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Rassegna stampa_11 giugno 2018

SCENARIO TABACCO

Il Secolo XIX- 09/06/2018 (allegato)

«Così faremo crescere le imprese»
Eugenio Sidoli, amministratore delegato di Philip Morris Italia, che ieri a Rapallo ha partecipato a una tavola rotonda con Papa. Da due anni il gigante delle sigarette ha aperto una fabbrica a Crespellano, Bologna, che produce gli “heets” o “heatsticks”, le sigarette che si scaldano ma non bruciano e quindi fanno meno danni, molti meno a detta del produttore. La fabbrica occupa 1.200 persone ma quasi nessuna è impegnata lungo la linea di produzione dove, racconta Sidoli, «abbiamo eliminato la figura del magazziniere e abbiamo azzerato la manodopera. Il tabacco entra in forma grezza ed esce come prodotto finito senza che nessuna mano umana intervenga». I macchinari «hanno dei sensori che raccolgono dati sulla qualità del tabacco in ogni fase della sua lavorazione. Una parte dei nostri dipendenti monitora questi dati e se la qualità non risponde ai nostri standard sospende la produzione di quel lotto. Un’altra grossa parte dell’attività è la verifica della qualità prima del rilascio del prodotto». Molta della tecnologia usata nello stabilimento, dal packaging, alla robotica ai sistemi per l’integrazione dei processi produttivi, è italiana. «Ora che Philip Morris ha deciso di aprire altre fabbriche di “heets” nel mondo, queste aziende italiane potranno andare alla conquista di una platea internazionale».

 

LaStampa.it – 08/06/2018

Acquisti a mani basse su Philip Morris International

Prepotente rialzo per Philip Morris International, che mostra una salita bruciante del 2,39% sui valori precedenti.Lo scenario tecnico visto ad una settimana del titolo rispetto all’indice S&P-500, evidenzia un rallentamento del trend di Philip Morris International rispetto all’indice del basket statunitense, e ciò rende il titolo potenziale obiettivo di vendita da parte degli investitori. Lo scenario tecnico di Philip Morris International mostra un ampliamento della trendline discendente al test del supporto 78,46 dollari USA con area di resistenza individuata a quota 79,83. La figura ribassista suggerisce la probabilità di testare nuovi bottom identificabili in area 77,68.Le indicazioni sono da considerarsi meri strumenti di informazione, e non intendono in alcun modo costituire consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o promuovere alcuna forma di investimento.

http://finanza.lastampa.it/News/2018/06/08/acquisti-a-mani-basse-su-philip-morris-international/MjAzXzIwMTgtMDYtMDhfVExCLUFVVE8

 

Askanews.it, 09/06/2018

Riduzione dei danni da fumo, la comunità scientifica ad Atene

Ogni anno in Europa si registrano 700mila decessi causati dal fumo. In Grecia i fumatori sono il 37% della popolazione, uno dei tassi più alti in tutta la Ue. Anche in ragione di questo dato allarmante è stato salutato con grande favore il primo summit scientifico internazionale sui prodotti alternativi al fumo con il potenziale di ridurre il rischio che si è tenuto ad Atene l’8 e il 9 giugno (“1st scientific summit – Tobacco Harm reduction: novel products, Research &policy”). […]  Per aumentare la consapevolezza su questi prodotti alternativi è cruciale “organizzare meeting, informare, coinvolgere la comunità scientifica”, ha spiegato. Poulas, che lavora da oltre quattro anni con il suo team sulla valutazione degli effetti in particolare delle e-cig, ha aggiunto: “Abbiamo verificato che i prodotti alternativi al fumo registrano un livello di tossicità inferiore rispetto alle sigarette tradizionali. Concordo sul fatto che non ci sono ancora i risultati definitivi, ma siamo qui per andare avanti in questa direzione e per portare risultati in futuro”. Al summit, Martin Dockrell (Tobacco Control program lead, Public Health England Uk), ha invece portato sul tavolo i risultati dell’esperienza britannica in tema di politiche della sanità pubblica sul contrasto al fumo e sull’incentivazione all’uso delle sigarette elettroniche per chi non riesce a smettere. “Il Regno Unito ha una lunga tradizione nella politica della riduzione dei danni del fumo e una delle più rigorose regolamentazioni al mondo sul tema”, ha spiegato. Al summit erano presenti anche rappresentanti dell’industria del tabacco, negli ultimi anni molto attiva nel settore della ricerca sui prodotti alternativi al fumo. Patrick Picavet, Director Medical Affairs di Philip Morris International, ha presentato per la prima volta i risultati relativi allo studio di esposizione a lungo termine all’aerosol di IQOS, il primo prodotto a tabacco riscaldato commercializzato dall’Azienda.  […]

http://www.askanews.it/cronaca/2018/06/09/riduzione-dei-danni-da-fumo-la-comunità-scientifica-ad-atene-pn_20180609_00143/

 

Corriere della Sera – 10/06/2018 (allegato)

I medici fumano, l’ospedale realizza la «sala sigarette»
Tutto nasce a seguito di un controllo lo scorso marzo da parte degli ispettori dell’Ats che hanno riscontrato odore di fumo a fianco del blocco operatorio 1. Nessuno è stato sorpreso con la sigaretta accesa, ma evidentemente qualcuno lo aveva fatto poco prima. Se negli altri reparti infatti chi non sa resistere al bisogno impellente di nicotina, solitamente esce sui terrazzini, all’interno del blocco operatorio che rimane in un piano interrato dell’ospedale non è possibile. Per risolvere il problema, l’azienda ospedaliera ha deciso di trasformare un locale, in origine una tisaneria a disposizione degli infermieri, in sala fumatori. I lavori sono già iniziati e si concluderanno a breve. Costo: 18.000 euro.

*Notizia ripresa anche da  Il Giorno (allegato)

 

Repubblica.it – 07/06/2018

Presentate “Le otto opere di Misericordia”all’IQOS Embassy di Napoli

L’IQOS Embassy di Napoli in via Filangieri 68 – concept store dedicato ad IQOS, il dispositivo smoke free, alternativo al tradizionale fumo di sigarette, ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International – ha ospitato un live talk con Oliviero Rainaldi. L’appuntamento rientra nel più ampio progetto IQOS ARTIME, il ciclo di talk dedicati all’arte contemporanea, ideato e condotto da Guido Talarico. Abbiamo presentato in anteprima un evento eccezionale per la città di Napoli, l’iniziativa artistica del 18 luglio che vedrà protagonista Oliviero Rainaldi al Pio Monte della Misericordia. Lo spirito è coniugare epoche diverse unite dall’innovazione, Napoli usa l’arte contemporanea in maniera sapiente”, così Guido Talarico, curatore del progetto Iqos Artime.

[…]

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/06/07/foto/presentate_le_otto_opere_di_misericordia_all_iqos_embassy_di_napoli-198415847/1/#1

 

BlastingNews.it, 09/06/2018        

Fumo: vestiti dei tabagisti pericolosi quasi come le loro sigarette, bimbi i più a rischio

[…]La nicotina che finisce sugli abiti dei fumatori è il tipico esempio del cosiddetto ‘fumo di terza mano’, pericoloso per la salute quanto il fumo passivo e quello di prima mano. Le sostanze che vengono sprigionate dalla combustione di una ‘bionda’ vanno a finire non solo sui vestiti del tabagista ma anche sui capelli, sulla pelle, sulle tende e sugli oggetti. Il fumo di terza mano, quando finisce nell’aria, si unisce ad altre sostanze tossiche e genera anche composti cancerogeni. Quest’ultimi mettono in pericolo specialmente la salute dei bambini e degli anziani. Vestiti dovrebbero essere subito lavati. Nessuno, secondo gli esperti, dovrebbe trascurare la pericolosità del fumo sugli abiti. Gesti semplici e quotidiani, come abbracciare i propri figli, possono diventare molto insidiosi. Ci sono vestiti che, rispetto agli altri, assorbono una quantità maggiore di nicotina e sostanze tossiche come, appunto, le camicie di cotone. Gli esperti raccomandano ai fumatori, quando tornano a casa, di mettere subito in lavatrice gli abiti pieni di fumo. Solo così possono essere ridotti i rischi derivanti dal fumo di terza mano. Peter DeCarlo, ricercatore presso la Drexel University di Philadelphia ha condotto un interessante studio sul fumo di terza mano, scoprendo che la nicotina ed altri composti tossici entrano facilmente anche nei luoghi in cui è vietato fumare. A differenza dal fumo passivo, che svanisce subito, quello di terza mano può restare nell’ambiente per molto tempo perché si attacca alle pareti, ai vestiti, ai salotti ed altri oggetti. Sebbene il fumo di terza mano sia stato oggetto di vari studi, ancora non sono molto chiari gli effetti sulla salute umana.

https://it.blastingnews.com/salute/2018/06/fumo-vestiti-dei-tabagisti-pericolosi-quasi-come-le-loro-sigarette-bimbi-i-piu-a-rischio-002622733.html

 

Sigmagazine.it – 08/06/2018

La Corea del Sud boccia i riscaldatori di tabacco: contengono cancerogeni
Il Ministero per la sicurezza del cibo e dei medicinali della Corea del Sud ha annunciato ieri i risultati delle analisi condotte su tre riscaldatori di tabacco, la Iqos di Philip Morris Corea Inc., Glo di British America Tobacco e Lil della sudcoreana KT&G. Le autorità sanitarie, riporta il giornale The Korea Bizwire (che però parla erroneamente di sigarette elettroniche in tutto l’articolo) hanno riscontrato la presenza di cinque cancerogeni di gruppo 1, cioè benzopirene, nitrosopirrolidina, benzene, formaldeide e chetone nitrosammina. La presenza di queste sostanze era comunque in percentuali pari a valori compresi fra lo 0,3 e il 28 per cento rispetto alle sigarette tradizionali. Il Ministero ha dichiarato anche di aver trovato, in alcuni dei tre prodotti, acetaldeide, cancerogeno del gruppo 2 e in due prodotti su tre (senza specificare quali) catrame in quantità addirittura superiore delle sigarette di tabacco.Questi dati hanno fatto concludere alle autorità che “non vi siano ragioni per considerare questi prodotti meno dannosi delle sigarette tradizionali”, aggiungendo che la quantità di nicotina contenuta li rendono di nessun aiuto per smettere di fumare. Non si è fatta attendere la risposta delle tre aziende produttrici, che hanno criticato le posizioni del Ministero, sottolineando come la grande differenza stia nella mancanza di combustione. “Non è una novità la presenza di alcuni cancerogeni in questi prodotti – ha dichiarato Philip Morris Korea in un comunicato stampa – ma la cosa importante è che la quantità di queste sostanze è drasticamente più bassa”.

https://www.sigmagazine.it/2018/06/corea-del-sud-hnb/

 

SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE

Il Giorno, 10/06/2018 (allegato)

Il medico anti-tabacco «Noi con la sigaretta non siamo più credibili

Ugo Pastorino, direttore della struttura complessa di Chirurgia Toracica all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è da sempre in prima fila nella battaglia contro il cancro. Per lui, che è anche a capo di un progetto di Airc per la diagnosi precoce del tumore polmonare, è la battaglia che non si può perdere. […] «Negli Stati Uniti i medici si impegnano, per contratto, non fumare in nessun caso in ospedale o nelle vicinanze. […]».Purtroppo da noi succede che i suoi colleghi fumino nel blocco operatorio. «Nel nostro Paese sul fumo c’è una tolleranza che nel 2018 non ha senso. […] Il paziente pensa che se un medico fuma è autorizzato anche a lui a farlo .Peccato che il 90%dei tumori polmonari sono dovuti al tabacco, senza contare il cancro al rene, alla vescica». Sulle sigarette elettroniche tanto di moda cosa pensa?«In teoria ha meno rischi per il cancro ma per quanto riguarda la malattia cardiovascolare il rischio rimane alto, per l’assunzione di nicotina. Nei Paesi dove è stata introdotta prima che in Italia, come in Giappone, sta emergendo che la sua diffusione non ha diminuito la prevalenza di fumatori». Ai medici bisognerebbe vietare anche le sigarette elettroniche in ospedale?«Assolutamente. Sono luoghi dedicati alla cura».

 

Quotidianosanità.it – 08/06/2018

Sigarette elettroniche. Allarme internazionale dai medici: “Non sono innocue. Più cautele nell’uso e divieto assoluto per i giovani”

Contrariamente alle affermazioni divulgate soprattutto tra i più giovani, gli aerosol di sigarette elettroniche non sono semplicemente ‘innocui vapor d’acqua’ come da più parti sostenuto. Potrebbe essere necessario un lungo tempo di osservazione per determinare nel prossimo futuro nei giovani adulti l’entità del carico sanitario derivante dall’uso precoce e continuativo delle sigarette elettroniche. Un nuovo documento del Forum delle Società Respiratorie Internazionali. […]

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=62634

 

ALTRO

Il Mattino – 11/06/2018 (allegato)

Le donne, il buono e il veleno

In Italia è boom di cannabis, con la cocaina al secondo posto. Il Rapporto 2018 sull’UE indica che siamo secondi solo alla Francia, con una crescita consistente delle utilizzatrici. Dati Istat 2017 confermano la tendenza all’uso di fumo, di alcol e di sostanze, soprattutto tra le donne: che fumano di più tra i 25 e i 44 anni (il 28%),età di massima probabilità procreativa. Inoltre le donne fumano più degli uomini, soprattutto nel Nord del Paese, nella fascia d’età in cui si accende la prima sigaretta (15-e nella fascia in cui si smette (45-In gravidanza beve alcol il 50%delle donne. Aumenta la tendenza a bere fuori pasto (aperitivi e «happy hours»).

 

Corriere.it – 09/06/2018

Milano, in vetrina la distribuzione automatica di alimenti. E spunta anche la cannabis

Caffè e the; merendine e pop corn. E poi bevande fredde, latte e gelati. Ma oggi anche prodotti a base di cannabis (ovviamente legale). È il mercato della distribuzione meccanica in vetrina a FieraMilanoCity. La rassegna numero venti di «Venditalia», la più importante rassegna internazionale di vending che si chiude nella serata di sabato, ha raccolto grandi consensi. Anche perché quello della macchine distributrici, sempre più spesso brandizzate, è un settore in forte espansione. Con un giro d’affari di 3,5 miliardi di euro per 11,1 miliardi di consumazioni complessive il mercato della distribuzione automatica di cibi e bevande e del caffè porzionato (capsule e cialde) in Italia ha chiuso il 2017 in crescita del +3,5% rispetto al 2016. Alla manifestazione – organizzata con cadenza biennale da Venditalia Servizi e promossa da Confida – hanno partecipato 247 espositori provenienti da 20 Paesi a rappresentare tutti i segmenti del settore: fabbricanti di vending machine, produttori di beni destinati al consumo e imprese di gestione, distribuiti all’interno di un allestimento ampio di oltre 13mila metri quadrati. In mostra distributori di ultima generazione, tutti touch screen con schermi full hd, in grado di soddisfare ogni desiderio. Ampio spazio a FieraMilanoCity anche al mondo sostenibile con la capsula compostabile e il distributore in grado di riciclare i rifiuti. https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_giugno_09/milano-vetrina-distribuzione-automatica-alimenti-spunta-anche-cannabis-8e48e420-6bc9-11e8-8d9c-84247469dc85.shtml

 

IlSole24ore.it – 09/06/2018

Canada, sì del Senato a legalizzazione della cannabis ricreativa
Il Senato del Canada ha approvato la legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo, portando il Paese a un passo dal diventare diventare il primo del G7 che rende legale l’uso della cannabis non solo a uso terapeutico, cosa già approvata da anni.

http://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/canada-si-senato-legalizzazione-cannabis-ricreativa/AEyCbk2E

*Notizia ripresa anche da Lettera 43, La Presse, Sky.it

 

Il Manifesto – 09/06/2018 (allegato)

Sarà festa del raccolto

Il provvedimento del governo Trudeau ha superato quindi lo scoglio più difficile e, una volta avuto il via libera definitivo, farà del Canada il secondo stato sovrano (dopo l’Uruguay di Muijica) a definire un impianto legislativo per la regolamentazione legale della can-nabis ricreativa. IL Cannabis Act prevede la legalizzazione della produzione, distribuzione, vendita e possesso di piccole quantità (30 gr.) di cannabis ricreativa per gli adulti, la decriminalizzazione per i minori e la possibilità di coltivare sino a 4 piante per famiglia per uso personale. Il testo è frutto di un processo partecipato che ha coinvolto prima una task force tecnica, poi 30.000 fra soggetti portato- ri di interessi, cittadini e associazioni. Esso definisce un quadro legislativo nazionale in cui si inseriscono le normative locali, lasciate all’autonoma decisione delle province e dei territori canadesi. Questi hanno più o meno già deciso, spesso con percorsi di consultazione pubblica, il loro framework. […]

 

The Good Life – Italia – 09/06/2018 (allegato)

Canapa Nuovo oro verde?
La California, Stato pioniere nello sdoganamento terapeutico (1996) e ottavo negli States nella legalizzazione ricreativa (si è aggiunto ad Alaska, Colorado, Maine, Massachusetts, Nevada, Oregon e Washington), dovrà tuttavia attendere ancora a lungo prima di spianare il terreno al “cannabusiness” tra la Silicon Valley e le alture di Hollywood. Infatti, nonostante al referendum del novembre 2016, contestuale alle elezioni presidenziali, il 57,1% dei cittadini si sia espresso a favore della Proposition 64, la legge che legalizza il commercio di “erba” per uso ricreativo, e nonostante il North American Marijuana Index di Bloomberg sia salito del 48% dalla sua nascita, il mercato legale della canapa sulla West Coast, come nel resto del mondo, ha imboccato un percorso a ostacoli. Fra retaggi proibizionisti e nuovi vincoli legali, è una strada che non ricorda certo l’asfalto scorrevole della Route 66. Anche se resta la più promettente alternativa ai cartelli dei narcos. Scintille in tribunale L’annuncio della legalizzazione della cannabis nello Stato natale di Amorphia, una delle prime organizzazione degli Stati Uniti a battersi per la sospensione del divieto di fumo di cannabis (sottoscritta, tra gli altri, anche dal poeta Neal Cassady), segna indubbiamente una svolta nel costume e liquida le fobie alimentate da documentari come Reefer Madness, il docufilm degli Anni 30 che demonizzava la marijuana prima ancora di condurre ricerche approfondite sul suo potenziale terapeutico.

 

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