Rassegna stampa_18 luglio 2018
SCENARIO TABACCO
Italia Oggi, 18/07/2018
Il no al fumo? Con il passaparola
La comunicazione deve disincentivare i prodotti più dannosi Il no al fumo? Con il passaparola «È la più grande campagna antifumo che il mondo abbia mai visto»: l’amministratore delegato di Philip Morris Italia Eugenio Sidoli punta sulla conversione dei consumatori, facendo cambiare il modo di consumare tabacco. «Abbiamo venduto fumo per 150 anni e da vent’anni abbiamo cominciato a studiare i fattori di rischio. Non è la nicotina il problema delle sigarette, ma la combustione, che dà vita a molti composti tossici». In Italia, e poi in altri 40 mercati, Philip Morris ha dato vita alla sperimentazione di un prodotto senza fumo, Iqos, che riscalda il tabacco senza che ci sia combustione. L’obiettivo è una vera «conversione di massa», una transizione che è già cominciata e sta producendo risultati straordinari. «Il paese dove il prodotto ha più successo è il Giappone, in cui il 17% dei fumatori si è già convertito. In Italia siamo vicini al 2%, con una performance in continua crescita», continua il numero uno italiano della multinazionale del tabacco. […] A ItaliaOggi Sidoli dice che «il passaparola è uno strumento molto importante, per la naturale attendibilità delle informazioni che riceviamo da un amico, un conoscente che parla molto bene di un prodotto che ha adottato, soprattutto in una categoria come il fumo che è molto complessa, perché l’abitudine a consumare il prodotto è molto radicata. […]
Il Tirreno, 18/07/2018
Stefano Mariotti ad della Manifattura Sigaro Toscano
Stefano Mariotti è il nuovo amministratore delegato di Manifatture Sigaro Toscano. Con la nomina di Mariotti si completa la squadra di vertice che lavorerà per rafforzare la presenza di MST sui mercati internazionali. Nei mesi scorsi l’Assemblea aveva nominato il nuovo consiglio d’amministrazione, di cui Luca di Montezemolo è presidente, mentre Gaetano Maccaferri e Aurelio Regina sono i vicepresidenti. Mariotti, laureato in Scienze dell’informazione, dal 2014 ha ricoperto in Manifatture Sigaro Toscano il ruolo di direttore generale. In precedenza, dopo una breve parentesi in Ibm, ha sempre lavorato a stretto contatto con il mondo del tabacco, prima nella affiliata di Philip Morris In Italia e dal 2001 in British American Tobacco, in Italia dapprima e in seguito in Svizzera come amministratore delegato di BAT International. MST ha chiuso il 2016 con 100 milioni di euro ricavi, 203 milioni di pezzi pro- dotti di cui 3 milioni realizzati a mano, 35 venduti ol-tre confine, 50 tonnellate di trinciati, oltre 70 paesi in cui viene esportato. L’Assemblea ha approvato an- che il bilancio 2017 che ha risultati positivi: il fattura- to sale a 102,8 milioni di euro, con un Ebitda di 33,2 milioni e utile netto di 17,3 milioni. Particolarmente significativo il risultato dell’export.
SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE
Sigmagazine.it, 17/07/2018
Juul, la piccola pod-mod californiana alla conquista dell’Europa
Juul, la start-up di San Francisco che ha divorato il mercato americano con la sua piccola pod-mod, sbarca in Europa. In particolare nel Regno Unito, sperando di bissare il successo avuto in patria in quello che è il secondo mercato mondiale per le sigarette elettroniche, grazie anche al sostegno delle istituzioni sanitarie. In Gran Bretagna, infatti, si contano circa 2,8 milioni di vaper e 7,4 milioni di fumatori: c’è dunque un ampio margine di clienti potenziali. La storia di Juul, come racconta oggi il Financial Times, è quella di un’azienda fondata nel 2015 e che in poco tempo si è conquistata il mercato interno, coprendo da sola oggi il 70 per cento di tutte le vendite di sigarette elettroniche. Il forte attivo registrato dall’azienda verrà ora utilizzato per espandersi a livello internazionale. […] Gran parte del successo di Juul, infatti, è dovuto al fatto che funziona con pod di liquido ad alto contenuto di nicotina (50mg/ml), che fa sì che questa abbia un effetto molto più veloce rispetto alle comuni ecig. In Europa, però, la Tpd – e tutte le leggi nazionali che l’hanno recepita – vietano concentrazioni così elevate, ponendo il limite a 20 mg/ml. […]
https://www.sigmagazine.it/2018/07/juul-uk/
SigMagazine.it, 17/07/2018
Sigaretta elettronica, medici chiedono diffusione popolare di massa
Nonostante sia il Paese maggiormente preso a modello virtuoso sulle politiche sanitarie antitabagiche, il Regno Unito non si accontenta. Le statistiche indicano che negli ultimi dieci anni il numero dei fumatori è in costante calo. Eppure la comunità scientifica sottolinea come non si stia facendo ancora abbastanza. È difficile da credere ma è proprio così: il Regno Unito vuole tracciare un sentiero antitabacco ancora inesplorato e, soprattutto, vuole dare l’esempio. Ed è pronta ad avviare una nuova campagna di sensibilizzazione e potenziamento nella diffusione della sigaretta elettronica. […]
https://www.sigmagazine.it/2018/07/sigaretta-elettronica-diffusione-di-massa/
SigMagazine.it – 17/07/2018
Temptation Island, nel reality va in onda Iqos
[…] la vera novità […] è la comparsa di Iqos, il riscaldatore di tabacco prodotto dalla multinazionale del tabacco Philip Morris. Nei momenti clou, quando la conversazione fra un fidanzato e un single inizia a farsi rovente, immancabilmente i protagonisti la estraggono, inseriscono la heet nel dispositivo (a volte un po’ maldestramente) e la tengono lì, in bella vista. Sembra proprio che il gigante del tabacco abbia tirato fuori l’artiglieria pesante. Dalle stazioni ai centri commerciali, dai ristoranti agli alberghi di lusso, dalle fiere non di settore agli eventi glamour, ormai è impossibile mettere il naso fuori di casa senza inciampare nel famoso riscaldatore di tabacco. Ma adesso lqos entra anche dentro casa, comodamente trasportata via etere fino al divano del proprio salotto. Sappiamo bene che le vie del product placement sono infinite, così come le capacità e le abilità commerciali di Philip Morris, ma di fronte all’ostracismo istituzionale verso la sigaretta elettronica, non riusciamo a sopprimere una domanda. Non sarebbe ora di smettere di fare figli e figliastri? […]
https://www.sigmagazine.it/2018/07/temptation-island-iqos/
ALTRO
Agi.it, 17/07/2018
Il medicinale che potrebbe legalizzare la marijuana negli Usa
In un medicinale derivato dalla marijuana gli Stati Uniti inseguono la legalizzazione delle droghe leggere, che è già arrivata per scopi medici in 30 dei cinquanta Stati membri. Il 25 giugno l’Autorità statunitense per gli alimenti e i medicinali (Fda, Food and Drug Administration) ha approvato un medicinale direttamente ricavato dalla cannabis: l’Epidiolex. Prodotto dalla britannica GW Pharmaceuticals, questo medicinale è ricavato dal cannabidiolo (Cbd), uno dei due principali componenti della marijuana insieme al tetraidrocannabinolo (Thc), sostanza responsabile degli effetti psicotropi tipicamente collegati all’utilizzo di questa droga. L’Epidiolex sa di frutta, ed è stato specificamente approvato dalla Fda per il trattamento della sindrome di Lennox-Gastaut e per la sindrome di Dravet. […]
Il Giornale – 18/07/2018
La marijuana a Wall Street Il Nasdaq rompe ogni tabù
La legalizzazione per fini medici procede. Aumentano le offerte di titoli da «sballo» compresi indici, fondi ed etf Tilray sarà il primo produttore di marijuana a quotarsi in via esclusiva e diretta sul Nasdaq. Il debutto è atteso domani e, almeno sulla carta, è dirompente. A cinquant’anni dagli hippy e, nonostante gli assodati usi medicali che hanno portato alla legalizzazione almeno parziale della cannabis in mezzo mondo, il settore è ancora considerato quasi semi clandestino dalla blasonata Wall Street. Infatti, finora la Borsa americana ha sempre storto il naso di fronte ai coltivatori «puri» da non confondere quindi con chi propone anche il business dei terreni immobiliari coltivati, con innovative start up anche commerciali o società para medicali. E Tilray, di mestiere, coltiva e vende legalmente marijuana con obiettivi terapeutici. […]
Il Manifesto – 18/07/2018
La cannabis riduce ansia, depressione e stress
La Cannabis è una pianta medica con sicuri effetti psicoattivi, che in genere si evidenziano a dosaggi comunque alti, e non con le dosi normalmente usate in terapia. Ora uno studio suggerisce che basse dosi possano avere effetto contro ansia, depressione e stress. Gli scienziati dell’Università diWashington (Cuttler e coll. , Journal of Affective Disorders 2018) hanno impiegato unametodica particolare per giungere a queste conclusioni: una app (Stainprint) utilizzata per tenere traccia degli usi medici e dell’entità dei sintomi in 280malattie diverse. La app registrava il sesso, la quantità di cannabis usata (in «puff», singole boccate) e le percentuali dei principi attivi principali, cioè THC (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo). Il THC è notoriamente responsabile degli effetti psicoattivi della canapa, mentre il secondo non ha azione psicoattiva e anzi contrasta gli effetti del THC. Sono state studiate le 12.000 risposte di circa 1.400 pazienti che usavano la cannabis per i tre disturbi sopra citati. Dopo 20minuti dall’uso di cannabis i pazienti dovevano quantificare l’entità dei loro sintomi su una scala da 0 a 10. L’app ha permesso agli studiosi di “osservare” le risposte non nel chiuso di laboratori, ambulatori od ospedali, ma nella loro vita reale, e infatti nel titolo dello studio si parla di «esame naturalistico». […]