Rassegna stampa 19 febbraio 2018
Brescia Oggi 19/02/2018
Sigarette elettroniche: difesa a Cinque Stelle
Produttori, distributori, dettaglianti e consumatori: l’intero mercato della sigaretta elettronica alza la voce contro l’emendamento del Governo approvato lo scorso dicembre dalla Quinta Commissione della Camera, che all’interno della legge di bilancio ha sancito il passaggio dell’intero comparto sotto il controllo dei Monopoli di Stato, vietato la vendita online dei liquidi di ricarica e stabilito su questi ultimi una tassa del valore di 5 euro ogni dieci millilitri. Un provvedimento retroattivo che rischia di obbligare i commercianti a dover restituire al fisco le imposte inconsapevolmente accumulate in precedenza. Senza considerare l’incognita sulle condizioni operative a cui i negozi dello “svapo” dovranno d’ora in poi sottostare, sulle quali l’Agenzia dei Monopoli dovrà esprimersi entro il 31 marzo. IL LAMENTO della categoria è stato raccolto a Brescia dal Movimento Cinque Stelle, che ha promosso nell’auditorium Capretti di via Piamarta un dibattito volto all’ascolto della variegata platea scientifica e associazionistica che si sta battendo a vari livelli per vedere riconosciuta la libertà di fare impresa e per denunciare un indirizzo governativo «totalmente sbilanciato a favore dell’industria del tabacco».Moderati dall’imprenditore e-cig Matteo Musicco, i relatori non hanno esitato a sottolineare «l’unicità italiana del problema», laddove nel resto d’Europa tali dispositivi, e le diverse componenti tra cui glicerolo e sostanze aromatizzanti, non sono soggetti ad alcuna imposizione fiscale. «Ci rivolgeremo alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, perché chiediamo la certezza del diritto e perché vogliamo tutelare le aziende lese da queste misure», ha illustrato Gianluca Giorgetti di Vaporart, che punta alla redazione di un documento condiviso con il quale chiedere l’abrogazione dell’articolo 62 quater del Testo unico accise, l’abolizione del divieto di vendita su internet e la cancellazione di qualsiasi debito contratto nei confronti dell’Aams. Dopo la testimonianza da ex fumatore del nuotatore e campione olimpico Domenico Fioravanti, candidato con il Movimento per la Camera a Torino, è arrivato il turno della politica. Il parlamentare pentastellato bresciano Giorgio Sorial ha puntato il dito contro «la mancanza di volontà politica», mentre il giornalista Gianluigi Paragone, capolista al Senato con i Cinque Stelle nel collegio di Varese, ha apertamente criticato «l’alleanza tra multinazionali, sistema bancario e partiti a discapito degli sforzi dei piccoli .
Laprovinciadibiella.it – 18/02/2018
Le sigarette elettroniche tassate e tartassate, così non si aiuta la gente a smettere di fumare
Visita del Candidato alla Camera dei Deputati alla Vaporart, azienda di Biella leader italiana dei liquidi per sigarette elettroniche. Il segretario di Fratelli di Italia Davide Zappalà precisa “abbiamo incontrato oggi e a Biella una realtà che occupa 70 dipendenti, che aveva un fatturato invidiabile e che aiutava molti fumatori ad uscire da una sorta di dannosa dipendenza e che oggi si trova a dover fare i conti con l’immorale tassazione della sinistra.” La sinistra tassa i liquidi delle sigarette elettroniche – certamente meno nocivi per la salute del tabacco – con una tassazione che non è nemmeno lontanamente paragonabile alla tassazione cui sono sottoposte le grandi multinazionali del tabacco. Non ha dubbi il candidato Andrea Delmastro: “pur da fumatore, trovo doppiamente criminale la devastante tassazione perchè tassa e tartassa un mercato in espansione che oggi dà lavoro a oltre 30.000 persone e produce un fatturato di circa 350 milioni di euro, uccidendo quel mercato e perchè scoraggia l’uscita dal fumo”. Un liquido di 10 ml ha una tassazione secca di 5 €, con l’effetto distorsivo finale che il liquido che prima costava al consumatore 5 € oggi costa la bellezza di 12 € e con l’effetto criminale che non solo non viene favorita l’uscita dalla dipendenza del fumo (con i relativi costi sanitari) ma addirittura viene scoraggiata, “convenendo fumare”. Aggiunge ancora il candidato: “A pensare male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca: la sinistra, oltre alla congenita predisposizione alla tassazione, ha fatto un enorme regalo alle grandi multinazionali del tabacco, indifferente ad un mercato italiano di liquidi elettronici che preservava la salute dei consumatori. Se eletto mi impegnerò a capire cosa sia potuto accadere e a schierarmi al fianco del mondo dei liquidi delle sigarette elettroniche e contro le multinazionali del tabacco. Uno Stato che tassa perfino la speranza della gente di smettere di fumare è surreale e criminale!” Sono anni che la comunità internazionale opera per il contenimento del fumo e del tabacco e in Italia oggi come si aiuta chi cerca di smettere di fumare? Tassandolo e tartassandolo!” La norma è decisamente vergognosa ed immorale: è una delle tante cose che dobbiamo raddrizzare!
Il Mattino, 18/02/2018
Torre del Greco. Contrabbando, nascoste in un capannone 8 tonnellate di sigarette: donna arrestata
Otto tonnellate di sigarette di contrabbando, importate dall’Est Europeo, nascoste in un’azienda e pronte ad essere vendute, per un giro d’affari che avrebbe fruttato almeno un milione di euro. Un business gestito da una donna e bloccato dai carabinieri della Compagnia di Torre del Greco e della tenenza di Ercolano coordinati dal capitano Emanuele Corda, che venerdì mattina hanno effettuato un blitz nella ditta parcheggi della 51enne Patrizia Lavino, sequestrando circa 800 casse di «bionde illegali» e arrestando l’imprenditrice. Gli uomini dell’Arma, a seguito di un’attività informativa e giorni di osservazione, hanno scoperto che nel capannone della ditta di parcheggio di mezzi pesanti gestito dalla Lavino in via Arturo Consilio, nella zona mare di Ercolano a confine con Torre del Greco, c’erano dei movimenti strani. Così hanno chiesto le chiavi del capannone alla donna che, però, si è rifiutata. Venerdì, quindi, 15 carabinieri hanno fatto irruzione nel capannone e hanno forzato i portelloni di entrata scoprendo il raffinato marchingegno utilizzato per nascondere le casse di sigarette. Attraverso un gioco di sporgenze e rientranze, infatti, tipo scatole cinesi, «lady contrabbando» era riuscita a ricavare un locale segreto in cui erano nascoste le sigarette. Il fenomeno del contrabbando di sigarette in Italia, e in particolare al Sud non è affatto superato come si pensa. Uno studio recente ha rilevato che nel 2016 nel Belpaese sono state consumate circa 4,6 miliardi di «bionde illegali». I carichi provengono, perlopiù, dall’ Est Europa (Ucraina e Bielorussia in primo luogo), dagli Emirati Arabi e dal Nord Africa (Algeria, Egitto, Libia e Tunisia).
Corriere della Sera, 18/02/2018
Rossa ancora più Rossa. La Ferrari come nel 1969
Rossa, rossa, rossa. La nuova Ferrari di Formula 1 avrà l’aspetto di un magnifico, sofisticatissimo monocromo. Unica interferenza: un leggero tocco di grigio, tinta già apparsa sulla carena della Ducati da MotoGP, oltre al numero di gara. Niente più zone bianche, dunque, presenti sulle monoposto di Maranello dal 1970 (sulle pendici aerodinamiche della magnifica 312B), saltuariamente interrotte, nelle stagioni successive, da ali color alluminio o nere. L’ultima nata a Maranello sarà svelata giovedì e offrirà un colpo d’occhio profondamente connesso alla tradizione motoristica italiana e ferrarista, un’immagine accostabile alla monoposto siglata 312 che disputò il campionato Mondiale 1969, piloti Chris Amon e Pedro Rodriguez: carrozzeria, baffi e alettone completamente rossi. Il bianco, allora, era fornito solo dagli scarichi del motore a dodici cilindri. Più rossa della Ferrari del 2007 con cui Kimi Raikkonen vinse il Mondiale, caratterizzata, pur in modo leggero, da fregi bianchi. La scelta grafica è riconducibile a una serie di ragioni connesse ai partner del Cavallino: l’assenza del marchio Santander (rosso su fondo bianco) che caratterizzava ali e appendici aerodinamiche, abbinata alla nuova strategia dello sponsor Philip Morris, deciso a perseguire un sorta di rivoluzione sul tema fumo che si discosta delle tradizionali sigarette bianco-rosse.
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Repubblica.it – 16/02/2018
Le 13 migliori multinazionali dove lavorare? Vengono da Francia, Giappone, Usa e Germania
Le 13 aziende dove si lavora meglio al mondo hanno un’ampia copertura in Italia, che ne ospita ben 10. Tuttavia sono tutte multinazionali nate e tuttora basate in paesi dove la centralità del lavoro e dell’impresa, e del welfare a essi associato, sono un pilastro della costituzione materiale. Come Francia, Giappone, Stati uniti, Germania, che si spartiscono l’intera dozzina di eccellenza. Uno studio curato dall’ente olandese di certificazione Top Employers Insitute, ha cercato di far emergere le aziende che riservano ai dipendenti un’attenzione speciale: un ambiente e offerte di lavoro ai massimi livelli, investimenti in formazione e sviluppo con gli standard più elevati, percorsi di carriera decisi e condivisi tra dipendenti e dirigenti, retribuzione e benefit calibrati sulle esigenze personali, cultura aziendale all’insegna dell’innovazione e del continuo miglioramento. Solo queste aziende hanno ottenuto la certificazione Top Employers Global 2018, rilasciata per il quarto anno alle multinazionali che hanno ottenuto la certificazione Top Employers in almeno 20 paesi di tre o quattro continenti. E sono solo 13. Eccone l’elenco e una breve descrizione: Technip Fmc, leader mondiale francese su progettazione, tecnologie, sistemi e servizi nel settore Oil & Gas; Valeo, gruppo francese che dal 1923 progetta, produce e distribuisce componenti, sistemi integrati e moduli per l’industria automobilistica; Dimensional Data, gruppo sudafricano poi rilevato leader nell’offerta e nella gestione di soluzioni e servizi internet e comunicazioni, controllato dalla giapponese Ntt; Sap, colosso tedesco delle soluzioni software per le imprese; Saint-Gobain, azienda francese che produce e distribuisce prodotti e sistemi per abitazioni; Merck, polo scientifico e tecnologico con sede a Darmstadt (Germania); il gigante giapponese del tabacco Jti; la rivale anglosassone British american tobacco; l’altra rivale statunitense Philip Morris; Dhl, leader mondiale dei corrieri logistici a matrice tedesca; la società di tlc francese Orange; il polo indiano della consulenza sui servizi informatici Tata consultancy service; l’azienda farmaceutica giapponese Takeda. Le prime 10 dell’elenco erano già state premiate con la Certificazione Top Employers Italia 2018 inizio febbraio. Le “patenti” dell’ente di Amsterdam si basano su un’analisi di dati oggettivi e documentazione relative a circa 600 standard e strategie di gestione delle risorse umane, riferite a nove macro aree: ricerca dei talenti, pianificazione della forza lavoro, assunzioni, formazione, misurazione del rendimento, sviluppo della leadership, gestione delle carriere, retribuzioni e benefit, cultura aziendale. Ci sono oltre 1.300 aziende con questa certificazione nel mondo, di cui 90 operanti in Italia.
New York Times – 18/02/2018
Teenagers ignore the risk of vaping
From page 1 times that, and remained in decline ever since.By nearly every metric relating to personal vice, American teenagers have become virtually puritanical. Through the years, rates of illicit drug use have plummeted. Despite the crisis that opioids have inflicted on our collective well-being, teenagers have remained for the most part directly unharmed. According to the National Institute on Drug Abuse, the percentage of 12th graders misusing pain medication dropped to 4.2 percent in 2017 from its height of 9.2 percent in 2004.The same organization recently noted that the rates of binge drinking among eighth, 10th and 12th graders are well below what they were a decade ago. This is not because children have traded in Rolling Rock for Diet Sprite – even soda consumption has fallen. Beyond that, the C.D.C. reports that the percentage of high school students who are sexually active (defined as having had intercourse during the past three months) dropped to 30 percent in 2015 from 38 percent in 1991.Were you given some time in Silicon Valley and asked to conjure a mechanism for adolescent rebellion well suited to our conformist, technocratic age you might easily have come up with Juul, the ecigarette brought to us by two former Stanford graduate students. In recent years, public health officials have grown increasingly concerned about the popularity of vaping among teenagers – omitting tobacco, e-cigarettes deliver warmed up liquid nicotine turned into a vapor.Last fall, Senator Chuck Schumer held a news conference on Staten Island denouncing e-cigarettes, and Juul in particular, as he urged the Federal Drug Administration to reverse a decision to delay the regulation of vaping devices. He was prompted by a new study indicating that one in five teenagers in New York State were using e-cigarettes, nearly twice the national average; the problem was particularly apparent in New York City and on Long Island.Among affluent teenagers in and around Manhattan, particularly those in the private school world, where insurrection has largely meant coming home from college night and telling your parents that you are thinking about a big state school with great football, rather than, say, Wesleyan, Juul began to find its foothold about a year ago. The company’s founders, James Monsees and Adam Bowen, share a background in product design and, above all, Juul is a good-looking object, a two-part system including a sleek temperature regulation device with a battery and a cartridge in colors seemingly inspired by the Farrow & Ball paint chart. The cartridge, or “pod,” contains the mouthpiece and the vaping liquid.Resembling a flash drive, Juul conveys a sense of industry – you’re Juul-ing into your MacBook Air while you are cramming for your test on Theodore Dreiser and thinking about trigonometry – and it is so easy to conceal that, as one mother explained to me, she failed to notice that her daughter was vaping in the back seat of the car as she was driving.The company’s position that Juul is intended strictly for “adult” smokers as its website repeatedly indicates, is belied by the menu of flavors in which the nicotine pods are offered. These include Mango, Cool Mint, Fruit Medley and Creme Brulee.(…).