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Rassegna stampa_3 ottobre 2017

Il Sole 24 Ore 03/10/2017

Gima TT, sprint al debutto in Borsa

Debutto con il botto a Piazza Affari, segmento Star, per Gima TT, la società, scorporata dal gruppo Ima della famiglia Vacchi, che rimarrà controllante con una quota del 60% circa del capitale. I titoli hanno chiuso in volata del 22,4% a 15,3 euro rispetto al prezzo di collocamento di 12,5 euro. Prezzo al top della forchetta indicata dal consorzio di banche collocatrici, che hanno ricevuto richieste di oltre 8 volte l’offerta. Con l’exploit di ieri, la capitalizzazione di Gima TT si è portata sopra 1,3 miliardi. Come ha detto l’ad di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, «si tratta dell’Ipo più grande del 2017», anche se il primato rimarrà a Gima solamente fino a mercoledì, quando Pirelli tornerà sul parterre del listino italiano. Il valore attribuito da Piazza Affari a Gima TT potrebbe sembrare da capogiro, considerando che la società che ha chiuso il 2016 con un giro d’affari di circa 100 milionie un utile di 27,2 milioni. Ma il mercato, si sa, premia il percorso di crescita delle aziende: Gima TT è nata tra il 2009 e il 2010 e in pochi anni ha raggiunto 100 milioni di fatturato. La corsa dovrebbe continuare nei prossimi anni: i manager hanno già indicato che il 2017 dovrebbe chiudersi con un giro d’affari di 145 milioni, che secondo analisti ed esperti dovrebbe salire ad almeno 180 milioni nel 2019. Generoso l’ebitda margin, attorno al 40% dei ricavi. Gima TT vanta prospettive interessanti soprattutto perché opera in un mercato in forte crescita, quello del packaging di prodotti di ultima generazione derivati dal tabacco, oltre che quelli tradizionali. Per intenderci l’aziendaè legataa doppio filo alla tecnologia necessaria per le sigarette senza combustione ­ quelle che utilizzano il dispositivo iQos ­ sulle quali sta investendo molto Philip Morris, che ha già annunciato un piano da 500 milioni per aumentare la capacità produttiva nell’impianto vicino a Bologna. Gima TT, almeno in questo momento, gode di un vantaggio competitivo tecnologico che la rende praticamente una monopolista nei sistemi per l’impacchettamento e produzione di queste sigarette che fanno meno male alla salute. «Essere partiti per primi ­ ha sottolineato il presidente e ad della controllante Ima, Alberto Vacchi ­ non ci assicurerà di essere monopolisti per sempre, ma di sicuro in futuro avremo probabilmente qualcosa in più da dare rispetto a chi ancora non ha raggiunto il nostro livello di automazione». La società crescerà sia per linee interne, sia per linee esterne: ha già in programma un ampliamento dello stabilimento produttivo e in più sta studiando acquisizioni. «Guardiamoa spin off di gruppi più grandi, che ci serviranno per ampliare la nostra gamma di prodotti», ha spiegato il presidente, Sergio Marzo, che ha auspicato annunci entro la prima metà del 2018. «Saranno operazioni di piccola taglia ­ ha rassicurato – non richiederanno aumenti di capitale». In Europa le sigarette di nuova generazione sono ancora poco diffuse. «Sono un po’ più conosciute in Germania, mentre non sono ancora commercializzate in Francia. In Italia hanno una presenza marginale», ha spiegato Marzo, sottolineando invece che in Giappone, dopo il lancio avvenuto nel 2015, hanno già conquistato l’11% dei fumatori. A breve potrebbero sbarcare anche negli States, dove fino a oggi non sono commercializzate perché l’Fda, l’autorità Usa su cibo e medicine, non ha ancora dato semaforo verde. «Ma Philipp Morris auspica che Fda si pronunci entro fine anno», ha detto Marzo. A Piazza Affariè arrivato il 35% del capitale di Gima TT, che salirà al 38,5% dopo l’esercizio della green shoe. A vendere le azioni sono state Ima, che prima dell’Ipo deteneva il 70% del capitale e scenderà al 60% considerando la green shoe, e Maestrale Investimenti, società che fa capo alla famiglia Vacchi e a un gruppo di manager. L’operazione di Ipo era rivolta solo a investitori istituzionali. I numeri del gruppo 100 milioni Fatturato 2016 Gima TT ha un giro d’affari di 100 milioni e un utile di 27,2 milioni. 145 milioni Fatturato atteso per il 2017 I manager indicano che il 2017 si chiuderà con ricavi da 145 milioni.

*Notizia riportata amche da La Repubblica- Mf-il sole24ore.com-

 

Ansa.it – 02/10/2017

Kessler direttore Agenzia Dogane e Monopoli

Giovanni Kessler è il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Consiglio dei Ministri ha infatti deliberato, su proposta del Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, acquisito il parere favorevole della Conferenza unificata, “il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli a Giovanni Kessler”, come recita il comunicato finale del Cdm. L’avvio della procedura era stato deliberato dal consiglio dei ministri del 28 luglio, con l’ok della conferenza unificata arrivato il 3 agosto. Magistrato, classe 1956, Kessler è stato particolarmente attivo nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, compreso il traffico di droga e i crimini economici. Pubblico ministero dal 1985 al 2001, deputato dal 2001 al 2006 quando fece parte della Commissione d’inchiesta su Telekom Serbia, dal 2011 dirige L’Olaf, l’ufficio europeo per la lotta antifrode. Kessler prenderà il posto di Giuseppe Peleggi alla guida dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dal 2008.

 

Http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/10/02/kessler-direttore-ag.-dogane-e-monopoli_41dc7f91-09ee-4d17-a9fd-1160f3eeb2e4.html 

 

Repubblica.it – 02/10/2017

Aiom: “Sì ad aumento prezzo delle sigarette. Così si trovano anche nuovi fondi per i farmaci”

Aumentare di un centesimo il prezzo di ogni sigaretta venduta, per recuperare più di 700 milioni di euro ogni anno. E guadagnare in salute. Perché aumentare il prezzo delle sigarette funziona: pagare di più è infatti un deterrente potente al tabagismo. Lo è evidentemente per la ministra Beatrice Lorenzin che ha avanzato la proposta di aumento delle accise sul fumo e lo è per AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica. “L’aumento del prezzo delle sigarette rappresenta una battaglia di civiltà ed è una strada giù percorsa con successo da altri Paesi come l’Australia, la Norvegia e l’Irlanda. Più di centomila casi di tumore ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta. L’85-90% dei tumori del polmone, il 75% di quelli del testa e collo e della vescica, il 25-30% di quelli del pancreas sono imputabili al tabagismo”, è infatti il commento di Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM all’ipotesi di Lorenzin. “La nostra società scientifica – riprende Pinto – più di un anno fa sostenne una campagna per l’istituzione di un Fondo Nazionale per l’Oncologia, da finanziare con le accise sul tabacco: ‘1 centesimo a sigaretta’, per colpire uno dei principali fattori di rischio oncologico e garantire l’accesso a tutti i pazienti ai farmaci innovativi”. Il Governo italiano nell’ottobre 2016 istituì per la prima volta un Fondo di 500 milioni di euro da destinare alle nuove terapie anticancro. “Chiediamo – sottolinea Pinto – che venga previsto anche per il 2018 un adeguato Fondo Nazionale per i farmaci innovativi in Oncologia e che questo Fondo sia destinato alla copertura dei costi non solo dei farmaci ma anche dei test richiesti dall’agenzia regolatoria per gli stessi farmaci. Uno strumento per garantire il Fondo anche nell’immediato futuro potrebbe essere proprio l’aumento del prezzo delle sigarette. Se non vengono individuate risorse aggiuntive, nel prossimo futuro si può concretizzare il rischio che i malati non siano curati con le terapie più efficaci”. 180mila decessi annui evitabili. “Secondo l’American Cancer Society – conclude il Pinto – il consumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa il 30% di tutte le morti. In Italia questa stima corrisponde a più di 180mila decessi annui evitabili, dovuti a tumori, malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio. È importante sottolineare che smettere di fumare riduce, dopo 5 anni, del 50% il rischio di sviluppare tumori del cavo orale, dell’esofago e della vescica e, dopo 10 anni, si riduce la probabilità di avere una diagnosi di cancro del polmone. Proprio quest’ultima è la neoplasia che risente di più del vizio. La probabilità di svilupparla aumenta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori e fino a 20 volte nelle persone che consumano oltre 20 sigarette al giorno”. I dati globali sulla tassazione delle bionde. Aumentare il prezzo delle sigarette e dei prodotti da fumo sembra funzioni, si diceva. Uno studio pubblicato a dicembre 2016 su Tobacco Control sosteneva che ben sette dei 22 milioni di decessi totali risparmiati dal 2007 al 2014 a livello mondiale grazie alle misure antifumo previste dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO Framework Convention on Tobacco Control, 2005) fossero da attribuire proprio all’aumento del prezzo delle sigarette. I restanti 15 milioni si dovrebbero, invece, a tutte le altre misure individuate dall’Oms: divieti di fumo, campagne educative, limiti alla pubblicità, sostegno alla disassuefazione, monitoraggio continuo del tabagismo e così via. Sul recente rapporto ‘The economics of tobacco and tobacco control’, redatto dall’Oms e dal National Cancer Institute statunitense, leggiamo che “anche attraverso le tasse sul tabacco e l’aumento del prezzo delle sigarette” gli Stati potrebbero risparmiare “miliardi di dollari e salvare milioni divite”.

Http://www.repubblica.it/oncologia/prevenzione/2017/10/02/news/aiom_con_aumento_del_prezzo_delle_sigarette_si_trovano_nuovi_fondi_per_farmaci-177145137

 

Tg24.sky.it – 02/10/2017

Oncologi: alzare il prezzo delle sigarette per prevenire i tumori

Secondo l’Aiom “più di 100mila casi di cancro ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta”, che causa l’85-90% delle neoplasie del polmone. Per prevenirle è necessario un Fondo Nazionale, da finanziare proprio con l’aumento del costo dei pacchetti “L’aumento del prezzo delle sigarette rappresenta una battaglia di civiltà ed è una strada già percorsa con successo da altri Paesi come l’Australia, la Norvegia e l’Irlanda” per prevenire l’insorgere dei tumori. Ne è convinto Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che ritorna sulla proposta dello scorso anno del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di aumentare di un centesimo il prezzo di ogni sigaretta. Con questa misura, secondo l’esperto, si potrebbero recuperare “più di 700 milioni di euro ogni anno”. Ogni anno 100mila tumori dovuti alle sigarette “Secondo l’American Cancer Society – ricorda Pinto – il consumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa il 30% di tutte le morti, e in Italia questa stima corrisponde a più di 180mila decessi annui evitabili, dovuti a tumori, malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio”. Nello specifico, per lo specialista, “più di 100mila casi di cancro ogni anno in Italia sono dovuti al fumo di sigaretta”, che causa l’85-90% dei tumori del polmone e il 25-30% di quelli del pancreas. Un rischio che, smettendo di fumare, si ridurrebbe del 50% nel giro di cinque anni per quanto riguarda le neoplasie del cavo orale, dell’esofago e della vescica mentre bisogna attendere un decennio per veder scendere le possibilità di subire una diagnosi di cancro del polmone. Questa tipologia di tumore, comunque, secondo numerosi studi citati dal presidente nazionale dell’Aiom, aumenta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori. Accise per finanziare un Fondo nazionale Secondo l’Aiom si tratta di dati molto allarmanti che spingono l’Associazione a richiedere un intervento forte da parte delle istituzioni. “La nostra società scientifica – spiega Pinto – più di un anno fa sostenne una campagna per l’istituzione di un Fondo Nazionale per l’Oncologia, da finanziare con le accise sul tabacco, per colpire uno dei principali fattori di rischio oncologico e garantire l’accesso ai farmaci innovativi per tutti i pazienti”. In quell’occasione il governo ha istituito per la prima volta un Fondo di 500 milioni di euro da destinare alle nuove terapie anticancro. Un investimento che l’Aiom spera sia reiterato anche per il 2018, prevedendo “un adeguato Fondo Nazionale per i farmaci innovativi in Oncologia”. Nel caso non vengano individuate risorse aggiuntive, l’Aiom auspica che i finanziamenti arrivino proprio dall’aumento del prezzo delle sigarette. Proposta sempre valida Interrogata sulla questione, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è mostrata ancora una volta favorevole alla tassa sul fumo. “Era una proposta che abbiamo fatto lo scorso anno, per avere risorse per le terapie contro il cancro, ma che rimane valida sempre”.

Http://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2017/10/02/prezzi-sigarette-aumento.html

 

Corriere dell’Umbria – 03/10/2017

Sigarette elettroniche, ecco i rischi

L’aumento dell’uso di alcol, fumo, energy drink e droghe tra gli adolescenti è stato al centro del dibattito in occasione di Sharper-Notte europea dei ricercatori di Perugia. Sono stati presentati i primi risultati di una Consensus realizzata dal gruppo di studio Ers (European respiratory society) sui possibili effetti nocivi causati dalla sigaretta elettronica utilizzata sempre più da ragazzi e adulti. Una mini-guida dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici per aiutare mamme e papà. “E’ un vero percorso a ostacoli quello che si trovano ad affrontare gli adolescenti di oggi – interviene Susanna Esposito, ordinario di pediatria all’ Università degli studi di Perugia e presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici, Waidid – e così anche i loro genitori. I ragazzi di oggi non solo vivono una maggiore libertà ma sono sempre più precoci nelle loro esperienze. Per questo raccomandiamo a mamme e papà un’attenzione sempre vigile, senza essere invadenti ma consapevoli dei rischi per la salute dovuti non solo all’uso di alcol, droghe e fumo ma anche ad energy drink e sigarette elettroniche”. Il progetto ha coinvolto 5 città, Perugia, Ancona, Cascina, Palermo e L’Aquila, finanziato dalla commissione europea nel quadro delle azioni Marie SklodowskaCurie del programma Horizon 2020. Secondo l’organizzazione mondiale della sanità, il tabacco provoca 6 milioni di morti l’anno nel mondo, ovvero determina più decessi di alcol, aids, droghe e incidenti stradali messi insieme. Ma il fumo piace sempre di più agli adolescenti italiani. I dati Doxa 2017 lo confermano: su oltre 11 milioni di fumatori in Italia, (22,3%), il 12,2% ha iniziato a fumare prima dei 15 anni. Si fuma di più tra i 25 e i 44 anni (28%) mentre nella fascia d’età più giovane, tra i 15 e i 24 anni fuma il 16,2%. Ma c’è di più. Si fumano principalmente sigarette confezionate (94,3%) sebbene continui costantemente a crescere il consumo prevalente delle non meno nocive sigarette fatte a mano (9,6%), diffuso soprattutto tra i giovani, spesso per motivi di convenienza economica. Anche l’uso della sigaretta elettronica aumenta, in generale, tra adulti e adolescenti. Secondi i dati di Eurobarometro 2017 in Europa, la usa il 2% della popolazione adulta, mentre nel nostro Paese, piace al 4% degli italiani e otto fumatori su dieci la usano in combinazione con la sigaretta tradizionale, con l’obiettivo di smettere di fumare. Tra i 18 e i 24 anni, l’uso dell’e-cig si attesta su 1,8% di consumatori (dati Passi 2014). Ma attenzione alle sigarette elettroniche, potrebbero rivelare effetti nocivi nel medio-lungo termine. Infatti, secondo i primi risultati della ricerca condotta da Ers gli agenti prodotti dal vapore potrebbero contenere sostanze potenzialmente tossiche e dannose per la salute, sebbene i rischi dipendano da molti fattori quali marca, aroma, calore della sigaretta, vaporizzatore, pulizia e durata dell’utilizzo della sigaretta, modo di fumare. (…)

 

Les Echos – 03/10/2017

Jack Bowles est nommé chief operating officer du group British American Tobacco

Nommé président de la filiale basée en Malaisie en 2007, il est entré, en 2009, au comité de direction où il a assumé la présidence de la région Europe, puis celle de la région Amériques en 2011. Il était devenu président de la région Asie-Pacifique en 2013.Jack Bowles, 53 ans, diplômé de l’Ipag de Paris, a rejoint le groupe, en 2004, en qualité de directeur général de British American Tobacco France, qu’il a ensuite présidé. Nommé président de la filiale basée en Malaisie en 2007, il est entré, en 2009, au comité de direction du groupe où il a assumé la présidence de la région Europe, puis celle de la région Amériques en 2011. Il était devenu président de la région Asie-Pacifique en 2013.

 

Reuters.com – 02/10/2017

Switching to e-cigarettes could save 6.6 million American smokers

Up to 6.6 million early deaths in America might be averted over 10 years if smokers switched to e-cigarettes, and the nicotine delivery devices should be adopted as part of an “endgame for cigarette smoking”, researchers said on Monday. In an analysis of potential health benefits of getting smokers to quit tobacco, the researchers found that those 6.6 million people who switched to vaping would live for a collective total of up to 86.7 million extra years. The findings “can help the (U.S.) Surgeon General and the public health community develop a strategy to reach the ‘endgame’ for cigarette smoking,” the scientists said. “Old policies need to be supplemented with policies that encourage substituting e-cigarettes for the far more deadly cigarettes,” added David Levy, who co-led the work at Georgetown University Medical Center in the United States. The global science community is divided over e-cigarettes and whether or not they are a useful public health tool as a nicotine replacement therapy. Also known as vapes, e-cigarettes contain no tobacco, but contain nicotine-laced liquids that the user inhales in a vapor. Many specialists, including health experts at Public Health England, think e-cigarettes are a lower-risk alternative to tobacco and could help many people quit smoking. Published in the journal Tobacco Control, this study used worst and best case scenarios and modeled possible public health outcomes in the United States if cigarette smoking was replaced by e-cigarettes. Even in the most pessimistic scenario, the study found that 1.6 million former cigarette smokers could avoid premature death, while in the optimistic scenario, 6.6 million would. “In addition (to lives saved), there would be tremendous health benefits including reduced disease disability to smokers, reduced pain and suffering, and reduced exposure to second hand smoke,” Levy said. Some experts not directly involved in the research also said its findings held a clear message. “The benefits are massive and demonstrate the importance of embracing, rather than rejecting, the potential of this new generation of nicotine products,” said John Britton, director of the UK centre for tobacco and alcohol studies at Nottingham University.

Https://in.reuters.com/article/us-health-ecigarettes/switching-to-e-cigarettes-could-save-6-6-million-american-smokers-researchers-idINKCN1C72UJ

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