Rassegna stampa_13 giugno
SCENARIO TABACCO
Sigmagazine.it – 13/06/2018
Organizzazioni anti-tabacco a Bruxelles: 94 lobbisti e budget miliardario
Un rapporto per analizzare quanto incidono, e spendono, le lobby accreditate a Bruxelles per perseguire politiche anti-tabacco. Le trentaquattro pagine del report sono state curate da Forest Eu, organizzazione che riunisce i maggiori fabbricanti di tabacco, tra cui Bat, Jti e Imperial Brands (ma non Philip Morris). Il rapporto identifica i ventiquattro diversi gruppi di pressione che, operando a Bruxelles, stanno portando avanti le più aggressive politiche anti-tabacco. Con un budget totale di 1,1 miliardi di euro, gestiscono 94 lobbisti. Non tutte le organizzazioni sono impegnate esclusivamente nella lotta al tabacco ma si dividono anche in altre campagne di sensibilizzazione. Il report però specifica che non è stato possibile estrapolare l’importo destinato alla lotta al tabacco. Le cifre indicano comunque un forte impegno sul fronte della pressione politica e di sensibilizazzione dell’opinione pubblica. I quattro gruppi più importanti sono Smoke Free Partnership (SFP); European Network for Smoking and Tobacco Prevention (ENSP); Association of European Cancer Leagues (ECL); European Public Health Alliance (EPHA). Nel 2016 la Commissione europea attraverso la direzione Generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) e l’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e l’alimentazione (Chafea) ha finanziato con 6 milioni di euro le organizzazioni che spingono verso una più dura regolamentazione anti-tabacco.
https://www.sigmagazine.it/2018/06/organizzazioni-anti-tabacco-a-bruxelles/
IlMattino.it, 12/06/2018
Oliviero Rainaldi, all’Iqos store presentata la scultura per Napoli
Oliviero Rainaldi protagonista a Napoli con «Le otto opere della Misericordia». Presentato all’Iqos Embassy di via Filangieri – il concept store dedicato al dispositivo smoke free, alternativo al tradizionale fumo di sigarette, ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International – l’ultimo lavoro dello scultore abruzzese che sarà visibile al pubblico dal 18 luglio fino al 20 settembre alla chiesa Pio Monte della Misericordia. Rainaldi ha spiegato, con immagini e video, una sua scultura realizzata ad hoc per Napoli: Le otto opere di Misericordia, rivisitazione di uno dei più grandi capolavori di Caravaggio, Le Sette opere di Misericordia, appunto. L’intento è quello di completare, come se la sua opera fosse l’estensione naturale profusa dalla luce del quadro, il lavoro del Caravaggio, caricandolo di ulteriori segni mistici e profondi significati. In bilico tra sacro e profano, misticismo e indagine sulla natura umana, la scultura realizzata per l’esposizione partenopea si ispira a quella fiamma simbolo dello spirito, citando la torcia che compare al centro della tela del Caravaggio che troneggia nell’abside della Chiesa. «Abbiamo presentato un evento eccezionale per la città di Napoli. Lo spirito è coniugare epoche diverse unite dall’innovazione», ha detto Guido Talarico, curatore di Iqos Artime. «La mia opera – ha spiegato, invece Rainaldi – è nata dalla volontà di una collaborazione scientifica e culturale tra Università Roma Tre e Pio Monte Della Misericordia. Ho provato ad aggiungere qualcosa di importante facendo passare da sette a otto le opere della Misericordia».
HealthDesk.it, 12/06/2018
Cancro alla prostata. Chi fuma ha un rischio doppio di morire per il tumore
Le sigarette aumentano il rischio di recidive e di metastasi. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Jama Oncology che ha raccolto i dati di indagini precedenti che avevano coinvolto oltre 22mila uomini sottoposti a intervento chirurgico o a radioterapia. Nel campione analizzato 1 uomo su 5 era un fumatore, mentre per il resto si trattava di ex-fumatori o di persone che non avevano mai acceso una sigaretta. I ricercatori hanno monitorato la salute dei pazienti per almeno 6 anni, osservando una notevole differenza negli effetti delle terapie. I fumatori, in confronto ai pazienti non fumatori, hanno una probabilità del 40 per cento superiore di recidive dopo i trattamenti e una probabilità doppia di metastasi. Il dato sulla mortalità è ancora più inquietante: i fumatori hanno l’89 per cento di probabilità in più di morire di cancro rispetto a chi si è sempre astenuto dalle sigarette. […]
http://www.healthdesk.it/medicina/cancro-prostata-fumatori-hanno-tassi-sopravvivenza-peggiori
La Provincia Pavese, 13/06/2018
I tabaccai dal prefetto «Chiediamo sicurezza»
Telecamere davanti alle tabaccherie per presidiare il territorio e proteggere i punti vendita. È la richiesta di Giovanni Risso, presidente nazionale della federazione italiana tabaccai, a Pavia per la firma del protocollo sulla sicurezza con il prefetto Attilio Visconti. «Avevamo chiesto già all’ex ministro Angelino Alfano di dotare le nostre attività di telecamere di videosorveglianza – spiega Risso –, ma non ci sono stati concessi i contributi necessari». L’idea della federazione è una telecamera per ogni tabaccaio: «Con 55mila punti vendita sul territorio siamo la rete più completa d’Europa. La presenza dei tabaccai inoltre è molto capillare nelle città, dunque dotare ogni locale di una telecamera consentirebbe di avere un controllo diffuso a livello cittadino. I titolari hanno spesso a che fare con denaro contante e devono essere protetti». Non esiste un problema privacy? «I tabaccai non avrebbero accesso alle immagini registrate, che potrebbero essere consegnate direttamente alle forze dell’ordine». Nel salone Malaspina della prefettura è stato firmato il protocollo sulla sicurezza: «Dobbiamo tutelare le tabaccherie perché ormai sono vere e proprie piccole aziende – dice il prefetto Visconti –, impegnate nella vendita di generi molto diversi. La prefettura si impegna a riunire mensilmente il comitato per far incontrare tabaccai e forze dell’ordine, con l’obiettivo di potenziare le misure di sicurezza». Dopo la firma sono state consegnate le T d’onore ai tabaccai della provincia di Pavia, Lodi, Milano e Monza per anzianità del servizio o meriti particolari. La T d’onore è una piccola piastra argentea con la sigla Fit, che indica la federazione italiana tabaccai, e un piccolo rubino a indicare la preziosità del servizio svolto. «Siamo la rete dello Stato – ha concluso Risso –, e presto inizieremo a offrire nuovi servizi anche in collaborazione con le Poste».
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Sigmagazine.it – 13/06/2018
Con la sigaretta elettronica si abbatte il rischio del 99 per cento
Una nuova ricerca effettuata sul dispositivo di vaporizzazione myblu di Fontem Ventures dimostrerebbe che la sigaretta elettronicaemette il 99 per cento di sostanze tossiche in meno rispetto alla sigaretta tradizionale. Il dottor Grant O’Connell, direttore degli affari aziendali di Fontem Ventures ha dichiarato: “Coerente con i dati clinici emergenti, questo studio dimostra che i dispositivi vaping di alta qualità e gli e-liquid riducono sostanzialmente l’esposizione ad agenti cancerogeni e tossici nei fumatori che li usano come alternativa alle sigarette“.Gli studi hanno analizzato l’eventuale presenza di cinquantuno agenti tossici. Solo otto sono stati riscontrati a livelli quantificabili. Questi includevano formaldeide, acetaldeide e acroleina (ma tutti con una riduzione superiore al 99 per cento rispetto al fumo di sigaretta convenzionale), manganese e selenio (riduzione media dell’82% rispetto alle sigarette); NNN, NAT e NNK (oltre il 99% di riduzione rispetto alle sigarette convenzionali). […]
Sigmagazine.it – 13/06/2018
American Cancer Society: la sigaretta elettronica per un mondo senza cancro
“Molti consumatori sono male informati sui danni dei sistemi elettronici per la somministrazione di nicotina. Molti adulti credono, erroneamente, che siano dannosi come i prodotti che bruciano tabacco”. A scrivere queste parole in un commento sulla rivista bimestrale CA: A Cancer Journal for Physicians, è l’American Cancer Society in una dichiarazione per l’eliminazione del tabacco combustibile negli Stati Uniti. “Sebbene molti sistemi elettronici somministrino nicotina, aromi e altre sostanze chimiche – continua la dichiarazione – essi non bruciano tabacco, un processo che genera circa 7000 sostanze chimiche, fra cui 70 cancerogeni. Questa errata informazione del pubblico evidenzia l’urgenza di istruire i consumatori sui rischi assoluti e relativi posti dai diversi prodotti del tabacco e far loro comprendere l’importanza di abbandonare il tabacco combusto”. […]
ALTRO
Il Manifesto – 13/06/2018 (allegato)
L’ Oms sdoganerà la cannabis medica?
Attualmente, la cannabis è inserita nella Tabella I (altamente additiva e soggetta ad abuso) e nella Tabella IV (sostanze incluse nella Tabella I raramente utilizzate nella pratica medica) della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961. Il principale composto psicoattivo della cannabis, delta-9-THC o dronabinol, è anche inserito nella Tabella II della Convenzione del 1971, e molti dei suoi isomeri anche nell’Allegato I. Questo incrocio di collocazioni complica, e di fatto impedisce, la ricerca sui componenti attivi della pianta a causa delle difficoltà amministrative che gli scienziati incontrano per avere accesso alle sostanze. Come abbiamo avuto modo di denunciare più volte anche da qui, l’assegnazione della cannabis nelle Tabelle I e IV della Convenzione del 1961 non avvenne e seguito di una valutazione scientifica da parte dell’Oms; oggi, dato il diffuso uso medico della sostanza e dei suoi derivati, l’inclusione nella tabella IV risulta ancor meno giustificabile di 57 anni fa. Le definizioni ambigue delle sostanze legate alla canna-bis e poste sotto controllo internazionale, oltre che la classificazione delle sue infiorescenza, resine ed estratti come “stupefacenti” e i suoi composti attivi come “sostanze psicotrope” sono state stigmatizzate in passato tanto dal Comitato di esperti dell’Oms quanto la giunta internazionale sugli stupefacenti. Per arrivare a una raccomandazione finale il percorso resta lungo, dovranno essere studiati gli aspetti chimici, farmacologici, tossicologici, epidemiologici nonché gli usi terapeutici della pianta. […]
La Repubblica – 13/06/2018 (allegato)
La cannabis light dilaga nelle città ( e ora diventa doc)
L’Italia ha scoperto nel maggio del 2017 la cannabis “light”. Oggi la producono 250 aziende e il prossimo autunno, con il nuovo raccolto, ce ne saranno 800 in più. Gli ettari coltivati saliranno probabilmente a 5.000 e il dato sul giro d’affari, basato su una stima di 44 milioni per il 2017, appare già vecchio e troppo basso. Nel nostro Paese ci sono 500 “growshop” specializzati che la commercializzano ma la cannabis “light” è disponibile anche in tabaccherie, erboristerie e parafarmacie. Sbarcherà pure nelle edicole, visto che la rivista “The Botanist” allegherà un grammo al prossimo numero in 20 città italiane (tra le altre Palermo, Napoli, Brescia, Parma, Milano, Bologna, Torino, Udine). A inventarsi il prodotto è stata la società Easyjoint di Parma, che lo ha presentato l’anno scorso alla fiera “Indica sativa trade” di Casalecchio di Reno (Bologna). Dopo avere per anni venduto semi e sistemi per la coltivazione, i soci, Luca Marola e Leonardo Brunzini, hanno avuto l’intuizione. All’inizio in magazzino aveva 30 chili di prodotto, oggi si stima che in Italia ne siano state lavorate 25 tonnellate. La svolta è arrivata grazie alla legge quadro sulla canapa, in vigore dal gennaio 2017. Ha semplificato le regole per la coltivazione di questa pianta per la produzione di tessuti, cosmetici, alimenti, bioplastiche. I fiori non erano citati e quindi inizialmente gli agricoltori li buttavano. Easyjoint ha chiesto di comprarli per poi commercializzarli.
Il Resto del Carlino
Cannabis terapeutica: «Sì, noi la prescriviamo ma non è la panacea»
Un dibattito in continua evoluzione, quello sull’utilizzo della cannabis terapeutica in Italia. Il decreto del Ministero della Salute che ha aperto le porte al suo utilizzo medico èdel 9 novembre 2015.La cannabis in Italia può essere prescritta per dolore cronico, nausea da chemioterapia, come stimolante dell’appetito nell’anoressia anti spastico nella sclerosi e per ridurre i tremori nella sindrome di Tourette. Solo negli ultimi anni le regioni hanno iniziato, però, ad affrontare l’argomento La Regione Emilia-febbraio di quest’anno ha deciso di prendere a carico del sistema regionale la prescrizione di cannabis per il dolore cronico e spasticità. Può essere prescritta e rimborsata, dunque,a pazienti che soffrono di forti dolori, dovuti a lesioni della spina dorsale o a dolori neuropatici, ai pazienti con sclerosi multipla per ridurre gli spasmi. Sei le preparazioni farmaceutiche vendute in Italia, tutte con diverso dosaggio dei due principi attivi della cannabis, il THC e il CBD. «La cannabis terapeutica? […]
Ansa, 12/06/2018
Francia: fioriscono negozi ‘cannabis light’
Fioriscono in Francia le boutique specializzate nella vendita della cosiddetta ‘cannabis light’. Completamente legale, con un tasso di THC allo 0,2%, inferiore cioe’ alla soglia vietata per legge, la sostanza contiene del cannabidiolo (CBD), una molecola della cannabis che non provoca euforia ma, scrive Le Monde in edicola oggi, effetti “rilassanti ed ansiolitici”. Un ‘Cofyshop’ ha aperto le porte a inizio giugno nell’undicesimo arrondissement di Parigi, ma la molecola e’ presente anche in alcuni tipi di sigarette elettroniche in vendita da anni, e negozi specializzati nel CBD sono comparsi negli ultimi sei mesi anche in altre citta’ di Francia, dalla Provenza e la Costa Azzurra, fino alla Borgogna e nel Nord della Francia. Eppure, scrive Le Monde, “vendere del CBD non e’ impresa facile, vietato “dire che i questi prodotti possono essere fumati o vantarne i benefici per la salute”. Gran parte delle boutique francesi si riforniscono in Svizzera, dove la regolamentazione e’ piu’ flessibile. In Francia, la legislazione e’ ancora molto vaga, una forma di vuoto giuridico che non facilita il lavoro delle forze dell’ordine che non sanno come intervenire.