Rassegna stampa mercoledì 20 dicembre 2017
Huffingtonpost.it – 19/12/2017
Tabacco, dal contrabbando 800 milioni di perdite per lo Stato
Nel corso del 2016, secondo i dati della Guardia di Finanza, in Italia sono state sequestrate oltre 243 tonnellate di sigarette illegali. Più del 43% di questi sequestri è stato effettuato dal Comando Provinciale di Napoli, a conferma della centralità del capoluogo campano nelle attività legate alla lotta al contrabbando. Anche nei primi undici mesi del 2017, sono stati 1.807 gli interventi che hanno consentito di sequestrare quasi 62 tonnellate di t.l.e. (tabacchi lavorati esteri) di contrabbando. Questi i dati emersi in occasione di una visita privata organizzata presso la sede della Società Geografica Italiana; con la partecipazione del presidente e amministratore delegato di British American Tobacco Italia, Andrea Conzonato e del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, generale B. Gianluigi D’Alfonso – per rinnovare il rapporto di collaborazione tra la GdF di Napoli e Bat Italia nella comune lotta al fenomeno del commercio illecito di sigarette. Anche quest’anno (come già successo nel biennio 2015-2016), l’azienda ha deciso di donare al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli mezzi e strumenti utili per potenziare le attività di prevenzione e contrasto di un fenomeno criminoso la cui portata resta sempre preoccupante. In Italia, infatti, 6 sigarette su 100 sono infatti illecite, con una conseguente perdita per le casse dello Stato, nel solo 2016 di oltre 800 milioni di euro. “Il contrabbando è cambiato e per contrastarlo sono necessarie strategie innovative. Parliamo di un fenomeno che oggi, in Italia, grazie anche allo straordinario lavoro delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni è sotto controllo e stabile, con il 5,8% di incidenza sul mercato”, ha dichiarato Andrea Conzonato, ad di Bat Italia. Dall’analisi delle sigarette sequestrate lo scorso biennio, è emerso che l’Italia è sia un Paese di transito – oltre il 30% delle sigarette acquistate illegalmente risulta infatti destinato al mercato ucraino – sia un Paese di consumo di prodotti illeciti del tabacco. Il fenomeno risulta particolarmente radicato al Sud: a Napoli è illecito quasi 1 pacchetto su 3 (28%), seguono Palermo (12%), Giugliano (provincia di Napoli, 10%) e Salerno (più del 6%). L’unica città del Nord a posizionarsi nei primi posti è Trieste (4,4%): dato che conferma il ruolo strategico giocato dalle zone di confine, seguono Milano e Torino (entrambe con il 2,1%). Due le cause della maggiore incidenza in determinate città del consumo illecito di ‘bionde’: nei comuni con tassi di disoccupazione più elevati si consumano anche più sigarette illecite. Allo stesso tempo, all’aumentare della presenza sul territorio del crimine organizzato, aumenta anche il commercio di sigarette illegali. “Anche nel corso del 2016, la Guardia di Finanza di Napoli ha considerato il settore del contrabbando e della contraffazione dei tabacchi come una delle proprie priorità operative, alla quale ha affiancato le investigazioni finalizzate all’individuazione e al sequestro degli ingenti patrimoni accumulati dalle organizzazioni criminali operanti nello specifico settore”, ha dichiarato il Comandante Provinciale, Generale B. Gianluigi D’Alfonso. “I significativi risultati conseguiti – ha concluso il Generale D’Alfonso – sono la conseguenza di un dispositivo integrato fatto da presidi di vigilanza presso porti e aeroporti e da indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, che mirano a individuare le organizzazioni che in Italia e all’estero gestiscono i traffici illeciti e a sottoporre a sequestro i profitti conseguiti dalle stesse”
*Notizia ripresa anche da La Notizia- Il Messaggero- Milano finanza- il mattino- Tgcom24- Affaritaliani- Ansa.it- Msn.com- Formiche.net- ildenaro.it- larampa.it- Agipress-Agricolae.eu- Agi-MF Down Jones
Il Mattino 20/12/2017
Sigarette, il «giro» vale 7 milioni e mezzo
Nel corso del 2017 i finanzieri del gruppo di Giugliano hanno sottratto alle organizzazioni contrabbandiere più di 10 tonnellate di note marche di sigarette “cheap white”, le sigarette ancora più pericolose per la salute perchè prodotte con un’aggiunta di sostanze scadenti e tossiche che si sommano a quelle presenti a cose normali. Le fiamme gialle, seguendo i movimenti di soggetti già noti, hanno ricostruito i flussi di approvvigionamento, stoccaggio, distribuzione e vendita al dettaglio dei tabacchi risultati provenire dall’est europa. Sono stati scoperti e sequestrai un deposito, tre autoarticolati usati per il trasporto delle sigarette e due furgoni utilizzati per lo smistamento. Sono stati assicurati alla giustizia 6 responsabili e altre 214 persone denunciate. Il mercato clandestino di sigarette della sola area nord della provincia napoletana ha prodotto un’evasione di tributi per oltre 7,3 milioni di euro.
Ilfattoquotidiano.it – 19/12/2017
Sigaretta elettronica, la mazzata del governo (che non ci ripensa): divieto di vendita online liquidi e super tassazione
Sigaretta elettronica, la stangata è servita. Per produttori, negozianti e consumatori la speranza di evitarla è andata in fumo ieri 18 dicembre, quando la Quinta Commissione della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento del governo alla legge di bilancio che ridisegnando il quadro regolatorio del settore rischia di farlo morire per asfissia, a tutto vantaggio – l’accusa che piove da ogni parte – dell’industria tradizionale del tabacco. Il testo di fatto è blindato e sarà votato il 21 dicembre. Storia di emendamenti scritti e riscritti, di norme inserite e cancellate. Di tentativi di fare un passo avanti che restano però impigliati alla legge sui monopoli di 75 anni fa. L’ultima versione del testo supera l’emendamento Vicari, dal nome della sottosegretaria che l’ha proposto al Senato e contro il quale il 29 settembre scorso proprio davanti a Montecitorio si era mobilitata la protesta di una parte del mondo del fumo elettronico. La manifestazione aveva indotto la politica a un supplemento di riflessione che si traduce però in un nulla di fatto. Con qualche aggravante sul lato dei costi industriali della filiera. Nella nuova versione si prevede sì che gli apparecchi tornino acquistabili online, ma non i liquidi. “È vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato”, recita il testo. Dunque in Italia sarà divieto totale di vendita online di liquidi, con e senza nicotina. I negozi potranno vendere ma solo sotto l’occhio vigile dei Monopoli, la tassa sui flaconi con e senza nicotina resta fissata in 0,37344 euro più Iva per ogni millilitro: 5 euro ogni 10 millilitri su tutti i liquidi, poco meno di 500 euro su un litro. Un duro colpo per i produttori per i quali si spegne anche la speranza di uno sconto sulle pretese del Fisco relative al pregresso, quando dal Tar – dopo tre anni di battaglie legali – avevano ottenuto una sospensiva degli atti basati sull’equivalenza impositiva dei liquidi di inalazione rispetto alle “bionde”. E molti non hanno corrisposto le somme, anche di diverse decine di milioni di euro, certi che acqua e aromi naturali non potessero essere tassati come la nicotina. La Corte Costituzionale però gli ha dato torto, stabilendo che il balzello sui liquidi è legittimo, anche se sono senza nicotina, facendo evaporare la speranza residua di evitare la mazzata finale a un comparto che conta 2mila negozi e 30mila posti di lavoro. Proprio per ridurre l’impatto sulla filiera il Pd aveva presentato un emendamento a firma Rotta e Boccadutri che introduceva una rimodulazione della tassa e la possibilità di dilazionare il pagamento del debito. Il governo col proprio cancella questa concessione: tutti, maledetti e subito. Non ci sarà, per ora, l’obbligo di una licenza per i negozianti ma dovranno richiedere una semplice autorizzazione ad Aams che, in fase di decreto attuativo da emanare entro il 31 marzo 2018, non potrà porre limiti né all’approvvigionamento né alle nuove aperture. Ma con l’annunciato stato di crisi delle aziende di produzione anche il futuro dei negozi potrebbe subire gravi ripercussioni. Che l’intervento a gamba tesa del governo non possa soddisfare il mondo della sigaretta elettronica è ovvio, che il testo sia un’innovazione destinata a durare poco pure. “Il nuovo testo modificato in Commissione Bilancio conferma gli obiettivi del mio”, commenta la senatrice di Ap Vicari. “Non nascondo un certo stupore nel vedere come, ad altisonanti dichiarazioni che preannunciavano la demolizione del mio emendamento approvato al Senato, durante la votazione di ieri alla Camera sia invece seguito un testo addirittura più restrittivo che non solo non ha modificato le finalità di quello a mia firma al Senato ma addirittura ha esteso il divieto di vendita online anche ai liquidi senza nicotina, equiparando inoltre la legislazione penale ed amministrativa dei liquidi (con o senza nicotina) a quella prevista per i tabacchi: eppure nessuno, stavolta, ha gridato allo scandalo. Aggiungerei per fortuna, vista la violenza di molti attacchi subiti”, ha aggiunto l’ex sottosegretario. “Il settore delle e-cig rappresenta un comparto produttivo di primaria importanza per la lotta al tabagismo: per questo ritengo opportuno, giunti a questo punto, aprire un tavolo di riflessione e confronto su una eventuale rimodulazione della tassazione”, ha concluso Vicari.
Agenpress.it – 19/12/2017
E-cig, Campagne Liberali: “Emendamento del Governo dimostra arretratezza clientelare”
“L’emendamento del Governo sulle sigarette elettroniche che aumenta la tassazione e conferma il divieto di vendita online è la dimostrazione che in questo paese la logica clientelare domina rispetto l’idea di promuovere la libera iniziativa e l’innovazione” – afferma con una nota l’associazione Campagne Liberali, da tempo in prima linea nella battaglia per garantire un futuro al mercato delle sigarette elettroniche che ora rischiano di scomparire dall’Italia. “Il dibattito intorno a questa legge di stabilità ha dimostrato la volontà della maggior parte dei parlamentari e dei politici di limitare la concorrenza favorendo alcuni gruppi di interesse ben precisi” – continuano da Campagne Liberali. “L’emendamento del Governo favorisce pochi per colpire ulteriormente il settore delle sigarette elettroniche” – aggiungono. Per Campagne Liberali “la legge di stabilità dovrebbe essere l’occasione per confrontarsi su proposte che favoriscono la crescita, l’occupazione, la libertà e la convivenza dei cittadini, oltre che l’innovazione. Invece è diventato lo spazio per umiliare le regole delle democrazie liberali e per limitare la libera concorrenza.
Tobaccoreporter.com – 19/12/2017
Modified-risk requests made
The US Food and Drug Administration on Monday filed for substantive scientific review six modified-risk-tobacco-product (MRTP) applications submitted by R.J. Reynolds Tobacco Company in respect of Camel Snus products. Through its Center for Tobacco Products, the FDA said it was making these applications available for public comment in accordance with applicable laws. ‘Due to the large size of these applications, FDA will post application materials on the Center for Tobacco Products’ website on a rolling basis,’ it said. ‘There is currently a 180-day public comment period, which we plan to extend, if necessary, to provide additional time for comment as further materials are received and posted. ‘The public may comment on any part of the application, including amendments, until the docket is closed, which FDA will announce separately and will be no sooner than 30 days after the last application document is posted. FDA is committed to giving the public meaningful time and opportunity to comment on these applications and will provide more than 30 days for comment in the event the final documents posted are complex or extensive. ‘Currently, FDA has posted the applicant’s executive summary and the following seven application modules: • Module 1: Cover Letters • Module 2: Table of Contents, Glossary, Summary & References • Module 3: Descriptive Information for Camel Snus Smokeless Tobacco Products • Module 4: Labels, Labeling and Advertising • Module 5: Environmental Assessments • Module 8: Foreign Language Certification • Module 9: Proposed Post-market Surveillance Program for Camel Snus Products Under a Modified Risk Tobacco Product Order. ‘The agency will issue subsequent communications when additional application documents are made public.’ The MRPTs have been made in respect of Camel Snus Frost, Camel Snus Frost Large, Camel Snus Mellow, Camel Snus Mint, Camel Snus Robust, and Camel Snus Winterchill. Starting today, public comments on these applications may be submitted to docket FDA-2017-N-4678 on regulations.gov.
Http://www.tobaccoreporter.com/2017/12/modified-risk-requests-made/
The Guardian – pg. 15 – 20/12/2017
Supreme court rejects prisoner’s attempt to enforce smoking ban
A prisoner in poor health has lost his attempt to enforce the smoking ban in English and Welsh jails after the supreme court ruled that crown premises are in effect exempt from the regulations.The unanimous judgment from the UK’s highest court will prevent the inmate, Paul Black, from calling the NHS’s smokefree compliance line to report breaches of the ban.Lady Hale, the president of the supreme court, said she was driven with “considerable reluctance” to conclude that when parliament passed the 2006 Health Act, prohibiting smoking in offices, bars and enclosed areas, it did not mean to extend it to government or crown sites.The standard practice is that a statutory provision does not bind the crown unless legislation adopts words explicitly stating so, or by what is known as “necessary implication”.”Had parliament intended part 1 of chapter 1 of the 2006 act to bind the crown, nothing would have been easier than to insert such a provision,” Hale explained.”The report of the health committee [at the time] does indicate that parliament was alive to the question of whether the smoking ban would bind the crown and aware of the case for further exemptions if the act were to do so.”It might well be thought desirable, especially by and for civil servants and others working in or visiting government departments, if the smoking ban did bind the crown,” she added. “But the legislation is quite workable without doing so.”Black is serving an indeterminate sentence at HMP Wymott in Lancashire. He has a number of health problems that are exacerbated by tobacco smoke and complained that the smoking ban was not being properly enforced in the common parts of the prison.He issued proceedings for judicial review of the secretary of state’s refusal to provide confidential and anonymous access to the NHS smoke-free compliance line to prisoners. This would have enabled prisoners to report breaches to the local authority charged with enforcing it. Black won his claim in the high court but lost at the court of appeal.
Tobaccoreporter.com – 19/12/2017
Japan’s vaping dilemma
Japan’s national government and the Tokyo metropolitan government are at odds about how to treat heat-not-burn (HNB) products as they consider, ahead of the 2020 Tokyo Olympics and Paralympics, regulations on public-places smoking and vaping, according to a Mainichi Daily News story. HNB products are placed in the same category as combustible cigarettes under the Tobacco Business Act; so both were included in the original draft revision of the Health Promotion Act that the Ministry of Health, Labor and Welfare (MHLW) released in March. The health ministry has said that it would consider excluding HNB products from legal regulation, but only if their vapor was proven scientifically to be harmless. Given this, it is likely that HNB products will be treated in the same way as combustible cigarettes in the draft revision of the Health Promotion Act set to be submitted to the regular session of the Diet next year. Meanwhile, Tokyo is aiming to establish its own ordinance on tobacco-related products, and its draft ordinance released in September explicitly stated that HNB products would be subject to regulation. However, of the approximately 17,000 comments received from the public about the ordinance, about 2,000 called for HNB products to be excluded from the regulation, and a Tokyo government official has since expressed a more conciliatory stand than in September. “We are still undecided whether to rule out” HNB products from the restrictions, the official said. Philip Morris Japan says that, compared with combustible cigarettes, its IQOS HNB device reduces, on average, about 90 percent of the toxic substances generated. And Japan Tobacco says that HNB-device vapor does not affect the indoor environment, and that its risk should not be discussed in the same breath as that of combustible cigarettes. But the Japanese Respiratory Society released a comment in October saying that as long as there was a possibility that HNB products had a negative impact on health, the use of such products was not recommended. And Hiroshi Yamato, a professor at the University of Occupational and Environmental Health, Japan, said, “It is a rule of public health to regulate something when in doubt, and unless there is proof that it is harmless”.
Http://www.tobaccoreporter.com/2017/12/japans-vaping-dilemma/
Tobaccoreporter.com – 19/12/2017
Exports booming
KT&G, which aims to become one of the top four global tobacco companies by 2025, is thought to have enjoyed record high exports this year, according to a story in The Korea Herald. As at the end of the third quarter, the value of the company’s overseas cigarette sales had reached 802.5 billion won ($737.2 million), accounting for 36 percent of its total earnings. Industry analysts are expecting the value of its overseas cigarette sales to break 1 trillion won for the first time this year. This year’s strong performance follows a record high in 2016, when KT&G sold 48.7 billion cigarettes to earn 941.4 billion won in about 50 countries. The company has been focusing on markets in Russia and the Middle East, as well as developing customized products for markets in Central and South America, and Africa. On December 5, the company’s efforts were recognized by the Korean government with the $800 million Export Tower Award. At the end of November, KT&G announced a new plan to quadruple its overseas sales by 2025. The company plans to establish regional headquarters for the Asia-Pacific, Americas, Africa and Eurasia regions, and to create brands that meet consumer needs.