Rassegna stampa_5 giugno 2018
SCENARIO TABACCO
Ansa, 04/06/2018
Da tabacco 150 milioni, Confagri-Bat pro filiera sostenibile
Per il settore italiano del tabacco la crisi ha significato anche opportunita’: il processo di ristrutturazione per far tornare la filiera nazionale competitiva sul mercato globale e’ stato un successo. Lo si e’ sottolineato nel corso della tavola rotonda “Sostenibilita’ della filiera tabacco” promossa, a Roma, a Palazzo della Valle, da Confagricoltura e British American Tobacco Italia (Bat Italia), una delle principali aziende internazionali nel settore. In Italia si contano circa 2.500 produttori di tabacco, concentrati soprattutto in Veneto, Umbria, Campania, alcune zone della Toscana, ed alcuni areali del Lazio; tutte zone produttive dove il tabacco e’ parte della storia, della tradizione e oggi anche dell’eccellenza tecnologica del Paese. La filiera, che si estende su circa 16 mila ettari, produce diverse varieta’ di tabacco per un totale di oltre 60 milioni di kg all’anno, che generano entrate che superano i 150 milioni di euro. ”Bat ha fatto del tema del sostegno alla filiera – ha detto l’Ad di British American Tobacco Italia Andrea Conzonato – un punto centrale della sua presenza in Italia. Tra il 2011 e il 2017 ha acquistato tabacco italiano per circa 150 milioni di euro. Nel solo 2017 ha stanziato 20 milioni per l’acquisto di tabacco di elevata qualita’ proveniente soprattutto dal Veneto e dalla Campania, che si inseriscono in un piu’ ampio piano di investimenti da 1 miliardo di euro in 5 anni avviato nel 2015 esteso anche ad altri ambiti del Made in Italy. Oggi Bat vuole dare un ulteriore concreto segnale di sostegno, raddoppiando gli acquisti della varieta’ Burley” ha annunciato. “Molti avevano dato per spacciata questa filiera, a cui Bruxelles ha negato qualsiasi forma di aiuto diretto e indiretto – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Abbiamo difeso la coltivazione e le aziende innovative e all’avanguardia. Anche grazie alla precision farming ed all’innovazione digitale sono gia’ molto avanti nel processo di sostenibilita’ ma, come per tutti gli altri attori della filiera, per fare investimenti devono avere garanzie di lungo termine. La decisione di BAT di incrementare l’acquisto di tabacco italiano Burley va proprio in questa direzione: valorizzare il prodotto, offrire nuove opportunita’ e contribuire alla sostenibilita’ della filiera”.
Ansa, 04/06/2018
Agricoltura: Catania, a Bruxelles fondiamo Amici del tabacco
La filiera del tabacco in Italia rialza la testa dopo i tagli dei sostegni comunitari e la ristrutturazione produttiva e torna, come sottolineato in convegno promosso da Confagricoltura, a guardare con ottimismo all’avvio del negoziato Ue della Pac e all’occupazione che per questa coltura e’ dieci volte superiore a quella del grano. ”Sul tabacco – ha detto l’esperto di politiche comunitarie ed ex ministro per le Politiche Agricole Mario Catania – la riorganizzazione e’ stata traumatica, ma pur perdendo gli aiuti il comparto nazionale e’ oggi vivo e vitale. E’ arrivato il momento di riaprire a Bruxelles la partita, ma serve convinzione politica e sono certo che il nuovo ministro Centinaio abbia a cuore la conservazione e lo sviluppo di una coltura ad alto tasso di impiego di lavoratori. Va percio’ costituito il gruppo ‘Amici del tabacco’ – e’ la proposta di Catania – una lobby che coinvolga sia ministeriali che produttori di tutti i Paesi interessati per evitare di andare in ordine sparso”. L’Italia, ha precisato il responsabile Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma Denis Pantini, rappresenta l’1% della produzione mondiale di tabacco, pari a 5,8 milioni di tonnellate che si sta spostando sempre piu’ in Africa (+57% nel periodo 2006-2016) e in Asia (+8%) mentre in Europa nello stesso decennio e’ scesa del 33%. Ma se la produzione made in Italy si concentra nel 2017 a oltre 16mila ettari in 20 province (principalmente Verona, Arezzo, Perugia, Benevento e Caserta) rispetto ai circa 26mila ettari in 31 province di dieci anni prima, cresce paradossalmente il gettito fiscale a 14 miliardi di euro tra accise e Iva. ”Non e’ sbagliato che la fiscalita’ aumenti – per l’Ad di British American Tobacco Italia Andrea Conzonato – ma per continuare a investire in Italia chiediamo una pianificazione corretta delle misure fiscali e qualita’ produttiva. Se ci sono questi due elementi, l’Italia e’ un Paese dove cresceranno gli acquisti Bat”. La filiera del tabacco, ha concluso il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, ” e’ uno dei pochi che crea valore e lascia valore in Italia per ben 14 miliardi di euro. E’ una coltura alternativa a quella del grano e altrettanto fondamentale e tradizionale al Centro Sud. Tuttavia va supportata perche’ ci troviamo davanti ad un quadro internazionale che conta numerosi Paesi concorrenti (India, Brasile, Africa australe), dove i costi di produzione e del lavoro, non sono comparabili con quelli europei. Ci impegneremo – ha concluso Giansanti – perche’ l’Italia continui ad essere, in termini quantitativi e qualitativi, leader in Europa nella produzione di tabacco”.
SCENARIO SIGARETTA ELETTRONICA
Ansa, 04/06/2018
Fda contro industrie e-cig, non si vendano a teenagers
“Le industrie che producono e-cig facciano qualcosa, ne hanno l’opportunità. La finestra e’ aperta, ma non rimarra’ aperta per molto”. E’ un avvertimento chiaro quello che il commissario dell’ente statunitense per i farmaci Fda, Scott Gottlieb, lancia alle compagnie di sigarette elettroniche invitandole ad adottare misure per impedirne la diffusione e la vendita tra i giovanissimi ed i teenagers: un fenomeno che Gottlieb definisce “molto preoccupante” e per arginare il quale annuncia misure “forti”. La stretta e’ stata comunicata dal responsabile della Fda dinanzi alle migliaia di oncologi riuniti a Chicago per il congresso mondiale dell’American Society of clinical oncology. A preoccupare Gottlieb, che ne pala in termini di una “tragedia di salute pubblica”, e’ il crescente consumo di e-cig tra bambini e adolescenti con il rischio che si crei una nuova generazione di dipendenti dalla nicotina. Da qui l’annuncio di misure “aggressive” e l’aut-aut alle industrie. Una posizione che ha ottenuto l’immediato plaudo del residente dell’Asco, Bruce Johnson. “Tantissimi ragazzini usano le e-cig e siamo profondamente preoccupati da questo trend. Quindi – ha affermato Gottlieb – adotteremo decisioni ‘aggressive’ per misure di contrasto contro coloro che vendono e-cig ai ragazzi e ci stiamo concentrando sulle compagnie che pubblicizzano questi prodotti in modo da renderli appetibili per i teenagers. Sono stato chiaro con l’industria delle e-cig: li riterremo responsabili in ogni momento”. Quindi l’aut-aut: “Le compagnie che producono e-cig hanno la possibilita’ di fare qualcosa. La finestra e’ aperta, ma non lo rimarra’ aperta per molto”. Infatti, se “aprendo una via alle sigarette elettroniche come alternativa per gli adulti fumatori, tutto cio’ che finiamo per ottenere e’ avvicinare una nuova generazione di ragazzi alla nicotina – ha spiegato – allora abbiamo fallito nel nostro obiettivo. Saremo cioe’ passati da una tragedia di salute pubblica ad una nuova altra tragedia. Io non intendo permettere che cio’ accada”. Quindi, “le industrie devono considerare questa come una questione urgente di salute pubblica e non come una sfida commerciale. E’ piu’ del loro modello di business ad essere in gioco. E’ – ha detto – la vita dei nostri ragazzi”. Un appello accolto anche dagli oncologi italiani al Congresso. Il punto, ha sottolinea il direttore dell’Unita’ di oncologia all’Ospedale S.Andrea di Roma, Paolo Marchetti, “e’ che l’utilizzo delle e-cig negli adulti fumatori come alternativa e’ un’opportunita’, ma che tale uso sia scevro da rischi per la salute nessuno lo ha dimostrato. Ad oggi – ha affermato – non si sono registrati effetti acuti negativi, ma potrebbero verificarsi sul lungo periodo”. Tuttavia, “e’ demenziale indurre l’uso delle e-cig in chi non ha mai fumato e nei teenagers. Tale uso getta infatti la base per una dipendenza da nicotina anche nei giovanissimi”. Dunque, “anche se non ci sono ancora studi specifici sugli eventuali effetti avversi delle e-cig, concordo con la stretta della Fda, perche’ l’obiettivo – ha concluso – e’ evitare rischi per i giovani”.
Ansa, 04/06/2018
Tabacco: Bat Italia, siamo per consumo responsabile adulti
A volte anche le linee parallele si incontrano: Andrea Conzonato, amministratore delegato della British American Tobacco Italia si dichiara d’accordo col commissario dell’ente statunitense per la regolamentazione degli alimenti e dei farmaci (Fda), Scott Gottlieb, che chiede di non vendere le e-cig agli adolescenti, e comunque si sente ”non coinvolto” dai rilievi dell’ organo di controllo Usa. ”Sono per un consumo responsabile, – ha detto l’Ad della Bat Italia, a margine di un incontro promosso da Confagricoltura sulla sostenibilita’ del Tabacco – noi produciamo per un mondo di adulti che hanno liberamente scelto il consumo di nicotina, anche liquido. Noi – ha sottolineato Conzonato – non incoraggiamo nessuno, ma concretamente sosteniamo un consumo consapevole e piu’ vicino alle istanze salutistiche con prodotti che non hanno combustione perche’ da questa nel 90%-95% dei casi, si generano sostanze a rischio cancerogeno. Per questo investiamo nella combustione-zero”.
Sigmagazine.it, 04/06/2018
Nuova Zelanda, Ministero della Salute benedice la sigaretta elettronica
“Il vaping è meno dannoso del fumo e i fumatori adulti che hanno provato altri metodi, possono prendere in considerazione di passare all’elettronica, se stanno cercando di smettere”. A dirlo è Jenny Salesa, ministro associato della Salute neozelandese, che scrive queste parole sul sito ufficiale del governo lo scorso 31 maggio, in occasione della giornata mondiale senza tabacco. […] In Nuova Zelanda l’emergenza è rappresentata dal 33 per cento di fumatori nella popolazione Maori e del 22 fra gli abitanti delle isole del Pacifico ed è a loro che si rivolge l’attenzione del governo in vista dell’obiettivo Smokefree 2025. “Stiamo elaborando un Piano d’azione per raggiungere l’obiettivo – scrive ancora Salesa sul sito istituzionale – che valuterà anche come applicare al meglio regolamentazioni proporzionate al rischio su tutti i prodotti del tabacco, compresi tabacco fumato, quello senza fumo e prodotti del vaping”. […]
https://www.sigmagazine.it/2018/06/salesa/
ALTRO
Il Resto del Carlino, 05/06/2018 (allegato)
Cannabis anche in tabaccheria
[…] Andrea Davalle,titolare della tabaccheria ‘Fil di fumo’,è stato il primo in città a commercializzare la cannabis light nel suo negozio di via Cartesio.la sua scia è poi stata seguita da altri suoi colleghi. A Modena la ‘legalizzazione silenziosa ‘è un dato di fatto.«Abbiamo iniziato a fine dicembre,per accontentare le numerose richieste che arrivavano da mesi»,rivela.spiega di essersi interessato «al fenomeno parlando con alcuni clienti dell’assenza di cannabis terapeutica nelle farmacie.Ho approfondito il tema e ho scoperto la cannabis light.Specifico,per evitare problemi,che si tratta di due cose molto differenti. […]Così la cannabis light viene commercializzata – nelle tabaccherie e nei growshop – come deodorante per ambiente.La grande ipocrisia.Basti pensare che alcuni avvocati esperti nel settore consigliano,per evitare (improbabili)guai,di mantenere le confezioni di inflorescenza ben sigillate lungo il tragitto tra il negozio e la casa.Se fermati,nessuno puòsostenere sia stata consumata,e quindi non si corre alcun rischio.Teoricamente,una volta arrivati nella propria abitazione,la cannabis light andrebbe sistemata sulle mensole per profumare gli ambienti.
Panorama.it, 04/06/2018
Come la cannabis light ha conquistato l’Italia
[…] A solo un anno dall’entrata in vigore della legge 242, promulgata per regolamentare e sostenere la coltivazione della canapa, il sogno degli antiproibizionisti (prima) e dei rapper (oggi) è concretizzato: la canna, è legalized. Gli hemp shop si stanno moltiplicando, le farmacie pur con cautela iniziano ad annusare il business, il musicista hip hop Gué Pequeno ha lanciato una linea di bustine fumabili chiamate Zen, e persino i comuni tabaccai vendono regolarmente confezioni da uno e due grammi con la dicitura “Per uso tecnico”, così evitano le multe che deriverebbero dalla vendita di un surrogato del tabacco senza versare l’obolo dovuto ai Monopoli. […] Negli anni Cinquanta eravamo il secondo produttore d’Europa dopo la Russia, con migliaia di ettari coltivati tra Piemonte ed Emilia Romagna, soprattutto nella provincia di Ferrara.Un antico know how che ha fatto sì, grazie alle prospettive aperte dalla nuova normativa (si parla ormai apertamente di Cannabusiness), che i terreni a cannabis siano passati da mille a 5 mila ettari nel giro di un anno, una rotazione che secondo gli agronomi può migliorare la fertilità del terreno fino al 20 per cento. […] Il guadagno potenziale per chi si butta nell’intrapresa invece varia molto, a seconda della qualità del fiore (che rappresenta un terzo della pianta e può valere fino a 3 mila euro al chilo) e della varietà di prodotto che il singolo coltivatore è in grado di estrarre e trasformare. Biofibra, bioplastiche e persino idrocarburi sono tra i derivati più ricchi, lavorazioni che secondo alcuni studi possono portare a una resa monstre di 500 mila euro per ettaro (col grano, se ne guadagnano al massimo 400). “Senza contare che i semi nostrani sono considerati i migliori del mondo, e soltanto negli Stati Uniti quest’anno ne abbiamo esportati 350 quintali” spiega il presidente di AssoCanapa Felice Giraudo, un pioniere che nel 2007 ha avuto il coraggio, nel vuoto normativo, di installare il primo mezzo ettaro di piantine […]
https://www.panorama.it/news/cronaca/cannabis-light-italia/
Askanews.it, 04/06/2018
“Divieto cannabis terapeutica viola diritto a scienza e salute”
In occasione della sessione organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Salute il 4 giugno per promuovere una “revisione della cannabis”, l’Associazione Luca Coscioni ha preparato un documento che inquadra lo studio critico della pianta medica nel quadro normativo internazionale del cosiddetto “diritto alla scienza”. […] Dal 1961 la cannabis e i suoi derivati sono contenuti nelle tabelle 1 e 4 della Convenzione unica sulle sostanze psicotrope “senza alcuna prova scientifica relativa a pericolosità o tossicità” ha detto Perduca. “Per oltre mezzo secolo, in modo del tutto arbitrario si sono poste fortissime limitazioni all’accesso ai benefici della scienza, impedendo a scienziati di contribuire a studi nazionali e internazionali e bloccando la creazione di un ambiente favorevole per promuovere la conservazione, lo sviluppo e la diffusione della scienza e della tecnologia e loro applicazioni per la salute personale. E se il mondo ricco può usare terapie a base di cannabis – ha concluso Perduca – non si capisce perché i paesi vittime del proibizionismo Occidentale non possano coltivare la cannabis, spesso pianta tradizionale, e aiutare i propri cittadini proprio come quelli dei Paesi che, dal dopoguerra a oggi, hanno imposto leggi draconiane contro produzione e uso terapeutico della pianta medica”. […] L’Associazione Luca Coscioni afferma di essere contattata quotidianamente da persone che incontrano difficoltà nel reperire i farmaci prescritti dai propri medici. Mentre a dicembre del 2016 l’Italia ha legalizzato nuovamente la canapa industriale, il 22 maggio 2018 il Ministero dell’Agricoltura ha approvato l’uso di prodotti contenenti fino a 0.2% di THC per cannabis sativa, specificando che se il prodotto finale contenesse fino allo 0.6% ne sarebbe ugualmente consentito il commercio. Le prime stime prodotte dall’industria parlano di un giro d’affari di 45 milioni per il 2017.