Rassegna stampa_25 gennaio 2019
SCENARIO TABACCO
Firstonline.info, 25/01/2019
Philip Morris, un futuro senza fumo è possibile
Il gruppo leader nel settore del tabacco a livello mondiale ha avviato la sua rivoluzione e ha proposto una soluzione innovativa: costruire un futuro senza fumo, sviluppando una serie di prodotti alternativi a potenziale rischio ridotto per i consumatori – Il caso del Giappone e l’investimento di Crespellano in provincia di Bologna. Da quando la sostenibilità è arrivata nel mercato delle sigarette, si può parlare di rivoluzione anche nel settore del tabacco. Da tempo la sfida è stata raccolta anche dalla Philip Morris International che, oltre alla produzione e alla commercializzazione di sigarette in oltre 180 Paesi nel mondo, ha deciso di impegnarsi nello sviluppo di prodotti senza fumo a potenziale rischio ridotto. A tal proposito, la spesa in ricerca e sviluppo condotta dal gruppo leader nel settore del tabacco a livello mondiale registra un investimento complessivo di oltre 3 miliardi di dollari, 15 anni di lavoro e un team di 430 scienziati e ingegneri provenienti da 40 paesi. L’obiettivo di Philip Morris sia in Italia sia nel resto del mondo è avviare una profonda trasformazione costruendo un futuro senza fumo spostando l’attenzione della clientela sui nuovi prodotti oggetto di sperimentazione. Ferma convinzione rimane che non esista alternativa migliore per la salute delle persone, quella di smettere del tutto di fumare: “In Philip Morris – dicono nella multinazionale – sosteniamo con vigore che non c’è nulla che sia meglio dello smettere di fumare, ma siamo convinti di poter avere un grosso impatto sulla salute pubblica promuovendo alternative al fumo di sigaretta. Ecco perché stiamo investendo molto in prodotti alternativi che soddisfino i fumatori adulti ma che abbiano il potenziale di ridurre il rischio rispetto al fumo di sigaretta”. […] Philip Morris International ha concentrato i propri sforzi in due direzioni, entrambe volte a eliminare la combustione del tabacco: la prima consiste nello scaldare il tabacco per generare un vapore contenente nicotina, riducendo al contempo i livelli di sostanze chimiche dannose, l’altra consiste nel produrre un vapore contenente nicotina ma senza utilizzare tabacco.
https://www.firstonline.info/philip-morris-un-futuro-senza-fumo-e-possibile/
Ilsalvagente.it, 24/01/2019
L’inchiesta del Guardian: 106 lobby liberiste finanziate da Big tobacco
Numeri impressionanti. Secondo il quotidiano britannico, almeno 106 thinktank in 24 paesi ( tra cui non compare l’Italia) hanno accettato donazioni da compagnie del tabacco, discusso contro le politiche di controllo del tabacco richieste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), o entrambe. I gruppi esaminati dal Guardian si sono opposti, in vario modo, al semplice confezionamento di sigarette, scritto ai regolatori a sostegno di nuovi prodotti del tabacco o promosso ricerche finanziate dall’industria. In un caso estremo, un think-think di base in Africa ha messo in dubbio se il legame tra cancro e fumo “dovesse ancora essere stabilito empiricamente”, prima di ritirare l’affermazione. Patricio Marquez, specialista principale delle pratiche globali di salute presso la Banca Mondiale, ha affermato che tale attività potrebbe avere un impatto sugli sforzi di sanità pubblica. I thinktanks “hanno creato un arsenale di prove al fine di influenzare il processo legislativo e decisionale”, ha affermato. Le prove. Philip Morris International, British American Tobacco (BAT), Japan Tobacco, Altria e Reynolds American hanno tutti fatto donazioni ai thinktanks di libero mercato analizzati dal Guardian. Negli Stati Uniti, la Heritage Foundation, il Cato Institute e Americans for Tax Reform hanno accettato tutte le donazioni dell’industria del tabacco e hanno continuato a commentare la politica sul tabacco. Nel Regno Unito, l’Adam Smith Institute e l’Institute of Economic Affairs hanno fatto lo stesso. Ad esempio, la Heritage Foundation ha accettato donazioni dal produttore americano Marlboro Altria nel 2012, 2013, 2014 e 2016. “Nel 2018 – scrive The Guardian – uno studioso della Heritage ha testimoniato davanti alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti a favore del nuovo prodotto IQOS di Philip Morris International, che riscalda ma non brucia tabacco”.
TVsvizzera.it, 23/01/2019
Sigarette, quelle esportate in Africa sono più tossiche
Un’inchiesta pubblicata dalla ong Public Eye rivela che le sigarette esportate dalla Svizzera verso i paesi africani -dove il consumo di tabacco è in aumento, specie tra i giovani- contengono più nicotina e monossido di carbonio di quelle destinate al mercato interno o europeo. Philip Morris: “i nostri prodotti rispondono alle preferenze dei consumatori adulti”. Philip Morris, American British Tobacco, Japan Tobacco international: sono tutte multinazionali con giro d’affari miliardario e sede nella Confederazione, che esporta sigarette per un fatturato analogo a quello del cioccolato. Secondo le analisi effettuate su 30 pacchetti provenienti dal Marocco, i valori di nicotina e monossido di carbonio superano quelli delle ‘bionde’ vendute in Francia e Svizzera o non corrispondono a quelli dichiarati sulla confezione. “L’Africa è un bacino vivente di futuri fumatori. È il continente dove il mercato esploderà da qui al 2025 secondo l’OMS. Sarà la zona del mondo dove si fumerà di più. Ed è per questo che per i produttori è fondamentale conquistare fumatori sin dalla più giovane età in questi paesi”. Maurisse cita l’esempio del Congo, dove in meno di 10 anni si è passati dal 13 al 43% di fumatori, molti dei quali risultano avere meno di 15 anni. Interpellata dalla Radiotelevisione svizzera, Philip Morris, respinge le accuse. “Tutti i nostri prodotti sono creati per rispondere alle preferenze dei consumatori adulti e i loro gusti nei diversi paesi, tenendo conto delle regole applicate in questi paesi.”
Notizieora.it, 23/01/2019
Ferrari: cambia il colore della monoposto di F1 nel 2019?
[…]L’ultima voce che gira sul web a proposito della monoposto del cavallino rampante è che questa potrebbe disporre di una livrea con colore leggermente diverso da quello usato negli scorsi anni. Il Rosso Ferrari potrebbe infatti diventare leggermente più scuro nella carrozzeria della vettura a partire dal 2019. Si tratterebbe insomma dello stesso trattamento ricevuto dalla Ducati GP19 presentata solo pochi giorni fa. Questo cambio di colore deriverebbe dalla presenza sulla livera di Ferrari del logo della Mission Winnow, marchio appartenente a Philip Morris. Questo del resto sarà il nuovo Main Sponsor della scuderia di Maranello che nel 2019 infatti si chiamerà ‘Scuderia Ferrari Mission Winnow’. A quanto pare si tratterebbe di un rosso più scuro simile a quello della monoposto di Formula 1 del 2008. Nei prossimi giorni scopriremo se realmente questa indiscrezione. […]
https://www.notizieora.it/sport/motori/ferrari-cambia-il-colore-della-monoposto-di-f1-nel-2019/
SCENARIO SIGARETTA ELETTRONICA
Sigmagazine.it, 24/01/2019
Le 56 più importanti ricerche a favore della sigaretta elettronica
Il movimento Legalize Vaping offre una raccolta di ricerche che dimostrano che il vaping è meno dannoso del fumo e aiuta a smettere di fumare. […] E per sgombrare il campo dalla tanta disinformazione che, in Australia come altrove, si è sprecata sugli effetti della sigaretta elettronica, Legalise Vaping mette a disposizione una raccolta di 56 studi scientifici che dimostrano come i prodotti del vaping siano meno dannosi delle sigarette tradizionali e siano uno strumento efficace per smettere di fumare. La raccolta parte dal 2011, con uno studio condotto da Michael Siegel pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine che conclude che “le sigarette elettroniche potrebbero essere promettenti come metodo per smettere di fumare“. E si chiude con la ricerca del 2019 del team di ricerca greco di Konstantinos Farsalinos, che evidenzia come sette clienti di vapeshop su dieci abbiano smesso completamente di fumare. In mezzo troviamo tutti i momenti salienti della ricerca sul vaping degli nove anni, compresa la review dello scorso anno di Public Health England e alcuni studi del professore catanese – e nostro prezioso collaboratore – Riccardo Polosa. I risultati di molte di queste ricerche scientifiche li avete letti su queste colonne nel corso degli anni, ma averle tutte raggruppate in un’unica schermata è sicuramente uno strumento utile e di più facile consultazione. Ecco il link alla raccolta di Legalize Vaping. […]
https://www.sigmagazine.it/2019/01/56-ricerche/
Sigmagazine.it, 24/01/2019
TnTerps, il nuovo brand di liquidi per sigaretta elettronica ai terpeni
Debutterà a Napoli in occasione di Exvapo, fa parte del gruppo TntVape. Liquidi per sigarette elettroniche a base di terpeni. È la novità di TntVape che sarà presentata in occasione della fiera ExVapo di Napoli. I terpeni conferiscono alle varietà di cannabis i loro sapori caratteristici. Sono gli oli aromatici che la pianta produce e che danno ad ogni varietà un gusto fruttato o di menta, un aroma di terra o di agrumi oppure – ma non è il caso di quelli utilizzati per il vaping – un odore di formaggio. “Abbiamo riaffermato l’impegno di TntVape – spiega il Ceo Marco Cirincione – a sviluppare il mercato dei liquidi per sigaretta elettronica con prodotti di alta qualità. Presenteremo la nuova partnership per attrarre una nuova generazione di consumatori di liquidi per sigaretta elettronica, con l’introduzione di innovazioni rivoluzionarie, quali il lancio di TnTerps, nuovo marchio Italiano nella produzione di terpeni. Il lancio di nuovi marchi come TnTerps rafforza il già solido portafoglio della Divisione Prodotti di TntVape, consentendo al gruppo di rispondere alle esigenze dei consumatori e delle consumatrici di ogni età e ad ogni livello di potere d’acquisto e stile di vita”. “Inizialmente – continua Circincione – saranno cinque i prodotti immessi sul mercato, frutto dell’alta tecnologia applicata nei metodi di estrazione dei terpeni: Sativa Blend (realizzato da dieci composti, con fragranza di agrumi e mentolo dall’effetto energizzante); Indica Blend (terpeni con note di dolcezza e legno, dall’effetto rilassante); Banana Kush (miscela dolce e tropicale a predominanza Indica dà al corpo una concentrazione creativa); Gelato (composto, in grande parte, da due tipi dominanti: beta caryophyllene e limonene; la fragranza cremosa, dolce e pungente dà al corpo un effetto di euforia); Wifi Og (crossing Fire OG e The White creano questo ibrido a dominante sativa 60/40: aroma è terroso, pungente e dolce; aumenta la concentrazione, la creatività donando allo stesso tempo tranquillità e senso di benessere generale)”.
https://www.sigmagazine.it/2019/01/tnterps-terpeni-brand-tnt/
Skyvape.it, 23/01/2019
Euromedia Research: su 4000 intervistati il 6,2% utilizza sigarette elettroniche ed il 18,2% sono utenti duali
E’ sconfortante capire quanto in Italia si abbia poca concezione degli strumenti a rischio ridotto e quanto ancora si deve fare per far conoscere le sigarette elettroniche come strumento che riduce il danno da fumo. Le problematiche emerse dalla ricerca effettuata da Euromedia Research presentata durante il lancio in Italia di JUUL sono state analizzate repentinamente per mostrare una parte di utenti a cui non risulta soddisfatta dalle e-cig e piena di pregiudizi. […]L’analisi dei dati rivela come il 69,9% degli intervistati non ha mai provato le sigarette elettroniche perchè non gli interessa provarle mentre il 13,1% neanche la conosce come alternativa. Il 12,1% non l’ha mai provata perché gliene hanno parlato male e solo il 9% la trova un’alternativa costosa. […]
https://www.skyvape.it/vape/index.php/salute-italia/1654-euromedia-research
ALTRO
ItaliaOggi, 25/01/2019
Corsa alla cannabis in America
La legalizzazione della cannabis ha reso euforici i colossi dell’industria del tabacco, delle bevande e dei medicinali che stanno approfittando di questa ondata riconoscimento legale per diversificare le proprie attività su un mercato che si annuncia molto promettente, secondo quanto ha riportato Le Figaro. Altria, proprietaria di Malboro, prima industria di tabacco americana, ha acquistato a dicembre il 45% del produttore canadese Cronos che commercializza cannabis a uso ricreativo e terapeutico. Un investimento di 1,8 miliardi di dollari (1,59 miliardi di euro), quando l’impresa fattura poco più di una decina di milioni. […]I laboratori farmaceutici si stanno infilando in questo business dopo aver a lungo tergiversato per questioni di reputazione. Novartis ha annunciato a metà dicembre un partenariato tra la sua filiale di farmaci generici Sandoz e Tilray. L’intesa porta alla commercializzazione di prodotti a base di cannabis per uso terapeutico. In Canada, Pfizer, Msd e Sanofi hanno depositato una serie di brevetti. Gli altri big pharma affinano le loro ricerche. […]
https://www.italiaoggi.it/news/corsa-alla-cannabis-in-america-2330602