Rassegna stampa_18 giugno 2018
SCENARIO TABACCO
Ansa.it, 15/06/2018
Switch a sigaretta ‘che non brucia’ abbassa rischio malattie
Dopo sei mesi effetti simili a quando si smette. Se si passa dalle sigarette ad Iqos, il dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo, dopo sei mesi si hanno miglioramenti nei valori di diversi indicatori legati alla salute paragonabili a quelli di chi smette del tutto. Lo affermano i dati presentati da Philip Morris, che ha ideato il dispositivo, al Global Nicotine Forum in corso a Varsavia. Lo studio è stato condotto su circa mille fumatori, a metà dei quali è stato chiesto di passare al dispositivo, mentre l’altra metà continuava a fumare almeno dieci sigarette al giorno. Nei soggetti sono stati misurati i livelli di otto biomarcatori ‘spie’ di diversi processi, dall’infiammazione alla funzionalità dei polmoni. “l’effetto – spiega Moira Gilchrist, vicepresidente per la comunicazione scientifica – va nella stessa direzione di quando si smette di fumare. Tutte le evidenze puntano sul fatto che il prodotto è molto diverso dalle sigarette in termini di rischio, è molto più vicino allo smettere di fumare. Ovviamente non è ‘risk free’, contiene nicotina che è una sostanza che dà dipendenza, ma tutti i dati ci dicono che è una scelta molto migliore di continuare a fumare”. L’entità dei miglioramenti varia da qualche punto percentuale per qualche marcatore fino a oltre il 40%. “Dobbiamo vedere questi dati nel contesto di cosa accade quando si smette di fumare, che rimane la scelta migliore per un fumatore per ridurre il rischio. Anche quando si smette le differenze nei biomarcatori rimangono piccole, e aumentano nel tempo. Ci aspettiamo di vedere effetti maggiori proseguendo lo studio, ma la cosa importante è che la direzione in cui vanno i valori è la stessa di quando si smette, e anche l’entità dell’effetto è simile. Continueremo questo studio anche a tre e cinque anni per avere più dati”.
Panorama.it, 15/06/2018
Più investimenti sulla cultura per battere la criminalità organizzata
Panorama d’Italia accende il dibattito sugli strumenti necessari per sostenere il riscatto di Napoli. Le iniziative al rione Sanità […] Pasquale Niglio di Philip Morris Italia ricorda il grande impegno dell’azienda a favore della legalità: “Noi crediamo in questo paese e ci investiamo – dice – non a caso abbiamo costruito uno stabilimento a Bologna. E collaboriamo con le forze dell’ordine. In Italia il contrabbando di sigarette ha un’incidenza del 5%, a Napoli del 30%. Così si finanzia una holding con grandissimi profitti”. Philip Morris ha quindi messo in piedi un progetto da 100 milioni di dollari in tre anni per finanziare centri di ricerca “dedicati allo studio della contraffazione e ai fenomeni correlati: di questi 4 milioni di euro sono stati destinati a centri di ricerca italiani”. […]
LiberoQuotidiano.it – 17/06/2018
Utilizzare ‘glo’ riduce l’esposizione alle sostanze più dannose del fumo
Uno studio condotto dagli esperti di British American Tobacco ha evidenziato che nei fumatori che sono passati dalla sigaretta tradizionale a ‘glo’ – un prodotto progettato per scaldare il tabacco senza bruciarlo, il cui vapore contiene il 90-95 per cento circa di sostanze chimiche nocive in meno rispetto al fumo – si assiste a una riduzione sostanziale dell’esposizione alle sostanze chimiche nocive legate, appunto, al fumo. In alcuni casi, i livelli di riduzione delle esposizioni sono risultati analoghi a quelli registrati in chi ha smesso completamente di fumare. È ampiamente riconosciuto che la maggior parte dei rischi associati al tabacco è causato dall’inalazione di sostanze chimiche nocive che si sprigionano con la combustione: per questo British American Tobacco si è dedicata allo sviluppo e alla vendita di una gamma di prodotti a potenziale rischio ridotto, che offrono il piacere di fumare senza però bruciare il tabacco.
Tiscali.it, 15/06/2018
Intervista a Marina Trani, Head of Next Generation Products (NGP) R&D, British American Tobacco (BAT)
Su che cosa si sono concentrati i vostri studi per progettare glo? Glo, il nuovo e innovativo prodotto a base di tabacco riscaldato del Gruppo British American Tobacco (BAT) è stato sviluppato nel Regno Unito presso il nostro centro di Ricerca e Sviluppo a Southampton, con la collaborazione di oltre 100 esperti in cinque continenti tra scienziati, ingegneri, designer, esperti di tabacco e tossicologi. La realizzazione di glo ha richiesto quattro anni di lavoro e ingenti investimenti: negli ultimi 6 anni BAT ha infatti investito oltre 2,5 miliardi di dollari nei prodotti di nuova generazione. […] Come si pone questo nuovo prodotto in relazione alla sigaretta elettronica? In entrambi i casi si tratta di prodotti innovativi che rappresentano delle soluzioni alternative alle sigarette tradizionali, dotate di un potenziale di rischio ridotto. I prodotti di nuova generazione si dividono prevalentemente in 2 categorie: i prodotti da vaping, definiti comunemente “sigarette elettroniche” o “vaporizzatori”, e i prodotti a tabacco riscaldato (THP – Tobacco Heating Products o HNB – Heat Not Burn). […]Quali possono essere i suoi sviluppi futuri? Gli sviluppi futuri dei prodotti di nuova generazione come glo sono potenzialmente infiniti. Basti pensare a cosa è accaduto nel mondo dei telefoni cellulari, dove in pochi decenni abbiamo assistito ad una autentica, costante e continua rivoluzione. […]
http://notizie.tiscali.it/salute/articoli/british-tobacco/
QuotidianoSanità.it, 16/06/2018
Mondiali di calcio in Russia: ecco i video dell’Oms per promuovere tra i tifosi i migliori stili di vita
L’Organizzazione mondiale della Sanità ha realizzato tre video che saranno proiettati prima e durante i mondiali di calcio, ma anche durante il normale campionato russo (l’esperienza sarà ripresa anche in altri stati) per raggiungere gli appassionati di calcio e promuovere una vita più sana e più attiva. […]La campagna è composta da 3 video (in russo con i sottotitoli in inglese), ognuno dei quali affronta un problema chiave per la salute: Uso del tabacco: l’uso del tabacco è una delle scelte di vita più dannose. L’Oms ha stimato che l’uso del tabacco è attualmente responsabile del 16% di tutti i decessi negli adulti con più di 30 anni nella Regione Europea dell’OMS, con molti di questi decessi che si verificano prematuramente. […]
http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=62896
IL Gazzettino, Ed. Venezia Mestre – 18/06/2018 (allegato)
Il nuovo sigaro trevigiano lancia la sfida al Toscano
In Veneto,il tabacco si coltiva da cinquecento anni.Da quando,si narra,un monaco benedettino di ritorno dal Nuovo Mondo portòcon sédei semi e li piantò.Al tempo si chiamava “Erba del Gran Priore”Erba Santa”.Per gli abitanti della zona del Brenta e del Grappa fu una manna e ben presto sostituìle coltivazioni di canapa,granoturco e miglio.L’uso del tabacco si diffuse rapidamente e,alla metàdel Seicento,la Repubblica di Venezia,che ne aveva fiutato l’importanza commerciale,ne vietòla semina,l’impianto e la vendita privata.Nei secoli,tale provvedimento èdiventato il monopolio di Stato che,nell’ambito della produzione di sigari,fino al 2000 era detenuto esclusivamente da Manifatture Sigaro Toscano.Fino al 2013,nessuno aveva osato sfidare il colosso italiano dei sigari.Lo ha fatto Cesare Pietrella,imprenditore di Vittorio Veneto,che ha fondato,nella zona industriale di Orsago,il Moderno Opificio del Sigaro Italiano.Èstato definito “un folle”.Ed in effetti solo un folle poteva mettersi in testa di sfidare un´ex monopolista con 200 anni di storia alle spalle.«La volontàera quella di offrire al mercato una valida alternativa all´prodotto italiano,di nome e quasi di fatto – spiega Pietrella – presente nel panorama del sigaro italiano,grazie ad una visione fantascientifica,ma ad un background solido nel settore del tabacco».
La Sicilia, 18/06/2018
Parte la campagna per ridurre i danni del fumo
Al via la serie di eventi che precedono l’inaugurazione del CoEHAR – il primo Centro di ricerca italiano per la riduzione del danno da fumo che ha sede nel Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università Domani al lido Bellatrix dalle 13 alle 19 sarà”Switch on the beach”,l’appuntamento dedicato alla promozione della salute e alla riduzione del danno da fumo che coinvolgeràbagnanti,studenti e i ricercatori dell’ateneo in una delle location piùbelle della costa siciliana. Per l’intera giornata i fumatori potranno ricevere consulenza gratuita e personalizzata.Un gruppo di ricercatori effettueràgratuitamente la misurazione del monossido di carbonio,della dipendenza tabagica, della motivazione a smettere e del livello d’ansia partire dalle 16,gli istruttori del gruppo Esa Diving School proporranno l’emozionante esperienza del “battesimo del mare”.I subacquei accoglieranno il tramonto con una sorpresa e saranno a disposizione del pubblico per far conoscere le meraviglie dei fondali catanesi.L’evento – promosso dalla Lega italiana antifumo – vede anche la partecipazione del Cpct – Centro per la prevenzione e cura al tabagismo del Policlinico e del Cus.A coordinare le attività della giornata ci saràil prof.Riccardo Polosa, neodirettore del CoEHAR ed il presidente della Liaf Ezio Campagna.”Switch on the beach”coinvolgerà i bagnanti,l’ambiente scientifico e un gruppo numeroso di ricercatori del nostro stesso ateneo. Attività subacquea e ricerca scientifica uniranno le loro forze per dimostrare ai tantissimi fumatori,amanti del mare e non,che liberarsi dal tabagismo è possibile e condurre una vita più sana è il primo passo per riuscirci.
SCENARIO SIGARETTA ELETTRONICA
Meteoweb.eu, 15/06/2018
Salute: il 2% della popolazione europea usa prodotti alternativi alle sigarette
Nell’ambito del Global Nicotine Forum di Varsavia è emerso che almeno il 2% della popolazione europea usa i prodotti alternativi alle sigarette, dalle e-cig a quelle che “non bruciano”. Durante una delle sessioni si è rilevato che sono in corso 146 studi che stanno cercando di dimostrare che il passaggio dalle sigarette elettroniche ai nuovi dispositivi apporterebbe benefici paragonabili a smettere di fumare. Nonostante la popolarità (secondo alcune stime nel mondo ci sarebbero 35 milioni di “svapatori” che diventeranno 55 milioni nel 2021), in alcuni Paesi i dispositivi non hanno vita facile: in Australia ad esempio sono vietati.
http://www.meteoweb.eu/2018/06/popolazione-europea-sigarette/1109974/#CYDrsIg247OixyQc.99
*Notizia ripresa anche da Sigmagazine.it
Ansa.it, 16/06/2018
Tailandia tabù per sigarette elettroniche, si rischia arresto
E-cig vietate anche in Australia, va meglio in Europa – In Tailandia si può essere arrestati perché si possiede una sigaretta elettronica, persino se si viene da un altro paese. Lo ha rivelato una ricerca presentata al Global Nicotine Forum che si chiude oggi a Varsavia. L’indagine è stata condotta chiedendo alle organizzazioni che fanno parte dell’International Network of Nicotine Consumer Organisations di ‘nominare’ i cinque peggiori paesi dove ‘svapare’ e i cinque migliori. La Tailandia ha vinto con 33 menzioni, mentre al secondo posto si è piazzata l’Australia, dove è vietata la vendita delle e-cig che contengono nicotina. “La Tailandia ha un approccio draconiano con i turisti e la popolazione locale, che vengono regolarmente arrestati per ‘vaping’ – spiega Asa Ace Saligupta dell’organizzazione End Cigarette Smoke Thailand -. La Polizia spesso perquisisce le auto ai posti di blocco cercando e-cig e poi le usa per estorcere le multe”.L’Italia non ha ricevuto nessuna ‘nomination’ in un senso o nell’altro, mentre i paesi migliori dove svapare sono Gran Bretagna, che ha la legislazione più permissiva e dove usano questi dispositivi tre milioni di persone, seguita da Germania e Francia. “Quattro anni fa la Gran Bretagna stava cercando di bandire totalmente le e-cig – spiega Gerry Stimson della charity New Nicotine Alliance -. Oggi ha tre milioni di svapatori, e questo sta accelerando il declino dei fumatori tra i britannici”.
*Notizia ripresa anche da Giornale di Sicilia, MeteoWeb, Sigmagazine.it , BlizQuotidiano.it, Politicamentecorretto.
IlSussidiario.net – 16/06/2018
Le sigarette elettroniche consumano il cuore e le vene. Possono causare trombosi e altre malattie vascolari
Le sigarette elettroniche consumano il cuore e le vene, possono causare trombosi e altre malattie vascolari. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori della Boston University. Le sigarette elettroniche Alcuni studiosi della Boston University School of Medicine (BUSM), hanno effettuato una ricerca riguardante i danni provocati dalle sigarette elettroniche, strumento introdotto nel mercato da pochi anni a questa parte, e che dovrebbe rappresentare un’alternativa sana alle classiche sigarette. In realtà, stando ai dati raccolti dagli studiosi di cui sopra, studio poi pubblicato su Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, le e-cig non sarebbero poi così poco dannose come si potrebbe pensare. […]
*Notizia ripresa anche da Meteoweb.eu
Sigmagazine.it – 17/06/2018
Associazioni sigarette elettroniche, Polosa: “Bene Anpvu in rete mondiale”
“Sono felice che anche i consumatori italiani si stanno organizzando con le associazioni di altri paesi per affrontare con maggiore forza ed efficacia la lotta al tabagismo e per difendere il proprio sacrosanto diritto di scelta per la salute”. Lo ha dichiarato Riccardo Polosa attraverso il sito della Liaf apprendendo direttamente a Varsavia dell’ingresso di Anpvu, l’associazione italiana dei consumatori di sigarette elettroniche, all’interno del network internazionale Innco. Proprio il professore catanese ha tenuto la lettura inaugurale dell’International Network of Nicotine Consumer Organisation, la coalizione di associazioni di svapatori nata in Svizzera con lo scopo di difendere i principi della riduzione del rischio fumo correlato sostenendo e promuovendo il diritto di tutti i fumatori di scegliere strumenti alternativi più sicuri e meno dannosi per la salute. Proprio poche settimane fa Polosa è stato nominato consigliere scientifico di Innco.
https://www.sigmagazine.it/2018/06/polosa-anpvu/
ALTRO
Askanews.it, 15/06/2018
Umbria, 60 pazienti curati con farmaci a base cannabis
“In Umbria sono 60 i pazienti attualmente trattati con farmaci a base di cannabis e i risultati sono soddisfacenti, ma ci sono criticità per l’approvvigionamento di questi prodotti”: lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, intervenendo stamani a Spoleto al convegno nazionale sullo stato dell’arte dell’utilizzo della cannabis terapeutica, organizzato dalla Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera), in collaborazione con la Usl Umbria 2. “L’Umbria – ha sottolineato Barberini – è stata la terza Regione in Italia a essersi dotata di una legge regionale (n. 7/2014) per l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico e i risultati sono positivi, perché l’uso di questa sostanza si è rivelato estremamente efficace per alleviare il dolore in presenza di malattie gravi come ad esempio la sclerosi multipla. È stato anche costituito un Comitato tecnico- scientifico per vigilare sulla correttezza delle procedure e assicurare livelli uniformi per l’accesso e l’erogazione dei farmaci cannabinoidi. Restano purtroppo le difficoltà legate al reperimento di questi prodotti, perché le Regioni da sole non hanno la possibilità d’intervenire in questo ambito particolare”.
*Notizia ripresa anche da QuotidianoSanità, Perugia Today, Tutto Oggi
Il Giornale – 17/06/2018
Il calvario di Billy: vietato olio-cannabis contro l’epilessia
Un anno fa il giovane Billy Caldwell aveva fatto la Storia. Il ragazzino irlandese di 12 anni, affetto da una forma gravissima di epilessia, era stato il primo paziente in America a essere sottoposto a una cura a base di CBD oil, un estratto naturale della marijuana, e il primo a cui la stessa cura era poi stata prescritta dal servizio sanitario nazionale britannico. Un lieto ×ne? Non proprio. Dopo un anno di cura con effetti che la madre non esita a de×nire miracolosi, in maggio il Dipartimento per la Salute ha detto al medico curante di Billy che non poteva più prescrivergli sostanza che nel Regno Unito continua ad essere considerata una droga di classe B e non una medicina. La signora Caldwell si è recata per acquistarla a Toronto, in Canada, Paese in cui la sua somministrazione per motivi terapeutici è legale. Al loro rientro però le autorità aeroportuali di Heathrow hanno sequestrato il quantitativo che serviva per sei mesi di cure e dopo soli cinque giorni Billy ha dovuto essere ricoverato in ospedale perché gli attacchi epilettici erano ripresi così frequenti da far temere per la sua vita. Prima di assumere l’olio alla cannabis, il bambino poteva avere ×no a cento attacchi al giorno ed era stato anche indotto in coma per evitare che la patologia lo uccidesse. Dopo aver iniziato la cura invece, le crisi erano diminuite in modo drastico, ma questo non è bastato a far cambiare la legge inglese in materia.
Gazzetta Dell’Adda – 16/06/2019
Il sindaco vara la crociata contro la «cannabis light»
l sindaco Danila Villa si schiera apertamente contro la diffusione dei nuovi negozi che vendono prodotti a base di canapa varando un’ordinanza ad hoc.Il provvedimento, unico al momento in Lombardia, è stato pubblicato nei giorni scorsi sull’albo pretorio del Comune e, di fatto, impone a tutti quelli che vorrebbero aprire in città un punto di vendita al dettaglio di materiale, alimentare e non,con contenuto di principio attivo in grado di produrre effetti stupefacenti (Thc)entro i limiti di legge (presenza di principio psicotrotetraidrocannabinolo, inferiore allo 0.2 l’obbligo di farlo a una distanza di almeno 500 metri da asili,scuole di ogni ordine e grado, luoghi destinati al culto, oratori, centri di aggregazione giovanile, di altri locali atti a finalità educative e socio assistenziali. Considerando, tra l’altro sia le strutture esistenti alla data di presentazione della Scia (l’acronimo sta per Segnalazione certificata inizio attività)da parte del venditore ,sia quelli non ancora realizzati,ma di cui è stata presentata la pratica edilizia.In secondo luogo, il primo cittadino invita l’esercente a richiedere il documento di identità agli avventori,di modo da evitare di vendere questi prodotti ai minorenni.Nell’ordinanza è infatti scritto che «i vincoli posti sono diretti alla tutela della salute della collettività e dei soggetti più sensibili e privi di adeguata coscienza critica. […]
Gazzetta Dell’Adda – 16/06/2019
Non soltanto sigarette, ma pure cibi e tanto altro
A fine 2016 l’Italia Italia decide di regolamentare la coltivazione e la lavorazione della canapa e da allora si èaperto un vero e proprio mondo che in poco tempo ha generato un volume di affari milionario. Il 2017 èstato l’anno del «boom»con la cosiddetta «Cannabis light»(ovvero con il suo potere di stupefacente altamente depotenziato)che diventa un prodotto sempre piùrichiesto.A fine maggio,con una circolare ministeriale èstato definito che la coltivazione della canapa «èconsentita senza necessitàdi autorizzazione,che viene richiesta solo se la piana ha un tasso di THC di oltre lo 0,2 come previsto dal regolamento europeo.Qualora la percentuale risulti superiore ma entro il limite dello 0,6 l’agricoltore non ha alcuna responsabilità;in caso venga accertato un tasso superiore allo 0,6 l’autoritàgiudiziaria puòdisporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa».L’offerta èvastissima,basti pensare che nel settore alimentare si va dalle uova alla birra,dalla cioccolata ai biscotti,dalle crostate alle tisane al nero afgano ai prodotti a chilometro zero.