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Rassegna stampa_8 giugno 2018

SCENARIO TABACCO 

Corriere dello sport, 08/06/2018

IQOS 2.4 Plus il tabacco non brucia

Eccellenza, progresso, performance e precisione. Sono i valori che accomunano il mondo dei motori e quello di IQoS, che dedica la sua limited edition (in anteprima nazionale al Parco valentino di Torino) a chi ama vivere con stile e passione. Si chiama IQoS 2.4 Plus Motor limited edition, l’ultimo nato in Philip Morris International. Un design unico dell’ormai iconico dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo che, con la 2.4 Plus, diventa ancora più smart e veloce. Si ricarica fino al 35% più velocemente; in media, 1’ in meno rispetto all’attuale (da 5 a 4’), vibra per tutto il periodo dell’utilizzo e ha led più luminosi. Costo: 100€.

 

Elle – 08/06/2018 (allegato)

Cambiare si può
[…] Per questo sosteniamo programmi di valorizzazione dei talenti femminili anche al di fuori dell’azienda allo scopo di motivare le donne che lavorano a cambiare in meglio», spiega Carla Sangiorgio, responsabile Comunicazione Corporate di Philip Morris Italia. «E infatti la partnership con Piano C è finalizzata a creare maggiore sensibilizzazione sul tema del women empowerment, soprattutto quando si attaversa un periodo di cambiamento. Esattamente la fase che sta vivendo la nostra azienda». Le cinque donne, scelte tra le candidate che si iscriveranno sul sito di Piano C, saranno presentate durante il Forum Elle Active!. Intanto, nelle Iqos Embassy di Milano (il 26 giugno), Roma e Napoli sarà illustrato nel dettaglio il progetto Back to work: tre tappe itineranti di recruitment, incontri con testimonial e formazione di donne in cerca di nuove opportunità. Siete pronte per cambiare tutto e ricominciare? Iscrivetevi subito online per partecipare il 26 giugno a Milano all’evento presso l’Iqos Embassy.

Così – 08/6/2018 (allegato)

In Italia crescono i fumatori

Stando agli ultimi dati presentati dall’istituto Superiore di Santa, in occasione della Giornata Mondiale contro il Tabacco, in Italia i fumatori continuano a crescere: ben il 23,3% delle persone residenti nel nostro Paese, infatti non riesce a fare a meno di accendersi una sigaretta. II dato e cresciuto di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Tra i 14 e 17 anni un giovane su 10 fuma abitualmente e la meta è venuta comunque in contatto con il tabacco. “La prima sigaretta ale scuole secondarie superior’ – riporta l’Iss – ma alcuni iniziano a 9 o 10 anni alle elementar’ e oltre la metà del fumatori abituali tra 14 e 17 anni fuma anche cannabis”. L’abitudine al fumo, ricordano l’Iss, pesa negativamente sulla salute aumentando il rischio di malattie respiratoria cardiovascolari e oncologiche, oltre a generare effetti negativi sul sistema riproduttivo di uomo e donna.

 

Così – 08/6/2018 (allegato)

Smettere di fumare? Un aiuto arriva da Facebook

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California a San Francisco, Facebook potrebbe aiutare le persone che vogliono smettere di fumare. Chi fuma e usa i social per interrompere la dipendenza ha 2,5 volte in più di possibilità di smettere, dopo tre mesi, rispetto a chi decide di seguire un altro trattamento online, si legge nella ricerca pubblicata su “Addiction”. “L’ambiente dei social pub essere uno strumento coinvolgente per il trattamento delle dipendenze da tabacco, anche per coloro che non sono pronti a smettere”, dice Danielle Ramo, docente di psichiatria dell’ateneo Usa. La ricerca ha dato modo ai partecipanti di entrare in gruppi chiusi su Facebook e di seguire un metodo con post giornalieri, sessioni di domande e risposte e sessioni settimanali di consulenza. Negli Stati Uniti gli studi dimostrano che quasi tutti i fumatori hanno iniziato a fumare prima dei 26 anni. I giovani sono motivati a smettere in età più avanzata e sono meno propensi a usare trattamenti come quelli farmacologici o basati sulle consulenze. Secondo i ricercatori, questo metodo basato sui social potrebbe invece spingerli a smettere. “Gli interventi digitali a volte possono soffrire di un basso coinvolgimento – conclude Ramo – Abbiamo invece riscontrato un elevato coinvolgimento generale. È stato molto coinvolgente per i partecipanti, una forma di intervento che piace davvero ai giovani”.

 

SCENARIO SIGARETTE ELETTRONICHE

 

 

ALTRO

Il Manifesto, 08/06/2018

Il G7 si apre tra minacce di dazi Usa e la prima cannabis legale

Tra un bicchiere di sidro e un formaggio tipico del Quebec i leader del G7 che oggi si riuniscono a Charlevoix, in Canada, potrebbero anche loro aver desiderio di una «fumati-na ricreativa». Il Canada li accoglie infatti con due annunci strepitosi: il Canada sarà il primo paese del G7 a liberalizzare l’uso a scopo ricreativo di marijuana, il secondo del mondo dopo l’Uruguay, e probabilmente, senza nessuna correlazione, anche uno dei Paesi a cadere sotto la mannaia dei dazi di Trump. […] Il voto del Senato che proprio alla vigilia del vertice del G7 ha abolito le proibizioni di vendita di marijuana a scopo ludico non è privo, a ben vedere, di effetti economici. La nuova normativa – la marijuana medica era già legale – nelle stime della Canadian Imperial Bank of Commerce potrebbe attivare un mercato legale da 6,5 miliardi di dollari canadesi solo per quanto riguarda i consumatori locali (pari a 5 miliardi di dollari Us) entro il 2020, mentre i progetti più a lungo termine prevedono addirittura un giro d’affari da 9,2 miliardi di dollari canadesi (7 miliardi di dollari Us) nel 2025. Secondo alcuni centri di ricerca economica la spesa per l’acqui sto di cannabis legale potrebbe aumentare del 58%. I consumatori regolari di marijuana inoltre potrebbero aumentare i loro acquisti fino al 22%. E quindi in termini di tasse, secondo i calcoli del ministro delle Finanze canadese Bill Mor-neau in vista della legge di bilancio prossima, entrando il provvedimento in vigore da agosto, ed essendo tassata la marijuana un dollaro al grammo, ci sarebbe un aumento delle entrate fiscali del 10% . Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha spiegato che in ogni caso la nuova legge scoraggerà l’uso della droga da parte dei giovani. Le pene per chi farà fumare «erba legale» ai minorenni sono infatti state aumentate fino a 14 anni di pena prevista. Pesantemente sanzionato sarà anche il commercio fuori dai circuiti autorizzati ( ogni «spacciatore legale» potrà vendere al massimo 30 grammi). I proprietari terrieri della Nuova Scozia o singoli consigli comunali hanno già proibito la fruizione in pubblico dell’erba legale. Tanto che Longley Blair, segretario del partito canadese per la marijuana libera fondato nel 2004 come costola dei liberali , è stato accusato di aver ottenuto una legge che favorirà soltanto i grandi produttori e l’uso casalingo della sostanza psicotropa. In realtà per quanto riguarda l’autoproduzione ogni famiglia canadese avrà diritto a coltivare un massimo di quattro piante di «mafia», Per stime più approfondite sull’impatto per le grandi case di produzione toccherà aspettare domenica quando si riunirà il World Cannabis Congress: 450 leader del settore faranno il punto su come impostare un mercato del tutto nuovo, l’alba di una nuova era.

*Notizia riportata anche da La Repubblica e da Avvenire

 

Corriere della sera, 08/06/2018

Consumo di cannabis, l’Italia è terza

L’Italia è terza in Europa per consumo di cannabis, (una posizione in meno rispetto all’anno scorso), e quarta per cocaina (più quattro posizioni). L’ultimo rapporto dell’Agenzia europea delle droghe — su dati del 2016 — segnala che hanno fatto uso di cannabis 24 milioni di adulti, e il 20,7% di giovani (15-34 anni) in Italia, seconda solo alla Francia (21,5%); se si considera il tasso di consumo nell’arco della vita, l’Italia è terza con il 33,1%, dopo Francia (41,4%) e Danimarca (38,4%). In Italia l’1,9% dei giovani ha fatto uso di cocaina, ma se si guarda all’arco della vita il tasso sale al 6,8%, il quarto dato più elevato dopo Regno Unito (9,7%), Spagna (9,1%) e Irlanda (7,1%).

*Notizia riportata anche da: Il Messaggero, La Stampa, Avvenire e La Gazzetta dello sport

 

Il Tempo, 08/06/2018

«I cannabis shop sono negozi di morte»

«Qui si vende morte per i tuoi figli. Boicotta i negozi che vendono marijuana!».La foto del teschio su sfondo nero-Ieri mattina Roma si èsvegliata tappezzata di manifesti anti cannabis a firma di Rinascita Nazionale Cristiana,alias il movimento ecclesiale formato da laici che,come si legge sul loro sito,riuniscono in gruppi accomunati da un desiderio di ricerca e approfondimento critico delle realtà».Dal Lungotevere a via Labicana,attirando l’attenzione dei cittadini.Un’iniziativa con cui si attaccano tutti i punti vendita che,legalmente,vendono cannabis light.Ossia quella tipologia di cannabis che ha un principio attivo piùbasso dello 0,6 Secondo la legge italiana 242 approvata nel dicembre 2016,la sua produzione e commercializzazione sono legali in Italia se,come noto,il contenuto di THC non superi lo 0,2 La legge 242 proibisce le importazioni non rientranti nel catalogo europeo.Il proliferare di corner,distributori e negozi di cannabis light,da Campo de’Fiori a viale Aventino fino via Pellegrino Matteucci,èsotto gli occhi di tutti.Grow shop che fanno proseliti da una parte e polemica dall’altra Accanto ai prodotti alla canapa:biscotti,cioccolate,caramelle,the,caffè,lecca-ma anche cosmetici,oli,semi,creme,birre,liquori,e ovviamente le infiorescenze.

 

Rolling Stone – 08/06/2018 (allegato)

Cannabis light? Sì, con riserva

La cannabis light è pura ideologia al lavoro, camuffata da democrazia diretta. Una cannavak (quasi) una canna. Molto attuale. as Qual è l’identikit dell’utente? Quasi cool, quasi liberato, quasi addicted: cerca di smettere, ma non sa da cosa. RS Che ruolo ha il marketing nel successo della cannabis light? Ogni sotto-mercato ha una nicchia di coolness, una frangia incerta e una vasta aura di sfiga. E il mercato della cannabis a zero THC deve ancora crescere, prendere forma e declinarsi. È possibile che la dinamica sia simile a quella delle sigarette elettroniche. Nate per la consolazione di tabagisti sfiancati, sono presto divenute l’approdo fighetto dei preadolescenti alle prese con problemi di identità. Oggi svaporare alla vaniglia e zenzero è cool e al limite della trasgressione. O forse era ieri, e io mi devo riaggiornare. as Ma si è capito se la cannabis light è psicoattiva, oppure no? Un ragionamento serio sugli effetti psicoattivi deve rifiutare ogni noiosissimo discorso sui recettori cerebrali. Per le cosiddette “droghe leggere” l’effetto dipende molto da ciò che ti aspetti, da ciò che ti hanno detto, da cosa stavi facendo e farai. Del resto, qualcuno sa dire che effetto fa prendere antidepressivi per un mese? È difficile dire cosa fanno, senza avere una certa idea della depressione, di come si sta quando si sta male. […]

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