consigliere economico Gary Cohn, contrario alla manovra. Da Bruxelles ieri è arrivata la risposta della Commissione europea: un elenco di prodotti made in Usa da colpire con tariffe da definire. Il valore totale delle merci è pari a 2 miliardi e 830 milioni di euro, cioè un terzo rispetto all’export europeo soggetto ai dazi trumpiani. È il limite massimo consentito dalle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio per il cosiddetto «ribilanciamento» dei sovrapprezzi.
La lista, inviata ai Paesi membri per eventuali aggiustamenti, è per il momento riservata. È stato, però, possibile ottenerne una copia: quattro pagine con 187 voci, di cui 103 nel settore «ferro e acciaio» per un valore di 853 milioni di euro. Il resto viene da articoli tessili e agricoli. Ci sono dunque i semilavorati siderurgici, barre, tubi, cavi e poi «motocicli» (la Harley Davidson non è citata esplicitamente), motori per le barche da diporto, jeans, maglioni di lana, t-shirt, kit per il trucco da donna, «attrezzatura per manicure e pedicure», diverse qualità di riso, i fagioli rossi, il succo di arancia e di cranberries, il Bourbon Whiskey del Kentucky, sigari e sigarette, tabacco da pipa e da masticare. Tutte cose che potrebbero costare di più per i consumatori europei. Sul versante dell’export verso gli Stati Uniti, invece, l’Italia figura al terzo posto dei Paesi danneggiati, alle spalle di Germania e Olanda e prima di Svezia, Spagna, Francia e Regno Unito. La Ue, dunque, risponde nei limiti delle regole, ma allargando il campo. È un segnale politico. Come dire: anche noi siamo in grado di rilanciare. Una prospettiva che preoccupa Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario: «In una guerra commerciale nessuno vince. E ci sarà un calo della crescita». La diplomazia europea a Washington è ancora al lavoro. Nelle scorse settimane, secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere , una delegazione guidata dall’ambasciatore Ue, David O’ Sullivan, ha incontrato il repubblicano Paul Ryan, lo Speaker della Camera. Risposta di Ryan: «Sono d’accordo, con voi. Ma anch’io sono rimasto spiazzato». Lo stesso Mattis si è trovato di fronte a un piano diverso da quello iniziale. In un «memo» del 22 febbraio, scriveva: «Siamo preoccupati per l’impatto delle tariffe sui nostri alleati chiave. Sono preferibili interventi mirati… ed è essenziale spiegare che il nostro obiettivo è la sovrapproduzione cinese».
L’impresa – 07/03/2018
Lo scorso 15 febbraio sono state annunciate le 13 aziende certificate Top Employers Global 2018, aziende eccellenti per l’attenzione che riservano ai dipendenti, sulla base di un’analisi di dati oggettivi e documentazione relative alle strategie e politiche Hr. Ecco le top 2018. Technip Fmc – Leader mondiale nei progetti, tecnologie, sistemi e servizi nel settore Oil & Gas. Valeo – Gruppo internazionale che dal 1923 progetta, produce e distribuisce componenti, sistemi integrati e moduli per l’industria automobilistica. Dimension Data – Leader globale nell’offerta e nella gestione di soluzioni e servizi Ict, è presente in 58 paesi. Sap – Leader mondiale nelle soluzioni software per il business, Sap permette a oltre 365mila clienti di gestire il proprio business. Saint Gobain – Sviluppa, produce e distribuisce prodotti e sistemi per il benessere abitativo quotidiano. Merck – Azienda scientifica e tecnologica leader nei settori Healthcare, Life Science e Performance Materials. Jti International – Multinazionale tra le più importanti nel settore del tabacco. British American Tobacco – Presente con oltre 200 brand del tabacco in oltre 200 mercati, oggi è la più grande vaping company al mondo. Philip Morris – Azienda leader nel mondo del tabacco, impegnata nello sviluppo e commercializzazione di Prodotti a Potenziale Rischio Ridotto. Dhl – Leader mondiale nel trasporto espresso internazionale presente in oltre 220 paesi. Le altre 3 aziende certificate Top Employers Global 2018, ma non certificate Top Employers Italia sono: Orange – Società di telecomunicazioni francese, attiva in telefonia fissa, mobile, Internet service provider; Tata Consultiancy Service – Società indiana specializzata nella fornitura di servizi informatici e consulenza; Takeda – Azienda farmaceutica globale, orientata alla ricerca e sviluppo soprattutto su aree oncologiche, sistema nervoso e vaccini
Gd impacchetta sigarette. E piace a Philip Morris
SOLO per chi non conosce la forza della packaging Valley è una sorpresa vedere la GD al secondo posto tra le aziende più innovative d’Italia. Vero che, a livello mondiale, 54 richieste di brevetti non sembrano grande cosa, ma considerando che davanti ai bolognesi c’è solo Ansaldo energia con 60 domande, la performance è rimarchevole. GD fa parte del gruppo Coesia, galassia di aziende che ha come azionista unico Isabella Seragnoli: 99 unità operative, 59 con stabilimenti, da Sacmo a Acma, da Cima a Volpak, con 6.800 dipendenti e 1,6 miliardi di fatturato. Una bella holding, una multinazionale di famiglia che ha clienti importanti, come i giganti del luxury, del tabacco, del farmaceutico e dell’aerospazio. Per ognuno di loro viene fornita una soluzione di packaging: GD ha il core business nel confezionamento di sigarette. Settore che, in Emilia Romagna, ha attratto investimenti cospicui, soprattutto quelli della Philip Morris.
Ilgiornale.it – 06/03/2018
Salvini, in aereo spunta un foglio con le priorità: “Meno tasse, Fornero e disabili”
Abolizione della legge Fornero, raggiungimento della pace fiscale, istituzione del ministero per i Disabili: sono queste le priorità programmatiche di Matteo Salvini, da quello che emerge da un foglietto di appunti fotografato di nascosto sul volo che questa mattina da Milano lo ha portato a Roma. Una compagna di viaggio che desidera restare anonima ha intercettato il segretario della Lega sull’aereo Alitalia diretto nella Capitale e ha rubato un’istantanea dello schema per il programma di un eventuale governo a trazione leghista. Fra i punti più importanti elencati nella parte alta del foglio, il ministero per i Disabili, un generico “meno tasse”, il taglio di diverse accise sulla benzina. E poi un intervento sulle sigarette elettroniche (che il leghista, accanito fumatore, vorrebbe detassare), l’obiettivo della “pace fiscale” e l’odiatissima legge Fornero. Che dal sesto posto della lista è messa in testa all’elenco con una vistosa freccia. Questa mattina Salvini, dall’aereo ha pubblicato sul proprio profilo Instagram una foto in cui saluta con il pollice all’insù e la garrula didascalia: “Amici, grazie a voi l’Italia può tornare a volare! Ce la metterò tutta, promesso”. Ora la parola spetta però al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che valuterà se il segretario del Carroccio, anche in base a quel programma scribacchiato in aereo, sarà in grado di raccogliere intorno a sé una maggioranza sufficiente a formare un governo.
Sigmagazine.it – 06/03/2018
Castaldi (M5S): “Da dementi aver messo balzello su sigarette elettroniche”
Nella scorsa legislatura presentò interrogazioni contro la scelta del governo di equiparare l’imposizione fiscale della sigaretta elettronica a quella dei riscaldatori di tabacco, suggerendo di alzarla per questi ultimi. Ed ora, all’alba della rielezione al Senato, vuol caratterizzare la sua azione anche per sostenere la sigaretta elettronica. Gianluca Castaldi, senatore del Movimento Cinquestelle, anche in virtù della forza parlamentare del suo gruppo, è intenzionato a far valere la forza della ragione a discapito delle pressioni d’interesse. “Sostenere la sigaretta elettronica – spiega Castaldi contattato da Sigmagazine – è un giovamento non solamente per la salute dei cittadini ma anche un sostegno all’economia del Paese. Il comparto del vaping dà lavoro a decine di migliaia di famiglie e interesse migliaia di piccole e medie imprese. Favorirne lo sviluppo è importante. Se Mattarella, come credo, ci affiderà l’incarico di governo, affronteremo con serietà la questione sull’imposizione fiscale dei liquidi di ricarica per sigarette elettroniche. Al più tardi, quindi, stiamo parlando di novembre 2018, cioé in fase di legge di bilancio. So che otto mesi sono tanti ma occorre tenere duro. Se non prima, al massimo a novembre questo balzello da dementi non esisterà più”.
Https://www.sigmagazine.it/201
Corriere.it – 07/03/2018
Le sigarette elettroniche possono spingere i ragazzi a fumare
Gli esperti statunitensi delle National Academies of Science, Engineering and Medicine, dopo aver revisionato oltre 800 studi sul fumo elettronico, sono giunti a due conclusioni: primo, è molto probabile che i ragazzini che «svapano» con le e-cig finiscano per passare alle più dannose sigarette tradizionali; secondo, per gli adulti che tentano di smettere, pare invece che le sigarette elettroniche possano rivelarsi un presidio utile. Cerchiamo di fare un punto con alcuni fra i maggiori esperti italiani sui rischi nei più giovani e i potenziali benefici per ridurre i danni nei tabagisti incalliti. di Vera Martinella Quali sono i numeri su teenager italiani ed e-cig? Sono 11,7 milioni i fumatori in Italia (il 22,3% della popolazione) e nella fascia d’età più giovane, tra i 15 e i 24 anni, fuma il 16,2% dei ragazzi. Non esistono dati mirati su adolescenti e sigarette elettroniche, anche perché va ricordato che la vendita di prodotti da fumo (tabacco o elettronico) è vietata ai minori di 18 anni. In America il numero di ragazzi che ammette d’aver fatto almeno un tiro di tabacco è in costante calo da anni: nei primi anni Novanta a provare le “bionde” erano circa sette studenti su 10, nel 2013 poco più di quattro su 10 e nel 2015 la quota è ulteriormente scesa al 35 per cento, ma in questo stesso anno il 45 per cento dei liceali confessa d’aver svapato infusi a base di nicotina. Quali i numeri degli adulti italiani che svapano? Nel nostro Paese oltre 1,3 milioni sono gli utilizzatori complessivi, abituali e occasionali, di sigaretta elettronica: sono soprattutto utilizzatori duali (sigaretta elettronica + sigaretta tradizionale). Il 67,8% degli user sono fumatori, il 31,2% sono ex fumatori, l’1% non aveva mai fumato prima. Stando all’ultimo Rapporto Doxa-Ossfad (Osservatorio Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità), sono in lieve calo rispetto allo scorso anno. Qual è l’identikit degli utilizzatori di e-cig? «Chi ha usato la sigaretta elettronica dichiara di aver diminuito il consumo di sigarette tradizionali leggermente (il 13,8%) o drasticamente (l’11,9%), mentre il 34,9% non ha cambiato abitudine tabagica – dice Roberta Pacifici, direttore dell’Ossfad -. Il 10,4% ha iniziato a fumare e l’11,7% ha ripreso il consumo delle sigarette tradizionali. Soltanto nel 14,4% dei casi l’e-cig ha portato a smettere definitivamente. Il 63,5% svapa liquido con nicotina, il 36,5 senza. Il 54,7% acquista ricariche in negozi specializzati, il 37,3 dal tabaccaio, un 8 per cento online o altro. È importante ricordare che esistono centinaia di tipi e marche diversi di sigarette elettroniche e di “ricariche” e che non tutti hanno lo stesso contenuto, per cui chi li acquista deve rivolgersi a rivenditori autorizzati e prestare attenzione che ci sia il marchio della CE (Comunità Europea), che certifica la sicurezza del prodotto». Perché i ragazzi iniziano a fumare? E cosa fumano? «Sappiamo che i giovani che sperimentano la prima sigaretta lo fanno spesso sotto i 15 anni, soprattutto seguendo il (cattivo) esempio di amici e compagni di scuola – dice Pacifici -: è il classico “perché lo fanno gli altri”. E sappiamo anche che preferiscono il più economico trinciato sfuso (ovvero farsi le sigarette da soli) rispetto ai classici pacchetti. Quanto alle sigarette elettroniche, è stato recentemente pubblicato uno studio condotto in America, che spesso precede le “mode” che poi approderanno da noi: sebbene il numero dei tabagisti negli Stati Uniti sia in declino da diversi anni, milioni di americani sono passati alle sigarette elettroniche e le statistiche indicano che nel 2016 l’uso di e-cigarettes tra gli adolescenti (17enni o più giovani) è stato superiore a quello di qualsiasi tipo di tabacco tradizionale». I ragazzi che svapano passeranno poi al tabacco vero e proprio? La Food and Drug Administration, il corrispettivo della nostra Agenzia Italiana del Farmaco, ha chiesto alle National Academies di creare un comitato di specialisti che potesse fare il punto sui dati scientifici disponibili in materia. Il report conclusivo, basato sugli esiti di 800 diversi studi, è stato pubblicato pochi giorni fa: «Sebbene le e-cig non siano prive di rischi per la salute – si legge nelle conclusioni -, sono meno nocive dei prodotti da tabacco tradizionali (contengono meno agenti tossici, ma possono avere nicotina nella stessa quantità) e potrebbero aiutare i fumatori a smettere, solo nel caso in cui il tabagista dica addio alle tradizionali sigarette per passare esclusivamente a quelle elettroniche. Tuttavia, i giovani che iniziano a svapare hanno maggiori probabilità di diventare tabagisti». Perché i ragazzi iniziano con le e-cig? «Sono in corso operazioni di marketing mirate proprio ai più giovani – risponde Elena Munarini, psicologa e psicoterapeuta del Centro antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Se infatti per le sigarette le attività di promozione pubblicitaria sono vietate, non è così per questi prodotti, che si avvalgono anche di importanti testimonial, estremamente popolari tra i gli adolescenti. In secondo luogo è probabile che i genitori siano più tolleranti verso le e-cig con l’idea di non ostacolarne l’uso e di finanziarne l’acquisto più volentieri, in quanto viste come il “male minore” rispetto alle sigarette tradizionali. E poi ancora, le e-cig possono essere come oggetto di culto, un po’ come i cellulari: ci sono modelli dalle forme particolari e accattivanti, con una serie di caratteristiche personalizzabili, oltre ai numerosissimi gusti. Tra questi, fra l’altro, sta andando di gran moda il liquido a base di cannabis, che, privato della maggior parte del principio attivo, è venduto ora in piena legalità – prosegue l’esperta -. E poi, sempre tra le mode, si potrebbero citare ancora il creare artistici cerchi di vapore (di questi video di giovani “svapatori” è pieno il web), o il dripping, pratica decisamente più trasgressiva e pericolosa, che consiste nell’inalare i vapori dei liquidi versati direttamente sulle serpentine di riscaldamento delle e-cig per amplificare l’effetto della nicotina». Perché chi inizia poi è più facile che passi alle sigarette tradizionali? «È quanto affermano le ricerche degli ultimi anni, ma non sono ancora stati spiegati con chiarezza i meccanismi sottostanti – risponde Munarini -. Si può però ipotizzare la presenza di almeno due fattori quasi certamente implicati: il primo è che la e-cig è una prima forma di familiarizzazione con un atto molto simile al fumare e questo potrebbe rendere più fragile l’argine sulla nocività delle sigarette, faticosamente costruito da scuole e famiglie. Il secondo fattore è che l’uso continuativo della e-cig provoca dipendenza gestuale e, quando utilizzata con liquidi contenenti nicotina, non così difficili da reperire anche per i minorenni, anche fisica. È quindi probabile che i ragazzi dopo qualche tempo possano ricercare una maggiore gratificazione, anche chimico-fisica, trovandola nelle sigarette tradizionali». Quali sono i danni in chi (teenager) svapa soltanto? Uno studio condotto su 500 adolescenti americani ha evidenziato che nei ragazzi raddoppiano il rischio di sviluppare i classici sintomi della bronchite cronica. (…).
Sigmagazine.it – 07/03/2018
Accisa europea tabacchi, Imperial: “Escludere le sigarette elettroniche”
Mentre è corretto applicare un’accisa ai riscaldatori di tabacco, non lo è applicarla alle sigarette elettroniche perché non contengono tabacco. È la posizione di Imperial Brands, multinazionale del tabacco che da anni ormai si è rivolta anche al mercato del vaping. L’Unione europea ha raccolto le opinioni di aziende, associazioni e consumatori in vista della revisione della direttiva 64 del 2011 relativa alla struttura e alle aliquote dell’accisa applicata al tabacco lavorato. Imperial Brands, già Imperial Tobacco, è stata l’unica multinazionale ad aver dato il proprio feedback. È interessante notare la posizione sui riscaldatori e sulle sigarette elettroniche. Imperial Brands tende infatti a fare una importante distinzione tra i due strumenti. I riscaldatori, in quanto contengono tabacco, dovrebbero rientrare nella direttiva. “Considerando – recita il feedback – l’incertezza giuridica sul modo in cui questi “prodotti del tabacco di nuova generazione” dovrebbero essere trattati da una prospettiva di accise, Imperial apprezzerebbe la chiarezza a livello europeo. Sosteniamo pertanto l’intenzione di esaminare una potenziale soluzione armonizzata per i “prodotti del tabacco di nuova generazione” nell’ambito della valutazione della presente direttiva”. Al contrario, Imperial fa un ragionamento diverso per i prodotti del vaping. E auspica che non vengano presi in considerazione all’interno della direttiva europea perché “non contengono tabacco”. Oltretutto “molti – ma non tutti – contengono nicotina, che può essere ottenuta dal tabacco o sintetizzata, e viene solitamente fornita come componente diluito di un liquido di ricarica per il vaping. Questi prodotti con nicotina non possono essere considerati diversamente da altri prodotti contenenti nicotina, come gomme da masticare, pastiglie e strisce, molti dei quali sono disponibili nell’UE senza accise o prescrizioni. Dato che i prodotti del vaping non contengono tabacco, non supportiamo l’intenzione di esaminare tali prodotti nell’ambito della revisione della direttiva”
Https://www.sigmagazine.it/201
Sigmagazine.it – 07/03/2018
Sigaretta elettronica in fiera a Forlì nel fine settimana
Sabato 10 e domenica 11 il vaping sarà protagonista a Forlì. Svapor Expo, l’organizzazione di Rinaldo Cavalletto, dopo l’esperienza veneta a Bassano del Grappa approda nel capoluogo romagnolo. La formula prevede come di consueto due differenti momenti dedicati ai consumatori e ai soli operatori del settore. L’intera giornata di sabato e il pomeriggio di domenica l’ingresso al padiglione del quartiere fieristico di Forlì è aperto a tutti. La mattinata di domenica, invece, l’ingresso è riservato agli operatori di settore. “Abbiamo scelto Forli – spiega Cavalletto – per la sua posizione geografica e dai dati statistici percepiti inerenti alla grande massa di gente che svapa nella provincia. Contrariamente a Bassano, è raggiungibile in tutta tranquillità e velocità. Contiamo di superare i 5mila ingressi anche grazie alla capillare pubblicità all’evento effettuata nel raggio di 70 chilometri in radio, tv, riviste, giornali, affissioni comunali e vele stradali”. Queste le aziende che animeranno i 4mila metri quadri espositivi: Azhad’s Elixirs; Cigarettexpress S.r.l; Cyberflavour Srl; DREAMODS; Moonshine; Iron Vaper Srl; King S.r.l; Lop Liquids d.o.o; Liquid V GROUP s.r.l.; M V H International; Svapo Quadrato; Nuvole di Fumo di Bozzola Alessandra; OFFICINE SVAPO SRL; R.A.G. snc F.lli Esposito – VAPEITALIA; Sanapro Sas; Sigel Srl; Suprem-e; Svapo-one srls; Svapo Next; Vapetech Distribution S.r.l.; Vapexpress-Italia.it SRL; Vaporous World d.o.o.; Vapour International d.o.o; Vitruviano’ S Juice Srls; Da Vinci Mods; BlendFEEL S.r.l.; De Oro; Luxury Svapo; tansylvania Mods; #tsmod; lizard box mods.
Https://www.sigmagazine.it/201
The Copenhagen Post 06/03/2018
Increasing numbers of young Danes smoking, report reveals
Slogans telling people that smoking kills, combined with graphic pictures of the deformities caused by smoking on cigarette packets, don’t seem to be having the desired effect anymore. New figures from the Danish health authority Sundhedsstyrelsen profiling the health of the nation for 2017 reveal an increase in the number of people between 16 and 45 who smoke daily, reports DR Nyheder. From 2010 to 2013 the number of daily smokers was falling, but over the last four years there has been an increase – especially in the 16-45 age group. The numbers have gone up from 15 percent in 2013 to 16.2 percent in 2017. A bad sign The Danish cancer organisation Kræftens Bekæmpelse is extremely concerned. “We find this very worrying. We’ve seen signs of it earlier amongst the very young, but now we can see that it is a broader group of young people who are smoking more,” said the organisation’s project leader, Niels Them Kjær. “It will mean more cases of cancer in future,” he added. Kjær feels the laws passed in 2007 restricting smoking have created a false sense of security around the issue and would like to see a national action plan to reverse the trend. Urgent action needed “We need action on a broad front. For example: higher prices, tobacco kept under the counter in shops, and perhaps ‘smoke-free’ schooling in establishments for educating young people. That would make a big difference,” said Kjær. Kjær is also worried that if nothing is done, Denmark will become the country in Europe with the most smokers – and the highest incidences of cancer. In the survey, 16.9 percent of people of all ages said they smoked on a daily basis and 5.5 percent admitted to smoking once in a while. That equates to a total of around 1.06 million people. The highest numbers of smokers are still found in the 55 to 64-year-old age bracket.
Http://cphpost.dk/news/increas